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Bactris gasipaes

La palma da pesca o chotaduro o chontaduro (Bactris gasipaes Kunth) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Arecaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Arecales, Famiglia Arecaceae, Sottofamiglia Arecoideae, Tribù Cocoseae, Sottotribù Bactridinae e quindi al Genere Bactris ed alla Specie B. gasipaes.
Sono sinonimi i termini:
– Bactris ciliata (Ruiz & Pav.) Mart.;
– Bactris insignis (Mart.) Baill.;
– Bactris speciosa (Mart.) H.Karst.;
– Bactris utilis (Oerst.) Benth. & Hook.f. ex Hemsl.;
– Guilelma chontaduro Triana;
– Guilelma ciliata (Ruiz & Pav.) H. Wendl.;
– Guilelma gasipaes (Kunth) L.H.Bailey;
– Guilelma insignis Mart.;
– Guilelma speciosa Mart.;
– Guilelma utilis Oerst.;
– Martinezia ciliata Ruiz & Pav..

Etimologia –
Il termine Bactris proviene dal greco βάκτρον báctron bastone (da passeggio e sostegno): perché con il fusto di questa piccola palma si fanno bastoni.
L’epiteto specifico gasipaes viene dal nome vernacolare brasiliano di questa palma.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Bactris gasipaes è una palma nativa dell’America Centrale e Meridionale che, a causa della sua ampia diffusione, è ancora in discussione la sua reale origine. Le ipotesi sulla sua domesticazione pongono tale evento nella zona sud-occidentale dell’Amazzonia, nelle valli colombiane prossime all’Oceano Pacifico oppure in maniera indipendente in diverse zone dell’America Centrale e Meridionale.
Studi effettuati dal Global Biodiversity Information Facility (GBIF) hanno dimostrato che la distribuzione di questa palma va dall’Honduras alla Bolivia centrale e allo Stato brasiliano di Pará.
Il suo habitat è quello dei terreni ben drenati, con pH acido e con precipitazioni annue tra 2000 e 5000 mm.

Descrizione –
La Bactris gasipaes è una palma che cresce con portamento eretto con un singolo stipite esile o, più frequentemente, con diversi stipiti di circa 20 cm di diametro raggruppati tra loro.
I tronchi sono dotati di spine rigide perpendicolari, di colore scuro e di lunghezza decrescente dalla base alla cima.
A maturazione piena ogni stipite può raggiungere un’altezza variabile tra i 12 e i 20 m.
Le radici possono estendersi orizzontalmente fino a 4 o 5 m di distanza dalla pianta; anche se la maggior parte di esse rimane a circa 20 cm dal suolo, le radici principali possono spingersi fino a 2 m di profondità.
Il vertice apicale degli stipiti presenta dalle 10 alle 30 foglie pennate, in genere senza spine o con piccole spine sulla guaina, sul picciolo o sulle nervature.
Il picciolo misura tra 49 e 179 cm, mentre il rachide può arrivare ad una lunghezza di 4 m; il numero dei segmenti laterali può variare dai 180 ai 386 elementi.
È una pianta monoica, cioè con fiori maschili e femminili sulla stessa pianta.
Le infiorescenze sono all’inizio racchiuse da due brattee: una esterna, dura e triangolare, che misura circa 13 cm di larghezza ed una interna, spesso ricoperta di spine. In pieno sviluppo la spata può arrivare a misurare una lunghezza dai 51 ai 126 cm. Il peduncolo può misurare dai 10 ai 17 cm, mentre il rachide dell’infiorescenza arriva ai 75 cm di lunghezza; su di esso si innestano tra le 25 e le 145 rachidi secondari (rachille) fertili, lunghei fino a 45 cm. I fiori femminili sono irregolarmente disposti tra quelli maschili ed hanno un colore giallo o, più raramente, verde e sono lunghi dai 3 ai 13 mm e larghi dai 4 ai 12 mm; i fiori maschili sono più piccoli, di colore giallo-crema e i loro sei stami sono disposti a coppie ai lati della corolla.
I frutti sono delle drupe con forma variabile e colore che varia dal giallo al bruno o all’arancio, a seconda della varietà.
Anche il colore del mesocarpo è variabile, dal crema all’arancio.
L’endocarpo, al cui interno troviamo il seme, è di colore scuro e di solito si trova nella parte centrale del frutto, con forma che può essere ovoidale, ellittica, rotonda o cuneiforme. Questo ha una lunghezza che varia da 1 a 4 12 cm, una larghezza da 1 a 2 cm e un peso che può arrivare a 9 g; si può trovare libero dal mesocarpo o aderente ad esso.
Ogni infiorescenza può portare anche oltre 700 frutti maturi, per un peso complessivo di 20 kg.
Si hanno frequentemente anche frutti partenocarpici che, in genere, sono più piccoli di quelli fertili.

