[:it] Curry [:en] Curry [:es] Curry [:]

[:it]

Curry

Il Curry (Masala nella lingua Hindi) è una miscela di spezie caratterizzate da un aorma intenso e fortemente profumata.

Origini e Storia –
Il curry è una miscela di spezie di origine Indiana, universalmente nota in Occidente anche come polvere di curry.
Questa profumatissima miscela di spezie può contare nelle sue differenti formule decine d’ingredienti; in genere non mancano mai cumino, senape nera, peperoncino, pepe nero, coriandolo, radice essiccata di curcuma.
La parola curry è di provenienza inglese ed è la traslitterazione fonetica del nome tamil “cari”, che significa salsa o zuppa. I britannici arrivati in India hanno acquisito questo termine nella loro lingua, indicando la mistura di spezie oltre che il piatto cucinato: così è nato il curry. In Italia la pronuncia “kerri” con la “e” e due “r” sostituisce quella corretta inglese [ˈkʌrɪ], in cui il suono ʌ è una vocale intermedia tra a e o come nell’inglese cup.
La storia del curry inzia quando i primi mercanti e agenti della Compagnia delle Indie, che nel ‘700 si ritirarono in Inghilterra di solito con cospicue fortune, portarono con se non solo servitù indigena (cuochi compresi), ma anche l’abitudine di alimenti piccanti e speziati quali i “turkarri” (umidi o stufati). La curiosità per questi cibi esotici si diffuse fra la borghesia, ma naturalmente la maggior parte delle famiglie non aveva ne le conoscenze, ne le capacità di miscelare le spezie necessarie. Cominciò così a crearsi il mercato per un insieme di diverse spezie, facilmente utilizzabili e già confezionate in polvere o in pasta.
Alla fine del ‘700, alcune ditte inglesi, anglo-indiane e olandesi cominciarono ad offrire delle miscele identificandole con il termine di “curry”. Caratteristiche di queste miscele erano il bel colore dorato, dovuto alla curcuma, e l’aroma con tre intensità differenti di peperoncino piccante: mild (blando), hot (piccante), very hot (piccantissimo). Il gusto del curry entrò dall’800 a pieno titolo nella cucina internazionale, come testimonia la sua presenza anche fra i repertori gastronomici di Escoffier.
Nella tradizione indiana queste miscele di spezie, conosciute con il termine masala, leggermente tostate in padella, poi pestate finemente in un mortaio, sono oggi come ieri preparate al momento, secondo le usanze religiose o il tipo di piatto che devono accompagnare.
Questa miscela di spezie è stato impiegato, nel XX secolo, dall’esercito inglese e dalla marina nipponica come razione base per i propri soldati. Oggi è impiegato dalle forze di autodifesa giapponesi.
In commercio si trovano versioni di curry molto diverse tra di loro, la più pregiata rimane il Garam masala (per carni e verdure), la miscela rossa Tandoori (per marinare le carni con yogurt cucinate nell’omonimo forno), le miscele più marcatamente piccanti i Madras curry (dal nome dell’area di provenienza), e Vindaloo curry di Goa, adatta per le specialità agrodolci di questa regione, dai sentori di zenzero e cannella, ideale per la carne di maiale ed il pesce. Ricordiamo anche il green curry o kaeng khiao wan thailandese, polvere verde contenente varietà orientali di basilico. Molto diffusi sono anche il kaeng kari o curry giallo, kaeng phet o curry rosso, curry diabolico in uso a Singapore e Malacca (con Noce indiana e Galangal), Prik khing curry di tradizione cino-thailandese, il curry massaman o nam phrik kaeng massaman, il curry giapponese o karē, e molti altri che oltre o in sostituzione degli ingredienti del curry indiano possono contenere citronella, scalogno, coriandolo, peperoncino, cumino e altre spezie o essenze.
Il termine curry si utilizza, inoltre, per indicare una omonima varietà di piatti speziati della cucina del sud-Asiatico, a base di carne e/o vegetali.

