Ficus religiosa

Ficus religiosa

Il Ficus religiosa, conosciuto anche come fico delle pagode o fico sacro (Ficus religiosa L.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Moraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Urticales,
Famiglia Moraceae,
Genere Ficus,
Sottogenere Urostigma,
Specie F. religiosa.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Ficus caudata Stokes;
– Ficus peepul Griff.;
– Ficus rhynchophylla Steud.;
– Ficus superstitiosa Link;
– Urostigma religiosum (L.) Gasp..

Etimologia –
Il termine Ficus è il nome in latino classico del fico, genere già noto allora, di probabile derivazione dall’ebraico.
L’epiteto specifico religiosa viene da religio, venerazione degli dei, sacro, venerabile per antichi rituali connessi a queste entità o per l’imponente portamento.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Ficus religiosa è una pianta originaria dell’ India, Cina sudoccidentale e la parte dell’Indocina ad est del Vietnam. Il suo areale di diffusione comprende l’Est dell’Asia: Bangladesh, India, Nepal, Pakistan, Myanmar.
Il suo habitat è quello della foresta submontana ad altitudini fino a 1.520 metri.

Descrizione –
Il Ficus religiosa è un albero semi-sempreverde, con un’ampia chioma le cui foglie decidue cadono nella stagione asciutta, alto fino a 30 m, con diametro del fusto fino a 3 m. Negli alberi più vecchi il tronco può diventare rinforzato dae avere un diametro fino a 270 cm
Le foglie sono cordate (cioè a forma di cuore) con una punta particolarmente allungata, lunghe 10–17 cm e larghe 8–12 cm, con un picciolo di 6–10 cm.
Il frutto è un piccolo siconio di 1-1,5 cm di diametro, verde che matura in viola.

Coltivazione –
Il fico sacro è un albero semi-sempreverde che spesso inizia la vita come epifita nel ramo di un albero; con l’avanzare dell’età manda verso il basso radici aeree che, quando giungono al suolo, formano rapidamente radici e diventano molto più spesse e vigorose. Queste forniscono sostanze nutritive al fico, permettendogli di crescere più velocemente dell’albero ospite. Le radici aeree circondano gradualmente l’albero ospite, impedendone l’espansione del tronco principale, mentre allo stesso tempo il fogliame soffoca il fogliame dell’ospite. Alla fine l’ospite muore, lasciando che il fico continui a crescere senza concorrenza.
Questa pianta cresce nelle aree tropicali e subtropicali ad altitudini fino a 1.520 metri e preferisce aree in cui le temperature medie annuali sono comprese tra 16 e 35 °C e le precipitazioni medie annuali sono comprese tra 500 e 5.000 mm.
Anche se preferisce una posizione in pieno sole riesce a crescere anche in penombra e predilige un buon terreno umido ma ben drenato.
Dal punto di vista pedologico cresce su un’ampia varietà di suoli ma predilige terreni sabbiosi alluvionali profondi e si trova anche su terreni poco profondi, comprese le fessure rocciose.
Questo ficus, come altri del suo genere, ha una particolare forma di produzione gamica. Ogni specie di questo genere si basa su una singola specie di vespa altamente specializzata che è a sua volta totalmente dipendente da quella specie di fico per riprodursi. Gli alberi producono tre tipi di fiori; maschio, una femmina macrostile e un fiore femminile microstile, spesso chiamato fiore del fiele. Tutti e tre i tipi di fiore sono contenuti all’interno della struttura che di solito viene chiamato impropriamente frutto.
La vespa femmina entra in un fico e depone le uova sui fiori femminili microstili mentre impollina i fiori femminili microstili. Le vespe dei fichi maschi, senza ali, emergono per prime, inseminano le femmine emergenti e quindi perforano i tunnel di uscita dal fico per le femmine alate. Le femmine emergono, raccolgono il polline dei fiori maschili e volano via alla ricerca dei fichi i cui fiori femminili sono ricettivi. Per sostenere una popolazione del suo impollinatore, gli individui di un Ficus spp. deve fiorire in modo asincrono. Una popolazione deve superare una dimensione minima critica per garantire che in qualsiasi momento dell’anno almeno alcune piante abbiano la sovrapposizione di emissione e ricezione di vespe specifiche del Ficus. Senza questa sovrapposizione temporale le vespe impollinatrici di breve durata si estingueranno localmente.
La propagazione di questa pianta può avvenire per seme con semina da effettuare, preferibilmente, a una temperatura di circa 20 °C. la semina va fatta all’aperto.
Si può propagare anche per talea predisponendo talee lunghe circa 4 – 12 cm, prelevate dai rami laterali.

