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Diabrotica virgifera

La diabrotica del mais (Diabrotica virgifera LeConte, 1868) è un insetto appartenente alla famiglia dei Chrysomelidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Cucujiformia, Superfamiglia Chrysomeloidea, Famiglia Chrysomelidae, Sottofamiglia Galerucinae e quindi al Genere Diabrotica ed alla Specie D. virgifera.
Di questo insetto si conoscono due sottospecie:
– Diabrotica virgifera virgifera;
– Diabrotica virgifera zeae, diffusa soprattutto in Messico.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La diabrotica del mais è un insetto di origine americana e con precisione degli Stati Uniti, dove è considerato il principale fitofago del mais. Fino al 1955 il crisomelide è rimasto confinato nel suo areale d´origine, e cioè nella parte occidentale degli USA, poi è andato rapidamente diffondendosi verso est e ora si è insediato in Messico, America centrale, ove sono presenti anche altre specie di Diabrotica e nel sud-America.
Questo insetto è arrivato per la prima volta in Europa nel 1992 in Serbia mentre in Italia è stato catturato per la prima volta nel 1998 presso l´aeroporto di Venezia. Negli anni successivi è stato segnalato in altre Regioni del Nord Italia.
Attualmente è diffusa in particolare al Nord Italia nelle principali zone maidicole. È presente in numerosi stati europei (in particolare Serbia, Croazia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Bosnia e Svizzera); in America è diffusa in Canada e negli Stati Uniti.

Morfologia –
La Diabrotica virgifera, allo stadio adulto si presenta con una colorazione giallo – brunastra e con dimensioni di 5 – 6 mm di lunghezza, con evidente dimorfismo sessuale.
I maschi presentano elitre scure con la parte caudale giallastra; le femmine presentano tre strisce simmetriche scure su sfondo giallastro. Inoltre le antenne dei maschi sono più lunghe di quelle delle femmine.
Le uova si riconoscono per la loro dimensione di circa 0,65 x 0,45 mm e con colorazione che è generalmente giallo pallida.
Le larve mature misurano 12 – 18 mm di lunghezza e appaiono grinzose, di colore biancastro con capo scuro e una placca bruna sulla parte superiore dell’ultimo segmento addominale. Queste prima di giungere a maturità attraversano tre stadi di sviluppo.
Le pupe sono di colore bianco.

Attitudine e Ciclo biologico –
La Diabrotica virgifera sverna allo stadio di uovo che è stato deposto nel terreno ad una profondità di circa 15 cm nel periodo di luglio – agosto.
Trascorsa circa una settimana dallo sfarfallamento si hanno già i primi accoppiamenti, che proseguono per l’intero periodo di vita degli adulti; sia i maschi che le femmine possono accoppiarsi più volte nella loro vita. Grazie all’azione del vento o sfruttando diversi vettori tra cui l’uomo, gli adulti possono spostarsi anche di 25 – 40 km l’anno. Viene effettuata una sola generazione annua.
Le femmine depongono le uova in piccoli gruppi e completano la deposizione in circa 20 giorni prediligendo terreni umidi e sciolti. Una femmina depone qualche centinaio di uova nel terreno ad una profondità di circa 15 cm. La fecondità delle femmine è influenzata da temperatura, fotoperiodo e disponibilità di alimento; mediamente vengono deposte 400 uova anche se il loro numero può variare da circa 100 a 1000. Inoltre la profondità di deposizione è influenzata dalla tessitura del terreno, diventando più superficiale nei terreni pesanti. L’uovo comincia a schiudere da metà del maggio successivo con un picco delle nascite che viene attorno a metà giugno circa.
Le larve che ne nascono si muovono nel terreno nutrendosi delle radici del mais e di diverse altre graminacee e il loro sviluppo dura circa un mese. Le larve sono rinvenute nelle zone del Nord Italia a partire dal mese di maggio con un picco attorno a metà giugno, anche se la schiusa può protrarsi fino ad inizio luglio.
Dopo tre stadi larvali nel terreno si forma la pupa poco visibile in quanto la metamorfosi avviene in 1-2 giorni.
Questo insetto compie una generazione all´anno.
Nelle zone della pianura padana gli adulti volano da giugno sino a ottobre con un picco tra la fine di giugno e la prima decade di luglio, in corrispondenza della fioritura del mais, dopo di ché le popolazioni degli adulti si mantengono in calo costante. Gli adulti sono maggiormente attivi ad una temperatura compresa tra 23 e 27 °C; mentre nelle ore più calde, quando la temperatura supera i 30 °C si aggregano sulle porzioni della pianta meno esposte al sole, protetti dalle brattee della spiga o dalle guaine fogliari.
Gli adulti vivono tra i 50 giorni e i tre mesi in funzione di variabili climatiche e disponibilità di cibo.
I danni sono dovuti alle larve che nutrendosi delle radichette e scavando gallerie nelle radici più grosse, provocano il danno maggiore al mais. La pianta, danneggiata in seguito alla loro azione trofica, presenta un ridotto sviluppo radicale che la rende più soggetta ad allettamenti, ne riduce la capacità di assorbimento di acqua e nutritivi e, durante le operazioni di raccolta, provoca maggiori perdite di produzione. Un sintomo abbastanza tipico che si ritrova nei casi di elevata infestazione larvale è la presenza in campo di piante a “collo d´oca” (“goosenecked plants”), cioè di piante allettate che tendono a risollevarsi dal suolo curvandosi e formando gomiti.

