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Capreolus capreolus

Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) è un mammifero ungulato che appartiene alla famiglia dei Cervidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Mammalia, Ordine Artiodactyla, Sottordine Ruminantia, Famiglia Cervidae, Sottofamiglia Capreolinae e quindi al Genere Capreolus ed alla Specie C. capreolus.
Sono riconosciute le seguenti sottospecie, che hanno distribuzioni geografiche differenti:
– C. capreolus capreolus;
– C. capreolus caucasicus;
– C. capreolus canus;
– C. capreolus italicus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il capriolo è una specie che vive in Europa e Asia. In Europa è distribuito in gran parte nella parte continentale e in Gran Bretagna, mentre è assente in Irlanda e nelle isole del Mediterraneo.
In Italia è presente sulle Alpi e sugli Appennini.
Il suo habitat è quello dei boschi aperti – in cui il sottobosco è fitto – e inframmezzati da radure e zone cespugliose, sia in pianura, anche dove questa è coltivata e pure dove l’agricoltura è intensiva, purché trovi boscaglie dove rifugiarsi. Lo si ritrova anche in collina e in montagna e nelle zone umide.
Sui rilievi alpini è presente, nel periodo estivo, nei pascoli fino a 2400 m s.l.m., mentre in inverno tende a scendere progressivamente di quota con l’aumentare dello spessore della neve. Riesce a svernare anche oltre i 2000 m s.l.m. sfruttando le zone dove la neve viene erosa dal vento o dalle valanghe. Pascola normalmente anche a temperature inferiori a -20 °C.

Descrizione –
Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni, lungo tra 90 e130 cm, con altezza al garrese di la spalla di 70-77 cm e con un peso che può oscillare tra i 20 e i 35 kg e con dimorfismo sessuale, tanto che la Femmina é di dimensioni più ridotte, con un peso che varia dai 18 ai 28 Kg, altezza di 60 – 70 cm e lunghezza non oltre i 105 cm.
Questo cervide assume nel corso dell’anno due mantelli che si alternano con due “mute”:
– una autunno – invernale, di colore tipicamente grigio-bruna, che mette in forte risalto la zona perianale caratterizzata dalla presenza di un area di pelo bianco cangiante detta “specchio”, che è a forma di rene nel maschio e a forma di cuore o tondeggiante nella femmina;
– una primaverile, con sostituzione del pelo invernale con un mantello a colorazione giallo-arancione vivo.
La coda è cortissima, tanto che non emerge dal pelo e nella femmina c’è un ciuffo di peli color crema che ricopre l’apparato genitale, chiamato “falsa coda”.
Il maschio adulto possiede dei piccoli palchi, con tre punte; che cadono ogni anno, da ottobre a dicembre, e ricrescono alla fine dell’inverno. I palchi sono costituiti da tessuto osseo.
Le tre punte dall’anteriore alla posteriore si dicono rispettivamente Oculare, Vertice e Stocco.

Biologia –
Per quanto riguarda il ciclo biologico e la riproduzione del Capreolus capreolus si osserva un periodo degli amori va da metà luglio a fine agosto, dove il maschio si esibisce in una serie di inseguimenti della femmina.
Dopo l’accoppiamento la gestazione dura circa nove mesi e mezzo; l’ovulo, una volta fecondato, si impianta nell’utero materno e rimane quiescente fino a dicembre, quando riprende a svilupparsi. Questa caratteristica viene detta ovoimplantazione differita.
Le femmine così partoriscono in un periodo che va dalla tarda primavera all’inizio dell’estate, con una lunghezza della gestazione che varia in questi due periodi, e mettono alla luce normalmente 1 o 2 piccoli, raramente 3, dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato e che già dopo un’ora muovo i primi passi. Molto spesso, le femmine lasciano il cucciolo nascosto nell’erba alta, mentre loro vagano nei paraggi in cerca di cibo; il manto maculato, con punti chiari, dei cuccioli, peraltro favorisce il mimetismo.
Lo svezzamento dura 3-4 mesi e la maturità sessuale si ha intorno a 12-16 mesi.
Con l’arrivo dell’autunno, poi, anche i maschi si riuniscono ai branchi di femmine e spesso occupano un posto in fondo alla gerarchia.
I giovani raggiungono la maturità sessuale all’età di circa 14 mesi.
Il capriolo può raggiungere un’età di 18 anni.