Coltivazione –
Lo chotaduro è una palma che ha grande capacità di adattarsi ad un’ampia gamma di situazioni climatiche ed ecologiche all’interno delle regioni tropicali e subtropicali del continente americano.
Pur tuttavia cresce prevalentemente su terreni ben drenati e preferisce climi con precipitazioni ben distribuite, comprese tra i 2000 e i 5000 mm annuali, e una temperatura media superiore ai 24 °C.
Non tollera, comunque, suoli acquitrinosi e poco drenati e cresce fino a una quota di 800 m s.l.m., anche se in Colombia, nel dipartimento di Cauca, lo si può trovare fino a 1800 m s.l.m.

Usi e Tradizioni –
La Bactris gasipaes è stata una delle palme più importanti dell’America precolombiana. Studi filogenetici sui cloroplasti e sul nucleo del DNA hanno dimostrato la stretta relazione tra le varianti coltivate (Bactris gasipaes Kunth var. gasipaes) e quelle selvatiche (Bactris gasipaes Kunth var. chicagui).
Tutt’oggi i frutti di questa palma rappresentano il principale raccolto per le popolazioni amerinde delle zone tropicali, sia quelle umide che quelle secche.
Inoltre il legno del tronco è usato per la costruzione di archi, frecce e lance.
Coltivata fin dall’epoca precolombiana, questa specie ha assunto più di 300 differenti nomi indigeni, tutti precedenti le invasioni europee.
L’importanza di questa palma, per gli indigeni, fu testimoniata dai primi coloni spagnoli in Costa Rica che, in ordine, davano maggiore valore solamente alle proprie mogli e ai propri figli.
Nei tempi antichi i mesocarpi dei frutti venivano mangiati dopo aver fatto bollire il frutto, oppure la stessa polpa veniva masticata fino a farne una poltiglia, che in seguito era fatta fermentare per uno o due giorni; ad essa si univa poi dell’acqua per ricavarne una bevanda. Se la fermentazione veniva fatta continuare fino a 8 giorni, gli indigeni ne ricavavano una bevanda alcolica che assumevano durante le celebrazioni.
Inoltre i nativi dell’America centromeridionale avevano trovato diversi sistemi per conservare i frutti; tra questi cera l’usanza di cucinarli oppure seccandoli o affumicandoli.
Infine il palmito ricavato dalle parti sommitali del tronco era anch’esso consumato, ma non raggiungeva la stessa importanza dei frutti.
Oggi invece il palmito, soprattutto negli ultimi anni, si è trasformato in un prodotto commerciale di crescente importanza, destinato specialmente ai mercati di nicchia ed usato per scopi alimentari.
I fiori maschili vengono usati come condimento dalle popolazioni indigene; nella medicina tradizionale, inoltre, le radici vengono usate come vermifugo.
Il legno di Bactris gasipaes, un tempo veniva usato dai nativi americani per costruire armi, mentre oggi viene impiegato per realizzare parquet, mobili e lavori d’intaglio.
Un ulteriore utilizzo è quello ornamentale, dove alcuni esemplari privi di spine sono altresì coltivati e commercializzati per tale fine.

