Agathosma betulina

Agathosma betulina

Il Bucco (Agathosma betulina ( Berg. ) Pillans) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae e quindi al Genere Agathosma ed alla Specie A. betulina.
Sono sinonimi i termini:
– Barosma betulina (P.J.Bergius) Bartl. & H.L.Wendl.;
– Barosma orbicularis Sweet;
– Bucco betulina Schult.;
– Diosma betulina (P.J.Bergius) Thunb.;
– Diosma crenata Lodd.;
– Hartogia betulina P.J.Bergius7

Etimologia –
Il termine Agathosma proviene dal greco ἀγαθός agathós buono e da ὀσμή osmé odore: per il piacevole profumo aromatico di questa pianta.
L’epiteto specifico betulina è in riferimento alle betulle, da betula betulla, per la lontana somiglianza delle foglie a quelle di questa pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Bucco è una pianta originaria delle aree di bassa quota (300 a 700 metri) delle montagne del Sud Africa occidentale. Cresce in prevalenza nelle aree prossime a: Calvinia, Cederberg, Tulbagh, Cerere e Piketberg.
Il suo habitat è quello delle prossimità dei torrenti dei fynbos, cioè di quella vegetazione arbustiva che popola una piccola striscia costiera della Provincia del Capo Occidentale, in Sudafrica, detta Regno Floreale del Capo.

Descrizione –
L’ Agathosma betulina è un arbusto sempreverde che può crescere fino a 2 m di altezza. Ha foglie sono opposte, di forma arrotondata, lunghe circa 20 mm e larghe.
I fiori sono di colore bianco o rosa pallido, con cinque petali.
Il frutto è una capsula a cinque parti che, a maturità, si apre per liberare i semi.

Coltivazione –
L’Agathosma betulina è una specie spontanea che nel suo habitat è visitata da una varietà di insetti, in particolare api e mosche che attuano l’impollinazione entomofila.
I semi vengono rilasciati dopo che i fiori si sono asciugati.
Il frutto è una capsula che quando è maturo, esplode per rilasciare i semi.
Si tratta di arbusti che possono vegetare nuovamente dopo un incendio.

Usi e Tradizioni –
Anche se queste pianta, allo stato selvatico, sono ancora abbondanti vengono raccolte più velocemente di quanto riescano a riprodursi. L’ Agathosma betulina è infatti minacciata da attività, tra cui, oltre l’eccesso di raccolto, i danni al suo habitat.
Per questo motivo si sta iniziando a coltivarla.
Di questa pianta si utilizzano gli oli essenziali e gli estratti delle foglie come aroma per il tè, caramelle e liquori, noti, in Sudafrica, come acquavite di buchu.
Tra i costituenti chimici primari degli oli della Agathosma betulina ricordiamo l’isomentone e il diosfenolo.
Inoltre si trovano: resina 5 %, il glicoside flavonico diosmina (barosmina), che per idrolisi produce ramnosio, glucosio e diosmetina (5,7,3’- triossi-4’-metossiflavone), il glicoside flavanonico esperi dina, intorno al 1,5 -3,5%. Inoltre è stata trovata, nelle foglie essiccate la presenza di vitamina B1, nell’ordine intorno al 2%.
La pianta è stata utilizzata dagli indigeni del Sudafrica come rimedio popolare per vari disturbi. I primi coloni olandesi usavano questa pianta per fare una tintura di brandy che, ancora oggi viene usata.
Attualmente viene comunemente usata come medicina e nell’industria dei profumi.
Sia il tè Buchu che il brandy Buchu sono utilizzati per trattare problemi digestivi e del tratto urinario.
Le parti usate di questa pianta sono le foglie che vanno raccolte nel periodo di marzo/aprile.
Le sue principali proprietà farmaceutiche sono legate, come detto, all’azione diuretica ed antisettica delle vie urinarie con un’attività forse superiore a quella dell’uva ursina.
Il suo uso può però provocare però, facilmente, fenomeni di intolleranza gastrica ed intestinale.
Per questo motivo si raccomanda quindi di non somministrarla a stomaco vuoto.

Modalità di Preparazione –
Con le foglie dell’Agathosma betulina, oltre che nella medicina e nell’industria dei profumi si prepara il tè Buchu e il brandy Buchu, sempre utilizzati per trattare i problemi digestivi e del tratto urinario.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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