Geranium sanguineum

Geranium sanguineum

Il Geranio sanguigno o Sanguinaria (Geranium sanguineum L., 1753) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Geraniaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Rosidae,
Ordine Geraniales,
Famiglia Geraniaceae,
Genere Geranium,
Specie G. sanguineum.
Sono sinonimi i termini:
– Geranium grandiflorum Gilib.;
– Geranium lancastriense Miller (1768);
– Geranium lancastriense With.;
– Geranium prostratum Cav. (1787);
– Geranium sanguineiforme (Rouy) A. W. Hill.
Questa specie, inoltre, presenta un notevole polimorfismo con varietà e sottospecie di cui di seguito si riportano le più ricorrenti:
– Geranium sanguineum L. forma biflorum Nyár.;
– Geranium sanguineum L. forma grandiflorum Font Quer;
– Geranium sanguineum L. forma macranthum C. E. Lundstr.;
– Geranium sanguineum L. subsp. sanguineiforme Rouy (1897);
– Geranium sanguineum L. var. angustilobum Sennen;
– Geranium sanguineum L. var. biflorum G. Don;
– Geranium sanguineum L. var. biflorum Rozeira;
– Geranium sanguineum L. var. coeruleum Evers Ex Graebn. in Asch. and Graebn.;
– Geranium sanguineum L. var. dubium Rochel;
– Geranium sanguineum L. var. erectum Weston;
– Geranium sanguineum L. var. genuinum Godr. in Gren. and Godr.;
– Geranium sanguineum L. var. haematodes Burm. F. Ex R. Knuth in Engl.;
– Geranium sanguineum L. var. incisum Weston;
– Geranium sanguineum L. var. lancastriense (Mill.) Dum. Cours.;
– Geranium sanguineum L. var. latifolium Celak.;
– Geranium sanguineum L. var. latilobum Rochel;
– Geranium sanguineum L. var. latipartitum Petunn. in Syr. and Petunn. in Syr.;
– Geranium sanguineum L. var. latisectum (Evers) Graebn. in Asch. and Graebn.;
– Geranium sanguineum L. var. majus Maxim. Ap. Syr. and Petunn. in Syr.;
– Geranium sanguineum L. var. minutum Ingw.;
– Geranium sanguineum L. var. monstrosum Scheppig Ap. R. Knuth in Engl.;
– Geranium sanguineum L. var. nanum Ingw.;
– Geranium sanguineum L. var. nitens Chevall.;
– Geranium sanguineum L. var. parviflora Evers;
– Geranium sanguineum L. var. parviflorum (Evers) Graebn. in Asch. and Graebn.;
– Geranium sanguineum L. var. plenum Bloom;
– Geranium sanguineum L. var. podperae (A. Wildt) Graebn. in Asch. and Graebn.;
– Geranium sanguineum L. var. prostratum (Cav.) Pers;
– Geranium sanguineum L. var. sanguineiforme (Rouy) P. Fourn. (1937);
– Geranium sanguineum L. var. sanguineum;
– Geranium sanguineum L. var. striatum Weston;
– Geranium sanguineum L. var. villosissimum (DC..) Graebn. in Asch. and Graebn.;
– Geranium sanguineum L. var. villosum Murr;
– Geranium sanguineum L. var. vulgare Celak..

Etimologia –
Il termine Geranium proviene dal greco γεράνιον gheranion geranio in Dioscoride, derivato da γέρανος ghéranos gru: per i frutti simili al becco delle gru.
L’epiteto specifico sanguineum viene da sanguigno, da sanguis sangue: per il colore rosso sangue dei fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Geranio sanguigno è una pianta originaria dell’Europa e dell’Asia temperata ed è molto diffuso nella maggior parte dell’Europa fino al Caucaso.
In Italia questa pianta è diffusa più o meno su tutta il territorio (esclusa la Sardegna). Sui rilievi europei è ugualmente diffusa (a parte le Alpi Dinariche).
Il suo habitat habitat tipico sono i boschi di tipo ceduo, ma anche i bordi boschivi in generale, le boscaglie, i cespuglieti xerofili e i luoghi erbosi aridi (compresi i pendii rocciosi). Il substrato preferito e calcareo-siliceo con pH neutro e terreno con bassi valori nutrizionali e secco con una diffusione altitudinale fino a 1200 m s.l.m..

