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Pyrrhocorax graculus

Il gracchio alpino o gracchio di montagna (Pyrrhocorax graculus L. 1766) è un uccello appartenente alla famiglia dei Corvidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Subphylum Vertebrata,
Superclasse Tetrapoda,
Classe Aves,
Ordine Passeriformes,
Superfamiglia Corvoidea,
Famiglia Corvidae,
Genere Pyrrhocorax,
Specie P. graculus.
All’interno di questa specie si riconoscono tre sottospecie:
– Pyrrhocorax graculus graculus (Linnaeus, 1766) – questa è la sottospecie nominale, diffusa in Europa e Nordafrica, ad est fino al Caucaso e al nord dell’Iran;
– Pyrrhocorax graculus digitatus Hemprich & Ehrenberg, 1833 – sottospecie diffusa in Medio Oriente, dalla Turchia sud-orientale ai monti Zagros;
– Pyrrhocorax graculus forsythi Stoliczka, 1874 – presente nella porzione orientale dell’areale occupato dalla specie, dall’Afghanistan al Tibet sud-orientale;

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Gracchio alpino è un uccello che si trova in un areale paleartico che va dall’Europa del sud, al nord Africa, fino al Tibet sud-orientale.
In Europa meridionale, la specie è presente nella Cordigliera Cantabrica, nei Pirenei, nelle Alpi, nella penisola balcanica, oltre che a Creta ed in Corsica.
In Medio Oriente è presente in Turchia e nel Levante, a sud fino al Monte Hermon, oltre che in Caucaso, Kurdistan, monti Elburz e Zagros, spingendosi ad est attraverso l’Asia centrale fino ai monti Altaj e Sajany a nord (attraverso il centro-nord dell’Afghanistan, il Pamir, il Tien Shan, con una popolazione isolata nel nord del Belucistan) e alle propaggini occidentali dell’Arunachal Pradesh attraverso le pendici meridionali dell’Himalaya a sud (dal Kashmir al sud del Tibet, attraverso Nepal, Bhutan e Sikkim).
In Nordafrica è presente nel Rif, regione prevalentemente montuosa nel nord del Marocco, ed in Alto e Medio Atlante.
In Italia questa specie è presente e nidificante su tutto l’arco alpino (pur essendo comune solo in Valle d’Aosta e sulle Alpi Dinariche) e sull’Appennino.
Il suo habitat è quello dell’alta montagna dove popola i pascoli alpini al di sopra della linea degli alberi, con presenza di falesie rocciose o pietraie dove cercare riparo per la notte e nidificare, fra i 1260 e i 2880 m di quota in Europa, fra i 2880 e i 3900 m di quota in Nord Africa e fra i 3500 e i 5000 m di quota sull’Himalaya. Singole coppie hanno nidificato a 6500 m di quota, mentre non è raro osservare gruppetti di esemplari seguire i rocciatori sul Monte Everest fin oltre gli 8000 m.

Descrizione –
Il Pyrrhocorax graculus è un uccello con una lunghezza fino a 38 cm e con un’apertura alare tra 75 e 85 cm, per un peso che oscilla tra 160 e 275 g. è presente un leggero dimorfismo sessuale con i maschi che sono leggermente più pesanti delle femmine.
Questo volatile si riconosce per il suo aspetto massiccio e robusto, con una testa piccola e arrotondata e con il becco sottile e ricurvo verso il basso, di colore giallo limone; gli occhi sono di colore bruno scuro
Le ali sono lunghe e digitate, la coda è squadrata e le zampe sono robuste e non molto lunghe e di color rosso-arancio.
Il piumaggio è di colore uniformemente nero lucido su tutto il corpo.
I due sessi non presentano dimorfismo sessuale nella colorazione mentre i giovani differiscono dagli adulti maturi sessualmente per la colorazione nerastra delle zampe.
Questo uccello si riconosce anche per la sua capacità di effettuare il volo planato.
Sono uccelli molto vocali tanto che tendono a tenersi in costante contatto vocale con altri individui della stessa specie. I loro richiami comprendono l’inconfondibile fischio pigolante che suona come kyorr, molto musicale e unico fra i corvidi, oltre che una serie di versi che vanno da gracchi d’allarme a sommessi pigolii emessi durante l’alimentazione o il grooming.