Ruolo Ecologico –
Il capriolo è un mammifero che in passato il capriolo veniva considerato un animale solitario, sebbene oggi si sappia che ha un comportamento sociale complesso e articolato. Infatti, mentre i maschi conducono per gran parte dell’anno un’esistenza solitaria (anche perché già alla fine dell’inverno tra di loro iniziano le dispute territoriali), le femmine spesso vivono riunite in branchi, composti da 3-7 individui, diretti da una femmina dominante. In tali branchi le gerarchie ed i rapporti sociali sono ben definiti e strutturati.
È molto veloce e vive su altopiani e montagne, sebbene originariamente fosse prevalente nelle pianure ed è un animale molto territoriale.
Il capriolo ha numerosi predatori che minacciano la sua incolumità e soprattutto quella dei suoi piccoli; tra i principali ricordiamo lupi, orsi e linci, oltre che volpi, gatti selvatici, aquile, gufi reali, martore, sciacalli e cinghiali. Inoltre un’altra minaccia è rappresentata dai bracconieri che operano in tutte le stagioni.
Questo animale ha una dieta che lo vede mangiare diverse volte al giorno (8 – 12 volte) ed in estate si nutre anche di notte, con una alimentazione fatta di erbe diverse, corteccia, foglie, germogli di latifoglie, conifere e frutti.
Un tempo, in Italia, questo animale viveva praticamente su tutta la penisola, dalle pianure fino alla media montagna, mentre attualmente lo troviamo su tutto l’arco alpino e in maggior consistenza sulle Alpi centro/orientali, su tutto l’Appennino dal Ligure-Tosco-Emiliano fino al massiccio montuoso della Calabria, grazie anche alle reintroduzioni fatte negli ultimi trent’anni.
Poi durante il XX secolo questa specie diminuì notevolmente a causa della caccia eccessiva e della forte deforestazione della pianura, collina e montagna permessa dalla prima legge forestale italiana (L. 3917/1877). Per fortuna negli ultimi decenni del secolo XX la specie ha ricolonizzato spontaneamente le Alpi e gli Appennini settentrionali, mentre negli Appennini centrali e meridionali si è diffusa grazie a numerose reintroduzioni, soprattutto in Parchi, Riserve e Foreste Demaniali. Inoltre nei primi decenni del XXI secolo si è assistito alla lenta ricolonizzazione dei boschi della Pianura Padana, in particolare di quelli nel Parco del Ticino, ma anche nei recenti rimboschimenti realizzati lungo il Po grazie ai contributi dell’Unione europea.
Inoltre alcuni esemplari della sottospecie tipica sono stati recentemente inseriti all’interno del Parco dei Nebrodi.
Il Capreolus capreolus, nel 2010 contava in Europa almeno 15 milioni di capi adulti non italicus, di cui in Italia almeno 460.000, in aumento e in espansione. Invece per quanto riguarda la sottospecie italicus dell’Appennino centro-meridionale si stimano meno di 10.000 esemplari.
Secondo l’IUCN lo stato di questa specie, nella parte centro-settentrionale del Paese, è in uno stato di conservazione complessivamente soddisfacente ed in progressivo miglioramento, anche se non mancano situazioni locali nelle quali una cattiva gestione tende a mantenere tuttora densità di popolazione assai inferiori a quelle potenziali o ad impedire, attraverso il bracconaggio sistematico, la naturale ricolonizzazione dei territori. Nell’ Italia centro-meridionale il Capriolo versa in uno stato di conservazione estremamente precario (Carnevali et al. 2009).
Per quanto riguarda le necessarie misure di conservazione da attuare, soprattutto nell’ Italia centro-meridionale, risulta prioritaria la messa in atto di azioni tese da una parte a salvaguardare i nuclei autoctoni residui favorendone l’espansione e dall’ altra lo sviluppo di programmi di reintroduzione.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.





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Capreolus capreolus

The European roe deer (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) is a hoofed mammal belonging to the Cervidae family.

Systematic –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Phylum Chordata, Mammalia Class, Artiodactyla Order, Ruminantia Suborder, Cervidae Family, Capreolinae Subfamily and therefore to the Genus Capreolus and to the Species C. capreolus.
The following subspecies are recognized, which have different geographical distributions:
– C. capreolus capreolus;
– C. capreolus caucasicus;
– C. capreolus canus;
– C. capreolus italicus.

