Croton eluteria

Croton eluteria

La Cascarilla (Croton eluteria (L.) W.Wright) è una specie arbustiva o arborea che appartiene alla famiglia delle  Euphorbiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Euphorbiales, Famiglia Euphorbiaceae e quindi al Genere Croton ed alla Specie C. eluteria.
Sono sinonimi i termini:
– Cascarilla officinalis Raf.;
– Clutia cascarilla L.;
– Clutia decandra Crantz;
– Clutia eluteria L.;
– Croton cascarilla (L.) L.;
– Croton cascarilloides Geiseler;
– Croton eluteria Benn.;
– Croton homolepidus Müll.Arg.;
– Croton rosmarinifolius Salisb.;
– Oxydectes cascarilla (L.) Kuntze;
– Oxydectes cascarilloides Kuntze;
– Oxydectes eluteria (L.) Kuntze;
– Oxydectes homolepida (Müll.Arg.) Kuntze.

Etimologia –
Il termine Croton proviene dal greco kròton, nome del ricino comune, che vale anche zecca, forse per il motivo della somiglianza del frutto, che è una capsula tricocca, coll’animaletti di questo nome.
L’epiteto specifico eluteria, non è noto, probabilmente deriva da qualche nome vernacolare.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Cascarilla è una pianta originaria di un’area che comprende i Caraibi, Bahamas, Cuba, Repubblica Dominicana, Haiti e Giamaica. Inoltre è stata esportata in Nigeria dove viene coltivata per la produzione di corteccia.
Il suo habitat è quello dei boschetti e boschi su suoli calcarei sia in zone asciutte che umide ad altitudini che vanno dal livello del mare a 870 metri.

Descrizione –
Il Croton eluteria è una pianta che si presenta sia informa di arbusto alto 1,5 – 3 metri che di piccolo albero che può crescere fino a 12 metri.
La corteccia è profumata è fessurata, di colore marrone giallastro chiaro e può essere ricoperta di licheni.
Le foglie sono ovali allungate, da 5 a 20 cm, arrotondate alla base e alla punta, di colore verde opaco e disposte alternativamente alle estremità dei rami. Rimangono sulla pianta tutto l’anno.
I fiori sono piccoli, con petali bianchi e molto profumati, compaiono a marzo e aprile, ma possono fiorire, in certe condizioni climatiche, tutto l’anno.
I frutti sono piccoli, tondeggianti fino a 1 cm di diametro, inizialmente verdi, che diventano marroni, secchi e con tre compartimenti che racchiudono un seme lungo.

Coltivazione –
La Cascarilla è una pianta che cresce naturalmente in climi subtropicali da sub-umidi a umidi e da pianure tropicali a media altitudine, generalmente in aree prive di gelo con minime annuali da 16 a 25 °C, massime annuali da 25 a 35 °C, precipitazioni annuali da 800 a 2500 mm e una stagione secca di 8 mesi o meno.
Inoltre non è comunemente coltivata come pianta da giardino ma si può propagare anche per seme. Inoltre, vista la sua distribuzione si ritiene che cresca su una vasta gamma di suoli ben drenati, inclusi quelli argillosi o con contenuto di sabbia e calcare o ghiaia, generalmente di natura da moderatamente acida ad alcalina, con un pH compreso tra 5,0 e 8,5.
Da sottolineare che il naturale adattamento della pianta alle zone tropicali dell’altopiano e le sue piccole dimensioni hanno portato ad essere piantata per ombreggiare il caffè, in particolare piantine e giovani piante.

Usi e Tradizioni –
La Cascarilla ha una storia di utilizzo molto lunga nella medicina tradizionale a base di erbe in tutto il mondo.
La corteccia è antispasmodica, antitosse, aromatica amara, carminativa, colagoga, digestiva, espettorante, febbrifuga, ipotensiva, stimolante e tonica.
È stata a lungo utilizzata come ausilio digestivo amaro generale, per stimolare la digestione e favorire il flusso dei succhi digestivi.
Inoltre viene utilizzata nel trattamento di una serie di problemi legati all’apparato digerente come nausea e vomito; diarrea e dissenteria; dispepsia e coliche; gonfiore intestinale e meteorismo.
È stata anche utilizzata nel trattamento di una vasta gamma di altre condizioni tra cui febbri intermittenti e basse; come espettorante per la bronchite cronica; anemia, emorroidi, ipertensione e come tonico generale durante la convalescenza.
La pianta è spesso utilizzato in erboristeria, la corteccia viene raccolta in natura e commercializzata a livello internazionale.
La corteccia del Croton eluteria venne conosciuta in Europa dopo quella della china e così venne detta in alcuni paesi ”nuova corteccia di china” o ”falsa corteccia grigia di china”.
La Cascarilla contiene una gamma di componenti attivi dal punto di vista medico tra cui oli volatili dall’1,5 al 3%, un composto amaro chiamato cascarillina A, resine, tannino, lipidi e diversi diterpenoidi neoclerodanici chiamati cascarilline. La corteccia contiene, inoltre una lunga lista di terpeni aromatici e composti diterpenici , tra cui pinene , vanillina , D -limonene e tujene.
La ricerca ha dimostrato che l’olio essenziale della corteccia è antimicrobico. L’uso tradizionale, da lungo tempo, per la digestione è stato verificato dagli scienziati nel 2003. Questi ricercatori in Italia hanno riferito che si è scoperto che la cascarilla e il suo principale composto chimico, la cascarillina, aumentano significativamente la secrezione di acido gastrico nello stomaco.
La tintura della corteccia è usata come tonico e stimolante e come riduttore di febbre. La corteccia di Cascarilla viene utilizzata anche per aromatizzare i liquori Campari e Vermouth.
La corteccia è relativamente spessa, flessibile e facilmente tagliata e strappata dal tronco. Viene quindi ripulito da qualsiasi alburno, essiccato al sole o all’ombra e insaccato per il trasporto in un impianto di lavorazione, dove viene distillato in un olio essenziale, trasformato in un estratto acquoso o infuso in alcool per fare una tintura.
Con la distillazione a vapore, la corteccia produce dall’1,5 al 3% di un olio essenziale commercialmente importante scambiato come “olio essenziale di Cascarilla”. È un olio fluido, di colore giallo chiaro o ambrato scuro con un forte aroma legnoso, speziato, leggermente pepato che è persistente, ricorda la noce moscata, il cardamomo, i chiodi di garofano e il timo. È usato come componente di fragranza nei profumi, in particolare nei profumi orientali come “l’Origan” e nelle fragranze e nelle acque di colonia maschili, nonché per profumare saponi, creme e lozioni.
Il sapore dell’olio è fortemente amaro ma piacevolmente piccante e non è tossico in piccole quantità, il che ha portato ad essere utilizzato come aromatizzante in bevande alcoliche e analcoliche, dolciumi, prodotti da forno, dessert surgelati e condimenti.

Modalità di Preparazione –
Dalla corteccia si possono ottenere delle tinture o, per distillazione, ricavare un olio essenziale che può essere utilizzato anche per vari tipi di bevande anche alcoliche.
La corteccia, come detto, oltre che per fini farmaceutici può essere utilizzata come digestivo amaro generale, per stimolare la digestione e favorire il flusso dei succhi digestivi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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