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Aethina tumida

Il Coleottero degli alveari (Aethina tumida Murray, 1867) è un insetto appartenente alla famiglia dei Nitidulidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Cucujiformia, Superfamiglia Cucujoidea, Famiglia Nitidulidae, Sottofamiglia Nitidulinae, Tribù Nitidulini e quindi al Genere Aethina ed alla Specie A. tumida.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Coleottero degli alveari è un piccolo coleottero originario del Sudafrica dove l’ape del capo è l’unica sottospecie di Apis mellifera che sembra non risentire della sua presenza e con il quale condivide l’areale di origine. Questo perché le operaie di questa sottospecie sono molto aggressive con l’insetto che, comunque, riesce a parassitizzare solo famiglie molto deboli o favi immagazzinati.
Fuori dal Sudafrica ha provocato ingenti danni al patrimonio apistico del Nord America alla fine degli anni ’90.
In Italia la sua presenza è stata confermata la prima volta il 5 settembre 2014 nel comune di Gioia Tauro (RC), in un apiario dell’Università di Agraria posto in località Sovereto (Reggio Calabria).

Morfologia –
Gli adulti dell’ Aethina tumida misurano dai 5 ai 7 mm di lunghezza ed hanno una larghezza di 3 – 4,5 mm; questi sono di colore chiaro appena dopo la nascita per poi divenire di colore marrone scuro che può virare fino al nero con il processo di invecchiamento.
L’uovo di questo coleottero è di poco più piccolo di quello delle api, cui comunque assomiglia, con un colore madreperla chiaro e dimensioni di circa 0,26 mm di larghezza e 1,4 mm di lunghezza.
Le larve somigliano a quelle della tarma della cera (Galleria mellonella (Linnaeus, 1758)) da cui si distinguono per la presenza di tre paia di zampe più lunghe della norma, sono di colore biancastro e misurano 10-11 mm di lunghezza.

Attitudine e Ciclo biologico –
Le femmine depositano le uova negli interstizi dell’alveare e in fondo ai favi vuoti: in genere le uova si presentano come ammassi disordinati.
Questi ammassi irregolari di uova si schiudono in 2-3 giorni e da esse escono piccole larve bianche che cresceranno fino a 10-11 mm.
Le larve dopo essersi nutrite di miele, polline e uova, distruggono i favi, depositano feci, indeboliscono e portano al collasso le famiglie e migrano all’esterno dell’alveare in forma di pupa che si interra fino a diventare adulta, riemergere dal terreno e rientrare in volo in altri alveari. Queste richiedono dai 10 ai 16 giorni per diventare mature. Le larve pronte a diventare pupe lasciano l’alveare e si impupano nel terreno vicino all’alveare, a 1-30 cm di profondità. Il periodo pupale dura circa 3-4 settimane.
I nuovi adulti cercano altri alveari e solitamente le femmine si accoppiano e cominciano a deporre uova circa una settimana dopo il passaggio in età adulta. I coleotteri degli alveari possono avere anche 4 o 5 generazioni l’anno durante le stagioni calde.
Gli adulti possono vivere fino a 6 mesi e possono essere osservati quasi ovunque in un alveare, benché spesso siano trovati nella parte posteriore del bordo inferiore dell’alveare.

