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Meles meles

Il tasso, conosciuto anche con i nomi di tasso comune o tasso europeo (Meles meles, Linnaeus, 1758), è un mammifero della famiglia dei Mustelidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine Laurasiatheria, Ordine Carnivora, Sottordine Caniformia, Famiglia Mustelidae, Sottofamiglia Melinae e quindi al Genere Meles ed alla Specie M. meles.
Di questa specie si riconoscono otto sottospecie:
– Meles meles meles Linnaeus, 1758 – Tasso propriamente detto, sottospecie di maggiori dimensioni, diffusa in tutta Europa (tranne che nella penisola iberica, a Creta e a Rodi) e a est fino al Volga, alla Crimea e al Caucaso;
– Meles meles arcalus Miller, 1907 – Tasso cretese, diffuso sull’omonima isola;
– Meles meles canascens Blanford, 1875 – Tasso caucasico, più piccolo della sottospecie nominale, con sfumature brune sul dorso, cresta sagittale meno pronunciata e molari superiori di forma allungata; diffuso dall’Asia Minore e dalla Transcaucasia al Turkmenistan e all’Afghanistan;
– Meles meles heptneri Ognev, 1931 – Sottospecie di grosse dimensioni e di colorazione chiara, con mascherina facciale assottigliata e riflessi ocra su dorso e fianchi[44], presente nelle steppe della Ciscaucasia fino al delta del Volga;
– Meles meles marianensis Graells, 1897 – Tasso iberico, sottospecie di piccole dimensioni endemica della penisola iberica;
– Meles meles milleri Baryshnikov, Puzachenko & Abramov, 2003 – Sottospecie che include le popolazioni di piccole dimensioni diffuse nella porzione sud-occidentale della Norvegia;
– Meles meles rhodius Festa, 1914 – Tasso di Rodi, piccola sottospecie endemica dell’omonima isola;
– Meles meles severzovi Heptner, 1940 – Sottospecie di transizione fra il tasso comune ed il tasso asiatico, presente nella regione dell’Amu Darya, nel Pamir e nella valle di Fergana;
– Tasso cretese (M. meles arcalus): Sottospecie che però non trova comune riconoscimento da tutti gli autori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il tasso è una specie che occupa un areale paleartico: è presente in gran parte dell’Europa, ad eccezione e della Scandinavia settentrionale, dell’Islanda e della maggior parte delle isole del Mar Mediterraneo, ed in parte dell’Asia occidentale, da 15° a 65° di latitudine Nord e dal 10° Ovest al 135° Est di longitudine. Nell’est dell’Europa il suo limite di distribuzione è rappresentato dal Volga, mentre a sud del Mar Caspio la specie si spinge fino all’Hindu Kush e al Kurdistan iraniano.
In Italia questa specie è presente su tutto il territorio ad esclusione di Sicilia, Sardegna e isole minori.
Il suo habitat è quello dei querceti e dei boschi misti a latifoglie ma si adatta senza problemi alle zone cespugliose, ai pascoli e lo si trova anche nella macchia mediterranea e nelle aree montuose fino a 2000 m di quota nell’Arco Alpino e fino a 2500 m nel Caucaso; tuttavia è necessario che nel suo areale sia presente un minimo di copertura di vegetazione ove possa ripararsi.
Non è presente nelle zone paludose, che evita, come le aree costiere e i boschi di conifere, mentre può colonizzare zone rupestri a condizione che siano presenti anche edifici abbandonati o cavità naturali dove ripararsi.
In generale è un mammifero che si adatta alle zone antropizzate, come soprattutto aree periferiche, giardini, coltivi e parchi, che può colonizzare.

