Balanites aegyptiaca

Balanites aegyptiaca

Il dattero del deserto (Balanites aegyptiaca (L.), Delile, 1812) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Zygophyllaceae e quindi al Genere Balanites ed alla Specie B. aegyptiaca.
Sono sinonimi i termini:
– Agialid aegyptiaca (L.) Kuntze;
– Ximenia aegyptiaca L.

Etimologia –
Il termine Balanites proviene dal greco βᾰλᾰνίτης balanítes pietra preziosa a forma di ghianda (in Plinio): riferimento alla forma dei frutti.
L’epiteto specifico aegyptiaca viene da Aegyptus Egitto: egiziano, d’Egitto, per uno dei territori di maggiore presenza.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il dattero del deserto è una pianta nativa di un’area compresa tra l’Africa e il Medio Oriente.
È presente nell’Africa nord orientale, in Egitto e anche nella regione del Sahel-Savannah in Africa e nella penisola arabica.
Il suo habitat è alquanto vario in quanto è una specie che tollera un’ampia varietà di tipi di suolo, da quelli sabbiosi a quelli argillosi e con differente presenza di umidità, dai suoli aridi a quelli subumidi; tollera, inoltre, mediamente, la presenza di attività zootecnica, di incendi o inondazioni.

Descrizione –
Il Balanites aegyptiaca è un albero che può raggiungere i 10 m di altezza, con una forma generalmente stretta.
Il tronco scanalato ha una corteccia sfilacciata di colore grigio-marrone, con macchie sparse di colore giallo-verdi.
I rami sono dotati di spine lunghe e dritte, di colore verde e disposte a spirale.
Le foglie sono composte, di colore verde scuro, che crescono dalla base delle spine, e sono composte da due foglioline di dimensioni e forma variabili.
L’ infiorescenza è formata da mazzi di alcuni fiori, sessili o portati su gambi corti. I boccioli dei fiori sono di forma ovoidale e sono ricoperti da una breve pubescenza tomentosa. I fiori sono di colore giallo-verdastro, ermafroditi, formati da cinque petali in simmetria radiale, con un diametro di 8-14 millimetri. Il peduncolo dell’infiorescenza è di colore grigiastro, lanuginoso e di solito inferiore a 10 mm di lunghezza, sebbene ne siano stati osservati di 15 mm in Zambia e Zimbabwe.
Il frutto è di forma ellissoidale, lungo non più di 4 cm e di colore verde quando non è maturo; a maturazione assume una colorazione marrone, più o meno chiara, con una buccia croccante che racchiude una polpa marrone o marrone-verde di consistenza appiccicosa che circonda un nocciolo duro.

Coltivazione –
L’albero di Balanites aegyptiaca viene impiantato in programmi di agro forestazione, ungo i canali di irrigazione e viene utilizzato per attirare gli insetti da intrappolare.
La sua coltivazione è finalizzata all’utilizzo del suo legno di colore variabile dal giallo pallido al marrone è usato per realizzare mobili e oggetti durevoli come strumenti, oltre che come legna da ardere, che produce poco fumo ed un buon carbone.
Può crescere in molti tipi di suoli ed in differenti condizioni di umidità, ovviamente in condizioni idriche migliori la crescita e la resa in legno è più veloce.

Usi e Tradizioni –
Il Balanites aegyptiaca è conosciuto con molti nomi, anche in funzione del territorio ove cresce. In inglese il frutto è stato chiamato dattero del deserto, bacca di sapone o arbusto, albero di trono, mirabolano egiziano, balsamo egiziano o albero di olio di Zachum; in arabo è noto come lalob , hidjihi , inteishit e heglig (hijlij). In Jieng si chiama Thou o thau , in Hausa si chiama aduwa, in Tamasheq, taboraq in lingua tuareg, in swahili mchunju e in bedena amarica.
Il dattero del deserto è coltivato in Egitto da oltre 4000 anni,dati testimoniati anche dalla presenza di pietre presenti nelle tombe come offerte votive risalenti alla dodicesima dinastia.
L’albero fu descritto nel 1592 da Prosper Alpinus con il nome di “agihalid”. Linneo lo considerava una specie di Ximenia, ma Adanson propose il nuovo genere di Agialid. Il genere Balanites è stato fondato successivamente nel 1813 da Delile.
Di questa pianta, come detto, si utilizza il legno che viene usato per realizzare mobili e oggetti durevoli come strumenti, oltre che come legna da ardere, che produce poco fumo ed un buon carbone.
Generalmente gli alberi e i rami più piccoli sono usati come recinti viventi o tagliati perché sono resistenti e spinosi.
Questo albero viene coltivato in diversi luoghi, altresì, per i suoi frutti.
La corteccia produce fibre e la gomma naturale che trasuda dai rami viene usate come colla, mentre i semi sono stati usati, dalle popolazioni locali, per fare gioielli e perline.
Molte parti della pianta sono utilizzate in Africa come alimenti, soprattutto in momenti di maggiore carestia. L’albero è considerato prezioso nelle regioni aride perché produce frutti anche nei periodi di siccità.
I semi hanno un effetto molluschicida su Biomphalaria pfeifferi (una specie di lumaca d’acqua dolce).
Anche gli elefanti africani consumano i datteri del deserto.
I frutti del dattero del deserto vengono miscelati nel porridge e mangiati dalle madri che allattano e l’olio viene consumato per il mal di testa e per migliorare l’allattamento.
Gli estratti di corteccia e dei frutti respingono o uccidono lumache e copepodi d’acqua dolce, organismi che fungono da ospiti intermedi di parassiti tra cui Schistosoma, Bilharzia e Dracunculus medinensis.
Anche le infezioni da vermi vengono trattate con il dattero del deserto, così come i disturbi del fegato e della milza. Un decotto della corteccia è anche usato come abortivo e antidoto per le frecce avvelenate in Africa occidentale.
I semi contengono un olio non volatile al 30-48%, così come le foglie, la polpa, la corteccia e le radici, e contiene sapogenine diosgenina e yamogenina.
Le saponine si trovano anche nelle radici, nel legno della corteccia e nei frutti.
Varie tribù del Sahel usano le spine degli alberi per fare dei tatuaggi tramite le incisioni.
Infine, si ricorda che la formica falegname (Camponotus sericeus) si nutre del nettare trasudato dai fiori. La larva della falena dell’imperatore (Bunaea alcinoe) può provocare notevoli defogliazioni dell’albero.

Modalità di Preparazione –
Le foglie di Balanites aegyptiaca vengono mangiate crude o cotte, i semi oleosi vengono bolliti per renderli meno amari e mangiati mescolato con sorgo; anche i fiori possono essere mangiati.
Il frutto può essere fermentato per bevande alcoliche.
La pasta di semi rimasta dopo l’estrazione dell’olio è comunemente usata, in Africa, come foraggio per gli animali.
I frutti del dattero del deserto vengono consumati, miscelati nel porridge.
Anche le infezioni da vermi vengono trattate con il dattero del deserto, così come i disturbi del fegato e della milza.
Dalla corteccia si prepara un decotto che viene usato come abortivo e antidoto per il veleno delle frecce nella medicina tradizionale dell’Africa occidentale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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