Biologia –
La riproduzione del Pyrrhocorax graculus inizia con la costruzione del nido che viene costruito in cavità o anfratti di pareti rocciose; il nido, piuttosto massiccio, viene costruito da ambedue i genitori con rametti e radici intrecciate a coppa, e foderato internamente con erba e pelame.
In questo la femmina depone 3-6 uova di color crema-biancastre con macchiette marroni a partire dal periodo di aprile fino a maggio.
Le uova vengono covate solo dalla femmina per un periodo di 14-21 giorni, mentre il maschio rimane di guardia nei pressi del nido e si occupa inoltre di reperire il cibo per sé e per la compagna. Al termine della cova nascono dei pulli ricoperti da un denso piumino, che vengono alimentati da ambedue i genitori fino a 29-35 giorni di vita, quando s’involano congiungendosi con lo stormo d’appartenenza dei genitori, dove continueranno a chiedere insistentemente l’imbeccata anche ad altri adulti.
Questo uccello è una specie rigidamente monogama, nel quale le coppie restano insieme per la vita e mostrano spiccata filopatria, tendendo a nidificare sempre nello stesso sito.
Generalmente nidifica in solitudine.

Ruolo Ecologico –
Il gracchio alpino è una specie stanziale in tutto il suo areale, anche se, tuttavia, durante l’inverno, pur mantenendo i posatoi dove passare la notte sempre nello stesso luogo in quota, scendono generalmente più a valle per reperire il cibo.
È, inoltre, un uccello dalle abitudini di vita essenzialmente diurne e gregarie, che vive in gruppi che possono contare da una dozzina fino a oltre un migliaio di individui, mantenendosi in genere numericamente più consistenti durante i mesi estivi (quando la disponibilità di cibo è maggiore) e frazionandosi durante l’inverno.
Inoltre è una specie molto mobile in quanto durante il giorno compie spostamenti anche di decine di chilometri (fino a 20 km di raggio e fino a 1600 m di dislivello) per raggiungere i luoghi di foraggiamento.
Sono, altresì, uccelli non territoriali ma all’interno di uno stormo vige una gerarchia tanto più rigida quanto più il cibo è scarso, che vede la dominanza degli uccelli adulti su quelli giovani e sugli immaturi, oltre alla dominanza degli individui di sesso maschile sulle femmine.
Per quanto riguarda l’alimentazione si tratta di uccelli tendenzialmente onnivori, nel quale la componente carnivoro/insettivora è preponderante durante il periodo caldo e quella vegetariana predomina durante i mesi freddi.
La ricerca del cibo è effettuata al suolo ed in gruppi attraverso uno metodo di scandagliare l’erba bassa e il suolo col becco alla ricerca di prede o altro materiale potenzialmente commestibile.
Durante l’anno frequenta diverse aree dove nutrirsi, mantenendosi a quote più alte durante l’estate (quando gli uccelli in riproduzione evitano le quote inferiori, nonostante il fatto che ivi potrebbero facilmente reperire grandi quantità di cibo lasciate dai turisti) e scendendo gradualmente più a valle con l’arrivo delle prime nevicate, raggiungendo i centri abitati in marzo-aprile prima di ritornare sulle cime: nelle aree con presenza di strutture alberghiere in quota, i gracchi (soprattutto i giovani) tendono invece a non scendere mai a valle, reperendo in quei luoghi il cibo necessario.
Generalmente questa specie si è però adattata alla presenza umana in montagna, tanto che nelle aree turistiche, integra la propria dieta coi rifiuti lasciati dall’uomo, diventando presenze frequenti lungo i sentieri, nelle aree pic-nic e nelle discariche dei resort.
La dieta cambia poi con l’arrivo della tarda primavera e dei mesi estivi, quando si compone quasi esclusivamente di piccoli insetti (soprattutto i piccoli coleotteri Selatosomus aeneus e Otiorhynchus morio, oltre che cavallette, bruchi, lumache e bigattini). In autunno, inverno ed all’inizio della primavera, invece, questo uccello mangia soprattutto bacche (mirtillo ed altri frutti di bosco, ginepro, olivello, uva ursina, bagolaro), cinorrodi di rosa canina, frutta (mele, pere, uva) e talvolta i fiori di zafferano maggiore, questi ultimi forse come fonte di carotenoidi.
Un’ultima annotazione riguarda la caratteristica di questo uccello, come avviene in altri corvidi, di conservare il cibo in eccesso in spaccature della roccia per poi consumarlo durante i periodo di magra, avendo cura di coprirlo con dei piccoli sassi.
Questa specie, durante l’ultima era glaciale, aveva un areale molto più esteso ed era diffusa anche in Francia e alle Canarie, e fino al XVIII secolo anche sui Monti Tatra.
In Italia, attualmente, la popolazione risulta essere vasta (maggiore di 20000 km², Boitani et al. 2002). Il numero di individui maturi è stimato in 10000-20000 e risulta stabile (BirdLife International 2004). Nonostante questa stima non si basi su dati quantitativi, la specie in Italia non sembra raggiungere le condizioni per essere classificata entro una delle categorie di minaccia (declino della popolazione del 30% in tre generazioni, ridotto numero di individui maturi, areale ristretto) e viene pertanto classificata a Minore Preoccupazione (LC).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