Descrizione –
Il Curry, al contrario di quanto si pensa, ha una composizione che non è universale poiché ne esistono diverse varianti, soprattutto in India, dove la miscela varia da regione a regione. Molti paesi, come Cina, Giappone, Thailandia e Pakistan hanno addirittura elaborato delle loro miscele, differenti a seconda della proporzione delle varie spezie.
In occidente, invece, gli ingredienti del curry sono abbastanza standardizzati (curry classico); risulta, quindi, composto da:
– Cumino;
– curcuma (che emerge cromaticamente conferendo il tipico colore giallo);
– cannella;
– chiodi di garofano;
– coriandolo;
– fieno greco;
– noce moscata;
– zafferano;
– pepe nero;
– peperoncino;
– zenzero.
Inoltre, in base alla quantità di peperoncino, esistono tre versioni, la mild, la hot, e la very hot, (la più piccante), così da accontentare tutti i palati.
La miscela di spezie si presenta così di colore giallo intenso, profumata e piccante.

Principi attivi –
La composizione del curry, come detto, è molto variabile e variegata per cui è praticamente impossibile stabilire dei valori nutrizionali e contenuti in principi attivi standard.
Pur tuttavia, se ci riferiamo alla composizione più standard europea, 100 grammi di curry contengono il 60% di carboidrati, il 10% di proteine ed il 30% di grassi. Inoltre questa spezia è molto ricca di vitamine, come la A, quelle del gruppo B, la vitamina D, la E e la K, così come di minerali (potassio, fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio, rame, zinco, manganese e selenio) e di antiossidanti. Per quanto riguarda le chilocalorie, sempre per 100 grammi di prodotto, corrispondono a circa 320.

Proprietà ed Usi –
Sulla base della sua composizione il curry è considerato un po’ calorico ma bisogna sempre ricordare che si tratta di una spezia, quindi di un alimento che va e deve essere usato in modica quantità. In tale senso, le calorie che apporta sono ridotte.
Essendo composto da più spezie, il curry unisce e racchiude in sé molte delle loro proprietà, offrendo non solo numerosi benefici, ma veri e propri effetti terapeutici per il nostro organismo.
Questa spezia racchiude quindi le seguenti proprietà:
– utile per la buona funzionalità dell’apparato digerente, in quanto è in grado di migliorare significativamente la digestione e regolare il metabolismo;
– capace di alleviare nausea e vomito, grazie alla presenza dello zenzero;
– efficace nel contrastare il meteorismo e combattere alitosi e gonfiore addominale, per merito del cumino;
– ha proprietà antinfiammatorie, utili in caso di malattie articolari e problemi muscolari. Questo grazie alla presenza della curcuma il cui più importante principio attivo, la curcumina, è in grado di bloccare la sintesi di eicosanoidi, le molecole che mediano i processi infiammatori e che sono coinvolti nella genesi del segnale che innesca il dolore;
– ha proprietà antiossidanti che gli permettono di supportare la funzionalità epatica ed alleviarne l’affaticamento, favorendo la sua depurazione, così come quella a livello intestinale;
– capace di prevenire e contrastare diverse patologie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer, proteggendo efficacemente le cellule cerebrali dall’aggressione delle placche tipiche di questa malattia;
– importante nel contrastare ipercolesterolemia e diabete in quanto permette di tenere a bada i livelli di colesterolo e di glicemia;
– è studiata la sua azione antitumorale. Studi recenti sembrano dimostrare importanti proprietà antitumorali, in modo particolare nei confronti delle forme cancerogene che colpiscono esofago, polmoni, reni, fegato, intestino, mammella e prostata; questo grazie alla capacità di inibire la trasformazione delle cellule sane in cellule cancerogene, così come la proliferazione di queste ultime;
– ha un’azione antibatterica e disinfettante, utile per il cavo orale, i denti e l’intestino, grazie ai chiodi di garofano. Inoltre, i chiodi di garofano contengono l’80% di eugenolo, che funge da anestetico, molto utile quindi per alleviare il dolore di piccole ferite superficiali;
– ha proprietà protettive nei confronti di alcune malattie cardiovascolari, in quanto è in grado di regolarizzare il ritmo cardiaco e della circolazione sanguigna; sembra avere anche effetti benefici nella prevenzione dell’aterosclerosi;
– ha la capacità di eliminare alcuni tipi di funghi, per la presenza del coriandolo;
– svolge un’azione dimagrante in quanto peperoncino e zenzero innalzano la temperature corporea, inducendo il consumo calorico; la cannella invece agisce sul senso di fame, riducendolo, grazie alla sua azione modulatrice del rilascio di glucosio nel sangue. Infine, usato al posto del sale come condimento, previene la ritenzione idrica, riducendo la cellulite o evitandone la formazione.
Per quanto riguarda le controindicazioni, anche se il curry è un vero concentrato di proprietà benefiche per la presenza di diverse spezie, per lo stesso motivo può avere anche diverse controindicazioni, accumulando non solo le proprietà positive, ma anche quelle negative dei suoi componenti.
È da controindicare in presenza di problemi biliari, per la presenza delle curcuma, e in caso di reflusso gastroesofageo, gastriti o ulcere gastriche, per la presenza del pepe, che ne peggiora sia lo stato infiammatorio che la sintomatologia. La presenza del peperoncino porta poi a sconsigliare il curry negli individui soggetti a frequenti cistiti e/o in presenza di infiammazioni dell’apparato genito-urinario, peggiorando lo stato infiammatorio.
Al contrario, il curry è invece ben tollerato in gravidanza, ma si consiglia comunque l’utilizzo non più di 2 volte a settimana.
È invece da evitare durante l’allattamento, in quanto la capsaicina, la sostanza che conferisce il sapore piccante a pepe e peperoncino, passa nel latte materno.
Infine si ricorda che tutte le spezie che compongono il curry sono prive di glutine, per cui la miscela può essere usata da celiaci o nei casi di ipersensibilità al glutine. Tuttavia, quando si acquista nei supermercati, sia come tale sia aggiunto a piatti già pronti, è bene però fare molta attenzione alle etichette, perché in alcuni casi può essere aggiunto amido di frumento.