Ruolo Ecologico –
Come visto la Diabrotica virgifera è un insetto che svolge il suo ciclo vitale sul mais e nel caso di infestazioni notevoli può provocare danni molto gravi ed ingenti perdite economiche; le larve sono però in grado di svilupparsi su altre Poaceae. Occasionalmente gli adulti vengono ritrovati su specie appartenenti alle famiglie delle Asteraceae, Fabaceae, Cucurbitaceae, Convolvulaceae e Rosaceae.
Il danno arrecato al mais è maggiore se la coltura viene ripetuta per due o più anni di seguito sullo stesso appezzamento.
Negli Stati Uniti, infatti, la difesa contro le due principali specie americane (Diabrotica virgifera e Diabrotica barberi) viene effettuata mediante geodisinfestanti granulari per il controllo delle larve, da distribuire in banda o nel solco di semina, e da successivi trattamenti contro gli adulti.
Si tratta di una lotta legata e subordinata notevolmente alla specializzazione delle colture di mais che, spesso, ritornano sullo stesso appezzamento provocando esplosioni di infestazioni di questo insetto.
La strategia chimica è senz’altro da rivede e, se proprio necessaria, va comunque integrata con l´adozione di adeguate tecniche agronomiche.
Il fattore chiave per prevenire o ritardare la comparsa di popolazioni elevate è l´abbandono della mono successione cui possono essere abbinate altre pratiche agronomiche che rendano più difficoltosa la proliferazione delle popolazioni dell’insetto.
Importante è quindi la rotazione. Infatti l’avvicendamento con altre specie causa la morte delle larve nel terreno che non trovano piante su cui alimentarsi. In genere la scelta della coltura che sostituisce il mais privilegia il fabbisogno aziendale e la redditività. A questo proposito possono essere coltivate soia, sorgo da granella, oppure colza o pisello proteico a semina autunnale.
La Diabrotica virgifera è uno di quegli insetti le cui infestazioni sono figlie di un’agricoltura di tipo industriale che è sfuggita alle regole degli equilibri eco sistemici e delle regolari biocenosi.
Un altro accorgimento utile può essere quello delle semine precoci che sono da preferirsi poiché consentono alla pianta di giungere con le radici maggiormente sviluppate nel periodo di massima comparsa dell’insetto. Un apparato radicale vigoroso consente una miglior resistenza all’allettamento anche in seguito ad un danno subito dalle larve. Inoltre piante che hanno completato la fioritura risultano meno attrattive nei confronti della Diabrotica e determinano una minore attività di deposizione delle uova. La scelta dell’ibrido deve ricadere su varietà con apparato radicale particolarmente vigoroso e con una buona resistenza all’allettamento, per le stesse ragioni espresse sopra. Al contrario le semine tardive (da maggio in avanti) coincidono con la schiusa delle uova e con la comparsa delle popolazioni larvali quando le radici sono ancora deboli e poco sviluppate.
Inoltre l’andamento climatico influenza fortemente le popolazioni dell’insetto. In particolare primavere piovose favoriscono il mantenimento di popolazioni elevate di uova e larve; al contrario inverni e primavere miti e siccitose causano una elevata mortalità delle uova.
Si ricorda anche che le lavorazioni presemina devono mirare a favorire lo sgrondo delle acque in eccesso nel terreno in quanto i terreni umidi sono prediletti dalle femmine per la deposizione delle uova. La rincalzatura favorisce la formazione di radici avventizie e quindi migliora la stabilità della pianta.
Importante è anche il periodo di raccolta. Si consiglia di effettuare la raccolta del mais dopo il primo ottobre per evitare di trasportare in nuove zone femmine di Diabrotica ancora in grado di ovideporre; per lo stesso motivo si deve evitare di portare piante o parti di esse allo stato fresco al di fuori della zona infestata (ad esempio trinciato di mais) come anche il terreno che ospitato il mais.
