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Mappa geografica dell’Afghanistan

L’Afghanistan è uno Stato con una superficie di 652.864 km² ed una popolazione di 38.041.754 abitanti al 2019.
Questo Paese, senza sbocco sul mare, confina a ovest con l’Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l’Uzbekistan e il Tagikistan e con la Cina nella regione più a est della nazione (corridoio del Vacan).
La capitale dell’Afghanistan è Kabul che contava, al 2015, 3.678.034 abitanti.

Geografia –
L’Afghanistan, dal punto di vista morfologico, presenta un territorio prevalentemente montuoso, nella parte nord-orientale del Paese c’è la catena montuosa dell’Hindu Kush, una delle più alte al mondo.
Questo Paese, privo di sbocchi sul mare e prevalentemente montuoso (per l’80% ha un’altitudine compresa tra i 600 e i 700 m), il territorio è dominato dall’Hindu Kush, che taglia in due il paese: verso nord-est il sistema si salda con i massicci del Pamir e del Karakorum, mentre a sud-est si congiunge con i monti Sulayman, in cui si aprono i passi di Khyber e Bolan, vie d’accesso all’India e importanti «porte storiche» dell’Asia. Verso Nord-ovest i rilievi digradano nella pianura percorsa dal fiume Amu Darya, mentre verso sud lasciano spazio ad aree prevalentemente desertiche e ad ampi bacini palustri.
L’Hindu Kush prosegue a ovest con il massiccio del Koh-i-Baba collegato ai rilievi marginali dell’Iran; più a sud, si apre a ventaglio in una serie di catene parallele che digradano verso l’altopiano desertico del Rigestan (o Registan) e la depressione salina del Sistan. Nell’estremità settentrionale del paese si estende una limitata area pianeggiante – la regione storica della Battria o Turkestan afgano – lambita dall’Amu Darya.
In Afghanistan la maggior parte dei fiumi (Helmand, Hari Rud, Morghab) ha origine dalle catene centrali e defluisce nei bacini desertici meridionali, con la sola eccezione del Kabul, tributario dell’Indo. Sono inoltre presenti fiumi a carattere torrentizio che non sono di importante rilevanza e non sempre sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico dell’agricoltura locale.

Clima –
Il clima di questo Paese è caratterizzato da un inverno rigido e un’estate torrida. Nel periodo invernale la temperatura può scendere fino a -15°, ed è questo anche il periodo più piovoso dell’anno. L’estate è caratterizzata da un clima molto caldo e secco, meno in altitudine dove le sere sono fresche. I mesi migliori per il viaggio sono aprile, maggio e ottobre. La forte aridità che caratterizza questa regione è causata da un clima di tipo continentale, con frequenti venti secchi e forti escursioni termiche, sia diurne sia stagionali. A Kabul le temperature oscillano tra -1 (media di gennaio) e 23 °C (luglio), con appena una trentina di giorni di pioggia annui. Il paesaggio, arido e brullo, è dominato dalla steppa, sfruttata come pascolo; le ridotte aree forestali sono limitate ai versanti meridionali delle catene lungo il confine pakistano, che beneficiano dell’influsso monsonico.

Flora –
La vegetazione dell’Afghanistan risente della variabilità di zone del Paese che vanno da quelle aride a quelle forestali. Le pendici montuose a oriente sono la zona più verde del paese, con pinete e boschi misti di querce, ginepri e pistacchi. Tutte le foreste afghane sono minacciate dal disboscamento, e si stima che negli ultimi 25 anni il manto boschivo si sia ridotto allo 0,5% circa del territorio del paese – ovvero un sesto di quant’era in passato. Le pianure del nord sono aride e sembrerebbero senza vita, ma nascondono invece un suolo fertile che fiorisce ogni anno con le piogge tra aprile e maggio, trasformando queste spoglie distese in un tappeto verde disseminato di tulipani e genziane. I deserti del sud, sull’altro versante delle montagne, sono raramente interessati da queste precipitazioni e la loro vegetazione si limita in genere a qualche arbusto spinoso, alle mimose e alle artemisie.