Preparazioni –
Come detto esistono decine di curry o masala differenti: nelle cucine dei ricchi signori indiani esistevano esperti in miscele di spezie che selezionavano e preparavano le misture per i loro padroni. I masala più famosi sono il garam masala, il tandoori masala e il pav bhaj masala.
In Occidente sono molti i piatti preparati “al curry”, ed è consigliabile acquistare la versione in polvere perché le confezioni in pasta sono più deperibili.
Se si vuole preparare il curry in casa bisogna ridurre in polvere le singole spezie nel mortaio fino a ridurle in polvere o in pasta.
La polvere di curry già pronta, una volta aperto il barattolo, va consumata in poco tempo perché l’aroma pian piano decresce, e comunque va conservata chiusa in un barattolo di vetro lontano da umidità e fonti di calore.
Si conserva molto meglio il curry in pasta, che dura per parecchi mesi.
Per quanto riguarda la quantità da utilizzare bisogna dire che esistono opinioni contrastanti a riguardo: alcuni consigliano di mangiare piatti a base di curry due volte a settimana mentre altri sostengono che, per beneficiare delle sue proprietà, è necessario assumerne quantità maggiori.
Ciò che contraddistingue il curry da tutte le altre spezie è che questa miscela dal sapore piccante viene usata esclusivamente in aggiunta a vari tipi di alimenti per esaltare gli aromi ed impreziosire i sapori, ma non in ricette di tisane e infusi, più propriamente indicati, appunto, per spezie singole. In Italia poi, il curry viene utilizzato o come singolo ingrediente per ricette salate, ma anche dolci, o in forma di salsa, per accompagnare carne, riso o pesce, oppure, più comunemente, come tocco finale, spolverizzato sulle pietanze per arricchirne l’aroma.
Comunque sia il curry si presta molto bene come insaporitore di primi e secondi piatti, sia a base di carne che di pesce, ma è ottimo anche in zuppe, nel brodo o in aggiunta alle uova. Si abbina bene anche con verdure e ortaggi.
Inoltre, il curry può naturalmente essere utilizzato per la preparazione di dolci e impasti di biscotti.
Infine, è utile ricordare che per il suo aroma intenso, si può utilizzare come sostituto del sale, a tutto vantaggio della salute, anche per prevenire calcoli renali.
Inoltre, quando si usa questa spezia, è sempre bene non abbinarla ad alimenti quali pepe, peperoncino, già contenuti nel curry, di cui dosi elevate possono provocare irritazioni. Discorso analogo per peperoni, pomodori e tutte le solanacee, per evitare sovradosaggi in quanto si tratta di alimenti che contengono i minerali che si trovano già anche nel curry.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





[:en]

Curry

Curry (Masala in the Hindi language) is a mixture of spices characterized by an intense and strongly perfumed aorma.