Modalità di Preparazione –
La coltivazione di questa palma viene oggi effettuata per la raccolta dei frutti, che possono essere consumati freschi, anche se attorno al pericarpo sono spesso presenti cristalli di calcio ossalato e un inibitore della tripsina, che ne rendono difficile la digestione; per questo motivo i frutti vengono più spesso bolliti per eliminare le sostanze di difficile assunzione. Il composto ottenuto a seguito della bollitura, al quale si aggiungono acqua e zucchero, una volta fatto fermentare per un paio di giorni può diventare una bevanda.
Inoltre il mesocarpo dei frutti costituisce un’ottima fonte di carboidrati e di oli essenziali, oltre che di carotene e di vitamina C (che però viene quasi completamente eliminata durante la cottura).
Dal mesocarpo si può ricavare anche un tipo di farina priva di glutine, che viene messa in commercio su piccola scala in diversi Paesi.
Dai frutti si ricava inoltre un olio usato per fabbricare prodotti cosmetici e sapone. I frutti di seconda scelta sono infine utilizzati per alimentare gli animali d’allevamento.
Infine il palmito viene usato per insalate, zuppe e ripieni, è considerato una buona fonte di fibre dietetiche e contiene in quantità modesta ferro e magnesio.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



[:en]

Bactris gasipaes

The peach palm or chontaduro (Bactris gasipaes Kunth) is an arboreal species belonging to the Arecaceae family.

Systematic –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, the Plantae Kingdom, the Subregion Tracheobionta, the Spermatophyta Super Division, the Magnoliophyta Division, the Liliopsida Class, the Arecales Order, the Arecaceae Family, the Arecoideae Subfamily, the Cocoseae Tribe, the Bactridinae Sub-tribe and therefore to the Bactris species and .
The terms are synonymous:
– Bactris ciliata (Ruiz & Pav.) Mart .;
– Bactris insignis (Mart.) Baill .;
– Bactris speciosa (Mart.) H. Karst .;
– Bactris utilis (Oerst.) Benth. & Hook.f. ex Hemsl .;
– Guilelma chontaduro Triana;
– Guilelma ciliata (Ruiz & Pav.) H. Wendl .;
– Guilelma gasipaes (Kunth) L.H.Bailey;
– Guilelma insignis Mart .;
– Guilelma speciosa Mart .;
– Guilelma utilis Oerst .;
– Ciliate martinezia Ruiz & Pav ..

Etymology –
The term Bactris comes from the Greek βάκτρον báctron cane (for walking and support): because sticks are made with the stem of this small palm tree.
The specific epipet gasipaes comes from the Brazilian vernacular name of this palm.

Geographical Distribution and Habitat –
Bactris gasipaes is a palm tree native to Central and South America that, due to its widespread use, its real origin is still under discussion. The hypotheses on its domestication place this event in the southwestern part of the Amazon, in the Colombian valleys close to the Pacific Ocean or independently in different areas of Central and South America.
Studies carried out by the Global Biodiversity Information Facility (GBIF) have shown that the distribution of this palm goes from Honduras to central Bolivia and the Brazilian state of Pará.
Its habitat is that of well-drained soils, with acid pH and annual rainfall between 2000 and 5000 mm.

Description –
Bactris gasipaes is a palm tree that grows with an erect bearing with a single slender jamb or, more frequently, with several jambs of about 20 cm in diameter grouped together.
The trunks are equipped with rigid perpendicular spines, dark in color and of decreasing length from the base to the top.
When fully ripe, each jamb can reach a height varying between 12 and 20 m.
The roots can extend horizontally up to 4 or 5 m away from the plant; although most of them remain about 20 cm above the ground, the main roots can go up to 2 m deep.
The apical apex of the jambs has from 10 to 30 pinnate leaves, generally without thorns or with small thorns on the sheath, on the petiole or on the ribs.
The petiole measures between 49 and 179 cm, while the rachis can reach a length of 4 m; the number of lateral segments can vary from 180 to 386 elements.
It is a monoecious plant, that is, with male and female flowers on the same plant.
The inflorescences are initially enclosed by two bracts: one external, hard and triangular, which measures about 13 cm wide and one internal, often covered with thorns. In full development the spathe can reach a length from 51 to 126 cm. The peduncle can measure from 10 to 17 cm, while the inflorescence spine reaches 75 cm in length; 25 to 145 fertile secondary rachids (up to 45 cm long) are grafted onto it. The female flowers are irregularly arranged among the male ones and have a yellow or, more rarely, green color and are 3 to 13 mm long and 4 to 12 mm wide; the male flowers are smaller, cream-yellow in color and their six stamens are arranged in pairs on the sides of the corolla.
The fruits are drupes with variable shape and color that varies from yellow to brown or orange, depending on the variety.
The color of the mesocarp is also variable, from cream to orange.
The endocarp, inside which we find the seed, is dark in color and is usually found in the central part of the fruit, with a shape that can be ovoid, elliptical, round or wedge-shaped. This has a length that varies from 1 to 4 12 cm, a width from 1 to 2 cm and a weight that can reach 9 g; it can be found free from or adhering to the mesocarp.
Each inflorescence can also carry over 700 ripe fruits, for a total weight of 20 kg.
Parthenocarpic fruits are also frequently found which are generally smaller than the fertile ones.

