Mappa geografica della Somalia

Mappa geografica della Somalia

La Somalia è uno Stato dell’Africa orientale situato nel corno d’Africa.
Questo Paese confina con Gibuti a nord, con l’Etiopia a ovest e con il Kenya a sudovest; si affaccia a nord sul Golfo di Aden e a est sull’oceano Indiano. Ha la linea di costa più lunga di tutto il continente e ha un territorio prevalentemente composto da altopiani e pianure.
La Somalia ha una popolazione di 11.757.124 di abitanti stimati al luglio 2020.
La capitale è Mogadiscio con 2.282.000 abitanti stimati al 2020.

Geografia –
La Somalia occupa l’estremità orientale del continente, che si protende con la penisola del Corno d’Africa fra il golfo di Aden a nord e l’oceano Indiano a est, e confina a nord-ovest con Gibuti, a ovest con l’Etiopia e a sud-ovest con il Kenya.
Il territorio di questo paese costituisce la frangia orientale dell’acrocoro etiopico; esso è formato infatti da una serie di tavolati inclinati verso sud-est, naturale continuazione del grande altopiano che si eleva a oriente della fossa tettonica galla-dancala. I rilievi che formano la costa del golfo di Aden continuano il bordo rilevato con cui l’altopiano si affaccia alla fossa dancala e recano le massime elevazioni (Surud Ad, 2408 m), che scendono al mare con una ripida scarpata fino al roccioso capo Guardafui. Da questo bordo montuoso l’altopiano declina verso sud-est, trapassando nei tavolati dell’Ogaden e della Migiurtinia, i quali a loro volta si abbassano nel vasto penepiano del Mudug e nella pianura costiera del Benadir, orlata da lunghi cordoni di dune che ostacolano il deflusso al mare dell’Uebi Scebeli, il massimo fiume somalo. Geologicamente questi bassipiani costituiscono un antico imbasamento di rocce cristalline che, in seguito a un abbassamento, furono invase dal mare e rivestite da coltri sedimentarie del Cenozoico e del Neozoico, sulle quali si sono poi sovrapposte le alluvioni dovute all’erosione superficiale. Si può pertanto dividere la Somalia in due grandi regioni naturali: quella settentrionale, caratterizzata da altopiani fortemente incisi e digradanti verso la costa dell’oceano, e quella meridionale, dove i bassi tavolati trapassano alle grandi pianure costiere.
In Somalia, l’idrografia è piuttosto semplice; esistono due grandi fiumi, l’Uebi Scebeli e il Giuba, discendono dal cuore dell’altopiano etiopico e scorrono quasi paralleli nelle pianure somale, dove il primo, che è il più ricco d’acque, è costretto dai cordoni di dune a seguire a breve distanza la linea di costa per confluire molto più a sud-ovest nel tratto finale del Giuba, dando luogo a paludi costiere. L’Uebi Scebeli è il maggior fiume dell’Africa orientale per lunghezza del corso e ampiezza del bacino. Le sue portate, come quelle del Giuba sono però discontinue nel corso dell’anno, con due stagioni di piena corrispondenti alle condizioni pluviometriche dell’altopiano etiopico. Le loro acque sono tuttavia d’importanza fondamentale per l’agricoltura della Somalia. Grazie al prezioso apporto dei due fiumi, la «mesopotamia» somala è la regione più fertile e più densamente popolata del paese. Paralleli ai due fiumi maggiori scendono alle coste dell’oceano Indiano altri corsi d’acqua, che hanno un netto carattere torrentizio e sono privi d’acque per la maggior parte dell’anno.

Clima –
Il clima della Somalia risente della prossimità dell’equatore, che taglia l’estremo apice meridionale della Somalia, e della presenza della massa oceanica, che mitiga le temperature della fascia costiera e alimenta una circolazione atmosferica di tipo monsonico.
In questo Paese le temperature annue variano a Mogadiscio fra i 25 e i 27 °C, ma salgono verso l’interno oltre i 30 °C. Sull’altopiano settentrionale la temperatura è mitigata dall’altitudine. Le piogge sono assai scarse in tutto il territorio, generalmente inferiori ai 500 mm annui, e questo perché i monsoni spirano alternativamente in direzione parallela all’andamento della costa da nord-est a sud-ovest. Così il monsone di sud-ovest, che spira nella stagione estiva convogliando masse d’aria marittima, scarica rapidamente la sua umidità e apporta precipitazioni scarse, che vanno esaurendosi rapidamente verso nord-est. A sua volta il secco ma fresco monsone invernale, che spira dalla massa continentale asiatica si attenua verso sud, divenendo appena avvertibile a Mogadiscio. Estremamente arida è la Somalia settentrionale, con meno di 200 mm di precipitazioni annue, che scendono a meno di 100 mm lungo l’esile fascia costiera del golfo di Aden. La parte meridionale del paese è compresa fra le isoiete di 200 e 500 mm, con l’eccezione della regione fra i due fiumi maggiori, dove si superano di poco i 500 mm.

