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Corvus frugilegus

Il corvo comune, conosciuto anche come corvo selvatico, corvo nero o semplicemente corvo (Corvus frugilegus Linnaeus, 1758) è un uccello appartenente alla famiglia dei Corvidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Superordine Neognathae, Ordine Passeriformes, Sottordine Oscines, Infraordine Corvida, Superfamiglia Corvoidea, Famiglia Corvidae e quindi al Genere Corvus ed alla Specie C. frugilegus.
Di questa specie vengono riconosciute due sottospecie:
– Corvus frugilegus frugilegus Linnaeus, 1758 – che è la sottospecie nominale ed è diffusa nella stragrande maggioranza dell’areale occupato dalla specie;
– Corvus frugilegus pastinator Gould, 1845 – diffusa nella porzione orientale dell’areale occupato dalla specie, ad est della Siberia centrale;

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Corvus frugilegus è presente come nidificante nell’Europa centrale, dalla Scandinavia ai Pirenei. Le popolazioni settentrionali migrano a sud fino al bacino del Mediterraneo.
A livello planetario questa specie occupa un vasto areale paleartico che comprende gran parte dell’Eurasia boreale, estendendosi dalle isole britanniche all’Estremo Oriente Russo, attraverso gran parte dell’Europa centrale, il sud della penisola scandinava, la penisola balcanica, l’Europa orientale, le pendici del Caucaso, Turkestan, la Siberia ad est fino a Jakutsk, e a sud attraverso la Manciuria ed il nord-est della Cina fino al nord dello Zhejiang. Inoltre gruppi di esemplari si spingono in primavera fino alle Fær Øer e all’Islanda, allontanandosene in direttrice SE verso settembre per sfuggire ai rigori invernali.
Il corvo comune è poi stato introdotto con successo in Nuova Zelanda nel periodo 1862-1874, dove si è naturalizzata e risulta comune specialmente nel sud dell’Isola del Nord e nella regione di Canterbury.
In Italia, il corvo nero è un visitatore invernale nella Pianura Padana ed è di passo in ottobre-novembre ed in marzo e trascorre il periodo invernale.
Per quanto riguarda i suoi spostamenti la specie è residente in gran parte del proprio areale: soprattutto le popolazioni settentrionali, tuttavia, sono in grado di compiere migrazioni anche di una certa entità (sempre però sotto i 1000-3000 km, con quelle asiatiche più mobili rispetto a quelle europee), spingendosi lungo le aree costiere della Norvegia, nella penisola iberica, lungo le coste del Mediterraneo, in Medio Oriente, Afghanistan, Kashmir, Corea e sud del Giappone.
La migrazione avviene, di norma, lungo la direttrice NW-SE in Europa e NE-SW in Asia: le popolazioni diffuse in ambiente urbano, dove i rigori invernali sono mitigati, possono non effettuare spostamenti stagionali.
Questi volatili migrano raggruppati in grossi stormi, che non sono molto coesi, e si frazionano ben presto in gruppetti solitari. Gli esemplari più anziani cominciano a tornare agli inizi di febbraio, e per la prima settimana di marzo la maggior parte è partita. Durante le migrazioni i corvi riescono a volare anche i condizioni climatiche avverse, come nel caso di forti temporali.
Per quanto riguarda il suo habitat naturale, questo è rappresentato da boschi e boscaglie in prossimità di vaste zone aperte o zone coltivate, prati o pascoli con macchie di alberi, aree aperte e pianeggianti, possibilmente in prossimità di fonti d’acqua dolce permanenti.
Inoltre il corvo nero non teme l’uomo e si insedia senza problemi nelle aree suburbane e nei sobborghi.