Descrizione –
Il tasso è un mammifero carnivoro con una lunghezza testa corpo di 61-73 cm, con una coda di 1,5 – 1,9 cm; altezza alla spalla di 30 cm, per un peso che oscilla tra 7 e 17 kg.
Presenta un leggero dimorfismo sessuale con i maschi che, a parità di età, sono leggermente più lunghi delle femmine, ma più pesanti.
Essendo una specie che entra in letargo il peso varia stagionalmente, oscillando dai 7 – 13 Kg del periodo primaverile – estivo, ai 15 – 17 kg del periodo invernale, anche se alcuni maschi possono avere pesi che, eccezionalmente oltre i 30 Kg.
Questo animale si riconosce dal corpo tozzo e robusto, con testa piccola e allungata munita di grosse orecchie, collo taurino, zampe e coda corte.
Presenta una pelliccia folta e setolosa su dorso e fianchi e meno densa sul ventre, con regione inguinale quasi glabra: essa è composta da lunghe setole di 7–8 cm di lunghezza, che coprono un soffice sottopelo lanoso.
Il dorso è di colore grigio-argenteo, con fianchi dalle sfumature di color paglierino. La coda è munita di pelo molto lungo e ispido dello stesso colore del dorso, sebbene nelle femmine siano presenti anche peli bianchi. Il ventre ha una colorazione bruna con la zona del basso ventre e della regione inguinale che assumono sfumature grigiastre.
Le zone della gola, collo, petto e zampe sono di colore nero così come le due fasce che partendo dal labbro superiore passano per gli occhi e raggiungono le orecchie, anch’esse nere, formando la caratteristica e inconfondibile mascherina, spessa circa 2 cm alla base del muso e fino a 5 cm nella regione delle tempie.
Sono invece di un colore bianco sporco la faccia, il mento, i lati del collo e la punta delle orecchie.
Durante l’estate, la pelliccia del tasso diviene meno folta ed assume tonalità che tendono al bruno.
Non sono rari, inoltre, casi di melanismo parziale, albinismo, leucismo ed eritrismo.
Per quanto riguarda le zampe, queste sono digitigrade e a colonna, con le posteriori più corte delle anteriori, ma tutte munite di pianta nuda e di unghioni non retrattili, di forma ricurva e dalla punta ottusa, di color corno, atti a scavare. Gli artigli sono a crescita continua, tuttavia specialmente quelli delle zampe posteriori (lunghi circa la metà rispetto a quelli delle zampe anteriori) tendono a mostrare segni di consunzione con l’età.
Il tasso ha, inoltre, una testa con conformazione allungata e nel maschio è presente una cresta sagittale che raggiungendo il centimetro e mezzo d’altezza è molto più pronunciata rispetto a quanto osservabile nella femmina, che in generale presenta testa e collo più slanciati e sottili.
Gli occhi sono piccoli e di colore bruno scuro, con pupilla rotonda: le orecchie sono lunghe fino a 7 cm.
Il muso ha una forma lunga e cilindrica e termina in un tartufo muscoloso e flessibile, che per funzione è paragonabile al grugno dei maiali; inoltre attorno al muso e agli occhi sono presenti numerose vibrisse.
Il Meles meles è un mammifero con vista debole che individua semplicemente gli oggetti in movimento e i colori bianco e nero, mentre l’olfatto è molto sviluppato: l’udito è simile a quello umano.
Alla base della coda e nella regione perineale sono presenti ghiandole odorifere: le prime secernono una sostanza cremosa di colore giallastro e dall’odore muschiato, mentre le seconde secernono un fluido giallo-bruno dall’odore più pungente.
Ambo i sessi presentano tre paia di mammelle, che risultano però maggiormente sviluppate nella femmina.
Inoltre questo mammifero può emettere una vasta gamma di suoni: soffi, ringhi e brontolii durante i combattimenti, abbaii in segno di sorpresa o eccitazione e grida acute in caso di pericolo.

Biologia –
I tassi sono animali monogami e formano coppie che tendono a restare insieme per tutta la vita, col maschio che si accoppia unicamente con la propria partner, mentre la femmina può accoppiarsi anche con altri maschi.
La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 18-24 mesi di età e l’estro delle femmine ha una durata variabile tra 4 e 6 giorni e, anche se è più frequente nel periodo tra la primavera e l’estate, può avvenire durante tutto l’arco dell’anno.
Anche i maschi sono maggiormente fecondi nel periodo fra gennaio e maggio, con la spermatogenesi che subisce un calo fra estate e inverno.
Le femmine dominanti generalmente sono le uniche ad andare in calore, inibendo questo evento nelle femmine sottoposte (alle quali vengono solitamente soppressi i cuccioli in caso di parto), le quali generalmente assistono la femmina dominante nell’accudire la prole.
Il periodo di accoppiamento di questo mammifero cade, di norma, all’entrata della tana fra gennaio e maggio, quando le femmine adulte sono in estro post-parto e i giovani vanno in calore per la prima volta.
Quando la femmina non è in estro, il maschio può montarla ugualmente per un paio di minuti, mentre l’accoppiamento durante il periodo degli amori dura generalmente fra i 15 e i 60 minuti: esso è preceduto da vocalizzazioni fra i due partners e dall’annusamento reciproco delle ghiandole odorifere.
Come per altri mustelidi, anche nel Meles meles si assiste alla diapausa dell’uovo fecondato, che tarda a impiantarsi nella parete uterina di 2-10 mesi (anche se gli accoppiamenti in dicembre danno impianto immediato).
Una volte che lo zigote è impiantato la gestazione dura sette settimane, coi parti che mostrano un picco fra la metà di gennaio e la metà di marzo.
La femmina da alla luce un numero variabile di cuccioli che va da 1 a 5. Il parto avviene in una camera della tana ad essi dedicata, anche se le femmine delle aree soggette ad allagamenti sono solite partorire all’interno di edifici abbandonati.
I piccoli, alla nascita, sono ciechi, seminudi, di colore rosato con rado pelame grigiastro: misurano una decina di centimetri di lunghezza e pesano fra i 75 e i 132 g, con rapporto di proporzionalità inversa fra il peso alla nascita e le dimensioni della nidiata.
Verso i 3-5 giorni di vita, sulle dita appaiono le unghiette e sul corpo diventano distinguibili le ree di pelo nero, compresa la caratteristica mascherina: gli occhi si aprono a 4-5 settimane di vita, e attorno a questo periodo cominciano a spuntare anche i denti da latte.
La colorazione definitiva viene raggiunta verso i due mesi di vita, mentre a tre mesi comincia il loro svezzamento, che solitamente si completa solo dopo ulteriori due mesi.
Generalmente i piccoli rimangono nel proprio gruppo di appartenenza anche una volta cresciuti, ma non è raro che le femmine, intorno al secondo anno d’età, si allontanino dal proprio gruppo per aggregarsi ad altre comunità. Anche i maschi non dominanti possono allontanarsi dal proprio gruppo d’appartenenza per periodi anche piuttosto lunghi, in particolar modo durante la stagione degli amori, per visitare altri gruppi, ai quali però difficilmente si aggregano, tendendo invece a fare ritorno al proprio gruppo d’origine.
Il Tasso ha una speranza di vita, allo stato naturale, che oscilla fra i 4 e i 15 anni di vita.