Geographical Distribution and Habitat –
Roe deer is a species that lives in Europe and Asia. In Europe it is distributed largely in the continental part and in Great Britain, while it is absent in Ireland and in the Mediterranean islands.
In Italy it is present in the Alps and the Apennines.
Its habitat is that of open woods – where the undergrowth is dense – and interspersed with clearings and bushy areas, both in the plains, also where this is cultivated and also where agriculture is intensive, as long as you find bushes where you can take refuge. It is also found in the hills and mountains and in wetlands.
In the summer, it is present in alpine pastures in pastures up to 2400 m a.s.l., while in winter it tends to progressively drop in altitude with increasing snow thickness. It manages to overwinter even over 2000 m a.s.l. exploiting areas where snow is eroded by the wind or avalanches. It grazes normally even at temperatures below -20 ° C.

Description –
The roe deer is a small deer, between 90 and 130 cm long, with a shoulder height of 70-77 cm and with a weight that can vary between 20 and 35 kg and with sexual dimorphism, so much so that the female is smaller in size, with a weight ranging from 18 to 28 kg, height of 60 – 70 cm and length not more than 105 cm.
During the year, this cervid takes on two coats that alternate with two “mute”:
– an autumn – winter, typically gray-brown in color, which highlights the perianal area characterized by the presence of an area of ​​iridescent white hair called “mirror”, which is kidney-shaped in the male and heart-shaped or rounded in the female;
– a spring, with replacement of the winter coat with a bright orange-yellow coat.
The tail is very short, so much so that it does not emerge from the hair and in the female there is a tuft of cream-colored hair that covers the genital system, called “false tail”.
The adult male has small boxes, with three points; which fall every year, from October to December, and grow back at the end of winter. The stages are made up of bone tissue.
The three points from front to rear are called Ocular, Vertex and Stocco respectively.

Biology –
As regards the biological cycle and the reproduction of Capreolus capreolus, a mating period is observed from mid-July to late August, where the male performs a series of chases of the female.
After mating, the gestation lasts about nine and a half months; once fertilized, the egg is implanted in the maternal uterus and remains dormant until December, when it starts to develop again. This feature is called deferred egg implantation.
The females thus give birth in a period that goes from late spring to early summer, with a gestation length that varies in these two periods, and usually bring to light 1 or 2 small, rarely 3, with the characteristic thickly spotted brown coat and that after an hour I take my first steps. Most often, the females leave the puppy hidden in the tall grass, while they wander around in search of food; the spotted coat, with clear points, of the puppies, however, promotes mimicry.
Weaning lasts 3-4 months and sexual maturity occurs around 12-16 months.
With the arrival of autumn, then, males also gather in the herds of females and often occupy a place at the bottom of the hierarchy.
Young people reach sexual maturity at the age of about 14 months.
The roe deer can reach an age of 18.

Ecological role –
The roe deer is a mammal that in the past the roe deer was considered a solitary animal, although today it is known that it has a complex and articulated social behavior. In fact, while the males lead a solitary existence for most of the year (also because territorial disputes begin between them at the end of winter), the females often live in groups, made up of 3-7 individuals, direct by a dominant female. In these branches the hierarchies and social relationships are well defined and structured.
It is very fast and lives on highlands and mountains, although it was originally prevalent in the plains and is a very territorial animal.
The roe deer has numerous predators that threaten its safety and especially that of its young; the main ones include wolves, bears and lynxes, as well as foxes, wild cats, eagles, eagle owls, martens, jackals and wild boars. In addition, another threat is posed by poachers who operate in all seasons.
This animal has a diet that sees it eat several times a day (8 – 12 times) and in summer it also feeds at night, with a diet made of different herbs, bark, leaves, broad-leaved buds, conifers and fruits.
Once, in Italy, this animal lived practically on the whole peninsula, from the plains to the medium mountains, while currently we find it on the whole alpine arc and in greater consistency on the central / eastern Alps, on the whole Apennines from the Ligurian- Tosco-Emiliano up to the mountainous massif of Calabria, thanks also to the reintroductions made in the last thirty years.
Then during the twentieth century this species decreased considerably due to the excessive hunting and the strong deforestation of the plains, hills and mountains allowed by the first Italian forest law (L. 3917/1877). Fortunately, in the last decades of the twentieth century the species spontaneously recolonized the Alps and the northern Apennines, while in the central and southern Apennines it spread thanks to numerous reintroductions, especially in Parks, Reserves and State Forests. In addition, in the first decades of the 21st century there was a slow recolonization of the Po Valley woods, in particular those in the Ticino Park, but also in the recent reforestation carried out along the Po thanks to the contributions of the European Union.
In addition, some specimens of the typical subspecies have recently been included in the Nebrodi Park.
Capreolus capreolus, in 2010 had at least 15 million non-italicus adult heads in Europe, of which at least 460,000 in Italy, increasing and expanding. Instead, with regard to the Italicus subspecies of the central-southern Apennines, less than 10,000 specimens are estimated.
According to the IUCN, the status of this species, in the central-northern part of the country, is in an overall satisfactory state of conservation and progressively improving, even if there is no lack of local situations in which poor management tends to still maintain a very high population density lower than the potential ones or to prevent, through systematic poaching, the natural recolonization of the territories. In central-southern Italy, roe deer is in an extremely precarious state of conservation (Carnevali et al. 2009).
As regards the necessary conservation measures to be implemented, especially in central and southern Italy, the implementation of actions aimed on the one hand to safeguard the residual indigenous nuclei by promoting their expansion and on the other the development of reintroduction.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guide to the mammals of Europe. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. The great encyclopedia of animals. Gribaudo Editore.