Descrizione –
Corvus frugilegus è un uccello della lunghezza di 44-47 cm, per un peso di 320 – 570 g ed un’apertura alare di 81-99 cm. da sottolineare che gli esemplari della sottospecie pastinator sono mediamente più piccoli e leggeri rispetto a quelli della sottospecie nominale. I due sessi sono indistinguibili ed i giovani prendono verso otto anni l’aspetto degli uccelli anziani.
In generale sono uccelli dall’aspetto robusto e slanciato, muniti di testa arrotondata munita becco lungo, dritto e appuntito, collo robusto, lunghe ali digitate, zampe forti e coda cuneiforme e di media lunghezza. Nel complesso, il corvo nero presenta l’aspetto tipico dei corvi, come il più grande corvo imperiale e la simile cornacchia nera, rispetto ai quali è immediatamente distinguibile (soprattutto gli adulti, mentre nei giovani tale caratteristica non è ancora sviluppata) per la faccia nuda, nonché per la testa più piccola e arrotondata, il becco più sottile, le ali in proporzione più lunghe e la presenza di penne meno fitte anche nell’area piumata delle zampe.
Ha un piumaggio completamente nero, con presenza di riflessi metallici di colore purpureo o verde, ben evidenti quando l’animale è alla luce diretta del sole.
Il becco è di colore nero nei due terzi distali, mentre la base, così come l’area di pelle nuda che si estende fino agli occhi (che sono di colore bruno scuro, con anello perioculare anch’esso glabro, ma di colore nerastro) è scagliosa e di colore bianco-grigiastro.
Per quanto riguarda il richiamo, il corvo ne possiede numerosi e relativi alla vita sociale e dispone di una quantità di espressioni sonore che sono difficilmente distinguibili da quelli della cornacchia nera.
Il suono più frequente è un Kah o Krah che può essere di lunghezza variabile e che spesso viene introdotto in un inchino di partner che si salutano. In situazioni aggressive questo suono è più alto e più lungo: krääääh. Inoltre in particolare in primavera viene introdotto un cicaleccio sommesso e garrulo fra i suoni gracidi più lunghi. Anche gli uccelli giovani e gli uccelli del nido urlano molto forte e squittiscono in maniera udibile. Successivamente si sente un Rrrah penetrante.
Per quanto attiene ai movimenti, al suolo si muove saltellando a piccoli voletti, in aria predilige il volo veleggiato, fatto di lunghe planate; lo si vede di frequente, specie in primavera, esibirsi in capriole e acrobazie aeree.

Biologia –
La maturità sessuale del corvo è verso la fine del secondo anno d’età, quando inizia a formare legami stabili e monogami.
La fase dell’accoppiamento è preceduta dal corteggiamento. Durante questa fase si possono osservare comportamenti quali la cura del piumaggio del partner, la cura del nido o “balletti” tipici del corteggiamento tra partner, durante i quali entrambi si devono preoccupare l’uno dell’altro. I ruoli di maschio e femmina si rafforzano durante il rituale, con frequenti scambi di ruolo tra i sessi, almeno all’inizio del corteggiamento.
Una volta accoppiati inizia la costruzione del nido che va dall’inizio di marzo ed il luogo di costruzione potrà essere la biforcazione di due rami di un albero di città o di campagna. I nidi sono costruiti nelle vicinanze l’uno dell’altro, con distanze tra nido e nido talvolta inferiori al metro.
Inoltre i nidi possono essere costruiti su edifici, ponti o, più raramente, al suolo. La costruzione del nido è affidata ad ambedue i sessi e consiste in una realizzazione compatta, fatta intrecciando rami sottili e flessibili, tenuti insieme da diversi materiali. Il furto di materiale all’interno della colonia, così come tra diverse colonie, è frequente.
Terminata questa fase la femmina depone da tre a sei, talvolta fino a nove, uova, di colore grigio bruno, che verranno covate solo dalla femmina, che durante questo periodo è nutrita dal maschio, per 16 – 20 giorni; occasionalmente, si osservano comportamenti quali il parassitismo della cova, anche se non è ancora chiaro se il parassitismo avvenga anche nei confronti del proprio nido.
La cura dei piccoli dura circa un mese; i primi dieci giorni, solo il maschio si occupa della dieta della prole, in seguito saranno nutriti da entrambi i genitori. Prima di raggiungere l’autosufficienza, i giovani esemplari saranno accuditi dai genitori per un certo tempo prima di unirsi a giovani colonie.
Gli esemplari più giovani troveranno in questi stormi i futuri partner, di norma entro un anno, per poi scegliere un luogo di cova. Molti invece trovano solamente luoghi di cova per uno, due, o in casi eccezionali, tre anni.