Ruolo Ecologico –
Il Tasso è un animale con abitudini notturne in quanto durante il giorno riposa all’interno di una tana provvista di più uscite e sfiatatoi che tiene pulita con estrema cura. Nella tana si rifugia anche tutto l’inverno, senza mai cadere in un vero e proprio letargo.
Questi animali sono soliti vivere in gruppi che contano solitamente 5-6 individui, sebbene siano state osservate anche associazioni di oltre 20 tassi. Esiste probabilmente una correlazione fra le dimensioni dei gruppi e il tipo di habitat (con annesse risorse da esso fornite) nel quale essi si vengono a trovare, così come fra quest’ultimo e l’estensione del territorio: in ambienti favorevoli i singoli territori hanno generalmente un’estensione di circa 30 ettari, mentre in aree meno ricche essi possono estendersi anche oltre i 150 ettari.
Il Tasso presenta una dieta alquanto varia: uova, Uccelli, Rettili e Molluschi; questo regime alimentare può essere completato con vegetali: Mais, frutta, germogli, radici, ecc..
Particolare è poi il sistema di tane che questo mammifero realizza. Infatti scava la propria tana nel suolo boschivo, partendo da cavità naturali nel terreno o nelle rocce, lungo argini naturali ed artificiali o alla base di un albero (che in tal caso verrà utilizzato dai vari animali che abitano la tana per affilarsi le unghie.
La tana si compone di un ingresso e di una galleria più o meno lunga che misura fra i 22 e i 63 cm di larghezza e i 14–32 cm d’altezza, la quale sfocia dopo 5–10 m in una camera abitativa posta solitamente fra 1 e 2,5 m di profondità nel suolo, di forma ellissoidale (74x76x38h cm) e che (a differenza ad esempio di quanto osservabile nella volpe rossa) l’animale specialmente durante la stagione fredda fodera con foglie secche, felci e muschio, che l’animale provvede a rimuovere e sostituire con estrema perizia.
All’interno della singola tana trovano alloggio anche più nuclei familiari, ognuno dei quali tende però a utilizzare dei propri accessi e gallerie. Talvolta il Tasso può condividere la propria tana con altre specie animali, come il coniglio selvatico e la volpe rossa che è un coinquilino abituale del tasso; altro ospite è il cane procione, nei casi in cui l’areale delle due specie si sovrappone.
Nelle aree più fredde del proprio areale, l’animale cade in un letargo vero e proprio, otturando le entrate delle tane con terriccio e foglie secche e cessando di uscire dalla tana con le prime nevicate, rimanendo in questo stato per un periodo che può estendersi da novembre ad aprile. Per ottemperare alle necessità del letargo, durante l’estate e l’inizio dell’autunno, i tassi tendono ad accumulare abbondante grasso corporeo, oltre che a raccogliere abbondante materiale isolante per foderare le tane.
Per quanto riguarda i predatori e gli animali potenzialmente pericolosi per questa specie si annoverano il lupo, l’orso, la lince e i cani randagi: tuttavia, raramente questi animali scelgono di rivolgersi verso una preda così impegnativa qualora dispongano di altre fonti di cibo.
A partire dagli anni novanta il Meles meles è in forte crescita numerica (in alcune aree, come il Regno Unito, addirittura oltre il 75%) in tutto l’areale, principalmente grazie al fortissimo calo dell’incidenza della rabbia.
In Italia, secondo la IUCN, la conservazione del Tasso richiede una riduzione delle uccisioni abusive ed una sensibilizzazione della popolazione, in particolare nelle zone di agricoltura intensiva (G. Pigozzi & A.M. De Marinis in Boitani et al. 2003). Questa specie è elencata in appendice III della Convenzione di Berna. La specie è protetta e non cacciabile in Italia (L. 157/92). Valutata Least Concern dallo European Mammal Assessment (Temple & Terry 2007).

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.