Cultivation –
Peach palm is a palm tree that has great ability to adapt to a wide range of climatic and ecological situations within the tropical and subtropical regions of the American continent.
However, it grows mainly on well-drained soils and prefers climates with well distributed rainfall, between 2000 and 5000 mm per year, and an average temperature above 24 ° C.
However, it does not tolerate swampy and poorly drained soils and grows up to an altitude of 800 m a.s.l., although in Colombia, in the Cauca department, it can be found up to 1800 m a.s.l.

Uses and Traditions –
Bactris gasipaes was one of the most important palm trees in pre-Columbian America. Phylogenetic studies on chloroplasts and on the DNA nucleus have shown the close relationship between the cultivated variants (Bactris gasipaes Kunth var. Gasipaes) and the wild ones (Bactris gasipaes Kunth var. Chicagui).
The fruits of this palm still represent the main crop for the Amerindian populations of tropical areas, both wet and dry.
In addition, the wood of the trunk is used for the construction of bows, arrows and spears.
Cultivated since pre-Columbian times, this species has taken on more than 300 different indigenous names, all prior to the European invasions.
The importance of this palm, for the natives, was testified by the first Spanish colonists in Costa Rica who, in order, gave greater value only to their wives and children.
In ancient times the fruit mesocarps were eaten after boiling the fruit, or the pulp itself was chewed to make a pulp, which was then fermented for one or two days; water was then added to it to obtain a drink. If the fermentation was continued for up to 8 days, the natives obtained an alcoholic drink that they took during the celebrations.
In addition, the natives of central and southern America had found several ways to preserve the fruit; among these there was the custom of cooking them or drying them or smoking them.
Finally, the palmito obtained from the top parts of the trunk was also consumed, but did not reach the same importance as the fruits.
Today, however, palmito, especially in recent years, has turned into a commercial product of growing importance, especially intended for niche markets and used for food purposes.
Male flowers are used as a condiment by indigenous peoples; in traditional medicine, moreover, the roots are used as a dewormer.
Bactris gasipaes wood was once used by Native Americans to build weapons, while today it is used to make parquet, furniture and carving.
A further use is the ornamental one, where some specimens without thorns are also cultivated and marketed for this purpose.

Preparation method –
The cultivation of this palm is now carried out for the collection of the fruits, which can be eaten fresh, even if around the pericarp there are often calcium oxalate crystals and a trypsin inhibitor, which make digestion difficult; for this reason the fruits are more often boiled to eliminate substances that are difficult to take. The mixture obtained after boiling, to which water and sugar are added, once fermented for a couple of days can become a drink.
In addition, the mesocarp of the fruits is an excellent source of carbohydrates and essential oils, as well as carotene and vitamin C (which, however, is almost completely eliminated during cooking).
A type of gluten-free flour can also be obtained from the mesocarp, which is marketed on a small scale in various countries.
The fruit also produces an oil used to manufacture cosmetic products and soap. Finally, second-choice fruits are used to feed farm animals.
Finally, palmito is used for salads, soups and fillings, it is considered a good source of dietary fiber and contains modest quantities of iron and magnesium.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Tips and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for information purposes only, they do not in any way represent a medical prescription; therefore, no responsibility is accepted for their use for healing, aesthetic or food purposes.