Ruolo Ecologico –
Il corvo comune è un uccello con un’alimentazione molto varia, simile a tutti i corvidi.
Questo si nutre sia di sostanze vegetali che di sostanze animali.
Nello specifico si nutre di lombrichi, diversi ditteri, coleotteri ed il loro stadio larvale, particolarmente la larva del maggiolino e di specie affini ed alcune varietà di chiocciola, sono tra le sue prede preferite. Prede del corvo sono anche piccoli mammiferi, quali, per esempio, il toporagno, il topo comune ed il topo d’acqua; occasionalmente, anche se di rado, sono sue prede anche uccelli ed il contenuto dei loro nidi. Nei mesi invernali il corvo si nutre anche di carogne, in buona parte di carogne di altri corvidi.
La dieta vegetale, prevede semi di vario tipo, compreso grano e cereali; importante anche l’apporto nutritivo di noci e ghiande, e di frutti come ciliegie, prugne e bacche. La dieta degli individui più giovani è composta prevalentemente, ma non completamente, da animali. I corvi si nutrono anche di mais e semi di girasole, che prelevano direttamente dalla pianta. Le prede non sono inseguite se non per brevi tratti.
L’inizio dell’attività di ricerca del cibo si colloca tra un’ora circa prima del levarsi del sole, fino alle otto di sera, durante il periodo invernale.
I corvi sono animali socievoli, e a volte si radunano in folti stormi per trascorrere la notte sugli alberi. Hanno sviluppato una quantità di comportamenti sociali. Frequentemente si osservano giochi aerei tra componenti uno stesso stormo, quali lasciar cadere un oggetto e riprenderlo a mezz’aria o dondolare un rametto. Molteplici e differenziate sono le strutture comportamentali tra partner e altri membri della colonia. I partner si salutano, in genere, con una parata aerea.
Come gli altri corvidi, il corvo comune manifesta un comportamento estremamente curioso. Molti uccelli tenuti in cattività manifestano comportamenti, descrivibili come apprendimento dell’utilizzo di utensili. I corvi che vivono liberi in natura, non manifestano mai tali comportamenti, che vengono quindi considerati appresi.
Secondo la IUCN, la conservazione della specie conosce periodi positivi o negativi, in relazione ai diretti interventi dell’uomo. Attraverso la cura del territorio si pongono le premesse per la proliferazione della specie; attraverso lo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali, ne si mette in pericolo la sopravvivenza. La specie ha attraversato periodi negativi grazie all’intervento dell’uomo, che riduce il numero dei luoghi di nidificazione abbattendo gli alberi, indebolendo così la specie a livello territoriale. Sembrerebbe che il corvo comune abbia sofferto dei danni arrecati all’ambiente, anche se non sono state fornite prove scientifiche inconfutabili. Per la prima volta negli ultimi anni il corvo comune è stato uccello dell’anno, nel 1986, ciò ha portato ad una presa di coscienza, che si è ripercossa favorevolmente sulla popolazione dei corvi. Complessivamente, si è registrata una leggera diffusione della specie verso ovest. Un esempio è il reinsediamento negli anni sessanta in Svizzera. La situazione, in zone che avevano finora mostrato una situazione a rischio, come l’Austria orientale, tende a stabilizzarsi. In Europa la specie non è a rischio, tanto da essere classificata con “S” (sicuro), mentre in Austria, Svizzera e Repubblica Ceca si trova sulla lista delle specie in pericolo. Grazie alla strategia di riproduzione per colonie, il numero degli esemplari è cresciuto a dismisura, al punto che, per esempio nel Baden-Württemberg, si sono adottate misure di limitazione della specie. Complessivamente, la popolazione europea ammonta ad oltre 10 milioni di coppie in grado di riprodursi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