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Meles meles

The European badger (Meles meles, Linnaeus, 1758), is a mammal of the Mustelidae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subarign Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutasheria, Family Order Mustelidae, Subfamily Melinae and therefore to the Genus Meles and to the Species M. meles.
Eight subspecies of this species are recognized:
– Meles meles meles Linnaeus, 1758 – Badger proper, larger subspecies, widespread throughout Europe (except in the Iberian Peninsula, Crete and Rhodes) and east to the Volga, the Crimea and the Caucasus;
– Meles meles arcalus Miller, 1907 – Cretan badger, widespread on the homonymous island;
– Meles meles canascens Blanford, 1875 – Caucasian badger, smaller than the nominal subspecies, with brown shades on the back, less pronounced sagittal crest and elongated upper molars; spread from Asia Minor and Transcaucasia to Turkmenistan and Afghanistan;
– Meles meles heptneri Ognev, 1931 – Subspecies of large size and light color, with a thinned face mask and ocher reflections on the back and sides [44], present in the steppes of Ciscaucasia up to the Volga delta;
– Meles meles marianensis Graells, 1897 – Iberian yew, small subspecies endemic to the Iberian peninsula;
– Meles meles milleri Baryshnikov, Puzachenko & Abramov, 2003 – Subspecies which includes the small populations widespread in the south-western portion of Norway;
– Meles meles rhodius Festa, 1914 – Badger of Rhodes, a small subspecies endemic to the island of the same name;
– Meles meles severzovi Heptner, 1940 – Transitional subspecies between the common badger and the Asian badger, present in the Amu Darya region, in the Pamir and in the Fergana valley;
– Cretan badger (M. meles arcalus): Subspecies which, however, does not find common recognition by all authors.

Geographic Distribution and Habitat –
The badger is a species that occupies a Palearctic area: it is present in most of Europe, with the exception of northern Scandinavia, Iceland and most of the islands of the Mediterranean Sea, and in part of western Asia, for 15 ° to 65 ° North latitude and from 10 ° West to 135 ° East longitude. In Eastern Europe, its distribution limit is represented by the Volga, while south of the Caspian Sea the species extends as far as Hindu Kush and Iranian Kurdistan.
In Italy this species is present throughout the territory with the exception of Sicily, Sardinia and the smaller islands.
Its habitat is that of oak woods and mixed broad-leaved woods but it adapts without problems to bushy areas, pastures and is also found in the Mediterranean scrub and mountainous areas up to 2000 m of altitude in the Alpine Arc and up to 2500 m in the Caucasus; however it is necessary that in its range there is a minimum of vegetation cover where it can shelter.
It is not present in swampy areas, which it avoids, such as coastal areas and coniferous woods, while it can colonize rocky areas provided that there are also abandoned buildings or natural cavities to shelter.
In general, it is a mammal that adapts to anthropized areas, such as above all peripheral areas, gardens, crops and parks, which it can colonize.

Description –
The badger is a carnivorous mammal with a head and body length of 61-73 cm, with a tail of 1.5 – 1.9 cm; shoulder height of 30 cm, for a weight that varies between 7 and 17 kg.
It has a slight sexual dimorphism with the males which, at the same age, are slightly longer than the females, but heavier.
Being a species that goes into hibernation, the weight varies seasonally, oscillating from 7 – 13 kg in the spring – summer period, to 15 – 17 kg in the winter period, even if some males may have weights that, exceptionally, over 30 kg.
This animal is recognized by the stocky and robust body, with a small and elongated head equipped with large ears, bull neck, short legs and tail.
It has a thick and bristly fur on the back and sides and less dense on the belly, with an almost hairless inguinal region: it is composed of long bristles of 7-8 cm in length, which cover a soft woolly undercoat.
The back is silvery-gray in color, with pale yellow hues on the sides. The tail is equipped with very long and bristly hair of the same color as the back, although in the females there are also white hairs. The belly has a brown color with the lower abdomen and groin region taking on grayish shades.
The areas of the throat, neck, chest and legs are black as well as the two bands that starting from the upper lip pass through the eyes and reach the ears, also black, forming the characteristic and unmistakable mask, about 2 cm thick at the base of the muzzle and up to 5 cm in the region of the temples.
Instead, the face, chin, sides of the neck and the tips of the ears are an off-white color.
During the summer, the badger’s fur becomes less thick and takes on shades that tend to brown.
Furthermore, cases of partial melanism, albinism, leucism and erythrism are not rare.
As for the legs, these are digitigrade and columnar, with the hind legs shorter than the front ones, but all provided with a bare plant and with non-retractable claws, with a curved shape and with a blunt tip, of horn color, suitable for digging. The claws are continuously growing, however especially those of the hind legs (about half as long as those of the front legs) tend to show signs of wear with age.
The badger also has a head with an elongated conformation and in the male there is a sagittal crest which, reaching one and a half centimeters in height, is much more pronounced than what can be observed in the female, which in general has a more slender and thin head and neck. .
The eyes are small and dark brown in color, with a round pupil: the ears are up to 7 cm long.
The snout has a long and cylindrical shape and ends in a muscular and flexible nose, which for function is comparable to the snout of pigs; furthermore, there are numerous whiskers around the muzzle and eyes.
Meles meles is a mammal with weak eyesight that simply identifies moving objects and black and white colors, while the sense of smell is highly developed: hearing is similar to that of humans.
At the base of the tail and in the perineal region there are odoriferous glands: the former secrete a creamy yellowish substance with a musky odor, while the latter secrete a yellow-brown fluid with a more pungent odor.
Both sexes have three pairs of breasts, which are however more developed in the female.
In addition, this mammal can emit a wide range of sounds: hisses, growls and growls during fights, barks in surprise or excitement and shrill screams in case of danger.