[:en]

Pyrrhocorax graculus

The alpine chough (Pyrrhocorax graculus L. 1766) is a bird belonging to the Corvidae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Animalia,
Phylum Chordata,
Subphylum Vertebrata,
Superclass Tetrapoda,
Aves class,
Order Passeriformes,
Corvoidea superfamily,
Corvidae family,
Genus Pyrrhocorax,
P. graculus species.
Three subspecies are recognized within this species:
– Pyrrhocorax graculus graculus (Linnaeus, 1766) – this is the nominal subspecies, widespread in Europe and North Africa, east to the Caucasus and north of Iran;
– Pyrrhocorax graculus digitatus Hemprich & Ehrenberg, 1833 – subspecies widespread in the Middle East, from south-eastern Turkey to the Zagros mountains;
– Pyrrhocorax graculus forsythi Stoliczka, 1874 – present in the eastern portion of the range occupied by the species, from Afghanistan to south-eastern Tibet;

Geographic Distribution and Habitat –
The Alpine Chough is a bird found in a Palearctic range that goes from southern Europe, north Africa, to south-eastern Tibet.
In southern Europe, the species is present in the Cantabrian mountain range, in the Pyrenees, in the Alps, in the Balkan peninsula, as well as in Crete and Corsica.
In the Middle East it is present in Turkey and in the Levant, to the south up to Mount Hermon, as well as in the Caucasus, Kurdistan, the Elburz and Zagros mountains, pushing east through central Asia to the Altai and Sajany mountains in the north -north of Afghanistan, the Pamir, the Tien Shan, with an isolated population in the north of Balochistan) and the western offshoots of Arunachal Pradesh through the southern foothills of the Himalayas to the south (from Kashmir to southern Tibet, through Nepal, Bhutan and Sikkim).
In North Africa it is present in the Rif, a predominantly mountainous region in northern Morocco, and in the High and Middle Atlas.
In Italy this species is present and breeding throughout the Alps (although it is common only in Valle d’Aosta and the Dinaric Alps) and on the Apennines.
Its habitat is that of the high mountains where it populates the alpine pastures above the tree line, with the presence of rocky cliffs or stony ground where to seek shelter for the night and nest, between 1260 and 2880 m of altitude in Europe, between 2880 and 3900 m of altitude in North Africa and between 3500 and 5000 m of altitude in the Himalayas. Single pairs have nested at 6500 m of altitude, while it is not uncommon to observe small groups of specimens following the rock climbers on Mount Everest up to over 8000 m.

Description –
The Pyrrhocorax graculus is a bird with a length of up to 38 cm and with a wingspan between 75 and 85 cm, for a weight that varies between 160 and 275 g. there is a slight sexual dimorphism with the males being slightly heavier than the females.
This bird is recognized for its massive and robust appearance, with a small and rounded head and with a thin beak curved downwards, of a lemon yellow color; the eyes are dark brown
The wings are long and typed, the tail is square and the legs are robust and not very long and of a red-orange color.
The plumage is uniformly glossy black all over the body.
The two sexes do not show sexual dimorphism in the coloring while the juveniles differ from the sexually mature adults for the blackish coloring of the legs.
This bird is also recognized for its ability to glide.
They are very vocal birds so much so that they tend to keep in constant vocal contact with other individuals of the same species. Their calls include the unmistakable chirping whistle that sounds like kyorr, very musical and unique among corvids, as well as a series of cries ranging from alarm chirps to subdued chirps emitted during feeding or grooming.