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Corvus frugilegus

The Rook (Corvus frugilegus Linnaeus, 1758) is a bird belonging to the Corvidae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subarign Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Classe Aves, Subclass Neornithes, Superorder Neognamigliaesiform, Suborder Corfineform, Suborder Corfine Corvoidea, Corvidae Family and therefore to the Corvus Genus and to the C. frugilegus Species.
Two subspecies of this species are recognized:
– Corvus frugilegus frugilegus Linnaeus, 1758 – which is the nominal subspecies and is widespread in the vast majority of the range occupied by the species;
– Corvus frugilegus pastinator Gould, 1845 – widespread in the eastern portion of the range occupied by the species, east of central Siberia;

Geographic Distribution and Habitat –
Corvus frugilegus is present as a breeder in central Europe, from Scandinavia to the Pyrenees. The northern populations migrate south to the Mediterranean basin.
On a planetary level this species occupies a vast Palearctic range that includes a large part of boreal Eurasia, extending from the British Isles to the Russian Far East, through most of central Europe, the south of the Scandinavian peninsula, the Balkan peninsula, Europe. eastern, the slopes of the Caucasus, Turkestan, Siberia east to Yakutsk, and south through Manchuria and north-east China to north Zhejiang. In addition, groups of specimens go in spring as far as the Faroe Islands and Iceland, moving away from them in the SE direction towards September to escape the rigors of winter.
The Rook was then successfully introduced in New Zealand in the period 1862-1874, where it naturalized and is common especially in the south of the North Island and in the Canterbury region.
In Italy, the black crow is a winter visitor in the Po Valley and is in transit in October-November and in March and spends the winter period.
As far as its movements are concerned, the species is resident in most of its range: above all the northern populations, however, are able to carry out migrations even of a certain entity (but always under 1000-3000 km, with the Asian ones being more mobile compared to the European ones), pushing along the coastal areas of Norway, in the Iberian peninsula, along the coasts of the Mediterranean, in the Middle East, Afghanistan, Kashmir, Korea and southern Japan.
Migration usually takes place along the NW-SE in Europe and NE-SW in Asia: populations spread in the urban environment, where the cold winters are mitigated, may not make seasonal movements.
These birds migrate grouped in large flocks, which are not very cohesive, and soon break up into solitary groups. Older specimens begin to return in early February, and by the first week of March most have left. During the migrations the crows manage to fly even the adverse climatic conditions, as in the case of strong thunderstorms.
As far as its natural habitat is concerned, this is represented by woods and scrubs in the vicinity of vast open areas or cultivated areas, meadows or pastures with patches of trees, open and flat areas, possibly near permanent freshwater sources.
Furthermore, the black crow is not afraid of humans and settles without problems in suburban areas and suburbs.

Description –
Corvus frugilegus is a bird with a length of 44-47 cm, with a weight of 320 – 570 g and a wingspan of 81-99 cm. it should be emphasized that the specimens of the pastinator subspecies are on average smaller and lighter than those of the nominal subspecies. The two sexes are indistinguishable and the young take on the appearance of old birds at the age of eight.
In general, they are birds with a robust and slender appearance, equipped with a rounded head with a long, straight and pointed beak, a robust neck, long fingered wings, strong legs and a wedge-shaped tail of medium length. Overall, the black crow has the typical appearance of ravens, such as the largest raven and the similar black crow, from which it is immediately distinguishable (especially adults, while in the young this feature is not yet developed) for the face naked, as well as for the smaller and more rounded head, the thinner beak, the wings in proportion longer and the presence of less dense feathers also in the feathered area of ​​the legs.
It has a completely black plumage, with the presence of metallic reflections of a purple or green color, very evident when the animal is in direct sunlight.
The beak is black in the distal two-thirds, while the base, as well as the area of ​​bare skin that extends to the eyes (which are dark brown, with a hairless periocular ring, but blackish in color) it is scaly and grayish-white in color.
As for the call, the crow has numerous and related to social life and has a number of sound expressions that are difficult to distinguish from those of the black crow.
The most frequent sound is a Kah or Krah which can be of varying length and which is often introduced in a bow by greeting each other. In aggressive situations this sound is higher and longer: krääääh. Furthermore, in particular in spring, a subdued and garrulous chatter is introduced between the longer croaking sounds. Young birds and nest birds also scream very loudly and squeak audibly. A piercing Rrrah is then heard.
As far as movements are concerned, on the ground it moves hopping in small flights, in the air it prefers soaring flight, made up of long glides; it is frequently seen, especially in spring, performing somersaults and aerial acrobatics.