Biology –
Badgers are monogamous animals and form pairs that tend to stay together for life, with the male mating only with his partner, while the female can mate with other males as well.
Sexual maturity is reached around 18-24 months of age and the estrus of the females has a variable duration between 4 and 6 days and, even if it is more frequent in the period between spring and summer, it can occur throughout the arc of the year.
Males are also more fertile in the period between January and May, with spermatogenesis undergoing a decline between summer and winter.
Dominant females are generally the only ones to go into heat, inhibiting this event in subjected females (to which the puppies are usually killed in case of delivery), which generally assist the dominant female in looking after the offspring.
The mating period of this mammal usually falls at the entrance to the den between January and May, when the adult females are in post-partum estrus and the young go into heat for the first time.
When the female is not in estrus, the male can mount her anyway for a couple of minutes, while the mating during the mating period generally lasts between 15 and 60 minutes: it is preceded by vocalizations between the two partners and by sniffing. reciprocal of the odoriferous glands.
As for other mustelids, also in Meles meles there is the diapause of the fertilized egg, which takes 2-10 months to implant itself in the uterine wall (even if the couplings in December give immediate implantation).
Once the zygote is implanted, gestation lasts seven weeks, with births peaking between mid-January and mid-March.
The female gives birth to a variable number of cubs ranging from 1 to 5. The birth takes place in a room of the den dedicated to them, even if the females of the areas subject to flooding usually give birth in abandoned buildings.
The cubs, at birth, are blind, semi-naked, pink in color with sparse grayish fur: they measure about ten centimeters in length and weigh between 75 and 132 g, with an inverse proportionality between the birth weight and the size of the litter. .
Towards the 3-5 days of life, the nails appear on the fingers and on the body the black hair lines become distinguishable, including the characteristic mask: the eyes open at 4-5 weeks of life, and around this period they begin to appear even milk teeth.
The final color is reached around two months of life, while at three months their weaning begins, which is usually completed only after a further two months.
Generally, the young remain in their own group even once they have grown up, but it is not uncommon for the females, around the second year of age, to move away from their group to join other communities. Even non-dominant males can move away from their group of belonging for quite long periods, especially during the mating season, to visit other groups, to which, however, they hardly aggregate, tending instead to return to their own group. origin.
The badger has a life expectancy, in its natural state, which varies between 4 and 15 years of life.

Ecological Role –
The badger is an animal with nocturnal habits as during the day it rests inside a den equipped with several exits and vents which it keeps clean with extreme care. He also takes refuge in the den throughout the winter, without ever falling into a real lethargy.
These animals usually live in groups of usually 5-6 individuals, although associations of over 20 badgers have also been observed. There is probably a correlation between the size of the groups and the type of habitat (with related resources provided by it) in which they are found, as well as between the latter and the extension of the territory: in favorable environments the individual territories have generally an extension of about 30 hectares, while in less rich areas they can extend even beyond 150 hectares.
The badger has a quite varied diet: eggs, birds, reptiles and mollusks; this diet can be completed with vegetables: Corn, fruit, sprouts, roots, etc.
The system of dens that this mammal creates is also particular. In fact, it digs its own den in the wooded soil, starting from natural cavities in the ground or in the rocks, along natural and artificial banks or at the base of a tree (which in this case will be used by the various animals that inhabit the den to sharpen their nails.
The den consists of an entrance and a more or less long gallery measuring between 22 and 63 cm in width and 14-32 cm in height, which flows after 5-10 m into a living room usually between 1 and 2.5 m deep in the ground, ellipsoidal (74x76x38h cm) and that (unlike, for example, what can be observed in the red fox) the animal, especially during the cold season, lining with dry leaves, ferns and moss, which l the animal removes and replaces with extreme skill.
Inside the single den there are also several families, each of which tends to use its own entrances and galleries. Sometimes the badger can share its lair with other animal species, such as the wild rabbit and the red fox which is a habitual roommate of the badger; another host is the raccoon dog, in cases where the range of the two species overlaps.
In the colder areas of its range, the animal falls into a real hibernation, blocking the entrances of the burrows with soil and dry leaves and ceasing to come out of the den with the first snowfalls, remaining in this state for a period that can extend from November to April. To meet the needs of hibernation, badgers tend to accumulate abundant body fat during the summer and early autumn, as well as gather abundant insulating material to line their burrows.
As for predators and animals potentially dangerous for this species, there are wolves, bears, lynxes and stray dogs: however, these animals rarely choose to turn to such a demanding prey if they have other sources of food.
Since the nineties, Meles meles is in strong numerical growth (in some areas, such as the United Kingdom, even more than 75%) throughout its range, mainly thanks to the sharp decline in the incidence of rabies.
In Italy, according to the IUCN, the conservation of the badger requires a reduction in abusive killings and a sensitization of the population, especially in areas of intensive agriculture (G. Pigozzi & A.M. De Marinis in Boitani et al. 2003). This species is listed in Appendix III of the Bern Convention. The species is protected and cannot be hunted in Italy (L. 157/92). Least Concern assessed by the European Mammal Assessment (Temple & Terry 2007).