Origins and History –
Curry is a mixture of spices of Indian origin, universally known in the West also as curry powder.
This fragrant blend of spices can count dozens of ingredients in its different formulas; in general there is never a lack of cumin, black mustard, chilli pepper, black pepper, coriander, dried turmeric root.
The word curry is of English origin and is the phonetic transliteration of the Tamil name “dear”, which means sauce or soup. The British arrived in India have acquired this term in their language, indicating the mixture of spices as well as the cooked dish: thus the curry was born. In Italy the pronunciation “kerri” with the “e” and two “r” replaces the correct English one [ˈkʌrɪ], where the sound ʌ is an intermediate vowel between a and o as in English cup.
The history of the curry begins when the first merchants and agents of the Company of the Indies, who in the eighteenth century retired to England usually with substantial fortunes, brought with them not only indigenous servitude (including cooks), but also the habit of spicy food and spicy such as “turkarri” (stewed or stewed). The curiosity for these exotic foods spread among the bourgeoisie, but of course most families had neither the knowledge nor the ability to mix the necessary spices. Thus began to create the market for a set of different spices, easily usable and already packaged in powder or paste.
At the end of the 18th century, some English, Anglo-Indian and Dutch firms began offering blends identifying them with the term “curry”. Characteristics of these blends were the beautiful golden color, due to turmeric, and the aroma with three different intensities of hot pepper: mild (bland), hot (spicy), very hot (very spicy). The taste of curry entered the international cuisine from the 1800s, as evidenced by its presence also among the gastronomic repertoires of Escoffier.
In the Indian tradition these blends of spices, known with the term masala, lightly toasted in a pan, then finely pounded in a mortar, are today as yesterday prepared at the moment, according to religious customs or the type of dish they must accompany.
This mixture of spices was used in the twentieth century by the English army and the Japanese navy as a basic ration for their soldiers. Today it is used by Japanese self-defense forces.
On the market there are very different versions of curry, the most prized remains the Garam masala (for meat and vegetables), the red Tandoori mixture (to marinate the meats with yogurt cooked in the oven of the same name), the most markedly spicy blends Madras curry (from the name of the area of ​​origin), and Vindaloo curry from Goa, suitable for the sweet and sour specialties of this region, with hints of ginger and cinnamon, ideal for pork and fish. We also remember the Thai green curry or kaeng khiao wan, green powder containing oriental varieties of basil. Also popular are kaeng kari or yellow curry, kaeng phet or red curry, diabolic curry in use in Singapore and Malacca (with Indian Walnut and Galangal), Prik khing traditional Chinese-Thai curry, massaman curry or nam phrik kaeng massaman , Japanese curry or karē, and many others that, in addition to or in place of the Indian curry ingredients, may contain lemongrass, shallot, coriander, chilli, cumin and other spices or essences.
The term curry is also used to indicate a homonymous variety of spicy dishes of South Asian cuisine, based on meat and / or vegetables.

Description –
Curry, contrary to popular belief, has a composition that is not universal since there are several variations, especially in India, where the mixture varies from region to region. Many countries, such as China, Japan, Thailand and Pakistan have even developed their own blends, different according to the proportion of the various spices.
In the West, however, the curry ingredients are fairly standardized (classic curry); it is therefore composed of:
– Cumin;
– turmeric (which emerges chromatically giving the typical yellow color);
– cinnamon;
– cloves;
– coriander;
– fenugreek;
– nutmeg;
– saffron;
– black pepper;
– chili pepper;
– ginger.
Furthermore, according to the quantity of chilli pepper, there are three versions, the mild, the hot, and the very hot, (the most spicy), so as to satisfy all palates.
The spice mixture is thus of an intense yellow color, fragrant and spicy.

Active principles –
The composition of the curry, as mentioned, is very variable and varied so that it is practically impossible to establish nutritional values ​​and contained in standard active ingredients.
However, if we refer to the most standard European composition, 100 grams of curry contain 60% carbohydrates, 10% protein and 30% fat. Furthermore, this spice is very rich in vitamins, such as A, those of group B, vitamin D, E and K, as well as minerals (potassium, phosphorus, sodium, calcium, iron, magnesium, copper, zinc, manganese and selenium) and antioxidants. As for the kilocalories, always for 100 grams of product, they correspond to about 320.