[:es]

Bactris gasipaes

El pejibaye o chontaduro (Bactris gasipaes Kunth) es una especie arbórea perteneciente a la familia Arecaceae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, el Reino Plantae, la Subregión Tracheobionta, la Súper División Spermatophyta, la División Magnoliophyta, la Clase Liliopsida, la Orden Arecales, la Familia Arecaceae, la Subfamilia Arecoideae, la Tribu Cocoseae, la Subfamilia Bactridinae y, por lo tanto, la Sub-tribu y, por lo tanto, la sub-tribu y la sub-tribu .
Los términos son sinónimos:
– Bactris ciliata (Ruiz & Pav.) Mart.
– Bactris insignis (Mart.) Baill.
– Bactris speciosa (Mart.) H. Karst.
– Bactris utilis (Oerst.) Benth. & Hook.f. ex Hemsl .;
– Guilelma chontaduro Triana;
– Guilelma ciliata (Ruiz y Pav.) H. Wendl.
– Guilelma gasipaes (Kunth) L.H.Bailey;
– Guilelma insignis Mart.
– Guilelma speciosa Mart.
– Guilelma utilis Oerst.
– Ciliate martinezia Ruiz & Pav ..

Etimología –
El término Bactris proviene del griego βάκτρον báctron cane (para caminar y sostenerse): porque los palos se hacen con el tallo de esta pequeña palmera.
El epípeto gasipaes específico proviene del nombre vernáculo brasileño de esta palma.

Distribución geográfica y hábitat –
Bactris gasipaes es una palmera nativa de América Central y del Sur que, debido a su uso generalizado, su origen real aún está en discusión. Las hipótesis sobre su domesticación ubican este evento en la parte suroeste de la Amazonía, en los valles colombianos cerca del Océano Pacífico o de forma independiente en diferentes áreas de América Central y del Sur.
Los estudios realizados por el Fondo Mundial para la Información sobre Biodiversidad (GBIF) han demostrado que la distribución de esta palma va desde Honduras hasta el centro de Bolivia y el estado brasileño de Pará.
Su hábitat es el de suelos bien drenados, con pH ácido y precipitaciones anuales entre 2000 y 5000 mm.

Descripción –
Bactris gasipaes es una palmera que crece con un porte erecto con una sola jamba delgada o, más frecuentemente, con varias jambas de unos 20 cm de diámetro agrupadas.
Los troncos están equipados con espinas perpendiculares rígidas, de color oscuro y de longitud decreciente desde la base hasta la parte superior.
Cuando está completamente maduro, cada jamba puede alcanzar una altura que varía entre 12 y 20 m.
Las raíces pueden extenderse horizontalmente hasta 4 o 5 m de la planta; Aunque la mayoría de ellos permanecen a unos 20 cm del suelo, las raíces principales pueden alcanzar hasta 2 m de profundidad.
El ápice de las jambas tiene de 10 a 30 hojas pinnadas, generalmente sin espinas o con pequeñas espinas en la vaina, en el pecíolo o en las costillas.
El pecíolo mide entre 49 y 179 cm, mientras que el raquis puede alcanzar una longitud de 4 m; El número de segmentos laterales puede variar de 180 a 386 elementos.
Es una planta monoica, es decir, con flores masculinas y femeninas en la misma planta.
Las inflorescencias están inicialmente encerradas por dos brácteas: una externa, dura y triangular, que mide unos 13 cm de ancho y otra interna, a menudo cubierta de espinas. En pleno desarrollo, la espata puede alcanzar una longitud de 51 a 126 cm. El pedúnculo puede medir de 10 a 17 cm, mientras que la columna de inflorescencia alcanza los 75 cm de longitud; Se injertan de 25 a 145 raquidios secundarios fértiles (de hasta 45 cm de largo). Las flores femeninas están dispuestas irregularmente entre las masculinas y tienen un color amarillo o, más raramente, verde y tienen 3 a 13 mm de largo y 4 a 12 mm de ancho; Las flores masculinas son más pequeñas, de color amarillo crema y sus seis estambres están dispuestos en pares a los lados de la corola.
Los frutos son drupas con formas y colores variables que varían de amarillo a marrón o naranja, dependiendo de la variedad.
El color del mesocarpio también es variable, de crema a naranja.
El endocarpio, dentro del cual encontramos la semilla, es de color oscuro y generalmente se encuentra en la parte central de la fruta, con una forma que puede ser ovoide, elíptica, redonda o en forma de cuña. Tiene una longitud que varía de 1 a 4 12 cm, un ancho de 1 a 2 cm y un peso que puede alcanzar los 9 g; Se puede encontrar libre o adherido al mesocarpio.
Cada inflorescencia también puede transportar más de 700 frutas maduras, para un peso total de 20 kg.
También se encuentran con frecuencia frutas partenocárpicas que generalmente son más pequeñas que las fértiles.