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guide to the mammals of Europe. Franco Muzzio Publisher.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. The great encyclopedia of animals. Gribaudo Editore.





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Meles meles

El Tejón común también conocido como, Tejón europeo, Tejón eurasiático, Tasugo (Meles meles, Linnaeus, 1758), es un mamífero de la familia Mustelidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Animalia, Subarign Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Clase Mammalia, Subclase Theria, Infraclasse Eutasheria, Orden familiar Mustelidae, subfamilia Melinae y, por tanto, al género Meles ya la especie M. meles.
Se reconocen ocho subespecies de esta especie:
– Meles meles meles Linnaeus, 1758 – Tejón propiamente dicho, subespecie más grande, extendida por toda Europa (excepto en la Península Ibérica, Creta y Rodas) y al este hasta el Volga, Crimea y el Cáucaso;
– Meles meles arcalus Miller, 1907 – Tejón cretense, muy extendido en la isla homónima;
– Meles meles canascens Blanford, 1875 – Tejón caucásico, más pequeño que la subespecie nominal, con tonalidades marrones en el dorso, cresta sagital menos pronunciada y molares superiores alargados; se extendió desde Asia Menor y Transcaucasia a Turkmenistán y Afganistán;
– Meles meles heptneri Ognev, 1931 – Subespecie de gran tamaño y color claro, con una máscara facial adelgazada y reflejos ocres en el dorso y los costados [44], presente en las estepas ciscaucásicas hasta el delta del Volga;
– Meles meles marianensis Graells, 1897 – Tejo ibérico, pequeña subespecie endémica de la península ibérica;
– Meles meles milleri Baryshnikov, Puzachenko & Abramov, 2003 – Subespecie que incluye las pequeñas poblaciones diseminadas en la parte suroeste de Noruega;
– Meles meles rhodius Festa, 1914 – Badger of Rhodes, una pequeña subespecie endémica de la isla del mismo nombre;
– Meles meles severzovi Heptner, 1940 – Subespecie de transición entre el tejón común y el tejón asiático, presente en la región de Amu Darya, en el Pamir y en el valle de Fergana;
– Tejón cretense (M. meles arcalus): Subespecie que, sin embargo, no encuentra un reconocimiento común por parte de todos los autores.

Distribución geográfica y hábitat –
El tejón es una especie que ocupa una zona paleártica: está presente en la mayor parte de Europa, a excepción del norte de Escandinavia, Islandia y la mayoría de las islas del mar Mediterráneo, y en parte de Asia occidental, desde hace 15 años. ° a 65 ° de latitud norte y de 10 ° oeste a 135 ° de longitud este. En el este de Europa, su límite de distribución está representado por el Volga, mientras que al sur del Mar Caspio la especie se extiende hasta Hindu Kush y Kurdistán iraní.
En Italia, esta especie está presente en todo el territorio, a excepción de Sicilia, Cerdeña y las islas menores.
Su hábitat es el de los robles y bosques mixtos caducifolios pero se adapta sin problemas a las zonas boscosas, pastizales y también se encuentra en el matorral mediterráneo y en las zonas montañosas hasta 2000 m de altitud en el Arco Alpino y hasta 2500 m. m en el Cáucaso; sin embargo es necesario que en su área de distribución haya un mínimo de cobertura vegetal donde pueda refugiarse.
No está presente en zonas pantanosas, lo que evita, como zonas costeras y bosques de coníferas, mientras que puede colonizar zonas rocosas siempre que existan también construcciones abandonadas o cavidades naturales para resguardarse.
En general, es un mamífero que se adapta a zonas antropizadas, como sobre todo zonas periféricas, jardines, cultivos y parques, que puede colonizar.

