Guazuma ulmifolia

Guazuma ulmifolia

L’Olmo dell’India (Guazuma ulmifolia Lam.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Malvaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Dilleniidae,
Ordine Malvales,
Famiglia Malvaceae,
Genere Guazuma,
Specie G. ulmifolia.sono sinonimi i termini:
– Guazuma guazuma (L.) Cockerell;
– Guazuma polybotrya Cav.;
– Guazuma tomentosa Kunth;
– Theobroma guazuma L..

Etimologia –
Il termine Guazuma proviene dal nome vernacolare usato nelle Indie occidentali.
L’epiteto specifico ulmifolia, veine dal genere Ulmus e da folium foglia: con foglie simili a quelle degli olmi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Guazuma ulmifolia è una specie originaria dell’merica centrale e dell’America del sud.
Il suo areale di espansione è nei Caraibi, Messico, America Centrale e Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Paraguay, Argentina e Brasile. Lo ritroviamo nei seguenti paesi: Antigua e Barbuda, Argentina, Bahamas, Barbados, Bolivia, Brasile, Colombia, Cuba, Dominica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Grenada, Guadalupa, Guatemala, Haiti, Honduras, Giamaica, Martinica, Messico, Montserrat, Paesi Bassi , Nicaragua, Costa Rica, Panama, Paraguay, Perù, Porto Rico, St Kitts e Nevis, St Lucia, St Vincent e Grenadine, Trinidad e Tobago e Isole Vergini (USA).
Il suo habitat è quello dei pascoli e delle foreste disturbate dei tropici secchi e umidi, dove si trova ad altitudini fino a 1.200 metri.

Descrizione –
La Guazuma ulmifolia è un albero che cresce fino a 30 m di altezza e 30-40 cm di diametro e con una chioma arrotondata.
Le foglie, glabre e sottili, sono distribuite in uno schema alternativo con 2 file assemblate in modo piatto. Hanno forma da ovata a lanceolata, finemente dentellate e di solito con una tessitura ruvida; sono lunghe 6–13 cm e hanno un diametro di 2,5–6 cm. In esse si individuano da tre a cinque venature principali che derivano dalla base; sono, inoltre, di colore più scuro nella parte superiore e più chiaro in quella inferiore. Le foglie hanno dei gambi esili, lunghi circa 6-12 mm, e sono ricoperti da piccoli peli “a forma di stella”.
I fiori sono riuniti in pannocchie con uno schema ramificato di circa 2,5–5 cm di lunghezza e si trovano nella parte inferiore delle foglie. I numerosi fiori, hanno un gambo corto, di piccole dimensioni, di colore giallo-marrone, in cinque parti, 1 cm di lunghezza e hanno una piccola fragranza. I calici contenuti sono lobati (2-3), hanno peli marroni o grigio chiaro, oltre che verdastri. Hanno 5 petali con uno stame, 15 antere per pistillo, 5 stimmi (combinati), ovario di colore verde più chiaro con peli e contiene anche uno stilo.
L’albero può fiorire tutto l’anno nella parte più equatoriale del suo areale, in particolare da aprile a ottobre.
Il frutto è formato da capsule di forma da rotonde a ellittiche ed ha una lunghezza di 15-25 mm. all’interno troviamo molti semi che hanno la forma di uova e sono lunghi 3 mm, di colore grigio.

Coltivazione –
La Guazuma ulmifolia è un albero sempreverde, tranne nelle zone con una lunga stagione secca.
Questa pianta viene raccolta allo stato naturale per usi nella moderna erboristeria del Sud America.
La pianta è coltivata in India e Sri Lanka ed è spesso piantata come albero da ombra e ornamentale in altre zone dei tropici.
È una pianta a rapido accrescimento che cresce meglio nelle aree in cui le temperature diurne annuali sono comprese nell’intervallo 22 – 32 °C, ma può tollerare 10 – 36 °C.
Preferisce precipitazioni medie annue comprese tra 700 e 1.500 mm, ma tollera tra 500 e 1.700 mm, potendo crescere in zone con piovosità fino a 2.500 mm di pioggia annua.
Predilige una posizione soleggiata ed è adattata e cresce sia in terreni alluvionali che argillosi. Dal punto di vista pedologico cresce su una varietà di terreni, ma è più comune dove il pH è superiore a 5,5, preferendo un pH compreso tra 6 e 7, tollerando fino a 7,5.
Si tratta di una pianta che, in condizioni ottimali, può sfuggire alla coltivazione e diventare infestante in aree al di fuori del suo areale nativo.
La Guazuma ulmifolia può essere coltivata piantando direttamente semi o talee della pianta, ma anche ceppi di radici e piantine a radice nuda. Prima di piantare i semi, questi devono essere messi a bagno in acqua bollente per 30 secondi; l’acqua dovrebbe essere drenata in seguito. La germinazione avviene 7-14 giorni dopo che i semi freschi sono stati piantati, con un tasso del 60-80%. Quando raggiungono un’altezza di 30-40 cm, che di solito è di circa 15 settimane dopo, si preparano le piantine per il trapianto. Quando si usano i ceppi delle radici come mezzo di propagazione, questi vengono lasciati a dimora in un vivaio per un po’ di tempo fino a quando il diametro del fusto non raggiunge 1,5-2,5 cm, che di solito corrisponde a circa 5-8 mesi.