Biology –
The Rook’s sexual maturity is towards the end of the second year of age, when it begins to form stable and monogamous bonds.
The mating phase is preceded by courtship. During this phase you can observe behaviors such as the care of the partner’s plumage, the care of the nest or “ballets” typical of courtship between partners, during which both have to worry about each other. The roles of male and female are strengthened during the ritual, with frequent role exchanges between the sexes, at least at the beginning of the courtship.
Once coupled, the construction of the nest begins which runs from the beginning of March and the place of construction may be the bifurcation of two branches of a city or country tree. The nests are built in the vicinity of each other, with distances between nest and nest sometimes less than a meter.
Furthermore, nests can be built on buildings, bridges or, more rarely, on the ground. The construction of the nest is entrusted to both sexes and consists of a compact construction, made by intertwining thin and flexible branches, held together by different materials. The theft of material within the colony, as well as between different colonies, is common.
At the end of this phase the female lays from three to six, sometimes up to nine, brown-gray eggs, which will be hatched only by the female, who during this period is fed by the male, for 16 – 20 days; Occasionally, behaviors such as hatching parasitism are observed, even if it is not yet clear whether parasitism also occurs towards one’s nest.
The care of the young takes about a month; the first ten days, only the male takes care of the diet of the offspring, later they will be fed by both parents. Before reaching self-sufficiency, young specimens will be cared for by their parents for a time before joining young colonies.
Younger specimens will find future partners in these flocks, usually within a year, and then choose a breeding place. Many, on the other hand, find only hatching places for one, two, or in exceptional cases, three years.

Ecological Role –
The Rook is a bird with a very varied diet, similar to all corvids.
This feeds on both plant and animal substances.
Specifically, it feeds on earthworms, various dipters, beetles and their larval stage, particularly the beetle larva and related species and some varieties of snail, are among its favorite preys. The raven preys are also small mammals, such as, for example, the shrew, the common mouse and the water mouse; occasionally, even if rarely, birds and the contents of their nests are also its prey. In the winter months, the raven also feeds on carrion, mostly on carrion from other corvids.
The vegetable diet includes seeds of various types, including wheat and cereals; the nutritional intake of nuts and acorns, and of fruits such as cherries, plums and berries are also important. The diet of younger individuals is mainly, but not completely, composed of animals. Crows also feed on corn and sunflower seeds, which they take directly from the plant. The preys are not chased except for short distances.
The start of the search for food takes place between about an hour before sunrise, until eight in the evening, during the winter period.
Rook are social animals, and sometimes gather in large flocks to spend the night in the trees. They have developed a number of social behaviors. Frequently, aerial games are observed between members of the same flock, such as dropping an object and catching it in mid-air or swinging a branch. The behavioral structures between partners and other members of the colony are manifold and differentiated. Partners generally greet each other with an air parade.
Like other corvids, the common raven exhibits extremely curious behavior. Many birds kept in captivity exhibit behaviors that can be described as learning how to use tools. Crows that live free in nature never show such behaviors, which are therefore considered learned.
According to the IUCN, the conservation of the species knows positive or negative periods, in relation to direct human interventions. Through the care of the territory the foundations are laid for the proliferation of the species; through the reckless exploitation of natural resources, their survival is endangered. The species has gone through negative periods thanks to the intervention of man, who reduces the number of nesting places by cutting down the trees, thus weakening the species at a territorial level. It would appear that the common raven has suffered from damage done to the environment, although irrefutable scientific evidence has not been provided. For the first time in recent years the common raven was bird of the year, in 1986, which led to an awareness, which has favorably affected the raven population. Overall, there was a slight spread of the species towards the west. An example is the resettlement in the 1960s in Switzerland. The situation, in areas that had so far shown a situation at risk, such as eastern Austria, tends to stabilize. In Europe the species is not endangered, so much so that it is classified with “S” (safe), while in Austria, Switzerland and the Czech Republic it is on the list of endangered species. Thanks to the breeding strategy by colonies, the number of specimens has increased dramatically, to the point that, for example in Baden-Württemberg, measures have been taken to limit the species. Overall, the European population amounts to over 10 million couples capable of reproducing.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of nesting birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, UK.