Descripción –
El tejón es un mamífero carnívoro con una longitud de cabeza y cuerpo de 61 a 73 cm, con una cola de 1,5 a 1,9 cm; altura de los hombros de 30 cm, para un peso que varía entre 7 y 17 kg.
Presenta un ligero dimorfismo sexual con los machos que, a la misma edad, son algo más largos que las hembras, pero más pesados.
Al ser una especie que entra en hibernación, el peso varía estacionalmente, oscilando entre los 7 – 13 kg en el período primavera-verano, hasta los 15 – 17 kg en el período invernal, aunque algunos machos pueden tener pesos que, excepcionalmente, superan los 30 kg.
Este animal es reconocido por el cuerpo rechoncho y robusto, con una cabeza pequeña y alargada dotada de orejas grandes, cuello de toro, patas y cola cortas.
Tiene un pelaje espeso y erizado en el dorso y los costados y menos denso en el vientre, con una región inguinal casi lampiña: está compuesto por largas cerdas de 7-8 cm de largo, que recubren un subpelo suave y lanudo.
El dorso es de color gris plateado, con reflejos amarillo pálido en los laterales. La cola está dotada de pelos muy largos y erizados del mismo color que la espalda, aunque en las hembras también hay pelos blancos. El vientre tiene un color marrón con la parte inferior del abdomen y la región de la ingle adquiriendo tonos grisáceos.
Las zonas de la garganta, cuello, pecho y piernas son negras así como las dos bandas que partiendo del labio superior pasan por los ojos y llegan a las orejas, también negras, formando la característica e inconfundible máscara, de unos 2 cm de grosor en la base del hocico y hasta 5 cm en la región de las sienes.
En cambio, la cara, la barbilla, los lados del cuello y las puntas de las orejas son de un color blanquecino.
Durante el verano, el pelaje del tejón se vuelve menos grueso y adquiere tonalidades que tienden a oscurecerse.
Además, los casos de melanismo parcial, albinismo, leucismo y eritrismo no son raros.
En cuanto a las patas, estas son digitígradas y columnares, con las patas traseras más cortas que las anteriores, pero todas provistas de planta desnuda y con garras no retráctiles, de forma curva y con punta roma, de color cuerno, aptas para cavar. Las garras crecen continuamente, sin embargo, especialmente las de las patas traseras (aproximadamente la mitad de las de las patas delanteras) tienden a mostrar signos de desgaste con la edad.
El tejón también tiene una cabeza con una conformación alargada y en el macho hay una cresta sagital que, alcanzando un centímetro y medio de altura, es mucho más pronunciada de lo que se puede observar en la hembra, que en general tiene una cabeza y cuello más esbeltos y delgados. .
Los ojos son pequeños y de color marrón oscuro, con pupila redonda: las orejas miden hasta 7 cm de largo.
El hocico tiene una forma alargada y cilíndrica y termina en una nariz musculosa y flexible, cuya función es comparable al hocico de los cerdos; además, hay numerosos bigotes alrededor del hocico y los ojos.
El Meles meles es un mamífero con visión débil que simplemente identifica objetos en movimiento y colores blanco y negro, mientras que el sentido del olfato está muy desarrollado: el oído es similar al de los humanos.
En la base de la cola y en la región perineal hay glándulas odoríferas: las primeras secretan una sustancia amarillenta cremosa con olor a almizcle, mientras que las segundas secretan un líquido amarillo-marrón con un olor más acre.
Ambos sexos tienen tres pares de senos, que sin embargo están más desarrollados en la mujer.
Además, este mamífero puede emitir una amplia gama de sonidos: silbidos, gruñidos y gruñidos durante las peleas, ladridos de sorpresa o excitación y gritos estridentes en caso de peligro.

Biología –
Los tejones son animales monógamos y forman parejas que tienden a permanecer juntos de por vida, y el macho se aparea solo con su pareja, mientras que la hembra también puede aparearse con otros machos.
La madurez sexual se alcanza alrededor de los 18-24 meses de edad y el estro de las hembras tiene una duración variable entre 4 y 6 días y, si bien es más frecuente en el período comprendido entre primavera y verano, puede presentarse a lo largo de la arco del año.
Los machos también son más fértiles en el período comprendido entre enero y mayo, y la espermatogénesis experimenta una disminución entre el verano y el invierno.
Las hembras dominantes son generalmente las únicas que entran en celo, inhibiendo este evento en las hembras sometidas (a las que los cachorros generalmente mueren en caso de parto), que generalmente ayudan a la hembra dominante a cuidar de la descendencia.
El período de apareamiento de este mamífero suele caer a la entrada de la madriguera entre enero y mayo, cuando las hembras adultas están en celo posparto y las crías entran en celo por primera vez.
Cuando la hembra no está en celo, el macho puede montarla igualmente durante un par de minutos, mientras que el apareamiento durante el período de apareamiento suele durar entre 15 y 60 minutos: va precedido de vocalizaciones entre las dos parejas y de olfateo. recíproco de las glándulas odoríferas.
En cuanto a otros mustélidos, también en Meles meles se da la diapausa del óvulo fecundado, que tarda de 2 a 10 meses en implantarse en la pared uterina (aunque los acoplamientos en diciembre dan implantación inmediata).
Una vez implantado el cigoto, la gestación dura siete semanas y los nacimientos alcanzan su punto máximo entre mediados de enero y mediados de marzo.
La hembra da a luz a un número variable de cachorros que van de 1 a 5. El parto tiene lugar en una habitación de la guarida dedicada a ellos, aunque las hembras de las zonas sujetas a inundaciones suelen dar a luz en edificios abandonados.
Los cachorros, al nacer, son ciegos, semidesnudos, de color rosa con escaso pelo grisáceo: miden unos diez centímetros de largo y pesan entre 75 y 132 g, con una proporcionalidad inversa entre el peso al nacer y el tamaño de la camada. .
Hacia los 3-5 días de vida, las garras aparecen en los dedos y en el cuerpo se distinguen las líneas de pelo negro, incluida la característica máscara: los ojos se abren a las 4-5 semanas de vida, y alrededor de este período comienzan a aparecer. incluso dientes de leche.
El color final se alcanza alrededor de los dos meses de vida, mientras que a los tres meses comienza su destete, que suele completarse sólo después de dos meses más.
Generalmente, los polluelos permanecen en su propio grupo incluso una vez que han crecido, pero no es raro que las hembras, alrededor del segundo año de edad, se alejen de su grupo para unirse a otras comunidades. Incluso los machos no dominantes pueden alejarse de su propio grupo de pertenencia durante períodos bastante prolongados, especialmente durante la temporada de apareamiento, para visitar otros grupos, a los que, sin embargo, apenas se unen, tendiendo en cambio a volver a su propio grupo. origen.
El tejón tiene una esperanza de vida, en su estado natural, que varía entre los 4 y los 15 años de vida.