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Capreolus capreolus

El corzo (Capreolus capreolus, Linnaeus, 1758) es un mamífero con pezuña perteneciente a la familia Cervidae.

Sistemático –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Filo Chordata, Clase Mammalia, Orden Artiodactyla, Suborden Ruminantia, Familia Cervidae, Subfamilia Capreolinae y, por lo tanto, al Género Capreolus y a la Especie C. capreolus.
Se reconocen las siguientes subespecies, que tienen diferentes distribuciones geográficas:
– C. capreolus capreolus;
– C. capreolus caucasicus;
– C. capreolus canus;
– C. capreolus italicus.

Distribución geográfica y hábitat –
El corzo es una especie que vive en Europa y Asia. En Europa se distribuye principalmente en la parte continental y en Gran Bretaña, mientras que está ausente en Irlanda y en las islas del Mediterráneo.
En Italia está presente en los Alpes y los Apeninos.
Su hábitat es el de bosques abiertos, donde la maleza es densa, y se intercala con claros y áreas arbustivas, tanto en las llanuras, también donde se cultiva y donde la agricultura es intensiva, siempre que encuentre arbustos donde pueda refugiarse. También se encuentra en las colinas y montañas y en humedales.
En verano, está presente en pastos alpinos en pastos de hasta 2400 m.s.n.m., mientras que en invierno tiende a disminuir gradualmente en altitud con el aumento del espesor de la nieve. Se las arregla para pasar el invierno incluso más de 2000 m.s.n.m. explotando áreas donde la nieve es erosionada por el viento o las avalanchas. Pasta normalmente incluso a temperaturas inferiores a -20 ° C.

Descripción –
El corzo es un pequeño ciervo, de entre 90 y 130 cm de largo, con una altura de los hombros de 70-77 cm a la cruz y con un peso que puede variar entre 20 y 35 kg y con dimorfismo sexual, tanto que la hembra es de menor tamaño, con un peso que oscila entre 18 y 28 kg, una altura de 60 a 70 cm y una longitud de no más de 105 cm.
Durante el año, este cérvido adquiere dos capas que se alternan con dos “mudas”:
– un otoño – invierno, típicamente de color marrón grisáceo, que resalta el área perianal caracterizada por la presencia de un área de pelo blanco iridiscente llamada “espejo”, que tiene forma de riñón en el macho y en forma de corazón o redondeada en la hembra
– una primavera, con reemplazo del abrigo de invierno con un abrigo naranja-amarillo brillante.
La cola es muy corta, tanto que no sale del cabello y en la hembra hay un mechón de cabello color crema que cubre el sistema genital, llamado “cola falsa”.
El macho adulto tiene cajas pequeñas, con tres puntos; que caen todos los años, de octubre a diciembre, y vuelven a crecer al final del invierno. Las etapas están formadas por tejido óseo.
Los tres puntos de adelante hacia atrás se llaman Ocular, Vertex y Stocco respectivamente.