Fauna –
L’ Afghanistan possiede una fauna di rilievo, anche se nei tempi recenti si è avuta una contrazione dovuta a vari fattori, non ultimi quelli bellici.
Il più famoso animale afghano è la pecora di Marco Polo (Ovis ammon polii), che prende il nome dal primo viaggiatore che la descrisse al mondo occidentale. Alta un metro al dorso e con manto di color grigio pallido, questa specie di muflone ha gigantesche corna a spirale che possono raggiungere il metro e mezzo di lunghezza. Si tratta di una specie di montagna, presente nel Corridoio di Wakhan e pure in Tagikistan, nella provincia cinese dello Xinjiang e nel Pakistan settentrionale. Marco Polo notò che i pastori locali lasciavano corna e ossa per contrassegnare i sentieri, un po’ come fanno oggi wakhi e kirghisi. Esistono poi numerose altre specie di bellissime pecore e capre di montagna, che attualmente sono quasi tutte limitate al Badakhshan e ad altre province che confinano con il Pakistan: tra queste vanno citate il markhor, con le caratteristiche corna a spirale, la pecora urial e il magnifico stambecco siberiano.
Prima della guerra queste specie erano diffuse in tutto il paese. La gazzella dal gozzo, che vive nel deserto ed era cacciata dagli imperatori moghul, rischia ormai l’estinzione in Afghanistan. Dove ci sono le prede non mancano ovviamente i predatori. Il leopardo delle nevi è uno degli animali più famosi, mentre il leopardo comune è diffuso in pochi esemplari su tutto il territorio afghano, nelle zone di collina, in montagna e nelle pianure. In habitat simili vivono il lupo grigio, ormai ridotto a qualche coppia o gruppo familiare anziché (come si potrebbe immaginare) in branchi numerosi, e lo sciacallo. L’orso bruno vive ancora in Badakhshan e Nuristan, ma non si conosce il numero di esemplari superstiti. Affine al precedente, ma più piccolo, l’orso nero è attestato in qualche raro esemplare nel Nuristan. In passato l’Afghanistan ospitava anche numerose tigri del Caspio (una specie oggi completamente estinta), che vivevano nelle paludi e nelle foreste lungo l’Amu Darya, e il ghepardo asiatico, il quale era usato per cacciare le gazzelle. Piccoli branchi di iene a strisce sono tuttora presenti nella macchia e nei deserti del sud. Il macaco reso è l’unico primate esistente in Afghanistan e vive nelle foreste del Nuristan.
In totale, in Afghanistan, sono state registrate oltre 460 specie di uccelli, e quasi 200 nidificano nel paese. Si tratta in massima parte di specie paleartiche (di provenienza europea, dal Mediterraneo e dal nord dell’Asia), con un numero significativo di specie del subcontinente indiano. Tra gli uccelli più comuni ricordiamo il maina, il piccione selvatico, il bulbul e la poiana, mentre nelle montagne si avvistano regolarmente corvi e gracchi. Tra i grandi rapaci meritano un cenno l’avvoltoio monaco e il gigantesco avvoltoio barbuto, che vivono entrambi nelle zone isolate di montagna. I rapaci sono stati una mercanzia pregiata per alcuni gruppi etnici, e vengono tuttora catturati per la caccia o per essere venduti agli arabi. L’Afghanistan costituisce un importante corridoio per le specie migratorie di avifauna acquatica, mentre la zona meridionale del paese è da sempre uno dei luoghi di svernamento, dal quale in primavera e in estate molte specie si dirigono a nord, oltre il Passo Salang: si va dalle piccole anatre e dai trampolieri a specie più grandi come le cicogne; da diversi anni non viene più avvistata la gru siberiana.

Guido Bissanti





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Geographic map of Afghanistan

Afghanistan is a state with an area of ​​652,864 km² and a population of 38,041,754 inhabitants as of 2019.
This landlocked country borders Iran to the west, Pakistan to the south and east, Turkmenistan, Uzbekistan and Tajikistan to the north, and China in the nation’s easternmost region (corridor of Vacan).
The capital of Afghanistan is Kabul which, as of 2015, had 3,678,034 inhabitants.

Geography –
From a morphological point of view, Afghanistan has a predominantly mountainous territory, in the north-eastern part of the country there is the Hindu Kush mountain range, one of the highest in the world.
This country, landlocked and mostly mountainous (80% has an altitude between 600 and 700 m), the territory is dominated by the Hindu Kush, which cuts the country in two: towards the north-east the system joins with the Pamir and Karakorum massifs, while to the south-east it joins the Sulayman mountains, where the Khyber and Bolan passes open up, access routes to India and important “historical gates” of the ‘Asia. Towards the north-west the reliefs slope down into the plain crossed by the Amu Darya river, while towards the south they leave room for predominantly desert areas and large marsh basins.
The Hindu Kush continues west with the Koh-i-Baba massif connected to the marginal reliefs of Iran; further south, it fan out into a series of parallel chains that slope down towards the desert plateau of Rigestan (or Registan) and the saline depression of Sistan. In the northern extremity of the country extends a limited flat area – the historical region of Bactria or Afghan Turkestan – bordered by the Amu Darya.
In Afghanistan most of the rivers (Helmand, Hari Rud, Morghab) originate from the central ranges and flow into the southern desert basins, with the sole exception of Kabul, a tributary of the Indus. There are also torrential rivers that are not of important importance and are not always sufficient to meet the water needs of local agriculture.

Climate –
The climate of this country is characterized by a harsh winter and a hot summer. In winter, the temperature can drop to -15 °, and this is also the wettest period of the year. Summer is characterized by a very hot and dry climate, less in altitude where the evenings are cool. The best months for travel are April, May and October. The strong aridity that characterizes this region is caused by a continental type climate, with frequent dry winds and strong temperature variations, both diurnal and seasonal. In Kabul, temperatures range from -1 (January average) to 23 ° C (July), with just about thirty days of rain per year. The arid and barren landscape is dominated by the steppe, exploited as pasture; the small forest areas are limited to the southern slopes of the ranges along the Pakistani border, which benefit from the monsoon influence.

Flora –
The vegetation of Afghanistan is affected by the variability of areas of the country ranging from arid to forest. The eastern mountain slopes are the greenest area of ​​the country, with pine forests and mixed forests of oaks, junipers and pistachios. All Afghan forests are threatened by logging, and it is estimated that over the past 25 years the forest cover has shrunk to about 0.5% of the country’s territory – or one sixth of what it was in the past. The northern plains are arid and seem lifeless, but instead hide fertile soil that blooms every year with the rains between April and May, transforming these sprawling remains into a green carpet strewn with tulips and gentians. The southern deserts, on the other side of the mountains, are rarely affected by this rainfall and their vegetation is generally limited to a few thorny shrubs, mimosas and artemisias.

Fauna –
Afghanistan has a significant fauna, although in recent times there has been a contraction due to various factors, not least those of war.
The most famous Afghan animal is Marco Polo’s sheep (Ovis ammon polii), named after the first traveler who described it to the Western world. One meter high at the back and with a pale gray coat, this mouflon species has gigantic spiral horns that can reach one and a half meters in length. It is a kind of mountain, present in the Wakhan Corridor and also in Tajikistan, in the Chinese province of Xinjiang and in northern Pakistan. Marco Polo noticed that the local shepherds left horns and bones to mark the paths, a bit like the Wakhi and Kyrgyz do today. There are also numerous other species of beautiful mountain sheep and goats, which are currently almost all limited to Badakhshan and other provinces bordering Pakistan: among these we should mention the markhor, with its characteristic spiral horns, the urial sheep and the magnificent Siberian ibex.
Before the war, these species were widespread throughout the country. The goiter gazelle, which lives in the desert and was hunted by the Mughal emperors, is now in danger of extinction in Afghanistan. Where there are prey there is obviously no shortage of predators. The snow leopard is one of the most famous animals, while the common leopard is widespread in a few specimens throughout the Afghan territory, in the hilly areas, in the mountains and in the plains. In similar habitats live the gray wolf, now reduced to a few pairs or family groups rather than (as one might imagine) in numerous herds, and the jackal. The brown bear still lives in Badakhshan and Nuristan, but the number of surviving bears is unknown. Similar to the previous one, but smaller, the black bear is attested in some rare specimens in Nuristan. In the past, Afghanistan was also home to numerous Caspian tigers (a species now completely extinct), which lived in the swamps and forests along the Amu Darya, and the Asiatic cheetah, which was used to hunt gazelles. Small herds of striped hyenas are still present in the scrub and deserts of the south. The rendered macaque is the only extant primate in Afghanistan and lives in the forests of Nuristan.
In total, over 460 bird species have been recorded in Afghanistan, and nearly 200 nest in the country. Most of these are Paleartic species (of European origin, from the Mediterranean and from the north of Asia), with a significant number of species from the Indian subcontinent. Common birds include the maina, the wild pigeon, the bulbul and the buzzard, while crows and choughs are regularly sighted in the mountains. Among the large birds of prey, the monk vulture and the gigantic bearded vulture, both of which live in isolated mountain areas, deserve a mention. Birds of prey have been a prized commodity for some ethnic groups, and are still captured for hunting or for sale to Arabs. Afghanistan constitutes an important corridor for migratory species of aquatic birds, while the southern area of ​​the country has always been one of the wintering places, from which in spring and summer many species head north, beyond the Salang Pass: yes it ranges from small ducks and waders to larger species such as storks; The Siberian crane has not been sighted for several years.

Guido Bissanti





[:es]

Mapa geográfico de Afganistán

Afganistán es un estado con un área de 652,864 km² y una población de 38,041,754 habitantes a partir de 2019.
Este país sin litoral limita con Irán al oeste, Pakistán al sur y al este, Turkmenistán, Uzbekistán y Tayikistán al norte, y China en la región más oriental de la nación (corredor de Vacan).
La capital de Afganistán es Kabul, que en 2015 tenía 3.678.034 habitantes.

Geografía –
Desde un punto de vista morfológico, Afganistán tiene un territorio predominantemente montañoso, en la parte noreste del país se encuentra la cordillera Hindu Kush, una de las más altas del mundo.
Este país, sin salida al mar y en su mayoría montañoso (el 80% tiene una altitud entre 600 y 700 m), el territorio está dominado por el Hindu Kush, que divide el país en dos: hacia el noreste el sistema se une con los macizos de Pamir y Karakorum. , mientras que al sureste se une a las montañas Sulayman, donde se abren los pasos de Khyber y Bolan, rutas de acceso a la India e importantes “puertas históricas” de Asia. Hacia el noroeste los relieves descienden hacia la llanura atravesada por el río Amu Darya, mientras que hacia el sur dejan espacio para áreas predominantemente desérticas y grandes cuencas pantanosas.
El Hindu Kush continúa hacia el oeste con el macizo de Koh-i-Baba conectado a los relieves marginales de Irán; más al sur, se despliega en una serie de cadenas paralelas que descienden hacia la meseta desértica de Rigestan (o Registan) y la depresión salina de Sistan. En el extremo norte del país se extiende una zona plana limitada, la región histórica de Bactria o el Turquestán afgano, bordeada por el Amu Darya.
En Afganistán, la mayoría de los ríos (Helmand, Hari Rud, Morghab) se originan en las cordilleras centrales y desembocan en las cuencas del desierto del sur, con la única excepción de Kabul, un afluente del Indo. También existen ríos torrenciales que no son de gran importancia y no siempre son suficientes para cubrir las necesidades hídricas de la agricultura local.

Clima –
El clima de este país se caracteriza por un duro invierno y un verano caluroso. En invierno, la temperatura puede bajar a -15 °, y este es también el período más húmedo del año. El verano se caracteriza por un clima muy caluroso y seco, menos en altitud donde las tardes son frescas. Los mejores meses para viajar son abril, mayo y octubre. La fuerte aridez que caracteriza a esta región se debe a un clima de tipo continental, con frecuentes vientos secos y fuertes variaciones de temperatura, tanto diurnas como estacionales. En Kabul, las temperaturas oscilan entre -1 (promedio de enero) y 23 ° C (julio), con casi treinta días de lluvia al año. El paisaje, árido y estéril, está dominado por la estepa, explotada como pastizal; las pequeñas áreas de bosque se limitan a las laderas del sur de las cordilleras a lo largo de la frontera con Pakistán, que se benefician de la influencia del monzón.

Flora –
La vegetación de Afganistán se ve afectada por la variabilidad de áreas del país que van desde áridas a bosques. Las laderas de las montañas orientales son la zona más verde del país, con pinares y bosques mixtos de encinas, sabinas y pistachos. Todos los bosques afganos están amenazados por la tala y se estima que en los últimos 25 años la cubierta forestal se ha reducido a aproximadamente el 0,5% del territorio del país, o una sexta parte de lo que era en el pasado. Las llanuras del norte son áridas y parecen sin vida, pero en cambio esconden un suelo fértil que florece todos los años con las lluvias entre abril y mayo, transformando estos desparramados restos en una alfombra verde sembrada de tulipanes y gencianas. Los desiertos del sur, al otro lado de las montañas, rara vez se ven afectados por esta lluvia y su vegetación generalmente se limita a algunos arbustos espinosos, mimosas y artemisias.

Fauna –
Afganistán tiene una fauna importante, aunque en los últimos tiempos se ha producido una contracción debido a varios factores, entre ellos los de la guerra.
El animal afgano más famoso es la oveja de Marco Polo (Ovis ammon polii), que lleva el nombre del primer viajero que lo describió al mundo occidental. De un metro de altura en la espalda y con un pelaje gris pálido, esta especie de muflón tiene gigantescos cuernos en espiral que pueden alcanzar el metro y medio de longitud. Es una especie de montaña, presente en el Corredor Wakhan y también en Tayikistán, en la provincia china de Xinjiang y en el norte de Pakistán. Marco Polo notó que los pastores locales dejaban cuernos y huesos para marcar los caminos, un poco como lo hacen los wakhi y los kirguises hoy. También hay muchas otras especies de hermosas ovejas y cabras montesas, que en la actualidad casi todas se limitan a Badakhshan y otras provincias limítrofes con Pakistán: entre ellas cabe mencionar el markhor, con sus característicos cuernos en espiral, la oveja urial y la magnífica cabra montés siberiana.
Antes de la guerra, estas especies estaban muy extendidas por todo el país. La gacela bocio, que vive en el desierto y fue cazada por los emperadores mogoles, está ahora en peligro de extinción en Afganistán. Donde hay presas, obviamente no hay escasez de depredadores. El leopardo de las nieves es uno de los animales más famosos, mientras que el leopardo común está muy extendido en unos pocos ejemplares en todo el territorio afgano, en las zonas montañosas, en las montañas y en las llanuras. En hábitats similares viven el lobo gris, ahora reducido a unas pocas parejas o grupos familiares en lugar de (como podría imaginarse) en numerosas manadas, y el chacal. El oso pardo todavía vive en Badakhshan y Nuristan, pero se desconoce el número de osos supervivientes. Similar al anterior, pero más pequeño, el oso negro está atestiguado en algunos ejemplares raros en Nuristán. En el pasado, Afganistán también fue el hogar de numerosos tigres del Caspio (una especie ahora completamente extinta), que vivían en los pantanos y bosques a lo largo del Amu Darya, y el guepardo asiático, que se usaba para cazar gacelas. Pequeñas manadas de hienas rayadas todavía están presentes en los matorrales y desiertos del sur. El macaco extraído es el único primate existente en Afganistán y vive en los bosques de Nuristan.
En total, se han registrado más de 460 especies de aves en Afganistán y casi 200 anidan en el país. La mayoría de ellas son especies paleárticas (de origen europeo, del Mediterráneo y del norte de Asia), con un número importante de especies del subcontinente indio. Entre las aves comunes se encuentran la maina, la paloma salvaje, el bulbul y el ratonero, mientras que en las montañas se avistan regularmente cuervos y chovas. Entre las grandes aves rapaces, merecen una mención el quebrantahuesos y el quebrantahuesos gigantes, que viven ambos en zonas montañosas aisladas. Las aves rapaces han sido un bien preciado para algunos grupos étnicos y todavía se capturan para cazar o vender a los árabes. Afganistán constituye un importante corredor para las especies migratorias de aves acuáticas, mientras que la zona sur del país siempre ha sido uno de los lugares de invernada, desde donde en primavera y verano muchas especies se dirigen hacia el norte, más allá del paso de Salang: sí, se extiende desde patos pequeños y limícolas hasta especies más grandes como las cigüeñas; La grulla siberiana no se ha avistado durante varios años.

Guido Bissanti





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