Papel ecológico –
El tejón es un animal de hábitos nocturnos ya que durante el día descansa dentro de una madriguera dotada de varias salidas y respiraderos que mantiene limpia con sumo cuidado. También se refugia en la guarida durante todo el invierno, sin caer nunca en un verdadero letargo.
Estos animales suelen vivir en grupos de 5-6 individuos, aunque también se han observado asociaciones de más de 20 tejones. Probablemente exista una correlación entre el tamaño de los grupos y el tipo de hábitat (con los recursos relacionados que proporciona) en el que se encuentran, así como entre este último y la extensión del territorio: en ambientes favorables los territorios individuales tienen generalmente una extensión de alrededor de 30 hectáreas, mientras que en áreas menos ricas pueden extenderse incluso más allá de 150 hectáreas.
El tejón tiene una dieta bastante variada: huevos, aves, reptiles y moluscos; esta dieta se puede completar con verduras: maíz, frutas, brotes, raíces, etc.
El sistema de guaridas que crea este mamífero también es particular. De hecho, cava su propia guarida en el suelo boscoso, a partir de cavidades naturales en el suelo o en las rocas, a lo largo de bancos naturales y artificiales o en la base de un árbol (que en este caso será utilizado por los distintos animales que habitan la guarida para afilar sus uñas.
La guarida consta de una entrada y una galería más o menos larga que mide entre 22 y 63 cm de ancho y 14-32 cm de alto, que fluye después de 5-10 m hacia una sala de estar generalmente entre 1 y 2,5 m de profundidad en el suelo, elipsoidal (74x76x38h cm) y que (a diferencia de por ejemplo lo que se puede observar en el zorro rojo) el animal, especialmente durante la estación fría, se recubre con hojas secas, helechos y musgo, que l el animal se quita y reemplaza con extrema habilidad.
Dentro del estudio único, incluso más familias encuentran alojamiento, cada una de las cuales, sin embargo, tiende a usar sus propias entradas y galerías. En ocasiones, el tejón puede compartir su guarida con otras especies animales, como el conejo salvaje y el zorro rojo que es compañero habitual de habitación del tejón; otro huésped es el perro mapache, en los casos en que el rango de distribución de las dos especies se superpone.
En las zonas más frías de su área de distribución, el animal cae en una verdadera hibernación, bloqueando las entradas de las madrigueras con tierra y hojas secas y dejando de salir de la madriguera con las primeras nevadas, permaneciendo en este estado por un período que puede prolongarse. de noviembre a abril. Para satisfacer las necesidades de la hibernación, los tejones tienden a acumular abundante grasa corporal durante el verano y principios de otoño, además de recolectar abundante material aislante para revestir sus madrigueras.
En cuanto a depredadores y animales potencialmente peligrosos para esta especie, existen lobos, osos, linces y perros callejeros; sin embargo, estos animales rara vez optan por recurrir a una presa tan exigente si tienen otras fuentes de alimento.
Desde los años noventa, el meles meles está creciendo rápidamente (en algunas zonas, como el Reino Unido, incluso más del 75%) en toda su distribución, principalmente gracias a la muy acusada disminución de la incidencia de la rabia.
En Italia, según la UICN, la conservación del tejón requiere una reducción de las matanzas abusivas y una sensibilización de la población, especialmente en áreas de agricultura intensiva (G. Pigozzi & A.M. De Marinis en Boitani et al. 2003). Esta especie está incluida en el Apéndice III de la Convención de Berna. La especie está protegida y no se puede cazar en Italia (L. 157/92). Preocupación menor evaluada por la Evaluación europea de mamíferos (Temple & Terry 2007).

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guía de los mamíferos de Europa. Editorial Franco Muzzio.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La gran enciclopedia de los animales. Gribaudo Editore.





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