Biología –
En cuanto al ciclo biológico y la reproducción de Capreolus capreolus, se observa un período de apareamiento desde mediados de julio hasta finales de agosto, donde el macho realiza una serie de persecuciones de la hembra.
Después del apareamiento, la gestación dura aproximadamente nueve meses y medio; Una vez fertilizado, el óvulo se implanta en el útero materno y permanece inactivo hasta diciembre, cuando comienza a desarrollarse nuevamente. Esta característica se llama implantación diferida de óvulos.
Las hembras por lo tanto dan a luz en un período que va desde finales de la primavera hasta principios del verano, con una longitud de gestación que varía en estos dos períodos, y normalmente traen a la luz 1 o 2 pequeños, rara vez 3, con el característico pelaje marrón de manchas gruesas y que después de una hora doy mis primeros pasos. Muy a menudo, las hembras dejan al cachorro escondido en la hierba alta, mientras deambulan en busca de comida; Sin embargo, el pelaje manchado, con puntos claros, de los cachorros, promueve la mímica.
El destete dura de 3 a 4 meses y la madurez sexual ocurre alrededor de los 12 a 16 meses.
Con la llegada del otoño, los machos también se reúnen en los rebaños de hembras y, a menudo, ocupan un lugar en la parte inferior de la jerarquía.
Los jóvenes alcanzan la madurez sexual a la edad de aproximadamente 14 meses.
El corzo puede alcanzar la edad de 18 años.

Papel ecológico –
El corzo es un mamífero que en el pasado se consideraba un animal solitario, aunque hoy se sabe que tiene un comportamiento social complejo y articulado. De hecho, mientras que los machos llevan una existencia solitaria durante la mayor parte del año (también porque las disputas territoriales comienzan entre ellos al final del invierno), las hembras a menudo viven en grupos, formados por 3-7 individuos, directamente por una hembra dominante. En estas ramas, las jerarquías y las relaciones sociales están bien definidas y estructuradas.
Es muy rápido y vive en tierras altas y montañas, aunque originalmente prevalecía en las llanuras y es un animal muy territorial.
El corzo tiene numerosos depredadores que amenazan su seguridad y especialmente la de sus crías; los principales incluyen lobos, osos y linces, así como zorros, gatos salvajes, águilas, búhos, martas, chacales y jabalíes. Además, los cazadores furtivos que operan en todas las estaciones plantean otra amenaza.
Este animal tiene una dieta que lo ve comer varias veces al día (8-12 veces) y en verano también se alimenta por la noche, con una dieta hecha de diferentes hierbas, cortezas, hojas, brotes de hoja ancha, coníferas y frutas.
Una vez, en Italia, este animal vivió prácticamente en toda la península, desde las llanuras hasta las montañas medianas, mientras que actualmente lo encontramos en todo el arco alpino y en una mayor consistencia en los Alpes centrales / orientales, en los Apeninos enteros de Liguria. Tosco-Emiliano hasta el macizo montañoso de Calabria, gracias también a las reintroducciones realizadas en los últimos treinta años.
Luego, durante el siglo XX, esta especie disminuyó considerablemente debido a la caza excesiva y la fuerte deforestación de las llanuras, colinas y montañas permitidas por la primera ley forestal italiana (L. 3917/1877). Afortunadamente, en las últimas décadas del siglo XX, la especie recolonó espontáneamente los Alpes y los Apeninos del norte, mientras que en los Apeninos central y meridional se propagó gracias a numerosas reintroducciones, especialmente en parques, reservas y bosques estatales. Además, en las primeras décadas del siglo XXI hubo una lenta recolonización de los bosques del valle del Po, en particular los del Parque Ticino, pero también en la reciente reforestación llevada a cabo a lo largo del Po gracias a las contribuciones de la Unión Europea.
Además, algunos especímenes de la subespecie típica se han incluido recientemente en el Parque Nebrodi.
Capreolus capreolus, en 2010 tenía al menos 15 millones de cabezas adultas sin cursiva en Europa, de las cuales al menos 460,000 en Italia, aumentando y expandiéndose. En cambio, con respecto a la subespecie Italicus de los Apeninos centro-sur, se estiman menos de 10,000 especímenes.
Según la UICN, el estado de esta especie, en la parte centro-norte del país, se encuentra en un estado general de conservación satisfactorio y mejora progresivamente, incluso si no faltan situaciones locales en las que el mal manejo tiende a mantener una densidad de población muy alta. más bajo que los potenciales o para prevenir, a través de la caza furtiva sistemática, la recolonización natural de los territorios. En el centro-sur de Italia, el corzo se encuentra en un estado de conservación extremadamente precario (Carnevali et al. 2009).
En cuanto a las medidas de conservación necesarias que se implementarán, especialmente en el centro y sur de Italia, la implementación de acciones destinadas, por un lado, a salvaguardar los núcleos indígenas residuales mediante la promoción de su expansión y, por otro, el desarrollo de reintroducción.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guía de los mamíferos de Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La gran enciclopedia de animales. Gribaudo Editore.





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