Non ci sarà pace fino a quando …

Non ci sarà pace fino a quando …

La crisi della nostra Civiltà, con le sue emergenze sociali, ambientali, economiche ha origini molto remote ed è necessario un report oggettivo delle condizioni che l’hanno determinata e di una presa di coscienza, senza la quale, ogni atto futuro rischia di divenire inefficace e privo di un corretto discernimento.
Non ci sarà pace fino a quando fonderemo il nostro credo sul dominio e l’assoggettamento della Natura e di altri popoli. Non ci sarà giustizia fino a quando chiameremo progresso l’espansione verso altre terre o l’assoggettamento di altre culture.
Non c’è più tempo per vivere senza pace, non ci sono più vie da percorre con ingiustizia, le abbiamo percorse praticamente tutte. Questo è il tempo delle scuse da parte di uomini e donne verso i propri fratelli. Questo è tempo di riflessione, di silenzio, di richiesta di perdono.
Perdono per la Shoah, operato dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945, che porto allo sterminio di circa 16.000.000 di persone, anziani, donne, uomini, bambini a cui abbiamo non abbiamo dato nemmeno la possibilità di un sogno d’amore.
Perdono agli aborigeni australiani, tra i più crudeli e dimenticati genocidi della storia, contro persone inermi e pacifiche, iniziato nel 1770 e terminato pochi decenni addietro con l’indegna pratica operata dal “civile” Stato della Corona Inglese, di rapire i figli degli aborigeni per deportarli in centri di rieducazione e con lo sterminio del 90% dell’intera popolazione.
Perdono agli Indiani d’America, per opera del civile Popolo del Vecchio Continente, avvenuto dall’arrivo degli europei dal XV secolo e fino alla fine del XIX secolo e che porto allo sterminio, tra varie cause, di circa 100.000.000 di nativi di quelle terre, gesto osannato per decenni da libri, film, telefilm, statue, piazze ecc..
Perdono per il genocidio dei Catari: fatto da alcuni componenti della Chiesa Cattolica nel XIII secolo, dove gli ultimi catari, donne e bambini, furono massacrati per ordine del vicario del Vaticano che ordinò ai soldati: “Uccideteli tutti, poi quando saranno morti, sarà Dio a giudicare se sono eretici o no”.
Perdono per il genocidio del popolo Tutsi del Ruanda: avvenuto solo pochi anni fa, che, secondo le stime, dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vide il massacro sistematico di un numero di persone che arriverebbe ad 1.000.000, genocidio istigato e determinato dal dominio coloniale europeo, prima tedesco e poi belga.

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Perdono per l’olocausto Armeno, ad opera dell’Impero Ottomano, tra il 1915 ed il 1916, con la deportazione e l’uccisione di 1.500.000 milioni di persone, anziani, donne, uomini, bambini.
Perdono per tutti gli altri eccidi, stermini, deportazioni, privazione delle libertà operate soprattutto da quel popolo, che i libri di storia definiscono civiltà occidentale. Civiltà di cosa ed in nome di chi?
Perdono ai nostri figli per aver scritto e consegnato libri di storia prive di verità, fuorviandoli, operando un altro massacro che si chiama amputazione dell’anima, atto tra i peggiori perché non c’è niente, niente di peggio che assistere alla stupida amputazione di un’anima, Perché per quello non c’è protesi!
Perdono per le azioni che adesso, la scientifica e tecnologica Civiltà occidentale sta mettendo in atto. Dopo aver massacrato ed affamato milioni e milioni di innocenti, bruciando terre, rubando storia, sottraendo tutto, adesso ha preparato un piano più sottile: lo sterminio di se stessa.
Solo che non è più uomo contro uomo ma uomo contro Natura. Uccidiamo con pesticidi e veleni tutto ciò che non è oggetto di commercio da far viaggiare nella grande autostrada aperta col genocidio di ogni tempo; l’autostrada del colonialismo liberista.
Assoggettiamo ambienti, rubiamo terre, radiamo foreste, inaridiamo suoli, deturpiamo acque ed aria, massacrando sulla nostra strada esseri non contemplati dai nostri avanzati codici legislativi: insetti, uccelli, animali, pesci, esseri di ogni dimensione e specie.
Non ci sarà pace fino a quando l’umanità non avrà capito il senso del Creato, le Regole della Natura, i Codici della Vita. Non ci sarà pace fino a quando ogni essere umano, al di la degli Idiomi, delle tradizioni e dei Costumi non parli un’unica lingua: quella della Natura.
Oggi, siamo passati ad un livello superiore, dopo aver eliminato ogni “concorrente” scomodo per i fini suddetti, abbiamo dichiarato guerra al Pianeta; oggi non sono solo gli innocenti che abbiamo deportato ed ucciso, gli atti di amore che abbiamo rubato, a chiedere giustizia, è l’intera Vita a farlo.
Ma non una giustizia per la nostra condanna, per la vostra morte. La Vita non punisce: è paziente, è benigna; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.
Prepariamoci ad un tempo in cui sarà la Vita, con la sua Verità, con i suoi codici di carità ad indicarci la strada, dove insidie nuove ed ingannevoli falsità, precederanno, come nelle doglie del parto, una nuova civiltà. Un tempo dove falsità vendute come verità e verità invece nascoste, verranno alla luce. Un tempo non facile ma una Storia certa, quanto è certa la Vita.

Guido Bissanti

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