Usi e Tradizioni –
La Guazuma ulmifolia è una pianta da molteplici utilizzi, da quelli alimentari a quelli medicinali e a svariati altri usi.
Dal punto di vista alimentare si possono mangiare i suoi semi sia freschi che cotti; anche i frutti sono commestibili e possono essere schiacciati e macerati in acqua per fare una bevanda o usati per aromatizzare altri cibi. I frutti profumano di miele.
Dal punto di vista medicinale è una pianta con proprietà antibatterica, antinfiammatoria, antimicotica, antitosse, antivirale, astringente, purificatrice del sangue, cardiaca, diaforetica, digestiva, diuretica, febbrifuga, emostatica, ipotensiva, ossitocica, vulneraria.
La corteccia è una ricca fonte di tannini e sostanze chimiche antiossidanti chiamate proantocianidine; tra queste in particolare, la procianidina B-2, che ha dimostrato in vari studi di aiutare a promuovere la crescita dei capelli e ad alleviare la calvizie.
Secondo altri studi la procianidina B-2 ha anche effetti antitumorali (anche contro il melanoma), abbassa la pressione sanguigna e protegge i reni.
La corteccia contiene anche una sostanza chimica chiamata acido kaurenoico che è stata documentata con proprietà antibatteriche e antimicotiche in molti studi nel corso degli anni.
Le foglie contengono caffeina che non è stata trovata però nella corteccia dell’albero.
Altri studi hanno dimostrato che la pianta abbassa la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, rilassa la muscolatura liscia e stimola l’utero. Altre ricerche sugli estratti di foglie e corteccia hanno dimostrato clinicamente una notevole attività antibatterica contro diversi agenti patogeni patogeni, tra cui Bacillus, Staphylococcus, Streptococcus, E. coli e Neisseria gonorrea.
Uno studio recente del 2003 ha anche confermato i suoi effetti antiossidanti mentre un’altra ricerca ha anche dimostrato un’attività antivirale.
Di questa pianta, per fini curativi, è la corteccia la parte più utilizzata. Serve per indurre la sudorazione, come tonico e purificatore del sangue e viene impiegata per trattare un’ampia gamma di disturbi tra cui; problemi del tratto digerente come dolore gastrointestinale, problemi al fegato, diarrea e dissenteria; problemi del tratto urinario e riproduttivo, problemi renali, dolore uterino, problemi alla prostata, malattie veneree e per aiuto al parto; problemi alle vie respiratorie come asma, bronchite, tosse e polmonite, febbri ed emorragie.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali. È infatti una pianta pioniera che colonizza aree recentemente disturbate, è a crescita rapida, tollera la piena luce solare e fornisce cibo alla fauna autoctona. Può essere usata come specie pioniera durante il ripristino dei boschi nativi, ma è meglio non usarla al di fuori del suo areale nativo in quanto può divenire infestante.
Di questa pianta si utilizza la corteccia che è dura e fibrosa e gli steli giovani sono usati per fare corde e spago. La linfa mucillaginosa viene talvolta utilizzata nella fabbricazione dello zucchero per chiarificare lo sciroppo.
Il durame, che va dal rosato al brunastro, non è chiaramente delimitato dall’alburno di colore marrone chiaro. Ha tessitura grossolana, con granulometria diritta e intrecciato e lucentezza è media; non ha gusto o aroma caratteristico. Il legno è fibroso e leggero; non è durevole, essendo molto suscettibile all’attacco delle termiti quando diviene secco.
È facile da lavorare e rifinire. Viene utilizzato per pali, falegnameria interna, costruzioni leggere, mobili, scatole e casse, calzascarpe, manici di utensili ecc..
L’albero può essere utilizzato come combustibile e per produrre un carbone di alta qualità.
La pianta è, inoltre, una fonte molto importante di foraggio per il bestiame quando si avvicina la fine della stagione secca delle aree aride delle arre di origine. In Giamaica è l’albero preferito per il foraggio. Gli alberi servono anche a dare ombra ai pascoli. I frutti e le foglie immaturi vengono dati come cibo a cavalli e bovini. I frutti vengono dati anche ai maiali a Porto Rico. Le foglie e i frutti vengono solitamente somministrati al bestiame durante la stagione arida.

Modalità di Preparazione –
La corteccia della Guazuma ulmifolia viene applicata esternamente ed utilizzata per bagnare ferite, eruzioni cutanee e piaghe; per trattare i problemi della pelle, tra cui dermatosi, elefantiasi e lebbra; si applica sul cuoio capelluto per arrestare la caduta dei capelli e combattere i parassiti del cuoio capelluto.
A Mauritius il frutto, a Giava, i semi tostati ed in India la corteccia sono rimedi officinali contro l’elefantiasi.
Dai semi schiacciati immersi in acqua si prepara un infuso che viene utilizzato per curare diarrea, dissenteria, raffreddore, tosse e malattie veneree. È anche usato come diuretico e astringente.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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