Descrizione –
Il Geranium sanguineum è una pianta erbacea perenne fornita di un grosso rizoma.
Il fusto è riccamente foglioso è ascendente, molto ramificato fin dalla base e peloso per peli semplici e patenti lunghi 2-3 mm. Nei punti di diramazione si presenta ingrossato; i nodi sono ornati da tre brattee di forma triangolare lunghe 3-4 mm. La pianta raggiunge un’altezza di 30-50 cm.
Le foglie radicali si disseccano assai presto; le cauline sono opposte, finemente tomentose, tutte peziolate con picciuoli di 1-2 cm. La lamina ha contorno circolare con un diametro di 4-5 cm, è palmatopartita e divisa in 7 segmenti larghi 3-4 mm, a loro volta trilobati con l’eventuale presenza di una o due lacinie addizionali. I lobi hanno apice acuto. Il margine fogliare è liscio.
I fiori si dipartono da un peduncolo, peloso come tutte le parti verdi della pianta, che misura 6-7 cm; il peduncolo reca una coppia di brattee a metà della sua lunghezza e porta un singolo fiore pentamero e attinomorfo, completo di tutti gli organi fiorali. Il calice è dialisepalo, con sepali lanceolati (3×9 mm), ornati da peli semplici lungo le nervature e terminanti in un mucrone di colore violaceo sottile e lungo circa 2 mm.
La corolla è dialipetala, a forma di coppa ed ha un diametro di 25-35 mm. I petali, di colore dal rosa carico (carminio) al porpora, sfumato nel bianco verso l’unghia, sono percorsi da 5-7 nervature di colore più intenso, hanno forma ovale e sono poco profondamente bilobati. I dieci stami misurano 8 mm; le antere, di colore violaceo, sono lunghe 2 mm. L’ovario è supero, 5-carpellare e sormontato da uno stilo purpureo lungo 7 mm.
Il periodo di fioritura va a da maggio a ottobre.
Il frutto è un schizocarpo costituito da 5 mericarpi lisci, contenuti nella parte inferiore avvolta e protetta dal calice accrescente, e da un becco, residuo dello stilo, che sporge dal calice. A maturazione, questo becco si divide in reste provocando la separazione dei 5 acheni.

Coltivazione –
Il Geranio sanguigno è una pianta che cresce preferibilmente su terreni sia calcarei che silicei, purché abbaiano un pH neutro e in substrati con bassi valori nutrizionali e secchi.
La pianta si riproduce per rizoma ma può riprodursi anche per divisione di cespi o per seme.
Il periodo ottimale per la propagazione è quello della primavera dopo gli ultimi freddi.

Usi e Tradizioni –
Il genere Geranium conta in Italia circa 30 specie spontanee. La particolarità di presentare fiori isolati, anziché riuniti in infiorescenze corimbose, a ombrella o a coppie sul medesimo peduncolo, distingue il Geranium sanguineum dalla maggior parte delle congeneri.
Condividono questo carattere due sole specie, G. sibiricum L., che è pianta gracile, ha fiori piccoli (10-12 mm) e possiede foglie 5-partite a contorno triangolare e G. argenteum L. che condivide con Geranium sanguineum L. anche la forma della foglia, profondamente divisa in sottili segmenti trilobi, ma oltre a foglie 7-partite presenta anche foglie 5-partite. G. argenteum L., che differisce per habitat, in quanto colonizza il materiale di disgregazione delle creste rocciose calcaree, si differenzia inoltre per la taglia inferiore e per il colore rosa delle corolle, la cui tonalità tende all’arancio-vermiglio. Di Geranium sanguineum L. sono state selezionate numerose cultivar.
Il Geranium sanguineum è una pianta di cui non si conoscono gli usi alimentari ne usi cosmetici.
Sono interessanti invece gli usi farmaceutici, dove la ricerca farmacologica è particolarmente attiva in alcuni Paesi che attesta che un complesso polifenolico ricavato dalle radici di G. sanguineum si è dimostrato efficace nell’inibire la riproduzione di alcuni ceppi del virus influenzale. Estratti delle radici hanno mostrato un ampio spettro di attività antimicrobiche.
La medicina tradizionale utilizza già le radici di questa pianta come astringenti e antinfiammatorie nel trattamento di diarrea, gastroenteriti e dissenteria. La pianta viene altresì utilizzata per trattare ferite e come antiemorragica.
Altre proprietà curative di tipo tradizionale sono quelle legate ad occasionali utilizzi per scopi vulnerari (guarisce le ferite), astringenti (limita la secrezione dei liquidi) e tonici (rafforza l’organismo in generale).
Tra i costituenti presenti in questa pianta si annoverano tannini, pectine, flavonoidi e catechine.

Modalità di Preparazione –
Si consiglia di utilizzare di questa pianta tutte le parti, comprese le radici e la pianta può essere raccolta in qualsiasi momento che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno e di solito viene utilizzata fresca.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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