Interessante è, inoltre, l’ausilio della lotta biologica. È infatti possibile impiegare insetticidi a base di Bacillus thuringiensis, ammessi in agricoltura biologica. In alternativa si possono impiegare preparati a base del nematode Steirnenema carpocapsae che hanno dimostrato, in alcuni studi, una buona capacità di contenere le popolazioni di Diabrotica.
La lotta chimica, che ricordiamo è la peggiore soluzione ad un errore di impostazione aziendale e che provoca poi ricadute peggiori sull’intero ecosistema, si avvale dell’uso di prodotti concianti, geodisinfestanti, e trattamenti adulticidi. I geodisinfestanti vengono applicati al terreno al momento della semina del mais, per colpire le larve che sguscieranno dalle uova. Tale trattamento però, non sempre si dimostra efficace a causa del lungo tempo che intercorre tra l’applicazione del prodotto e la fuoriuscita delle larve dall’uovo.
I concianti vengono applicati al seme e consentono un contenimento parziale delle popolazioni larvali. In caso di forti infestazioni il danno economico non viene comunque evitato.
I trattamenti adulticidi vengono effettuati al superamento della soglia, con prodotti a base di: Fenitrotion, Clorpyrifos, Deltametrina, Alphacipermetrina; questi consentono un buon contenimento degli adulti e delle ovideposizioni. Inoltre, con lo stesso trattamento è possibile contenere anche le popolazioni di Ostrinia nubilalis. Per essere efficaci i trattamenti chimici dovrebbero essere effettuati entro metà luglio e questo va poi ad interferire con le popolazione di pronubi ed insetti impollinatori dell’areale.
Un buon metodo per capire se bisogna prendere dei provvedimenti contro questo insetto è quello del monitoraggio degli adulti.
Il monitoraggio delle popolazioni di adulti è fondamentale per prevenire la comparsa dei danni e decidere le migliori strategie di lotta da attuare. Viene eseguito con apposite trappole cromotropiche tipo Pherocon AM collocate in campo dopo l’inizio dei voli (indicativamente a partire dalla metà di giugno, ma variabile ogni anno). Si utilizzeranno 3 trappole per appezzamento. La durata del monitoraggio sarà di 6 settimane con controllo settimanale e sostituzione delle trappole dopo la terza settimana. La sostituzione potrà avvenire anche prima se rovinate o se avranno catturato un elevato numero di adulti. Se dopo la fine del periodo di monitoraggio si saranno superate le 6 catture di adulti per trappola per giorno (corrispondenti a 756 adulti totali catturati alla fine del monitoraggio, cioè dopo 42 giorni) e che rappresenta la “soglia d’intervento”, sarà opportuno prendere in considerazione l’avvicendamento per l’anno successivo, in quanto il rischio di una forte infestazione sarà molto elevato, o proteggere la coltura alla semina. Se le catture non supereranno i 300 adulti totali catturati dopo le prime due settimane di monitoraggio (corrispondenti a 50 catture per trappola per settimana 300=50 (catture)x3 (trappole) x2 (settimane) un intervento chimico non sarà consigliabile. Se le catture fossero invece superiori a 450 (cioè a 75 catture per trappola per settimana, dopo le prime due settimane, il trattamento sarà consigliabile perché risulterà elevata la probabilità di superare la soglia d’intervento sopra indicata al termine del periodo di monitoraggio. In questo caso il trattamento sarà da effettuarsi alla terza settimana dopo l’inizio del monitoraggio. Qualora dopo la seconda settimana si fosse in una situazione intermedia (tra 300 e 450 catture) si valuterà il loro andamento alla terza settimana, decidendo o meno di trattare la settimana successiva (la quarta). La valutazione della presenza in campo di almeno il 10% di femmine gravide è il parametro più affidabile per decidere il momento migliore per attuare il trattamento, ma è anche di difficile stima da parte dell’agricoltore.
Si ricorda, infine, che in Italia la lotta verso La Diabrotica del mais è obbligatoria ai sensi del D.M. del 30 giugno 2004, “Misure fitosanitarie d’emergenza intese a prevenire la propagazione nella Comunità della Diabrotica virgifera virgifera Le Conte.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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Diabrotica virgifera