Properties and Uses –
Based on its composition, curry is considered a little caloric but it must always be remembered that it is a spice, therefore a food that goes and must be used in modest quantities. In this sense, the calories it brings are reduced.
Being composed of multiple spices, curry combines and contains many of their properties, offering not only numerous benefits, but real therapeutic effects for our body.
This spice therefore contains the following properties:
– useful for the good functionality of the digestive system, as it is able to significantly improve digestion and regulate the metabolism;
– capable of relieving nausea and vomiting, thanks to the presence of ginger;
– effective in fighting meteorism and fighting halitosis and abdominal bloating, thanks to cumin;
– has anti-inflammatory properties, useful in case of joint diseases and muscle problems. This is thanks to the presence of turmeric whose most important active ingredient, curcumin, is able to block the synthesis of eicosanoids, the molecules that mediate inflammatory processes and which are involved in the genesis of the signal that triggers pain;
– has antioxidant properties that allow it to support liver function and alleviate fatigue, promoting its purification, as well as that in the intestine;
– capable of preventing and contrasting various neurodegenerative diseases, such as Alzheimer’s disease, effectively protecting brain cells from the attack of the plaques typical of this disease;
– important in fighting hypercholesterolemia and diabetes as it allows to keep cholesterol and blood sugar levels at bay;
– its anticancer action is studied. Recent studies seem to demonstrate important anticancer properties, in particular with regard to the carcinogenic forms that affect the esophagus, lungs, kidneys, liver, intestine, breast and prostate; this thanks to the ability to inhibit the transformation of healthy cells into cancer cells, as well as the proliferation of the latter;
– has an antibacterial and disinfectant action, useful for the oral cavity, teeth and intestines, thanks to cloves. In addition, cloves contain 80% eugenol, which acts as an anesthetic, therefore very useful to relieve the pain of small superficial wounds;
– has protective properties against some cardiovascular diseases, as it is able to regulate the heart rhythm and blood circulation; it also appears to have beneficial effects in the prevention of atherosclerosis;
– has the ability to eliminate certain types of mushrooms, due to the presence of coriander;
– performs a slimming action as chilli and ginger raise body temperature, inducing calorie consumption; cinnamon instead acts on the sense of hunger, reducing it, thanks to its modulating action of the release of glucose into the blood. Finally, used instead of salt as a condiment, it prevents water retention, reducing cellulite or avoiding its formation.
As for contraindications, even if curry is a real concentrate of beneficial properties due to the presence of different spices, for the same reason it can also have different contraindications, accumulating not only the positive, but also the negative properties of its components.
It is contraindicated in the presence of biliary problems, for the presence of turmeric, and in case of gastroesophageal reflux, gastritis or gastric ulcers, for the presence of pepper, which worsens both the inflammatory state and the symptoms. The presence of chilli then leads to advise against curry in individuals subject to frequent cystitis and / or in the presence of inflammation of the genitourinary system, worsening the inflammatory state.
On the contrary, curry is instead well tolerated in pregnancy, but it is still recommended to use it no more than 2 times a week.
Instead, it should be avoided during breastfeeding, as capsaicin, the substance that gives the spicy flavor to pepper and chilli, passes into breast milk.
Finally, remember that all the spices that make up the curry are gluten-free, so the mixture can be used by celiacs or in cases of hypersensitivity to gluten. However, when buying in supermarkets, both as such and added to ready-made dishes, it is good to pay close attention to the labels, because in some cases wheat starch can be added.

Preparations –
As said there are dozens of different curry or masala: in the kitchens of the rich Indian gentlemen there were experts in spice blends that selected and prepared the mixtures for their masters. The most famous masala are the garam masala, the tandoori masala and the pav bhaj masala.
In the West there are many dishes prepared “curry”, and it is advisable to buy the powder version because the pasta packages are more perishable.
If you want to prepare curry at home you have to reduce the individual spices in the mortar to powder until they are reduced to powder or paste.
The ready-made curry powder, once the can is opened, must be consumed in a short time because the aroma gradually decreases, and in any case it must be kept closed in a glass jar away from moisture and heat sources.
The curry paste is much better and lasts for several months.
As for the quantity to be used, it must be said that there are conflicting opinions about it: some recommend eating curry dishes twice a week while others argue that, to benefit from its properties, it is necessary to take larger quantities.
What distinguishes curry from all other spices is that this spicy flavor blend is used exclusively in addition to various types of food to enhance aromas and enhance flavors, but not in herbal tea and infusions recipes, more specifically indicated, in fact , for single spices. In Italy then, curry is used either as a single ingredient for savory recipes, but also sweet, or in the form of sauce, to accompany meat, rice or fish, or, more commonly, as a final touch, sprinkled on dishes to enrich the aroma.
In any case, curry lends itself very well as a flavoring for first and second courses, both meat and fish based, but it is also excellent in soups, broth or in addition to eggs. It also goes well with vegetables and greens.
In addition, curry can of course be used for the preparation of desserts and cookie doughs.
Finally, it is useful to remember that for its intense aroma, it can be used as a substitute for salt, to the full advantage of health, also to prevent kidney stones.
Furthermore, when using this spice, it is always good not to combine it with foods such as pepper, chilli, already contained in the curry, of which high doses can cause irritation. Similar discourse for peppers, tomatoes and all solanaceae, to avoid overdoses as these are foods that contain the minerals that are also found in curry.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