Biology –
The reproduction of Pyrrhocorax graculus begins with the construction of the nest which is built in cavities or crevices of rocky walls; the rather massive nest is built by both parents with twigs and roots intertwined in a cup, and lined internally with grass and fur.
In this the female lays 3-6 cream-whitish eggs with brown spots starting from the period of April until May.
The eggs are hatched only by the female for a period of 14-21 days, while the male remains on guard near the nest and also takes care of finding food for himself and for his partner. At the end of the hatching, pullets are born covered with a dense duvet, which are fed by both parents up to 29-35 days of life, when they fly up joining the flock to which the parents belong, where they will continue to insistently ask for the also cues to other adults.
This bird is a strictly monogamous species, in which the couples remain together for life and show a marked philopatry, tending to always nest in the same site.
Generally it nests in solitude.

Ecological Role –
The alpine chough is a sedentary species throughout its range, even if, however, during the winter, while maintaining the perches where to spend the night always in the same place at high altitude, they generally descend further downstream to find food.
It is also a bird with essentially diurnal and gregarious habits of life, which lives in groups that can number from a dozen to over a thousand individuals, generally remaining numerically more consistent during the summer months (when the availability of food is major) and splitting up during the winter.
It is also a very mobile species as during the day it travels even tens of kilometers (up to 20 km in radius and up to 1600 m in altitude) to reach foraging places.
They are also non-territorial birds but within a flock there is a more rigid hierarchy the more the food is scarce, which sees the dominance of the adult birds over the young and immature ones, in addition to the dominance of the male individuals on the females.
As far as nutrition is concerned, these are basically omnivorous birds, in which the carnivorous / insectivorous component is predominant during the hot period and the vegetarian one predominates during the cold months.
The search for food is carried out on the ground and in groups through a method of scanning the low grass and the ground with the beak in search of prey or other potentially edible material.
During the year it frequents different areas to feed, staying at higher altitudes during the summer (when the breeding birds avoid lower altitudes, despite the fact that there they could easily find large quantities of food left by tourists) and gradually descending more downstream with the arrival of the first snowfalls, reaching the inhabited centers in March-April before returning to the peaks: in the areas with the presence of hotels at high altitude, the choughs (especially young people) tend to never go down to the valley, finding the necessary food in those places.
Generally, however, this species has adapted to the human presence in the mountains, so much so that in tourist areas, it integrates its diet with the waste left by man, becoming frequent presences along the paths, in the picnic areas and in the landfills of the resorts.
The diet then changes with the arrival of late spring and the summer months, when it is made up almost exclusively of small insects (especially the small beetles Selatosomus aeneus and Otiorhynchus morio, as well as grasshoppers, caterpillars, snails and maggots). In autumn, winter and early spring, however, this bird eats mainly berries (blueberry and other berries, juniper, sea-buckthorn, bearberry, hackberry), rose hips, fruit (apples, pears, grapes) and sometimes the flowers of greater saffron, the latter perhaps as a source of carotenoids.
A final note concerns the characteristic of this bird, as occurs in other corvids, of storing excess food in cracks in the rock and then consuming it during the lean period, taking care to cover it with small stones.
This species, during the last ice age, had a much wider range and was also widespread in France and the Canaries, and up to the 18th century also in the Tatra Mountains.
In Italy, currently, the population is vast (greater than 20,000 km², Boitani et al. 2002). The number of mature individuals is estimated at 10000-20000 and is stable (BirdLife International 2004). Although this estimate is not based on quantitative data, the species in Italy does not seem to reach the conditions to be classified within one of the threat categories (population decline of 30% in three generations, reduced number of mature individuals, restricted range) and is therefore classified as Less Concern (LC).

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of nesting birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, UK.



