Rhinolophus hipposideros

Rhinolophus hipposideros

Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros Bechstein, 1800) è un pipistrello appartenente alla famiglia dei Rhinolophidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Superordine Laurasiatheria, Ordine Chiroptera, Sottordine Microchiroptera, Famiglia Rhinolophidae e quindi al Genere Rhinolophus ed alla Specie R. hipposideros.
All’interno di questa specie si riconoscono 6 sottospecie:
– R .h. hipposideros: presente in Portogallo, Spagna, Isole Baleari, Francia, Belgio meridionale, Lussemburgo, Svizzera, Italia, Sardegna, Austria, Germania meridionale ed orientale, Polonia meridionale, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Macedonia, Serbia, Albania, Bulgaria, Romania, Moldavia, Ucraina meridionale e sud-occidentale, Turchia;
– R. h. escalerae (Andersen, 1918): presente in Marocco, Algeria e Tunisia settentrionali;
– R. h. majori (Andersen, 1918): sottospecie tipica della Corsica;
– R. h. midas (Andersen, 1905): presente in Caucaso, Iran settentrionale, occidentale e meridionale, Iraq nord-orientale, Turkmenistan sud-occidentale, Uzbekistan orientale, stato indiano del Jammu e Kashmir, Afghanistan orientale, Kirghizistan, Tagikistan;
– R. h. minimus (Heuglin, 1861): presente nella Penisola del Sinai, Eritrea, Gibuti, Etiopia centrale, Sudan sud-orientale, Arabia Saudita occidentale, Israele, Giordania nord-occidentale, Libano, Siria occidentale, Sicilia, Creta, Cipro, Malta;
– R. h. minutus (Montagu, 1808): diffusa in Gran Bretagna sud-occidentale ed Irlanda occidentale.
Sono sinonimi i termini:
– R. alpinus;
– R. anomalus;
– R. bifer;
– R. bihastatus;
– R. billanyani;
– R. eggenhoeffner;
– R. helvetica;
– R. intermedius;
– R. kisnyiresiensis;
– R. minor;
– R. minuta;
– R. moravicus;
– R. pallidus;
– R. phasma;
– R. trogophilus;
– R .typicus;
– R. typus;
– R. vespa.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il ferro di cavallo minore, con le sue sottospecie, è diffuso nell’Ecozona paleartica. Lo troviamo in vasto areale che comprende: Irlanda, Francia, Spagna e Marocco, al Kashmir e alla Kirghizia, attraverso l’Europa centrale e meridionale (isole maggiori e Maltesi comprese), l’Africa maghrebina, l’Egitto, l’Arabia occidentale e settentrionale e il resto dell’Asia sud-occidentale (anche a Cipro); Sudan, Eritrea, Etiopia.
In Italia la specie è presente su tutto il territorio.
Il suo habitat è quello delle zone calde, parzialmente boscate, in aree calcaree, anche in vicinanza di insediamenti umani. Nella buona stagione è stato osservato fino a 1800 m e in inverno fino a 2000 m.

Descrizione –
Il ferro di cavallo minore ha una lunghezza testa-corpo di 37-45 mm, una lunghezza della coda di 21-33 mm, un’apertura alare di 19,2-25,4 cm, la lunghezza delle orecchie di 12-19 mm, per un peso di 5,6-9 grammi.
È quindi un pipistrello di piccole dimensioni che si riconosce per avere una pelliccia lunga, soffice e lanuginosa. Le parti dorsali variano dal bruno-grigiastro al marrone, mentre le parti ventrali sono più chiare, grigiastre o bianco-grigiastre.
La foglia nasale si distingue per una lancetta triangolare, con bordi leggermente concavi e l’estremità appuntita, un processo connettivo basso, leggermente arrotondato e talvolta appiattito, una sella priva di peli, lunga, stretta, cuneiforme, con l’estremità appuntita curvata in avanti e verso il basso. La porzione anteriore è stretta ma copre interamente il muso ed è provvista di un profondo incavo centrale alla base.
Il labbro inferiore presenta un solo solco longitudinale.
Le membrane alari sono di colore marroni o marroni scure.
La coda è lunga ed inclusa completamente nell’ampio uropatagio.
Il primo premolare superiore è relativamente grande e situato lungo la linea alveolare.
Questo pipistrello emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di lunga durata a frequenza costante di 105–113 kHz e con massima energia sulla seconda armonica.
Il volo è agile, altamente manovrato ed effettuato fino a 5 metri dal suolo.

Biologia –
Gli individui del Rhinolophus hipposideros si accoppiano nel periodo che va dall’autunno e più raramente in inverno. Entrambi i sessi diventano maturi dopo 1-2 anni di vita. L’aspettativa di vita massima è di 21 anni.
Questa specie si riproduce dando alla luce un piccolo alla volta nella seconda metà di giugno.
Il nascituro apre gli occhi dopo 10 giorni di vita ed è già in grado di volare dopo un mese ed è completamente indipendente dopo altre 2 settimane.

Ruolo Ecologico –
Il Rhinolophus hipposideros, nel periodo estivo, si rifugia in colonie numerose all’interno degli edifici nelle zone più settentrionali dell’areale, grotte e gallerie minerarie in quelle più meridionali. In questo periodo forma vivai costituiti da diverse centinaia di femmine ed alcuni maschi. Giunto nel periodo invernale entra in ibernazione solitariamente all’interno di grotte, gallerie minerarie e cantine, con temperature di 4-12 °C ed elevata umidità relativa. Qui rimane aggrappato alle pareti o alle volte con i soli piedi. L’attività predatoria inizia al tramonto. È una specie sedentaria, con spostamenti massimi fino a 153 km.
La sua alimentazione è a base di insetti, particolarmente ditteri, lepidotteri, neurotteri e tricotteri catturati sul terreno o sui rami nei boschi, parchi, boscaglie e cespugli.
Questa specie, secondo la IUCN, è valutata in Pericolo (EN) perché fortemente troglofila, e quindi in declino per la scomparsa di habitat causata dalla intensificazione dell’agricoltura e per il disturbo alle colonie e la scomparsa di siti di rifugio utili (ipogei e negli edifici). Diverse colonie sono scomparse specialmente negli ultimi anni (almeno 2 su 5 dal 1998 in Campania, inclusa una in un’area proteta correttamente gestita; l’unica colonia riproduttiva nota in Val d’Aosta) a una velocità osservata maggiore di quella degli altri Rhinolophus. La specie è più sensibile delle congeneri al disturbo antropico: è stata osservata la sostituzione di hipposideros con ferrumequinum in aree disturbate. La lunghezza delle generazioni è stimata in 10 anni e si stima che si sia verificato un declino della popolazione dovuto alla perdita di habitat superiore al 50% in 3 generazioni.
Questa specie è elencata in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE). Protetta dalla Convenzione di Bonn (Eurobats) e di Berna. La specie è presente in aree protette.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.

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