The Western corn rootworm (Diabrotica virgifera LeConte, 1868) is an insect belonging to the Chrysomelidae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Eumetazoa Subarign, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Classe Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Section Coleopteroida, Order Coleopteroida Cucujiformia, Chrysomeloidea superfamily, Chrysomelidae family, Galerucinae subfamily and therefore to the Diabrotica genus and to the D. virgifera species.
Two subspecies are known of this insect:
– Diabrotica virgifera virgifera;
– Diabrotica virgifera zeae, widespread mainly in Mexico.

Geographic Distribution and Habitat –
The Western corn rootworm is an insect of American origin and precisely of the United States, where it is considered the main phytophagous of corn. Until 1955 the chrysomelid remained confined to its range of origin, that is in the western part of the USA, then it rapidly spread eastwards and now it has settled in Mexico, Central America, where there are also other species of Diabrotica and in South America.
This insect arrived for the first time in Europe in 1992 in Serbia while in Italy it was caught for the first time in 1998 at the Venice airport. In the following years it was reported in other regions of Northern Italy.
It is currently widespread in particular in Northern Italy in the main maize areas. It is present in numerous European countries (in particular Serbia, Croatia, Hungary, Romania, Bulgaria, Bosnia and Switzerland); in America it is widespread in Canada and the United States.

Morphology –
Diabrotica virgifera, at the adult stage, has a yellow – brownish color and with dimensions of 5 – 6 mm in length, with evident sexual dimorphism.
Males have dark elytra with yellowish caudal part; the females have three symmetrical dark stripes on a yellowish background. Furthermore, the antennae of the males are longer than those of the females.
The eggs are recognized by their size of about 0.65 x 0.45 mm and with a color that is generally pale yellow.
Mature larvae measure 12 – 18 mm in length and appear wrinkled, whitish in color with a dark head and a brown plaque on the upper part of the last abdominal segment. Before reaching maturity these go through three stages of development.
The pupae are white in color.

Attitude and Life Cycle –
The Diabrotica virgifera overwinters in the egg stage which has been laid in the ground at a depth of about 15 cm in the period of July – August.
After about a week from the flickering, the first mating occurs, which continue for the entire life period of the adults; both males and females can mate multiple times in their life. Thanks to the action of the wind or by exploiting different vectors including humans, adults can move up to 25 – 40 km a year. Only one generation per year is carried out.
The females lay the eggs in small groups and complete the laying in about 20 days preferring moist and loose soils. A female lays a few hundred eggs in the ground at a depth of about 15 cm. Female fecundity is influenced by temperature, photoperiod and food availability; on average 400 eggs are laid even if their number can vary from about 100 to 1000. Furthermore, the depth of deposition is influenced by the texture of the soil, becoming more superficial in heavy soils. The egg begins to hatch from the middle of the following May with a peak of births that comes around the middle of June.
The larvae that are born from it move in the ground feeding on the roots of corn and various other grasses and their development lasts about a month. The larvae are found in the areas of Northern Italy starting from the month of May with a peak around mid-June, although the hatching can last until the beginning of July.
After three larval stages, the pupa is hardly visible in the soil as the metamorphosis takes place in 1-2 days.
This insect makes one generation a year.
In the areas of the Po Valley, adults fly from June to October with a peak between the end of June and the first ten days of July, in correspondence with the flowering of the corn, after which the adult populations remain in constant decline. Adults are more active at a temperature between 23 and 27 ° C; while in the hottest hours, when the temperature exceeds 30 ° C, they aggregate on the portions of the plant less exposed to the sun, protected by the bracts of the ear or by the leaf sheaths.
Adults live between 50 days and three months depending on climatic variables and food availability.
The damage is due to the larvae which, feeding on the rootlets and digging tunnels in the largest roots, cause the greatest damage to the corn. The plant, damaged as a result of their trophic action, has a reduced root development that makes it more subject to enticements, reduces its capacity to absorb water and nutrients and, during harvesting operations, causes greater production losses. A fairly typical symptom that is found in cases of high larval infestation is the presence in the field of “goosenecked plants”, that is, of enticed plants that tend to rise from the ground by bending and forming elbows.