Ruolo Ecologico –
La presenza massiccia dell’ Aethina tumida può causare il danneggiamento dei favi e la perdita di miele e polline, portando all’estrema conseguenza della perdita della famiglia. Nei casi in cui l’infestazione raggiunga proporzioni ragguardevoli può causare lo sciamare della famiglia. Inoltre può creare danni ai favi immagazzinati ed al miele non ancora estratto. Inoltre le larve scavano gallerie nei favi dove mangiano e defecano, causando la fermentazione del miele.
In sintesi i danni causati da questi insetti sono i seguenti:
– i tunnel delle larve attraverso i favi che contengono polline o miele, danneggiano o distruggono i favi;
– le feci delle larve nel miele ne fanno cambiare il colore;
– l’attività delle larve causa fermentazione e una schiuma nel miele; il miele prende un caratteristico odore di arance marce;
– i danni e la fermentazione causano la fuoriuscita del miele dai favi, danneggiando l’intero alveare.
Il Coleottero degli alveari, per quanto detto, è considerato un problema secondario in Sudafrica, e dunque, non è oggetto di particolari controlli preventivi. L’insetto è spesso trovato in alveari deboli o al collasso, e raramente affligge gli alveari più forti. Il minore adattamento delle api di origine europea rispetto alle api sudafricane deve essere attribuito alla coevoluzione delle due specie.
Per operare un’attenta diagnosi bisogna effettuare un meticoloso esame visivo dei favi, delle spaccature e irregolarità interne all’arnia, concentrando l’attenzione nei luoghi più scuri e difficilmente raggiungibili.
L’Aethina tumida, infatti, rifugge la luce tanto è vero che una delle tecniche più collaudate per la diagnosi e la rimozione del coprifavo, la sua collocazione in posizione rovesciata a terra e la sovrapposizione su di esso del melario che va lasciato così per circa un minuto; sollevandolo di colpo si noteranno gli scarabei adulti, se presenti, che si muovono rapidamente sul fondo cercando scampo all’improvvisa presenza di luce. Esclusa l’eventuale presenza di parassiti nel melario, per la corretta diagnosi è bene continuare l’ispezione nel nido, asportando uno alla volta i favi di covata e osservandone la superficie per scoprire sia adulti, sia larve insediate nelle celle disopercolate. Infine, l’ispezione dovrà concentrarsi sul fondo del nido e in particolare sugli angoli dove l’insetto ama rifugiarsi e proteggersi.
Negli Stati Uniti, dove i danni per la presenza di questo piccolo coleottero sono stati ingenti, è stato autorizzato l’uso del Paradiclorobenzene (PDB) al fine di proteggere i favi vuoti. Inoltre alcune sostanze insetticide sono state approvate per l’uso negli alveari per il controllo del piccolo coleottero dell’alveare in condizioni d’emergenza. La disinfestazione, effettuata anche immettendo sul terreno dei nematodi specifici viene normalmente attuata in prossimità dell’alveare colpendo l’insetto allo stato pupale. Nei piccoli apiari può essere di contrasto al parassita tenere delle galline a razzolare tra le arnie.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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Aethina tumida

The small hive beetle (Aethina tumida Murray, 1867) is an insect belonging to the Nitidulidae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subarign Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Classe Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Section Coleopteroida, Suborder Coleopteroida, Order Cucujiformia, Cucujoidea Superfamily, Nitidulidae Family, Nitidulinae Subfamily, Nitidulini Tribe and therefore to the Genus Aethina and to the A. tumida Species.

Geographic Distribution and Habitat –
The small hive beetle is a small beetle native to South Africa where the cape bee is the only subspecies of Apis mellifera that does not seem to be affected by its presence and with which it shares the range of origin. This is because the workers of this subspecies are very aggressive with the insect which, however, can parasitize only very weak families or stored honeycombs.
Outside of South Africa, it caused extensive damage to North American beekeeping in the late 1990s.
In Italy its presence was confirmed for the first time on September 5, 2014 in the municipality of Gioia Tauro (RC), in an apiary of the Agricultural University located in Sovereto (Reggio Calabria).

Morphology –
Adults of Aethina tumida measure from 5 to 7 mm in length and have a width of 3 – 4.5 mm; these are light in color just after birth and then become dark brown which can turn black with the aging process.
The egg of this beetle is slightly smaller than that of bees, which it still resembles, with a light mother-of-pearl color and dimensions of about 0.26 mm in width and 1.4 mm in length.
The larvae resemble those of the wax moth (Galleria mellonella (Linnaeus, 1758)) from which they are distinguished by the presence of three pairs of legs longer than the norm, they are whitish in color and measure 10-11 mm in length.

Attitude and Life Cycle –
The females deposit their eggs in the interstices of the hive and at the bottom of the empty honeycombs: usually the eggs appear as disordered clusters.
These irregular clusters of eggs hatch in 2-3 days and small white larvae emerge from them that will grow to 10-11mm.
After feeding on honey, pollen and eggs, the larvae destroy the honeycombs, deposit feces, weaken and collapse families and migrate outside the hive in the form of a pupa that buries itself until it becomes an adult, re-emerges from the ground and fly back to other hives. These take 10 to 16 days to mature. The larvae ready to pupate leave the hive and pupate in the ground near the hive, at a depth of 1-30 cm. The pupal period lasts about 3-4 weeks.
New adults look for other hives, and females usually mate and begin laying eggs about a week after transitioning into adulthood. Beehive beetles can have up to 4 or 5 generations a year during warm seasons.
Adults can live up to 6 months and can be seen almost anywhere in a hive, although they are often found in the back of the hive’s lower edge.