[:es]

Pyrrhocorax graculus

La Chova piquigualda (Pyrrhocorax graculus L. 1766) es un ave perteneciente a la familia Corvidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Animal,
Phylum Chordata,
Subfilo Vertebrata,
Superclase Tetrapoda,
Clase Aves,
Orden Passeriformes,
Superfamilia Corvoidea,
Familia Corvidae,
Género Pyrrhocorax,
Especies de P. graculus.
Dentro de esta especie se reconocen tres subespecies:
– Pyrrhocorax graculus graculus (Linnaeus, 1766): esta es la subespecie nominal, muy extendida en Europa y el norte de África, al este del Cáucaso y al norte de Irán;
– Pyrrhocorax graculus digitatus Hemprich & Ehrenberg, 1833 – subespecie muy extendida en el Medio Oriente, desde el sureste de Turquía hasta las montañas Zagros;
– Pyrrhocorax graculus forsythi Stoliczka, 1874 – presente en la parte oriental del área de distribución ocupada por la especie, desde Afganistán hasta el sudeste del Tíbet;

Distribución geográfica y hábitat –
La Chova piquigualda es un ave que se encuentra en una cordillera paleártica que va desde el sur de Europa, norte de África, hasta el sureste del Tíbet.
En el sur de Europa, la especie está presente en la cordillera Cantábrica, en los Pirineos, en los Alpes, en la península balcánica, así como en Creta y Córcega.
En Oriente Medio está presente en Turquía y en el Levante, al sur hasta el monte Hermón, así como en el Cáucaso, Kurdistán, las montañas Elburz y Zagros, avanzando hacia el este a través de Asia Central hasta las montañas de Altai y Sajany en el norte (a través del centro -norte de Afganistán, Pamir, Tien Shan, con una población aislada en el norte de Baluchistán) y las ramificaciones occidentales de Arunachal Pradesh a través de las estribaciones del sur del Himalaya hacia el sur (desde Cachemira hasta el sur del Tíbet). , a través de Nepal, Bután y Sikkim).
En el norte de África está presente en el Rif, una región predominantemente montañosa en el norte de Marruecos, y en el Alto y Medio Atlas.
En Italia, esta especie está presente y se reproduce en los Alpes (aunque es común solo en el Valle de Aosta y los Alpes Dináricos) y en los Apeninos.
Su hábitat es el de la alta montaña donde puebla los pastos alpinos por encima de la línea de árboles, con presencia de acantilados rocosos o terreno pedregoso donde buscar refugio para la noche y anidar, entre 1260 y 2880 m de altitud en Europa, entre 2880 y 3900 m de altitud en el norte de África y entre 3500 y 5000 m de altitud en el Himalaya. Las parejas individuales han anidado a 6500 m de altitud, mientras que no es raro observar pequeños grupos de ejemplares siguiendo a los escaladores en el monte Everest hasta más de 8000 m.

Descripción –
El Pyrrhocorax graculus es un ave con una longitud de hasta 38 cm y una envergadura entre 75 y 85 cm, para un peso que varía entre 160 y 275 g. hay un ligero dimorfismo sexual, siendo los machos algo más pesados ​​que las hembras.
Esta ave es reconocida por su apariencia maciza y robusta, con una cabeza pequeña y redondeada y con un pico delgado curvado hacia abajo, de color amarillo limón; los ojos son de color marrón oscuro
Las alas son largas y mecanografiadas, la cola es cuadrada y las patas son robustas y no muy largas y de color rojo anaranjado.
El plumaje es uniformemente negro brillante en todo el cuerpo.
Los dos sexos no muestran dimorfismo sexual en la coloración, mientras que los juveniles se diferencian de los adultos sexualmente maduros por la coloración negruzca de las patas.
Esta ave también es reconocida por su habilidad para planear.
Son aves muy vocales, tanto que tienden a mantener un contacto vocal constante con otros individuos de la misma especie. Sus llamadas incluyen el inconfundible chirrido que suena a kyorr, muy musical y único entre los córvidos, así como una serie de gritos que van desde chirridos de alarma hasta chirridos tenues emitidos durante la alimentación o el aseo.

Biología –
La reproducción de Pyrrhocorax graculus comienza con la construcción del nido que se construye en cavidades o hendiduras de paredes rocosas; Ambos padres construyen el nido, bastante masivo, con ramitas y raíces entrelazadas en una taza, y forrado internamente con pasto y piel.
En este, la hembra pone 3-6 huevos de color crema blanquecino con manchas marrones a partir del período de abril a mayo.
Los huevos son incubados solo por la hembra durante un período de 14 a 21 días, mientras que el macho permanece en guardia cerca del nido y también se encarga de buscar comida para él y su pareja. Al final de la eclosión, las pollitas nacen cubiertas con un denso edredón, las cuales son alimentadas por ambos padres hasta los 29-35 días de vida, cuando vuelan uniéndose a la bandada de pertenencia de los padres, donde continuarán insistentemente Pregunte también por las señales a otros adultos.
Esta ave es una especie estrictamente monógama, en la que las parejas permanecen juntas de por vida y muestran una marcada filopatría, tendiendo a anidar siempre en el mismo sitio.
Generalmente anida en soledad.