Ecological Role –
As seen, the Diabrotica virgifera is an insect that carries out its life cycle on corn and in the case of considerable infestations it can cause very serious damage and huge economic losses; however, the larvae are able to develop on other Poaceae. Adults are occasionally found on species belonging to the Asteraceae, Fabaceae, Cucurbitaceae, Convolvulaceae and Rosaceae families.
The damage done to corn is greater if the crop is repeated for two or more consecutive years on the same plot.
In the United States, in fact, the defense against the two main American species (Diabrotica virgifera and Diabrotica barberi) is carried out by means of granular geodisinfestants for the control of the larvae, to be distributed in a band or in the seeding furrow, and by subsequent treatments against adults.
It is a struggle linked and greatly subordinated to the specialization of corn crops which often return to the same plot causing explosions of infestations of this insect.
The chemical strategy certainly needs to be reviewed and, if absolutely necessary, it must in any case be integrated with the adoption of appropriate agronomic techniques.
The key factor in preventing or delaying the emergence of large populations is the abandonment of single succession, which can be combined with other agronomic practices that make the proliferation of insect populations more difficult.
Rotation is therefore important. In fact, the alternation with other species causes the death of the larvae in the ground that cannot find plants on which to feed. Generally, the choice of the crop that replaces the corn favors business needs and profitability. In this regard, soybean, grain sorghum, or canola or protein pea with autumn sowing can be grown.
Diabrotica virgifera is one of those insects whose infestations are the daughters of an industrial-type agriculture that has escaped the rules of eco-systemic equilibrium and regular biocoenosis.
Another useful precaution can be that of early sowing which are to be preferred since they allow the plant to reach the most developed roots in the period of maximum insect appearance. A vigorous root system allows better resistance to lodging even after damage suffered by the larvae. Furthermore, plants that have completed flowering are less attractive towards Diabrotica and cause less egg-laying activity. The choice of the hybrid must fall on varieties with a particularly vigorous root system and good resistance to lodging, for the same reasons expressed above. On the contrary, late sowing (from May onwards) coincides with the hatching of the eggs and with the appearance of the larval populations when the roots are still weak and not very developed.
Furthermore, the climatic trend strongly influences the populations of the insect. In particular, rainy springs favor the maintenance of high populations of eggs and larvae; on the contrary, mild and dry winters and springs cause high egg mortality.
It should also be remembered that the pre-sowing processes must aim at favoring the drainage of excess water in the soil as humid soils are preferred by females for laying eggs. The tamping favors the formation of adventitious roots and therefore improves the stability of the plant.
The collection period is also important. It is advisable to harvest the corn after October 1st to avoid transporting female Diabrotica to new areas that are still able to ovipose; for the same reason, it is necessary to avoid bringing plants or parts of them in a fresh state outside the infested area (for example chopped corn) as well as the ground that hosts the corn.
Also interesting is the aid of biological control. It is in fact possible to use insecticides based on Bacillus thuringiensis, which are allowed in organic farming. Alternatively, preparations based on the nematode Steirnenema carpocapsae can be used which have shown, in some studies, a good ability to contain the Diabrotica populations.
The chemical fight, which we recall is the worst solution to a corporate setting error and which then causes worse repercussions on the entire ecosystem, uses the use of tanning products, geodisinfestants, and adulticide treatments. Geodisinfestants are applied to the soil when corn is sown, to target the larvae that will hatch from the eggs. However, this treatment does not always prove effective due to the long time between the application of the product and the escape of the larvae from the egg.
The tanning agents are applied to the seed and allow partial containment of the larval populations. In the event of heavy infestations, however, the economic damage is not avoided.
Adulticidal treatments are carried out when the threshold is exceeded, with products based on: Fenitrotion, Clorpyrifos, Deltamethrin, Alphacipermethrin; these allow a good containment of adults and oviposition. Furthermore, with the same treatment it is also possible to contain the populations of Ostrinia nubilalis. To be effective, chemical treatments should be carried out by mid-July and this then interferes with the pollinating pollinating insect population of the area.
A good method to understand if measures must be taken against this insect is to monitor adults.
The monitoring of adult populations is essential to prevent the occurrence of damage and to decide the best strategies for fighting to be implemented. It is performed with special chromotropic traps of the Pherocon AM type placed in the field after the start of the flights (approximately starting from mid-June, but variable every year). We will use 3 traps per plot. The monitoring duration will be 6 weeks with weekly check and replacement of traps after the third week. The replacement can take place even earlier if damaged or if they have captured a large number of adults. If after the end of the monitoring period 6 adult catches per trap per day have been exceeded (corresponding to 756 total adults caught at the end of monitoring, ie after 42 days) and which represents the “intervention threshold”, it will be appropriate consider the rotation for the following year, as the risk of a strong infestation will be very high, or protect the crop for sowing. If the catches do not exceed 300 total adults caught after the first two weeks of monitoring (corresponding to 50 catches per trap per week 300 = 50 (catches) x3 (traps) x2 (weeks) a chemical intervention will not be advisable. were instead higher than 450 (ie 75 catches per trap per week, after the first two weeks, the treatment will be advisable because the probability of exceeding the intervention threshold indicated above at the end of the monitoring period will be high. treatment will be carried out in the third week after the start of monitoring. If after the second week there is an intermediate situation (between 300 and 450 catches), their trend will be evaluated in the third week, deciding whether or not to treat the following week ( the fourth). The evaluation of the presence in the field of at least 10% of pregnant females is the most reliable parameter to decide the best time to implement re treatment, but it is also difficult to estimate by the farmer.
Finally, it should be remembered that in Italy the fight against corn Diabrotica is mandatory pursuant to the D.M. of 30 June 2004, “Emergency phytosanitary measures intended to prevent the spread of Diabrotica virgifera virgifera Le Conte in the Community.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agricultural Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