[:es]

Curry

El curry (Masala en el idioma hindi) es una mezcla de especias caracterizadas por una aorma intensa y fuertemente perfumada.

Orígenes e historia –
El curry es una mezcla de especias de origen indio, universalmente conocido en Occidente también como curry en polvo.
Esta fragante mezcla de especias puede contar docenas de ingredientes en sus diferentes fórmulas; en general nunca faltan comino, mostaza negra, guindilla, pimienta negra, cilantro, raíz de cúrcuma seca.
La palabra curry es de origen inglés y es la transcripción fonética del nombre tamil “querida”, que significa salsa o sopa. Los británicos que llegaron a la India han adquirido este término en su idioma, indicando la mezcla de especias y el plato cocinado: así nació el curry. En Italia, la pronunciación “kerri” con la “e” y dos “r” reemplaza la correcta en inglés [ˈkʌrɪ], donde el sonido ʌ es una vocal intermedia entre a y o como en la copa inglesa.
La historia del curry comienza cuando los primeros comerciantes y agentes de la Compañía de las Indias, que en el siglo XVIII se retiraron a Inglaterra por lo general con grandes fortunas, trajeron consigo no solo la servidumbre indígena (incluidos los cocineros), sino también el hábito de la comida picante. y picante como “turkarri” (guisado o guisado). La curiosidad por estos alimentos exóticos se extendió entre la burguesía, pero, por supuesto, la mayoría de las familias no tenían ni el conocimiento ni la capacidad de mezclar las especias necesarias. Así comenzó a crear el mercado para un conjunto de especias diferentes, fácilmente utilizables y ya empaquetadas en polvo o pasta.
A finales del siglo XVIII, algunas empresas inglesas, angloindias y holandesas comenzaron a ofrecer mezclas que las identificaban con el término “curry”. Las características de estas mezclas fueron el hermoso color dorado, debido a la cúrcuma, y ​​el aroma con tres intensidades diferentes de pimiento picante: suave (suave), caliente (picante), muy picante (muy picante). El sabor del curry entró en la cocina internacional desde el siglo XIX, como lo demuestra su presencia también entre los repertorios gastronómicos de Escoffier.
En la tradición india, estas mezclas de especias, conocidas con el término masala, ligeramente tostadas en una sartén, luego finamente machacadas en un mortero, se preparan hoy como ayer en el momento, de acuerdo con las costumbres religiosas o el tipo de plato que deben acompañar.
Esta mezcla de especias fue utilizada en el siglo XX por el ejército inglés y la armada japonesa como una ración básica para sus soldados. Hoy es utilizado por las fuerzas japonesas de autodefensa.
En el mercado hay versiones muy diferentes de curry, el más preciado sigue siendo el Garam masala (para carne y verduras), la mezcla roja de Tandoori (para marinar las carnes con yogur cocinado en el horno del mismo nombre), las mezclas más marcadamente picantes Curry de Madras (del nombre de la zona de origen) y Curry de Vindaloo de Goa, adecuado para las especialidades agridulces de esta región, con toques de jengibre y canela, ideal para carne de cerdo y pescado. También recordamos el curry verde tailandés o kaeng khiao wan, polvo verde que contiene variedades orientales de albahaca. También son populares el kaeng kari o el curry amarillo, el kaeng phet o el curry rojo, el curry diabólico en uso en Singapur y Malaca (con nuez india y galangal), el curry Prik khing tradicional chino-tailandés, el curry massaman o el nam phrik kaeng massaman. , Curry japonés o karē, y muchos otros que, además de o en lugar de los ingredientes del curry indio, pueden contener hierba de limón, chalota, cilantro, guindilla, comino y otras especias o esencias.
El término curry también se usa para indicar una variedad homónima de platos picantes de la cocina del sur de Asia, a base de carne y / o verduras.