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Corvus frugilegus

El grajo (Corvus frugilegus Linnaeus, 1758) es un ave perteneciente a la familia Corvidae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Animalia, Subarign Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclase Tetrapoda, Classe Aves, Subclase Neornithes, Superorden Neognamigliaesderiformine, Suborden Neognamigliaesderiformine Corvoidea, familia Corvidae y luego al género Corvus y a la especie C. frugilegus.
Se reconocen dos subespecies de esta especie:
– Corvus frugilegus frugilegus Linnaeus, 1758 – que es la subespecie nominal y está muy extendida en la gran mayoría del área de distribución ocupada por la especie;
– Corvus frugilegus pastinator Gould, 1845 – muy extendido en la parte oriental del área de distribución ocupada por la especie, al este de Siberia central;

Distribución geográfica y hábitat –
Corvus frugilegus está presente como criador en Europa central, desde Escandinavia hasta los Pirineos. Las poblaciones del norte migran hacia el sur hacia la cuenca mediterránea.
A nivel planetario, esta especie ocupa una vasta distribución paleártica que incluye gran parte de la Eurasia boreal, extendiéndose desde las Islas Británicas hasta el Lejano Oriente ruso, pasando por gran parte de Europa central, el sur de la península escandinava, la península balcánica, Europa. al este, las laderas del Cáucaso, Turkestán, Siberia al este hasta Yakutsk, y al sur a través de Manchuria y el noreste de China hasta el norte de Zhejiang. Además, grupos de ejemplares llegan en primavera hasta las Islas Feroe e Islandia, alejándose de ellas en dirección SE hacia septiembre para escapar de los rigores del invierno.
El grajo se introdujo con éxito en Nueva Zelanda en el período 1862-1874, donde se naturalizó y es común especialmente en el sur de la Isla Norte y en la región de Canterbury.
En Italia, el cuervo negro es un visitante de invierno en el valle del Po y está en tránsito en octubre-noviembre y en marzo y pasa el período invernal.
En cuanto a sus movimientos, la especie reside en la mayor parte de su área de distribución: sobre todo las poblaciones del norte, sin embargo, son capaces de realizar migraciones incluso de cierta extensión (pero siempre por debajo de 1000-3000 km, siendo las asiáticas más móviles en comparación con los europeos), avanzando por las zonas costeras de Noruega, en la Península Ibérica, a lo largo de las costas del Mediterráneo, en Oriente Medio, Afganistán, Cachemira, Corea y sur de Japón.
La migración suele tener lugar a lo largo del NW-SE en Europa y NE-SW en Asia: las poblaciones diseminadas en el entorno urbano, donde se mitigan los inviernos fríos, pueden no realizar movimientos estacionales.
Estas aves migran agrupadas en grandes bandadas, poco cohesionadas, y pronto se dividen en grupos solitarios. Los especímenes más viejos comienzan a regresar a principios de febrero y, para la primera semana de marzo, la mayoría se ha ido. Durante las migraciones los cuervos logran volar incluso en condiciones climáticas adversas, como en el caso de fuertes tormentas.
En cuanto a su hábitat natural, este está representado por bosques y matorrales cerca de vastas áreas abiertas o áreas cultivadas, prados o pastos con parches de árboles, áreas abiertas y planas, posiblemente cerca de fuentes permanentes de agua dulce.
Además, el cuervo negro no teme a los humanos y se instala sin problemas en áreas suburbanas y suburbios.