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Diabrotica virgifera

El gusano de la raíz del maíz (Diabrotica virgifera LeConte, 1868) es un insecto perteneciente a la familia Chrysomelidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Subarign Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclase Hexapoda, Classe Insecta, Subclase Pterygota, Cohorte Endopterygota, Superorden Oligoneoptera, Sección Colederopterooptera Cucujiformia, superfamilia Chrysomeloidea, familia Chrysomelidae, subfamilia Galerucinae y por lo tanto al género Diabrotica y a la especie D. virgifera.
Se conocen dos subespecies de este insecto:
– Diabrotica virgifera virgifera;
– Diabrotica virgifera zeae, muy extendida principalmente en México.

Distribución geográfica y hábitat –
El gusano de la raíz del maíz es un insecto de origen americano y precisamente de Estados Unidos, donde es considerado el principal fitófago del maíz. Hasta 1955 el crisomélido permaneció confinado a su rango original, es decir en la parte occidental de los EE. UU., Luego se extendió rápidamente hacia el este y ahora se ha asentado en México, Centroamérica, donde también existen otras especies de Diabrotica y en Sur America.
Este insecto llegó por primera vez a Europa en 1992 en Serbia mientras que en Italia fue capturado por primera vez en 1998 en el aeropuerto de Venecia. En los años siguientes se informó en otras regiones del norte de Italia.
Actualmente está muy extendido, en particular en el norte de Italia, en las principales zonas de maíz. Está presente en numerosos países europeos (en particular Serbia, Croacia, Hungría, Rumania, Bulgaria, Bosnia y Suiza); en América está muy extendido en Canadá y Estados Unidos.

Morfología –
Diabrotica virgifera, en la etapa adulta, tiene un color amarillo pardusco y con unas dimensiones de 5-6 mm de longitud, con evidente dimorfismo sexual.
Los machos tienen élitros oscuros con la parte caudal amarillenta; las hembras tienen tres franjas oscuras simétricas sobre un fondo amarillento. Además, las antenas de los machos son más largas que las de las hembras.
Los huevos se reconocen por su tamaño de aproximadamente 0,65 x 0,45 mm y con un color generalmente amarillo pálido.
Las larvas maduras miden de 12 a 18 mm de longitud y aparecen arrugadas, de color blanquecino con una cabeza oscura y una placa marrón en la parte superior del último segmento abdominal. Antes de alcanzar la madurez, estos pasan por tres etapas de desarrollo.
Las pupas son de color blanco.

Actitud y ciclo de vida –
La Diabrotica virgifera pasa el invierno en estado de huevo que ha sido depositado en el suelo a una profundidad de unos 15 cm en el período de julio a agosto.
Después de aproximadamente una semana desde el parpadeo, se produce el primer apareamiento, que continúa durante todo el período de vida de los adultos; tanto los machos como las hembras pueden aparearse varias veces en su vida. Gracias a la acción del viento o mediante la explotación de diferentes vectores, incluidos los humanos, los adultos pueden moverse hasta 25 – 40 km al año. Solo se realiza una generación por año.
Las hembras ponen sus huevos en pequeños grupos y completan la puesta en unos 20 días prefiriendo suelos húmedos y sueltos. Una hembra pone unos cientos de huevos en el suelo a una profundidad de unos 15 cm. La fecundidad femenina está influenciada por la temperatura, el fotoperíodo y la disponibilidad de alimento; se ponen en promedio 400 huevos, aunque su número puede variar entre 100 y 1000. Además, la profundidad de la deposición está influenciada por la textura del suelo, volviéndose más superficial en suelos pesados. El huevo comienza a eclosionar a mediados del mes de mayo siguiente con un pico de nacimientos que se produce a mediados de junio.
Las larvas que nacen de él se mueven en el suelo alimentándose de las raíces del maíz y otras gramíneas y su desarrollo dura alrededor de un mes. Las larvas se encuentran en áreas del norte de Italia a partir de mayo con un pico alrededor de mediados de junio, incluso si la eclosión puede durar hasta principios de julio.
Después de tres estadios larvarios, la pupa es apenas visible en el suelo, ya que la metamorfosis ocurre en 1-2 días.
Este insecto hace una generación al año.
En las zonas del Valle del Po, los adultos vuelan de junio a octubre con un pico entre finales de junio y los primeros diez días de julio, en correspondencia con la floración del maíz, tras lo cual las poblaciones adultas permanecen en constante declive. Los adultos son más activos a una temperatura entre 23 y 27 ° C; mientras que en las horas más calurosas, cuando la temperatura supera los 30 ° C, se agregan sobre las porciones de la planta menos expuestas al sol, protegidas por las brácteas de la mazorca o por las vainas foliares.
Los adultos viven entre 50 días y tres meses dependiendo de las variables climáticas y la disponibilidad de alimentos.
El daño se debe a las larvas que, alimentándose de las raicillas y excavando túneles en las raíces más grandes, causan el mayor daño al maíz. La planta, dañada por su acción trófica, tiene un desarrollo radicular reducido que la hace más susceptible al acame, reduce su capacidad de absorber agua y nutrientes y, durante las operaciones de cosecha, provoca mayores pérdidas de producción. Un síntoma bastante típico que se encuentra en casos de alta infestación larvaria es la presencia en el campo de “plantas de cuello de cisne”, es decir, de plantas atraídas que tienden a elevarse del suelo doblando y formando codos.

Papel ecológico –
Como se ve, Diabrotica virgifera es un insecto que realiza su ciclo de vida en el maíz y en caso de infestaciones importantes puede causar daños muy graves y enormes pérdidas económicas; sin embargo, las larvas pueden desarrollarse en otras Poaceae. Los adultos se encuentran ocasionalmente en especies pertenecientes a las familias Asteraceae, Fabaceae, Cucurbitaceae, Convolvulaceae y Rosaceae.
El daño causado al maíz es mayor si se repite el cultivo durante dos o más años consecutivos en la misma parcela.
En Estados Unidos, de hecho, la defensa contra las dos principales especies americanas (Diabrotica virgifera y Diabrotica barberi) se realiza mediante geodisinfestantes granulares para el control de las larvas, para distribuir en banda o en el surco de siembra, y mediante tratamientos posteriores contra adultos.
Es una lucha ligada y muy subordinada a la especialización de los cultivos de maíz que muchas veces vuelven a la misma parcela provocando explosiones de infestaciones de este insecto.
Sin duda, la estrategia química debe revisarse y, si es absolutamente necesario, debe integrarse en cualquier caso con la adopción de técnicas agronómicas adecuadas.
El factor clave para prevenir o retrasar la aparición de grandes poblaciones es el abandono de la sucesión única que puede combinarse con otras prácticas agronómicas que dificultan la proliferación de poblaciones de insectos.
Por tanto, la rotación es importante. De hecho, la alternancia con otras especies provoca la muerte de las larvas en el suelo que no encuentran plantas de las que alimentarse. Generalmente, la elección del cultivo que reemplaza al maíz favorece las necesidades comerciales y la rentabilidad. En este sentido, se puede cultivar soja, sorgo de grano o canola o guisante proteico con siembra de otoño.
Diabrotica virgifera es uno de esos insectos cuyas infestaciones son hijas de una agricultura de tipo industrial que ha escapado a las reglas del equilibrio ecosistémico y la biocenosis regular.
Otro truco útil puede ser el de la siembra temprana que es preferible ya que permite que la planta alcance las raíces más desarrolladas en el período de máxima aparición del insecto. Un sistema de raíces vigoroso permite una mejor resistencia al alojamiento incluso después de los daños sufridos por las larvas. Además, las plantas que han completado la floración son menos atractivas para Diabrotica y causan menos actividad de puesta de huevos. La elección del híbrido debe recaer en variedades con un sistema radicular particularmente vigoroso y una buena resistencia al encamado, por las mismas razones expresadas anteriormente. Por el contrario, la siembra tardía (a partir de mayo) coincide con la eclosión de los huevos y con la aparición de las poblaciones larvarias cuando las raíces aún están débiles y poco desarrolladas.
Además, la tendencia climática influye fuertemente en las poblaciones del insecto. En particular, las primaveras lluviosas favorecen el mantenimiento de altas poblaciones de huevos y larvas; por el contrario, los inviernos y primaveras suaves y secos provocan una alta mortalidad de huevos.
También conviene recordar que los procesos de pre-siembra deben tener como objetivo favorecer el drenaje del exceso de agua en el suelo ya que las hembras prefieren los suelos húmedos para la puesta de huevos. El apisonamiento favorece la formación de raíces adventicias y por tanto mejora la estabilidad de la planta.
El período de cosecha también es importante. Es aconsejable cosechar el maíz después del 1 de octubre para evitar el transporte de la hembra Diabrotica a nuevas áreas que aún pueden ovipositar; por la misma razón, es necesario evitar traer plantas o partes de ellas en estado fresco fuera del área infestada (por ejemplo maíz picado) así como del suelo que hospeda el maíz.
También es interesante la ayuda del control biológico. De hecho, es posible utilizar insecticidas a base de Bacillus thuringiensis, que están permitidos en la agricultura ecológica. Alternativamente, se pueden utilizar preparaciones basadas en el nematodo Steirnenema carpocapsae que han mostrado, en algunos estudios, una buena capacidad para contener las poblaciones de Diabrotica.
La lucha química, que recordamos es la peor solución a un error de ambientación empresarial y que luego provoca peores repercusiones en todo el ecosistema, hace uso de la utilización de bronceadores, geodisinfestantes y tratamientos adulticidas. Los geodisinfestantes se aplican al suelo cuando se siembra el maíz, para apuntar a las larvas que eclosionarán de los huevos. Sin embargo, este tratamiento no siempre resulta eficaz debido al largo tiempo que transcurre entre la aplicación del producto y el escape de las larvas del huevo.
Los agentes curtientes se aplican a la semilla y permiten la contención parcial de las poblaciones larvarias. En caso de fuertes infestaciones, no se evita el daño económico.
Los tratamientos adulticidas se realizan cuando se supera el umbral, con productos a base de: Fenitrotion, Clorpyrifos, Deltamethrin, Alphacipermethrin; estos permiten una buena contención de adultos y oviposición. Además, con el mismo tratamiento también es posible contener las poblaciones de Ostrinia nubilalis. Para que sean efectivos, los tratamientos químicos deben realizarse a mediados de julio y esto luego interfiere con la población de insectos polinizadores de la zona.
Un buen método para comprender si se deben tomar medidas contra este insecto es monitorear a los adultos.
El seguimiento de las poblaciones adultas es fundamental para prevenir la ocurrencia de daños y decidir las mejores estrategias de lucha a implementar. Se realiza con trampas cromotrópicas especiales tipo Pherocon AM colocadas en el campo después del inicio de los vuelos (indicativamente a partir de mediados de junio, pero variable cada año). Usaremos 3 trampas por parcela. La duración del seguimiento será de 6 semanas con control semanal y sustitución de trampas a partir de la tercera semana. El reemplazo puede tener lugar incluso antes si están dañados o si han capturado una gran cantidad de adultos. Si una vez finalizado el período de seguimiento se han superado las 6 capturas de adultos por trampa por día (correspondientes a 756 adultos en total capturados al final del seguimiento, es decir, después de 42 días) y que representa el “umbral de intervención”, será apropiado considere la rotación para el año siguiente, ya que el riesgo de una fuerte infestación será muy alto, o proteja el cultivo para la siembra. Si las capturas no superan los 300 adultos totales capturados después de las dos primeras semanas de seguimiento (correspondientes a 50 capturas por trampa por semana 300 = 50 (capturas) x3 (trampas) x2 (semanas) no será aconsejable una intervención química. en cambio, fueron superiores a 450 (es decir, 75 capturas por trampa por semana, después de las dos primeras semanas, el tratamiento será aconsejable porque la probabilidad de superar el umbral de intervención indicado anteriormente al final del período de seguimiento será alta. El tratamiento se realizará en la tercera semana posterior al inicio del seguimiento. Si después de la segunda semana se presenta una situación intermedia (entre 300 y 450 capturas), se evaluará su tendencia en la tercera semana, decidiendo si tratar o no la semana siguiente ( el cuarto). La evaluación de la presencia en campo de al menos el 10% de las hembras gestantes es el parámetro más confiable para decidir el mejor momento para implementar tratamiento, pero también es difícil de estimar por el agricultor.
Finalmente, conviene recordar que en Italia la lucha contra La Diabrotica del mais es obligatoria de conformidad con el D.M. de 30 de junio de 2004, “Medidas fitosanitarias de emergencia destinadas a prevenir la propagación en la Comunidad de Diabrotica virgifera virgifera Le Conte.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agrícola. Pieza especial. Liguori Editore, Nápoles.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.


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