Descripción –
El curry, al contrario de la creencia popular, tiene una composición que no es universal, ya que hay varias variaciones, especialmente en India, donde la mezcla varía de una región a otra. Muchos países, como China, Japón, Tailandia y Pakistán, incluso han desarrollado sus propias mezclas, diferentes según la proporción de las diversas especias.
En Occidente, sin embargo, los ingredientes del curry están bastante estandarizados (curry clásico); Por lo tanto, se compone de:
– Comino;
– cúrcuma (que emerge cromáticamente dando el típico color amarillo);
– canela
– clavos de olor;
– cilantro;
– Fenogreco;
– nuez moscada
– azafrán;
– pimienta negra;
– Ají picante;
– jengibre
Además, según la cantidad de guindilla, existen tres versiones, la suave, la picante y la muy picante (la más picante), para satisfacer a todos los paladares.
La mezcla de especias es de color amarillo intenso, fragante y picante.

Principios activos –
La composición del curry, como se mencionó, es muy variable y variada, por lo que es prácticamente imposible establecer valores nutricionales y contenidos en ingredientes activos estándar.
Sin embargo, si nos referimos a la composición europea más estándar, 100 gramos de curry contienen 60% de carbohidratos, 10% de proteínas y 30% de grasas. Además, esta especia es muy rica en vitaminas, como A, las del grupo B, vitamina D, E y K, así como minerales (potasio, fósforo, sodio, calcio, hierro, magnesio, cobre, zinc, manganeso). y selenio) y antioxidantes. En cuanto a las kilocalorías, siempre por 100 gramos de producto, corresponden a aproximadamente 320.

Propiedades y Usos –
Según su composición, el curry se considera un poco calórico, pero siempre debe recordarse que es una especia, por lo tanto, un alimento que se usa y debe usarse en cantidades modestas. En este sentido, las calorías que aporta se reducen.
Al estar compuesto de varias especias, el curry combina y contiene muchas de sus propiedades, ofreciendo no solo numerosos beneficios, sino también efectos terapéuticos reales para nuestro cuerpo.
Por lo tanto, esta especia contiene las siguientes propiedades:
– útil para la buena funcionalidad del sistema digestivo, ya que puede mejorar significativamente la digestión y regular el metabolismo;
– capaz de aliviar las náuseas y los vómitos, gracias a la presencia de jengibre;
– eficaz en la lucha contra el meteorismo y la halitosis y la hinchazón abdominal, gracias al comino;
– tiene propiedades antiinflamatorias, útiles en caso de enfermedades articulares y problemas musculares. Esto es gracias a la presencia de la cúrcuma, cuyo ingrediente activo más importante, la curcumina, es capaz de bloquear la síntesis de eicosanoides, las moléculas que median los procesos inflamatorios y que participan en la génesis de la señal que desencadena el dolor;
– tiene propiedades antioxidantes que le permiten apoyar la función hepática y aliviar la fatiga, promoviendo su purificación, así como la del intestino;
– capaz de prevenir y contrastar diversas enfermedades neurodegenerativas, como la enfermedad de Alzheimer, protegiendo eficazmente las células cerebrales del ataque de las placas típicas de esta enfermedad;
– importante en la lucha contra la hipercolesterolemia y la diabetes, ya que permite mantener a raya los niveles de colesterol y azúcar en la sangre;
– Se estudia su acción anticancerígena. Estudios recientes parecen demostrar importantes propiedades anticancerígenas, en particular con respecto a las formas cancerígenas que afectan el esófago, los pulmones, los riñones, el hígado, el intestino, el seno y la próstata; esto gracias a la capacidad de inhibir la transformación de células sanas en células cancerosas, así como la proliferación de estas últimas;
– tiene una acción antibacteriana y desinfectante, útil para la cavidad bucal, dientes e intestinos, gracias a los dientes. Además, los clavos contienen 80% de eugenol, que actúa como anestésico, por lo tanto, muy útil para aliviar el dolor de pequeñas heridas superficiales;
– tiene propiedades protectoras contra algunas enfermedades cardiovasculares, ya que es capaz de regular el ritmo cardíaco y la circulación sanguínea; También parece tener efectos beneficiosos en la prevención de la aterosclerosis;
– tiene la capacidad de eliminar ciertos tipos de hongos, debido a la presencia de cilantro;
– realiza una acción adelgazante a medida que el chile y el jengibre aumentan la temperatura corporal, lo que induce el consumo de calorías; la canela, en cambio, actúa sobre la sensación de hambre, reduciéndola, gracias a su acción moduladora de la liberación de glucosa en la sangre. Finalmente, usado en lugar de sal como condimento, previene la retención de agua, reduce la celulitis o evita su formación.
En cuanto a las contraindicaciones, incluso si el curry es un verdadero concentrado de propiedades beneficiosas debido a la presencia de diferentes especias, por la misma razón también puede tener diferentes contraindicaciones, acumulando no solo las propiedades positivas, sino también negativas de sus componentes.
Está contraindicado en presencia de problemas biliares, por la presencia de cúrcuma, y ​​en caso de reflujo gastroesofágico, gastritis o úlceras gástricas, por la presencia de pimienta, que empeora tanto el estado inflamatorio como los síntomas. La presencia de chile lleva a desaconsejar el curry en individuos sujetos a cistitis frecuente y / o en presencia de inflamación del sistema genitourinario, empeorando el estado inflamatorio.
Por el contrario, el curry es bien tolerado en el embarazo, pero aún se recomienda usarlo no más de 2 veces por semana.
En cambio, debe evitarse durante la lactancia, ya que la capsaicina, la sustancia que le da el sabor picante a la pimienta y al chile, pasa a la leche materna.
Finalmente, recuerde que todas las especias que componen el curry no contienen gluten, por lo que la mezcla puede ser utilizada por celíacos o en casos de hipersensibilidad al gluten. Sin embargo, al comprar en supermercados, tanto como tales y agregados a platos preparados, es bueno prestar mucha atención a las etiquetas, porque en algunos casos se puede agregar almidón de trigo.