Descripción –
Corvus frugilegus es un ave con una longitud de 44-47 cm, con un peso de 320-570 gy una envergadura de 81-99 cm. Cabe destacar que los especímenes de la subespecie pastinadora son en promedio más pequeños y ligeros que los de la subespecie nominal. Los dos sexos son indistinguibles y las crías adquieren la apariencia de pájaros viejos a la edad de ocho años.
En general, son aves de apariencia robusta y esbelta, dotadas de cabeza redondeada con pico largo, recto y puntiagudo, cuello robusto, alas de dedos largos, patas fuertes y cola en forma de cuña de longitud media. En general, el cuervo negro tiene la apariencia típica de los cuervos, como el cuervo más grande y el cuervo negro similar, del cual se distingue de inmediato (especialmente los adultos, mientras que en los jóvenes esta característica aún no está desarrollada) para la cara. desnudos, así como para la cabeza más pequeña y redondeada, el pico más fino, las alas en proporción más largas y la presencia de plumas menos densas también en la zona emplumada de las patas.
Tiene un plumaje completamente negro, con presencia de reflejos metálicos de color violeta o verde, muy evidentes cuando el animal está bajo la luz solar directa.
El pico es negro en los dos tercios distales, mientras que la base, así como la zona de piel desnuda que se extiende hasta los ojos (que son de color marrón oscuro, con un anillo sin pelo alrededor de los ojos, pero de color negruzco) es escamoso y de color blanco grisáceo.
En cuanto a la llamada, el cuervo tiene numerosas y relacionadas con la vida social y tiene una serie de expresiones sonoras que son difíciles de distinguir de las del cuervo negro.
El sonido más frecuente es un Kah o Krah, que puede tener una duración variable y que a menudo se introduce en una reverencia saludándose. En situaciones agresivas, este sonido es más alto y más largo: krääääh. Además, en particular en primavera, se introduce un parloteo suave y locuaz entre los sonidos de croar más largos. Los pájaros jóvenes y los pájaros nidos también gritan muy fuerte y chillan audiblemente. Entonces se escucha una Rrrah penetrante.
En lo que a movimientos se refiere, en tierra se desplaza dando saltos en pequeños vuelos, en el aire prefiere el vuelo elevado, compuesto por largos planeos; se le ve con frecuencia, especialmente en primavera, realizando saltos mortales y acrobacias aéreas.

Biología –
La madurez sexual del grajo es hacia el final del segundo año de edad, cuando comienza a formar vínculos estables y monógamos.
La fase de apareamiento está precedida por el cortejo. Durante esta fase se pueden observar comportamientos como el cuidado del plumaje de la pareja, el cuidado del nido o los “ballets” propios del cortejo entre parejas, durante los cuales ambos tienen que preocuparse el uno por el otro. Los roles de hombre y mujer se fortalecen durante el ritual, con frecuentes intercambios de roles entre los sexos, al menos al comienzo del noviazgo.
Una vez acoplado, comienza la construcción del nido que se extiende desde principios de marzo y el lugar de construcción puede ser la bifurcación de dos ramas de un árbol de ciudad o campo. Los nidos se construyen cerca unos de otros, con distancias entre el nido y el nido a veces de menos de un metro.
Además, los nidos se pueden construir en edificios, puentes o, más raramente, en el suelo. La construcción del nido está encomendada a ambos sexos y consiste en una construcción compacta, hecha entrelazando ramas delgadas y flexibles, unidas por diferentes materiales. El robo de material dentro de la colonia, así como entre diferentes colonias, es común.
Al final de esta fase, la hembra pone de tres a seis, a veces hasta nueve, huevos de color marrón grisáceo, que serán incubados solo por la hembra, que durante este período es alimentada por el macho, durante 16 – 20 días; Ocasionalmente, se observan comportamientos como el parasitismo de incubación, incluso si aún no está claro si el parasitismo también ocurre hacia el nido.
El cuidado de los jóvenes dura aproximadamente un mes; los primeros diez días, solo el macho se encarga de la alimentación de las crías, posteriormente serán alimentadas por ambos padres. Antes de alcanzar la autosuficiencia, los ejemplares jóvenes serán cuidados por sus padres durante algún tiempo antes de unirse a las colonias jóvenes.
Los especímenes más jóvenes encontrarán futuros socios en estas bandadas, generalmente dentro de un año, y luego elegirán un lugar de reproducción. Muchos, por otro lado, encuentran solo lugares para nacer durante uno, dos o, en casos excepcionales, tres años.