Usi e Tradizioni –
Il Ficus religiosa viene chiamato in cingalese bo, in sanscrito pipal o aśvattha.
L’albero viene raccolto allo stato naturale per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali. È coltivato nelle regioni tropicali del mondo, principalmente come albero ornamentale con vari usi.
Questa è la specie sotto la quale sedeva il Buddha quando raggiunse la realizzazione. In quanto tale è un albero sacro per i buddisti ed è stato introdotto in molti altri paesi prevalentemente buddisti, come Myanmar, Malesia, Thailandia, Vietnam e Cina meridionale.
Tra i vari usi si ricordano quelli commestibili; si mangiano i frutti che, comunque, non sono gustosi. I piccoli fichi sono usati principalmente come alimento in momenti di maggiore carestia, quando non c’è niente di meglio disponibile.
Tra gli usi medicinali si utilizzano le foglie e i rametti che sono impiegate come alterative, antidoto, afrodisiache, astringenti, antigonorroiche e lassative.
L’uso come antidoto è contro i morsi di animali velenosi e per il trattamento di emottisi e fistole.
La linfa fresca delle foglie viene utilizzata per curare la diarrea, il colera e per la guarigione delle ferite.
Si beve un infuso di corteccia come antidiabetico mentre un decotto della corteccia viene utilizzato come detergente per la pelle per curare scabbia, ulcere e malattie della pelle.
Le radici aeree sono diuretiche e vengono utilizzate nel trattamento dell’ascite e vengono masticate dalle donne per promuovere la fertilità.
La corteccia contiene tannini e viene utilizzata come colorante per i tessuti.
Un lattice ottenuto dalla pianta viene utilizzato per la produzione di vernici.
Da questo si ottiene una gomma che viene utilizzata come ceralacca. Viene utilizzata dagli artigiani per riempire le cavità degli ornamenti.
La corteccia fibrosa è usata per fare la carta. Il legno è di colore bianco-grigiastro ed è molto leggero e molto morbido. È moderatamente durevole al coperto e abbastanza resistente sott’acqua. Il legno è comunque di bassa qualità ma può essere utilizzato per imballare casse e fiammiferi; inoltre è usato come combustibile.
Tra i vari esemplari di questa pianta si ricorda lo Sri Maha Bodhi che è un famoso esemplare, che si trova presso il tempio di Mahabodhi; si sa che fu piantato nel 288 a.C., e questa è la più grande età verificata di un esemplare delle angiosperme, e di un qualunque albero piantato dall’uomo; nacque dall’albero della Bodhi, sotto il quale si dice che il bodhisattva Gautama avrebbe meditato quando raggiunse la bodhi (illuminazione) e divenne il Buddha; ancora oggi i monaci e i laici spesso meditano sotto questo albero.

Modalità di Preparazione –
Del Ficus religiosa si possono ottenere varie preparazioni e materiali. Si può preparare un infuso, ricavato dalla corteccia ed utilizzato come antidiabetico.
Si può preparare anche un decotto, sempre dalla corteccia, che viene utilizzato come detergente per la cura e le malattie della pelle.
Le radici aeree vengono utilizzate nel trattamento dell’ascite e masticate dalle donne per promuovere la fertilità.
Dalla corteccia si ottengono coloranti per i tessuti.
Il lattice viene utilizzato per la produzione di vernici ed anche per ottenere una gomma che viene utilizzata come ceralacca.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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