Preparaciones –
Como se dijo, hay docenas de diferentes curry o masala: en las cocinas de los ricos caballeros indios había expertos en mezclas de especias que seleccionaron y prepararon las mezclas para sus amos. Los masala más famosos son el garam masala, el tandoori masala y el pav bhaj masala.
En Occidente hay muchos platos preparados al “curry”, y es recomendable comprar la versión en polvo porque los paquetes de pasta son más perecederos.
Si desea preparar curry en casa, debe reducir las especias individuales en el mortero a polvo hasta que se reduzcan a polvo o pasta.
El polvo de curry listo para usar, una vez que se abre la lata, debe consumirse en poco tiempo porque el aroma disminuye gradualmente y, en cualquier caso, debe mantenerse cerrado en un frasco de vidrio alejado de la humedad y las fuentes de calor.
La pasta de curry es mucho mejor y dura varios meses.
En cuanto a la cantidad que se utilizará, hay que decir que hay opiniones contradictorias al respecto: algunos recomiendan comer platos de curry dos veces por semana, mientras que otros argumentan que, para beneficiarse de sus propiedades, es necesario tomar grandes cantidades.
Lo que distingue al curry de todas las otras especias es que esta mezcla de sabor picante se usa exclusivamente además de varios tipos de alimentos para mejorar los aromas y los sabores, pero no en el té de hierbas y las recetas de infusión, más específicamente indicadas, de hecho , para especias individuales. En Italia, entonces, el curry se usa como ingrediente único para recetas saladas, pero también dulce, o en forma de salsa, para acompañar carne, arroz o pescado, o, más comúnmente, como toque final, espolvoreado en platos para enriquecer el aroma.
En cualquier caso, el curry se presta muy bien como saborizante para el primer y segundo plato, tanto a base de carne como de pescado, pero también es excelente en sopas, caldos o además de huevos. También va bien con verduras y verduras.
Además, el curry puede usarse, por supuesto, para la preparación de postres y masas para galletas.
Finalmente, es útil recordar que por su aroma intenso, puede usarse como un sustituto de la sal, para el máximo beneficio de la salud, también para prevenir los cálculos renales.
Además, cuando se usa esta especia, siempre es bueno no combinarla con alimentos como la pimienta, el chile, ya contenidos en el curry, cuyas dosis altas pueden causar irritación. Discurso similar para pimientos, tomates y todas las solanáceas, para evitar sobredosis, ya que estos son alimentos que contienen los minerales que también se encuentran en el curry.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *