Fucus vesiculosus

Fucus vesiculosus

La Quercia marina (Fucus vesiculosus L.) è un’alga bruna marina appartenente alla famiglia delle Fucaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Chromista,
Divisione Heterokontophyta,
Classe Phaeophyceae,
Ordine Fucales,
Famiglia Fucaceae,
Genere Fucus,
Specie F. vesiculosus.

Etimologia –
Il termine Fucus proviene dal greco phukos “alga marina”, di origine semitica.
L’epiteto specifico vesiculosus significa rigonfio, vescicoloso, bitorzoluto, da vesica vescica perchè ricoperto di vescichette.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Fucus vesiculosus è un’alga che si trova sulle coste del Mare del Nord, il Mar Baltico occidentale e negli oceani Atlantico e Pacifico.
In particolare è presente sulle rive delle isole britanniche, sulle coste atlantiche dell’Europa, della Russia settentrionale, del Mar Baltico, della Groenlandia, delle Azzorre, delle Isole Canarie, del Marocco e di Madera. Si trova anche sulla costa atlantica del Nord America dall’isola di Ellesmere, dalla baia di Hudson alla Carolina del Nord.
Dal punto di vista dell’habitat, la specie è particolarmente comune sulle coste riparate dal litorale medio ai livelli intercotidali inferiori. È rara sulle rive esposte dove gli esemplari possono essere corti, rachitici e privi di vescicole d’aria.

Descrizione –
Il Fucus vesiculosus ha fronde che crescono fino a 90 cm di lunghezza e 2,5 cm di larghezza, con una nervatura centrale prominente.
È una specie dioica.
L’alga è fissata tramite un supporto basale a forma di disco. Ha camere d’aria quasi sferiche che di solito sono accoppiate, una su entrambi i lati della costola centrale, ma possono essere assenti nelle piante giovani.
Il margine è liscio e la fronda è ramificata in modo dicotomico. A volte questa alga viene confusa con il Fucus spiralis con cui si ibrida ed è simile al Fucus serratus.

Coltivazione –
Quest’alga rilascia i gameti generalmente nell’acqua di mare in condizioni di calma e le uova vengono fecondate esternamente per produrre uno zigote. Le uova vengono fecondate poco dopo essere state rilasciate. Uno studio sulla costa del Maine ha mostrato che c’era il 100% di fertilizzazione sia nei siti esposti che in quelli riparati. Le popolazioni continuamente sommerse nel Mar Baltico sono molto sensibili alle condizioni turbolente. È interessante notare che si ottiene un alto successo di fertilizzazione perché i gameti vengono rilasciati solo quando la velocità dell’acqua è bassa.
È presente anche una riproduzione asessuata che è ottenuta mediante la produzione di rami avventizi che si staccano e si riattaccano al fondo mediante la formazione di rizoidi, anche se questo tipo di riproduzione non è mai stato segnalato al di fuori del Mar Baltico.

Usi e Tradizioni –
Questa alga trova impiego per numerosi benefici per la salute. Ovviamente, non è raccomandata a tutte le persone, a causa dell’elevato contenuto di iodio. Per le donne incinte la sua assunzione non è consigliabile. Inoltre non è raccomandato per le persone con disturbi della tiroide e ipertensione, così come per le persone con problemi di sanguinamento o che devono essere sottoposte ad un intervento chirurgico.
Infatti era la fonte originale di iodio, scoperta nel 1811, ed era ampiamente utilizzata per trattare il gozzo, un gonfiore della ghiandola tiroidea correlato alla carenza di iodio.
Inoltre trova impiego per molte altre applicazioni.
L’estratto di Fucus può ridurre i livelli di glucosio nel sangue. Pertanto, può essere utile con i diabetici.
Questa alga contiene i componenti fucoidanos, acido alginico e laminaran che sono e sono anticoagulanti. Quest’ultimo può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo nel plasma.
I costituenti chimici primari includono, inoltre, mucillagine, algin, mannitolo, fucitolo, beta-carotene, zeaxantina, oli volatili, iodio, bromo, potassio e altri minerali.
Inoltre siccome, la mancanza di iodio è la causa più frequente di ipotiroidismo. In questo modo, l’assunzione di questa alga, molto ricca di iodio, aiuta a regolarla.
Aiuta a perdere peso e riduce la voglia di mangiare in quanto il fucus fornisce un magnifico supporto per la ghiandola tiroidea quando è insufficiente. Lo iodio del fucus può portare alla perdita di peso o, almeno, al suo controllo. Questa alga è anche consigliabile per ridurre la voglia di cibo, dal momento che ha un alto contenuto di minerali. Inoltre, ha la capacità di eliminare l’appetito e ha un effetto saziante.
Dal punto di vista ecologico il Fucus vesiculosus supporta pochi organismi coloniali ma fornisce una tettoia e un riparo per il verme tubolare Spirorbis spirorbis, isopodi erbivori come Idotea e lumache al pascolo in superficie come la Littorina obtusata. I florotannini presenti nel Fucus vesiculosus agiscono come difese chimiche contro la lumaca erbivora marina, Littorina littorea, mentre i galattolipidi agiscono come deterrenti erbivori contro il riccio di mare Arbacia punctulata. Il metil jasmonato può indurre la produzione di florotannini. Il fucofloretolo A è un tipo di florotannina presente in F. vesiculosus.
Tra le controindicazioni e gli effetti collaterali si segnala che Il consumo di F. vesiculosus può causare l’inibizione piastrinica che può potenziare l’attività anticoagulante di alcuni farmaci ed, inoltre, come detto, dovrebbe essere evitato prima di un intervento chirurgico.
Alcune persone possono soffrire di una reazione allergica allo iodio presente in F. vesiculosus.

Modalità di Preparazione –
Il Fucus vesiculosus viene venduto come integratore alimentare.
Si precisa che quest’alga non è gradita, per il suo gusto, a tutti e può essere molto difficile da inghiottire.
L’opzione migliore per il consumo di queste alghe è di assumere un integratore alimentare. Infine si sottolinea che, Sebbene il Fucus abbia numerosi benefici per la salute, come menzionato sopra, non è raccomandato a tutti. Pertanto, prima di prendere queste alghe, è consigliabile chiedere al proprio medico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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