Parco nazionale di Redwood

Parco nazionale di Redwood

Il parco nazionale di Redwood è un parco nazionale degli Stati Uniti, situato in California lungo le coste dell’oceano Pacifico.
Il parco nazionale di Redwood prende il nome dall’albero dell’albero simbolo e cioè la Sequoia sempervirens (Sequoia sempervirens (D.Don) Endl.) che negli Stati Uniti prende il nome di coast redwood, coastal redwood and California redwood.
Il parco nazionale di Redwood ha una superficie di45.500 ettari ed all’interno vengono protette, pertanto, il 45 % delle sequoie esistenti.
All’interno si trovano anche praterie, risorse culturali e 60 chilometri di coste incontaminate.
Fino al 1850 la foresta vergine di sequoie redwood copriva 810.000 ettari della costa settentrionale della California, una zona abitata dai nativi americani per 3.000 anni; in quel periodo però inzio la famosa corsa all’or che diede inizio ai lavori di disboscamento. Gli sforzi della “Save-the-Redwoods League”, fondata nel 1918, per difendere tre grandi sequoie, portò all’istituzione di tre parchi statali: “Prairie Creek Redwoods State Park”, “Del Norte Coast Redwoods State Park” e “Jedediah Smith Redwoods State Park”. Il “Redwood National and State Parks”, nome ufficiale del parco, venne istituito nel 1968, quando il 90% degli alberi era già stato abbattuto.
Il parco nazionale di Redwood, insieme agli altri tre parchi statali, vengono gestiti dal Park Service e dal California Department of Parks and Recreation dal 1994.
Il parco nazionale di Redwood è caratterizzato da un ecosistema al cui interno vivono numerose specie animali a rischio come i pellicani bruni, i goby del tidewater, le aquile di mare testabianca, i salmoni reali, gli allocchi maculati americani e i leoni marini di Steller.
Per questo motivo l’UNESCO ha inserito il parco nella lista dei patrimoni dell’umanità il 5 settembre 1980 e tra le riserve della biosfera il 30 giugno 1983.

Geologia –
Il parco nazionale di Redwood rientra, insieme alla regione costiera settentrionale della California, nella zone sismicamente più attiva degli Stati Uniti. I frequenti terremoti (di basso grado) hanno portato a spostamenti del corso dei fiumi e all’erosione delle coste. La placca nordamericana, quella pacifica e quella Gorda sono zolle tettoniche che si incontrano a Cape Mendocino, solo 160 km a sud-ovest del parco. Negli anni novanta si sono avuti nove terremoti di almeno sei gradi di magnitudo lungo questa faglia, ed esiste la possibilità che si verifichi un terremoto di grandi dimensioni. I gestori del parco informano i visitatori del potenziale pericolo attraverso l’uso di volantini e tabelle informative in giro per il parco. Il pericolo di tsunami è particolarmente sentito, ed ai visitatori della zona costiera viene detto di raggiungere dei punti rialzati in seguito alle scosse sismiche.
Dal punto di vista morfologico e geografico all’interno del parco si trovano sia spiagge che montagne. La maggior parte delle rocce appartengono al Franciscan Assemblage, sollevatosi dall’oceano milioni di anni fa. Queste rocce sedimentarie sono principalmente arenaria, roccia di limo e argilla e, in quantità minore, roccia metamorfica come silicio di quarzo e chlorastrolite. Questo genere di rocce vengono erose facilmente, e sono visibili particolarmente lungo la costa e nei punti in cui fiumi e torrenti formano piccoli gorghi. Formatesi durante il cretacico, sono deformate dai processi di innalzamento e depressione. In alcune aree i fiumi hanno formato depositi fluviali di arenaria e conglomerati, trasportati a valle fino a raggiungere il parco. Redwood Creek segue la faglia Grogan; lungo la costa occidentale dell’insenatura si trovano schist ed altre rocce metamorfiche, mentre quelle sedimentarie del Franciscan Assemblage si trovano sul lato orientale.

Clima –
Il parco nazionale di Redwood è influenzato notevolmente dalle correnti d’aria che soffiano dall’oceano Pacifico.
Si hanno pertanto temperature che oscillano generalmente tra i 4 ed i 15 gradi centigradi durante l’anno, mentre nell’entroterra le estati sono più calde ed asciutte, e gli inverni più freddi. Le sequoie crescono ad almeno 2/3 chilometri dalla costa, ma a non più di 80 chilometri. In questa fascia c’è una grande umidità a causa delle forti piogge invernali e della nebbia estiva. Durante l’inverno cadono più di 250 cm di pioggia, mentre la neve è quasi inesistente a quote inferiori ai 450 metri di altitudine. Umidità e nebbia sono necessarie per la sopravvivenza del parco.

Flora –
Come detto, prima della grande corsa all’oro, che per certi versi ha cambiato interi paesaggi degli Stati Uniti, secondo le stime esisteva una foresta vergine di sequoie che copriva 810.000 ettari della zona costiera della California. Ad oggi ne è rimasto solo il 4%, circa 34.000 ettari, ed il 45% di essi sono contenuti nel parco. Questa foresta si estendeva dalla California settentrionale fino alla costa meridionale dell’Oregon. Questa specie di alberi è correlata strettamente con la sequoia gigante della California centrale, situata nel Sequoia National Park e, in modo più distaccato, con la metasequoia, indigena della regione cinese di Sichuan-Hubei.
Come è noto le sequoie della specie sempervirens sono gli alberi più alti del mondo, con alberi che misurano oltre 110 metri e solo la Sequoia Gigante supera questi alberi per massa.
Le sequoie costiere vivono in media 600 anni, ed alcune oltre 2.000 anni, il che le pone tra gli organismi viventi più longevi del mondo. Sono particolarmente resistenti alle malattie a causa della spessa corteccia protettiva. Questi alberi preferiscono i terreni scoscesi, leggermente nell’entroterra e nei pressi di sorgenti d’acqua quali fiumi e torrenti, e sono, tra l’altro, gli alberi con tasso di crescita maggiore al mondo.
Sviluppano tronchi enormi che accumulano principi organici e possono alimentare gli enormi tronchi che si sviluppano sopra di loro. Di solito questo accade oltre i 50 metri di altezza. Gli scienziati, recentemente, hanno scoperto che le piante che crescono nelle foreste riescono a sopravvivere anche su questi terreni. Il terreno ospita invertebrati, molluschi, lombrichi e salamandre. Durante la stagione della siccità la cima di alcuni alberi muore, ma questo non implica la morte di tutto l’albero che, invece, continua a crescere. Le sequoie hanno sviluppato la capacità di rigenerare nuovi tronchi a partire dai rami. Questi tronchi secondari, chiamati, reiterazioni, sviluppano anche sistemi di radici alla loro base. Questo metodo permette di portare l’acqua anche agli strati superiori delle piante. La nebbia tipica delle coste fornisce circa un terzo del fabbisogno annuo di acqua.
Un’altra pianta tipica del luogo è la Duglasia, con esemplari di abete di Douglas che raggiungono i 90 metri. Gli abeti Sitka sono abbondanti lungo le coste e si adattano all’aria salata in modo migliore rispetto ad altre specie. La sempreverde tanoak produce frutti simili alle ghiande delle querce. Tanoak e querce sono entrambi membri della famiglia delle Fagaceae. All’interno del parco si trovano anche madroni, aceri macrofoglia, lauri della California e ontani rossi.
Nel sotto bosco troviamo invece huckleberry, rovi e lamponi che forniscono cibo per molte specie animali. Rododendri e azalee sono specie comuni nel parco, specialmente nella foresta vergine. Le felci sono prolifiche, soprattutto nei pressi di grandi fonti d’acqua. All’interno del parco statale di Prairie Creek Redwoods, il Fern Canyon è un paradiso per le felci che vivono lungo le pareti profonde dai dieci ai quindici metri.

Fauna –
All’interno del parco nazionale di Redwood vivono degli animali che adesso rischiano l’estinzione per la sottrazione degli habitat operata dall’uomo.
Tra questi l’allocco maculato americano (Strix occidentalis caurina) è una delle specie a rischio che vivono nel parco
L’ecosistema del parco permette la vita a molte specie animali rare. Per la precisione esistono molti ecosistemi: le coste dell’oceano, fiumi, praterie e foreste fitte. Il pellicano bruno ed il goby del tidewater sono elencati nella lista federale delle specie a rischio. Anche l’aquila di mare testabianca, che di solito vive nei pressi di sorgenti d’acqua, fa parte dell’elenco stilato dall’U.S. Fish and Wildlife Service. Salmoni reali e leoni marini di Steller sono tra le specie acquatiche a rischio.
Oltre 40 specie di mammiferi sono stati documentati, compresi orsi neri, puma, linci rosse, castori americani, lontre di fiume nordamericane, cervi dalla coda nera, wapiti e coyote. Lungo le coste le otarie della California e le foche comuni vivono vicino alle spiagge e ai seastack, formazioni rocciose create dall’erosione che ha trasformato pezzi di costa in piccole isole. Occasionalmente si possono avvistare al largo delfini o balene grigie. I cervi sono i mammiferi più numerosi nel parco. Differenti specie di pipistrello vivono nel parco, ad esempio i serotini bruni, ed altri piccoli mammiferi come gli scoiattoli di Douglas e i glaucomi del Nord passano buona parte della loro vita sollevati da terra.
I pellicani bruni ed i marangoni dalla doppia cresta sono gli uccelli più diffusi lungo le coste e sugli scogli, mentre gli scolopacidi ed i gabbiani abitano le aree più interne. All’interno si trovano anche le specie abituate all’acqua dolce, come smerghi maggiori, falchi pescatori, poiane spallerosse, aironi azzurri maggiori e ghiandaie di Steller.
Anche rettili e anfibi sono ospiti del parco, specialmente serpenti, rane, salamandre giganti del Pacifico e tritoni.

Guido Bissanti

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