Papel ecológico –
El grajo es un ave con una dieta muy variada, similar a todos los córvidos.
Este se alimenta de sustancias tanto vegetales como animales.
En concreto, se alimenta de lombrices de tierra, diversos dipters, escarabajos y su estado larvario, en particular la larva del escarabajo y especies afines y algunas variedades de caracol, se encuentran entre sus presas favoritas. Las presas del cuervo son también pequeños mamíferos como, por ejemplo, la musaraña, el ratón común y el ratón de agua; ocasionalmente, aunque raras veces, las aves y el contenido de sus nidos también son su presa. En los meses de invierno, el cuervo también se alimenta de carroña, principalmente de carroña de otros córvidos.
La dieta vegetal incluye semillas de varios tipos, incluidos trigo y cereales; también es importante la ingesta nutricional de nueces y bellotas, y de frutas como cerezas, ciruelas y bayas. La dieta de los individuos más jóvenes se compone principalmente, pero no completamente, de animales. Los cuervos también se alimentan de semillas de maíz y girasol, que toman directamente de la planta. Las presas no se persiguen excepto en distancias cortas.
El inicio de la búsqueda de alimento tiene lugar aproximadamente una hora antes del amanecer, hasta las ocho de la noche, durante el período invernal.
Los grajo son animales sociales y, a veces, se reúnen en grandes bandadas para pasar la noche en los árboles. Han desarrollado una serie de comportamientos sociales. Con frecuencia, se observan juegos aéreos entre miembros de una misma bandada, como dejar caer un objeto y atraparlo en el aire o balancear una rama. Las estructuras de comportamiento entre socios y otros miembros de la colonia son múltiples y diferenciadas. Los socios generalmente se saludan con un desfile aéreo.
Como otros córvidos, el cuervo común exhibe un comportamiento extremadamente curioso. Muchas aves mantenidas en cautiverio exhiben comportamientos que pueden describirse como aprender a usar herramientas. Los cuervos que viven libres en la naturaleza nunca muestran tales comportamientos, por lo que se consideran aprendidos.
Según la UICN, la conservación de la especie conoce periodos positivos o negativos, en relación a las intervenciones humanas directas. A través del cuidado del territorio se sientan las bases para la proliferación de la especie; a través de la explotación imprudente de los recursos naturales, su supervivencia está en peligro. La especie ha pasado por periodos negativos gracias a la intervención del hombre, quien reduce el número de nidos al talar los árboles, debilitando así la especie a nivel territorial. Parece que el cuervo común ha sufrido daños al medio ambiente, aunque no se han proporcionado pruebas científicas irrefutables. Por primera vez en los últimos años el cuervo común fue ave del año, en 1986, esto generó una toma de conciencia, que ha afectado favorablemente a la población de cuervos. En general, hubo una ligera propagación de la especie hacia el oeste. Un ejemplo es el reasentamiento en la década de 1960 en Suiza. La situación, en zonas que hasta ahora habían mostrado una situación de riesgo, como el este de Austria, tiende a estabilizarse. En Europa la especie no está en peligro, tanto que está clasificada con “S” (segura), mientras que en Austria, Suiza y República Checa está en la lista de especies en peligro. Gracias a la estrategia de cría por colonias, el número de ejemplares ha aumentado de forma espectacular, hasta el punto de que, por ejemplo en Baden-Württemberg, se han tomado medidas para limitar la especie. En general, la población europea asciende a más de 10 millones de parejas capaces de reproducirse.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves nidificantes, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía de las aves de Europa, África del Norte y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



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