Flora-
In Somalia la generale aridità del clima condiziona fortemente la vegetazione. Prevalgono i paesaggi della savana, con formazioni arboree xerofile, che sugli altipiani cedono il passo alle formazioni erbose tipiche delle steppe, mentre la foresta tropicale è limitata alle parti più umide della Somalia meridionale lungo il corso dei due fiumi maggiori (foreste a galleria). Tipiche sono alcune essenze aromatiche, come l’incenso e la mirra, insieme all’euforbia cactiforme e a essenze gommifere. Caratteristici ambienti umidi sono le paludi lungo la costa meridionale, parallelamente al basso corso dell’Uebi Scebeli.
Secondo E. Chiovenda, si possono distinguere nel territorio somalo tre regioni fitogeografiche, dotate di caratteri climatici e floristici assai peculiari: Somalia settentrionale, media e meridionale.
Nei monti Golis (Somalia Settentrionale) al disopra di 1500 m. vi sono foreste di ginepri che alcuni ritengono identici allo Juniperus procera dell’Abissinia e del Kenya, mentre O. Stapf li crede simili allo J. macropoda Beiss., specie asiatica che dai monti del Caucaso e della Persia giunge al Nepal e si trova anche nei monti dell’Omān; nella parte più orientale della catena fra i 500 e 1200 m. nel fondo delle valli vi sono o boschetti di Conocarpus lancifolius, cui si associano Grewia bicolor, Olea somalensis, Buxus Hildebrandtii, Ficus somalensis e salicifolia, Salvia somalensis, Tarchonanthus camphoratus, Pittosporum abyssinicum, Commiphora somalensis, Maesa lanceolata, Hyphaene carinensis, ecc.
Questi diversi elementi, quando sono isolati, hanno aspetto arbustivo e non superano i 3-4 m. d’altezza, mentre quando si riuniscono insieme in formazione boscosa assumono sviluppo simile a quello degli alberi dei nostri boschi: questo avviene specialmente presso i corsi d’acqua, dove sono frequenti specie scandenti come: Oxystelma Alpini, Salvadora persica, Caucanthus edulis, Ruthya fruticosa, Trematosperma cordatum.
Sulle rocce verticali fino a 1000 m. s. m. abbonda la Boswellia Freereana, che è l’albero dell’incenso e crescono insieme anche Lavandula pubescens, Senecio Gunnisii, Dracaena schyzantha, ecc.
Un esame della flora della Migiurtinia, ci rivela una grande abbondanza di alofite: Suaeda, Arthrocnemum, Nitraria, Statice, Avicennia, Juncus, ecc.: si vede che gli elementi legnosi hanno il sopravvento sulle piante erbacee e vi sono copiosi gli elementi fruticosi, che costituiscono la caratteristica di questa vasta e sterile regione. Inoltre, non manca un discreto numero di piante grasse, che accentuano lo xerofitismo del territorio.
La flora della Somalia centrale rivela la straordinaria scarsità delle precipitazioni atmosferiche, tanto che nelle piante che crescono anche nei territori adiacenti si osserva una grande riduzione in tutti gli organi, ma particolarmente negl’internodî caulinari. La foresta manca totalmente, la boscaglia si va riducendo, aumenta il numero delle specie endemiche, perché il clima e le condizioni fisico-chimiche del suolo esercitano un’azione limitatrice e isolante analoga a quella che il mare esercita sulle flore insulari. La presenza sulla duna litoranea mobile di un individuo di Lycium persicum di grandi dimensioni dimostra che molte essenze arbustive assurgerebbero a sviluppo arboreo se rispettate dagli uomini e dagli animali.
Nella Somalia meridionale la vegetazione presenta grandi punti di contatto con quella dell’Abissinia: circa il 60% delle piante conosciute sono comuni con l’Ogadēn e con il paese dei Boran.

La flora littoranea varia in rapporto con la costituzione della costa, a seconda cioè che si tratti di rocce prospicienti il mare, spiagge arenose con dune mobili che qui sono prevalenti, oppure spiagge pantanose che si trovano presso la foce del Giuba in vicinanza di Giumbo. La prima fissatrice delle sabbie è la Scaevola, che forma masse di vegetazione globosa a frangivento; alla foce del Giuba vi è qualche formazione a mangrovie, con Avicennia marina, Rhizophora mucronata, Bruguiera gymnorrhiza, Suaeda monoica, Xylocarpus obovatus. Sul Giuba sotto Bardera vi è una tipica foresta tropicale a galleria con Uvaria Denhardtiana, Garcinia Ferrandii, Sterculia Rivae, Grewia villosa, parecchie specie di Acacia, Albizzia, Combretum, Ficus, ecc.
Questa vegetazione forestale delle rive del Giuba giunge fin quasi a Dolo, ma con il procedere verso l’interno si aggiungono alcune specie dell’Abissinia meridionale quali: Tamarix aphylla, Maerua farinosa, Grewia Fenax, Cordia gharaf, Gymnosporia senegalensis, ecc.
La pianura per larghi tratti nella parte più interna è rivestita dalla boscaglia, che è una formazione più o meno densa di arbusti spesso spinosi: in alcuni tratti scompare lasciando una magra vegetazione erbacea di piante perenni con grossi tuberi, bulbi o rizomi atti a resistere alla siccità. Nella boscagiloa vi sono piante a portamento arboreo, arbusti alti 2-4 m., elementi scandenti, vegetali succolenti e fra questi vi è una vegetazione erbacea di Helichrysum glumaceum, Tribulus terrestris, Barleria acanthoides, Hypœstes verticillaris, Hibiscus cannabinus, Aerua lanata e brachiata, Conyza aegyptiaca, Crinum somalense, Sansevieria, e come parassite si trovano parecchi Loranthus e Striga.
Negli acquitrini della boscaglia vivono come galleggianti: Aponogeton abyssinicus, Lymnophyton obtusifolium, Wollfia hyalina, Nymphaea lotus, ecc.; nei pantani si trovano: Cyperus amabilis, distans, exaltatus; Scirpus articulatus, Heliotropium supinum. Nei Bur vi sono molte specie rupicole e nella boscaglia della regione interna dello Scebeli si riscontrano parecchie piante comuni con l’Ogadēn e l’Abissinia meridionale.
La Somalia, da un punto di vista floristico, appartiene al dominio etiopico, che pel centro ha il nucleo montuoso dell’Abissinia, dal quale sembra s’irradiino gli elementi floristici fondamentali che si spingono sulle alte montagne equatoriali (Kilimangiaro, Kenya, Ruvenzori, Elgon, ecc.) e sugli altipiani esistenti fra il Kilimangiaro e il lago Vittoria.
Delle 189 famiglie di piante vascolari comprese nella flora etiopica, solo 112 esistono in quella somala e precisamente:
– le Pteridofite sono scarsissime anche nel numero di generi e specie; le Gimnosperme sono rappresentate solo da Juniperus e Ephedra con una specie per ciascuno. Delle Monocotiledoni mancano le famiglie acquatiche delle regioni temperate e fredde e quelle delle foreste tropicali; delle Dialipetale e Monoclamidee mancano le famiglie delle regioni temperate che in Etiopia vivono sulle alte montagne (Salicacee, Miricacee, Ranunculacee, Berberidacee, Papaveracee, Rosacee, Linacee, Ossalidacee, Cornacee, ecc.), alcune famiglie acquatiche (Ceratofillacee, Droseracee, Podostemonacee, Callitricacee) e altre famiglie tropicali (Piperacee, Opiliacee, Miristicacee, Monimiacee, Connaracee, Begoniacee, Dipterocarpacee, Canellacee, Oliniacee, Alangiacee, ecc.), le Frankeniacee e Cistacee che sono proprie delle regioni mediterranee e i cui rappresentanti si trovano nella parte più settentrionale dell’Etiopia. Le Lauracee sono rappresentate solo dal genere parassita Cassytha; le Barbeyacee e Hernandiacee che esistono nella flora eritrea qui mancano completamente.
Delle Gamopetale mancano le Ericacee, Primulacee, Loniceracee, Valerianacee, Mirsinacee, Ebenacee, ecc.
Notevole per le ragioni suesposte è il numero degli endemismi; le famiglie più ricche di specie endemiche sono: Capparidacee, Malvacee, Burseracee, Papilionacee, Rutacee, Composte, Acantacee, Euforbiacee, Gigliacee, Graminacee. Hanno invece una sola specie endemica: Violacee, Flacourtiacee, Tamaricacee, Guttifere, Rutacee, Simarubacee, Ramnacee, Sassifragacee, Turneracee, Acariacee, Aizoacee, Araliacee, Salvadoracee, Bignoniacee, Globulariacee, Poligonacee, Idnoracee, Santalacee, Buxacee, Iridacee.
Non mancano piante spontanee utili, fra le quali primeggiano alcune specie di Boswellia e di Commiphora che dànno le gommoresine e particolarmente l’incenso, la mirra, il molmol, il bdellio; i licheni da oricello che vivono a ciuffi sulle acacie della boscaglia e sul terreno (Roccella Montagnei e R. fuciformis), alcune acacie da gomma, ecc.