Ecological Role –
The massive presence of Aethina tumida can cause damage to the combs and the loss of honey and pollen, leading to the extreme consequence of the loss of the family. In cases where the infestation reaches considerable proportions it can cause the swarming of the family. It can also damage stored combs and honey not yet extracted. In addition, the larvae dig tunnels in the honeycombs where they eat and defecate, causing the honey to ferment.
In summary, the damage caused by these insects are the following:
– the tunnels of the larvae through the combs containing pollen or honey, damage or destroy the combs;
– the feces of the larvae in honey make it change its color;
– the activity of the larvae causes fermentation and foam in the honey; honey takes on a characteristic smell of rotten oranges;
– damage and fermentation cause honey to escape from the combs, damaging the entire hive.
The small hive beetle, for what has been said, is considered a secondary problem in South Africa, and therefore, it is not subject to particular preventive controls. The insect is often found in weak or collapsing hives, and rarely afflicts the strongest hives. The lesser adaptation of bees of European origin compared to South African bees must be attributed to the co-evolution of the two species.
To make a careful diagnosis, a meticulous visual examination of the combs, cracks and irregularities inside the hive must be carried out, focusing attention on the darkest and most difficult to reach places.
The Aethina tumida, in fact, shuns the light so much so that one of the most tested techniques for the diagnosis and removal of the cable cover, its placement in an inverted position on the ground and the superimposition on it of the super that must be left like this for about a minute; lifting it suddenly you will notice the adult beetles, if present, which move rapidly on the bottom looking for escape in the sudden presence of light. Excluding the possible presence of parasites in the supers, for the correct diagnosis it is advisable to continue the inspection in the nest, removing the brood combs one at a time and observing the surface to discover both adults and larvae settled in the uncapped cells. Finally, the inspection will have to focus on the bottom of the nest and in particular on the corners where the insect loves to take refuge and protect itself.
In the United States, where the damage caused by the presence of this small beetle has been enormous, the use of Paradichlorobenzene (PDB) has been authorized in order to protect the empty honeycombs. In addition, some insecticidal substances have been approved for use in hives for the control of the small hive beetle in emergency conditions. Disinfestation, also carried out by placing specific nematodes on the ground, is normally carried out near the hive by hitting the insect in the pupal state. In small apiaries it can be a contrast to the parasite to keep hens scratching among the hives.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agricultural Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



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Aethina tumida

El escarabajo de la colmena (Aethina tumida Murray, 1867) es un insecto perteneciente a la familia Nitidulidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Subarign Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclase Hexapoda, Classe Insecta, Subclase Pterygota, Cohorte Endopterygota, Superorden Oligoneoptera, Sección Colederopterooptera Cucujiformia, Superfamilia Cucujoidea, Familia Nitidulidae, Subfamilia Nitidulinae, Tribu Nitidulini y por lo tanto al Género Aethina y a la Especie A. tumida.

Distribución geográfica y hábitat –
El escarabajo de la colmena es un pequeño escarabajo originario de Sudáfrica donde la abeja del cabo es la única subespecie de Apis mellifera que no parece verse afectada por su presencia y con la que comparte el rango de origen. Esto se debe a que los trabajadores de esta subespecie son muy agresivos con el insecto que, sin embargo, solo puede parasitar familias muy débiles o panales almacenados.
Fuera de Sudáfrica, causó grandes daños al patrimonio apícola de América del Norte a fines de la década de 1990.
En Italia, su presencia se confirmó por primera vez el 5 de septiembre de 2014 en el municipio de Gioia Tauro (RC), en un colmenar de la Universidad Agrícola ubicada en Sovereto (Reggio Calabria).

Morfología –
Los adultos de Aethina tumida miden de 5 a 7 mm de largo y tienen un ancho de 3 a 4,5 mm; estos son de color claro justo después del nacimiento y luego se vuelven de color marrón oscuro que pueden volverse negros con el proceso de envejecimiento.
El huevo de este escarabajo es algo más pequeño que el de las abejas, al que todavía se parece, con un color nácar claro y unas dimensiones de unos 0,26 mm de ancho y 1,4 mm de largo.
Las larvas se asemejan a las de la polilla de la cera (Galleria mellonella (Linnaeus, 1758)) de la que se distinguen por la presencia de tres pares de patas más largas que la norma, son de color blanquecino y miden 10-11 mm de longitud.

Actitud y ciclo de vida –
Las hembras depositan sus huevos en los intersticios de la colmena y en el fondo de los panales vacíos: generalmente los huevos aparecen como racimos desordenados.
Estos grupos irregulares de huevos eclosionan en 2-3 días y de ellos emergen pequeñas larvas blancas que crecerán hasta 10-11 mm.
Después de alimentarse de miel, polen y huevos, las larvas destruyen los panales, depositan las heces, debilitan y colapsan familias y migran fuera de la colmena en forma de pupa que se entierra hasta convertirse en adulta, resurge del suelo y volar de regreso a otras colmenas. Estos tardan de 10 a 16 días en madurar. Las larvas listas para pupar abandonan la colmena y pupan en el suelo cerca de la colmena, a una profundidad de 1-30 cm. El período de pupa dura alrededor de 3-4 semanas.
Los nuevos adultos buscan otras colmenas, y las hembras generalmente se aparean y comienzan a poner huevos aproximadamente una semana después de la transición a la edad adulta. Los escarabajos de la colmena pueden tener hasta 4 o 5 generaciones por año durante las estaciones cálidas.
Los adultos pueden vivir hasta 6 meses y se pueden ver en casi cualquier lugar de una colmena, aunque a menudo se encuentran en la parte posterior del borde inferior de la colmena.

Papel ecológico –
La presencia masiva de Aethina tumida puede provocar daños en los panales y la pérdida de miel y polen, dando lugar a la consecuencia extrema de la pérdida de la familia. En los casos en que la infestación alcanza proporciones considerables, puede provocar el enjambre de la familia. También puede dañar los panales almacenados y la miel aún no extraída. Además, las larvas cavan túneles en los panales donde comen y defecan, haciendo que la miel fermente.
En resumen, los daños que provocan estos insectos son los siguientes:
– los túneles de las larvas a través de los panales que contienen polen o miel, dañan o destruyen los panales;
– las heces de las larvas en la miel hacen que cambie de color;
– la actividad de las larvas provoca fermentación y espuma en la miel; la miel adquiere un olor característico a naranjas podridas;
– El daño y la fermentación hacen que la miel se escape de los panales, dañando toda la colmena.
El escarabajo de la colmena, por lo que se ha dicho, se considera un problema secundario en Sudáfrica y, por lo tanto, no está sujeto a controles preventivos particulares. El insecto se encuentra a menudo en colmenas débiles o colapsadas, y rara vez afecta a las colmenas más fuertes. La menor adaptación de las abejas de origen europeo en comparación con las abejas sudafricanas debe atribuirse a la coevolución de las dos especies.
Para hacer un diagnóstico cuidadoso se debe realizar un minucioso examen visual de los panales, grietas e irregularidades dentro de la colmena, focalizando la atención en los lugares más oscuros y de difícil acceso.
La Aethina tumida, de hecho, rehuye tanto la luz que una de las técnicas más probadas para el diagnóstico y retirada de la cubierta del cable, su colocación en posición invertida en el suelo y la superposición sobre ella del super que hay que dejar así durante aproximadamente un minuto; levantándolo de repente, notará los escarabajos adultos, si están presentes, que se mueven rápidamente en la parte inferior buscando escapar en la presencia repentina de luz. Excluyendo la posible presencia de parásitos en las alzas, para el correcto diagnóstico es recomendable continuar la inspección en el nido, retirando las panales de cría una a la vez y observando la superficie para descubrir tanto adultos como larvas asentadas en las celdas destapadas. Finalmente, la inspección deberá centrarse en el fondo del nido y en particular en los rincones donde al insecto le encanta refugiarse y protegerse.
En Estados Unidos, donde el daño causado por la presencia de este pequeño escarabajo ha sido enorme, se ha autorizado el uso de Paradiclorobenceno (PDB) para proteger los panales vacíos. Además, se han aprobado algunas sustancias insecticidas para su uso en colmenas para el control del pequeño escarabajo de la colmena en condiciones de emergencia. La desinfestación, que también se lleva a cabo colocando nematodos específicos en el suelo, normalmente se lleva a cabo cerca de la colmena golpeando al insecto pupal. En los colmenares pequeños puede ser un contraste con el parásito mantener a las gallinas rascando entre las colmenas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agrícola. Pieza especial. Liguori Editore, Nápoles.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.



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