Papel ecológico –
La Chova piquigualda es una especie sedentaria en toda su área de distribución, aunque, sin embargo, durante el invierno, manteniendo las perchas donde pasar la noche siempre en el mismo lugar a gran altura, generalmente descienden más río abajo en busca de alimento.
También es un ave con hábitos de vida esencialmente diurnos y gregarios, que vive en grupos que pueden sumar desde una docena hasta más de mil individuos, permaneciendo generalmente numéricamente más consistente durante los meses de verano (cuando la disponibilidad de alimento es mayor) y dividiéndose. durante el invierno.
Además, es una especie muy móvil ya que durante el día recorre incluso decenas de kilómetros (hasta 20 km de radio y hasta 1600 m de altitud) para llegar a los lugares de alimentación.
También son aves no territoriales pero dentro de una bandada hay una jerarquía más rígida cuanto más escasa la comida, lo que ve el predominio de las aves adultas sobre las jóvenes e inmaduras, además del predominio de los machos sobre las hembras.
En lo que a nutrición se refiere, se trata básicamente de aves omnívoras, en las que el componente carnívoro / insectívoro predomina durante el período caluroso y el vegetariano predomina durante los meses fríos.
La búsqueda de alimento se realiza en el suelo y en grupos mediante un método de escaneo de la hierba baja y el suelo con el pico en busca de presas u otro material potencialmente comestible.
Durante el año frecuenta diferentes zonas para alimentarse, manteniéndose en altitudes más elevadas durante el verano (cuando las aves reproductoras evitan las altitudes más bajas, a pesar de que allí podrían encontrar fácilmente grandes cantidades de comida dejadas por los turistas) y descendiendo paulatinamente más río abajo con el llegada de las primeras nevadas, llegando a los núcleos habitados en marzo-abril antes de regresar a las cumbres: en las zonas con presencia de hoteles a gran altura, las chovas (especialmente los jóvenes) tienden a no bajar nunca al valle, encontrando la comida necesaria en esos lugares.
Sin embargo, esta especie se ha adaptado en general a la presencia humana en la sierra, tanto que en las zonas turísticas integra su dieta con los desechos que deja el hombre, convirtiéndose en frecuentes presencias a lo largo de los caminos, en los merenderos y en los vertederos de los complejos turísticos.
La dieta cambia con la llegada de finales de primavera y los meses de verano, cuando está formada casi exclusivamente por pequeños insectos (especialmente los pequeños escarabajos Selatosomus aeneus y Otiorhynchus morio, así como saltamontes, orugas, caracoles y gusanos). En otoño, invierno y principios de primavera, sin embargo, esta ave come principalmente bayas (arándanos y otras bayas, enebro, espino amarillo, gayuba, almez), escaramujos, frutas (manzanas, peras, uvas) y, a veces, flores de azafrán mayor. , este último quizás como fuente de carotenoides.
Una nota final se refiere a la característica de esta ave, como ocurre en otros córvidos, de almacenar el exceso de alimento en las grietas de la roca y luego consumirlo durante el período de escasez, cuidando de cubrirlo con pequeñas piedras.
Esta especie, durante la última glaciación, tenía una distribución mucho más amplia y también estaba muy extendida en Francia y Canarias, y hasta el siglo XVIII también en las montañas de Tatra.
En Italia, actualmente, la población es enorme (más de 20.000 km², Boitani et al. 2002). El número de individuos maduros se estima en 10000-20000 y es estable (BirdLife International 2004). Aunque esta estimación no se basa en datos cuantitativos, la especie en Italia no parece alcanzar las condiciones para ser clasificada dentro de una de las categorías de amenaza (disminución de la población del 30% en tres generaciones, número reducido de individuos maduros, área de distribución restringida) y por lo tanto, se clasifica como Menos Preocupación (LC).

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves nidificantes, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía de las aves de Europa, África del Norte y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



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