Fauna –
La fauna della Somalia è abbondante e comprende, tra i mammiferi, l’elefante, la giraffa, il leopardo, il leone e la zebra, oltre a numerose specie di rettili velenosi; il coccodrillo popola i fiumi.
Tra gli animali più presenti sul territorio somalo vi è il dromedario, vero e proprio elemento fondante della cultura nomade del paese.
Nelle culture nomadi del paese il dromedario è simbolo di ricchezza e il potere delle diverse famiglie è determinato anche dal numero di capi posseduti. Nelle zone più umide si trovano però anche ippopotami e coccodrilli.
La penisola della Somalia rappresenta un po’ la fauna africana: nelle foreste e sulle rupi abbondano cinocefali e cercopitechi e non manca qualche notturno lemuride. Elefanti e rinoceronti sono ancora abbondanti in certe regioni, frequente è il bufalo, abbondanti la zebra e la giraffa, comunissimo, nei due fiumi perenni, l’ippopotamo. Cinghiali e facoceri sono dovunque le condizioni di ambiente lo permettano. Innumerevole è la famiglia delle gazzelle, dal minuscolo dig dig della boscaglia alla massiccia balanca, che frequenta le vicinanze dei fiumi, dalla rara Ammodorcas, che dal Nogal si spinge all’Uebi, alle torme di Oryx e di Kudu che pascolano nelle praterie cespugliose accompagnate non di rado dal gherenuc, dal cobus, dal damalisco e, nell’Oltregiuba, dalla gazzella di Grant. Tra i felini, oltre al leone e al leopardo, sono frequenti il gattopardo, il ghepardo, la lince: tra i canidi le due specie di iene (crocuta e striata), lo sciacallo, il licaone che vive in torme numerose. Dei rosicanti ricordiamo l’istrice, la lepre e un curiosissimo rosicante sotterraneo, caratteristico della regione, l’eterocefalo. Gli uccelli sono copiosi specialmente nella Somalia meridionale e sugli altipiani: svariati palmipedi e trampolieri (fra cui i marabù e gli aironi candidi delle preziose aigrettes) vicino ai fiumi e agli stagni; ottarde e quaglie nelle praterie; galline di faraone, pernici, francolini nelle radure della boscaglia; colombi e tortore nei dintorni dei pozzi; struzzi nelle zone più aride e disabitate. Le acque correnti pullulano di coccodrilli e non vi mancano le tartarughe (Trionyx); un grande Varanus si osserva spesso nei luoghi freschi; sulle rupi littoranee, specialmente della Migiurtinia, vive il variopinto Aporoscelis, nelle boscaglie aride, specialmente di Obbia, camaleonti e altri piccoli rettili abbondano; abbondano anche i serpenti, tra cui grossi pitoni e trigonocefali velenosi; fino sotto le pietre e nel terreno si rifugiano le Anfisbene, rettili vermiformi apodi e ciechi. Finalmente tra i pesci, oltre ai numerosi e giganteschi siluridi e ai singolari prototteri del Giuba e dell’Uebi Scebeli, sono da ricordare i curiosi pesci ciechi di alcuni pozzi (Uegitglanis). Il mare è ricco di fauna e i bagiuni delle Isole Dundas nell’Oltregiuba effettuano la pesca della tartaruga per mezzo delle remore, mentre lungo tutte le coste si pescano oltre alle tartarughe gli squali, per le loro pinne.
Degl’Invertebrati ricordiamo solo la mosca tse-tse, che presso alle acque propaga negli animali la malattia del nagana; le zanzare ospiti intermedie della malaria, anche queste specialmente frequenti nella Somalia meridionale e nell’Oltregiuba; e poi scorpioni, scolopendre, giganteschi scarafaggi e finalmente le termiti, che edificano i loro nidi in forma di grossi mucchi di terra rossa, specialmente nella boscaglia.

Guido Bissanti

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