Cultivo –
Pejibaye es una palmera que tiene una gran capacidad para adaptarse a una amplia gama de situaciones climáticas y ecológicas dentro de las regiones tropicales y subtropicales del continente americano.
Sin embargo, crece principalmente en suelos bien drenados y prefiere climas con precipitaciones bien distribuidas, entre 2000 y 5000 mm por año, y una temperatura promedio superior a 24 ° C.
Sin embargo, no tolera suelos pantanosos y mal drenados y crece hasta una altitud de 800 m.s.n.m., aunque en Colombia, en el departamento del Cauca, se puede encontrar hasta 1800 m.s.n.m.

Usos y Tradiciones –
Bactris gasipaes fue una de las palmeras más importantes de la América precolombina. Los estudios filogenéticos en cloroplastos y en el núcleo del ADN han demostrado la estrecha relación entre las variantes cultivadas (Bactris gasipaes Kunth var. Gasipaes) y las silvestres (Bactris gasipaes Kunth var. Chicagui).
Incluso hoy, los frutos de esta palma representan el cultivo principal para las poblaciones amerindias de áreas tropicales, tanto húmedas como secas.
Además, la madera del tronco se utiliza para la construcción de arcos, flechas y lanzas.
Cultivada desde la época precolombina, esta especie ha adquirido más de 300 nombres indígenas diferentes, todo antes de las invasiones europeas.
La importancia de esta palma, para los nativos, fue atestiguada por los primeros colonos españoles en Costa Rica que, en orden, dieron mayor valor solo a sus esposas e hijos.
En la antigüedad, los mesocarpos de fruta se comían después de hervir la fruta, o la pulpa misma se masticaba para hacer una pulpa, que luego se fermentaba durante uno o dos días; Luego se le añadió agua para obtener una bebida. Si la fermentación continuaba por hasta 8 días, los nativos obtenían una bebida alcohólica que tomaban durante las celebraciones.
Además, los nativos de América Central y del Sur habían encontrado varias formas de preservar la fruta; entre estos estaba la costumbre de cocinarlos, secarlos o fumarlos.
Finalmente, el palmito obtenido de las partes superiores del tronco también se consumió, pero no alcanzó la misma importancia que los frutos.
Hoy, sin embargo, palmito, especialmente en los últimos años, se ha convertido en un producto comercial de creciente importancia, especialmente destinado a nichos de mercado y utilizado con fines alimentarios.
Las flores masculinas son utilizadas como condimento por los pueblos indígenas; en medicina tradicional, además, las raíces se usan como desparasitantes.
La madera de Bactris gasipaes fue utilizada alguna vez por los nativos americanos para construir armas, mientras que hoy se usa para hacer parquet, muebles y tallados.
Otro uso es el ornamental, donde algunos especímenes sin espinas también se cultivan y comercializan para este propósito.

Método de preparación –
El cultivo de esta palma ahora se lleva a cabo para la recolección de las frutas, que se pueden comer frescas, incluso si alrededor del pericarpio a menudo hay cristales de oxalato de calcio y un inhibidor de la tripsina, lo que dificulta la digestión; Por esta razón, las frutas se hierven con mayor frecuencia para eliminar sustancias que son difíciles de tomar. La mezcla obtenida después de la ebullición, a la que se agrega agua y azúcar, una vez fermentada durante un par de días, puede convertirse en una bebida.
Además, el mesocarpio de la fruta es una excelente fuente de carbohidratos y aceites esenciales, así como caroteno y vitamina C (que, sin embargo, se elimina casi por completo durante la cocción).
También se puede obtener un tipo de harina sin gluten a partir del mesocarpio, que se comercializa a pequeña escala en varios países.
La fruta también produce un aceite utilizado para fabricar productos cosméticos y jabón. Finalmente, las frutas de segunda opción se utilizan para alimentar a los animales de granja.
Finalmente, el palmito se usa para ensaladas, sopas y rellenos, se considera una buena fuente de fibra dietética y contiene cantidades modestas de hierro y magnesio.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se acepta responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.



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