Reichardia picroides

Reichardia picroides

La grattalingua comune o caccialepre (Reichardia picroides (L.) Roth, 1787) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Cichorioideae, Tribù Cichorieae, Sottotribù Sonchinae e quindi al Genere Reichardia ed alla Specie R. picroides.
Il basionimo è Scorzonera picroides L.
Altri sinonimi per questa pianta sono:
– Picridium maritimum Rchb. f., nom. illeg.;
– Picridium picroides (L.) H. Karst.;
– Picridium vulgare Desf., nom. illeg.;
– Reichardia integrifolia Moench, nom. illeg.;
– Hypochaeris hirta Ucria.

Etimologia –
Il termine generico Reichardia è stato dedicato al medico e botanico tedesco Johann Jacob (Jakob) Reichard (1743-1782) di Francoforte.
L’epiteto specifico picroides proviene dal greco èidos = simile a, e Picrís cioè simile al genere Picris, per la somiglianza con alcune specie di questo genere che a sua volta deriva la sua etimologia dal greco Pix-ròs = amaro, acerbo.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La grattalingua comune è una specie mediterranea con presenza continua sul territorio ed abbastanza comune sia in Europa che in Asia e in Africa.
In Italia è una specie abbastanza comune, mentre fuori dall’Italia è presente in alcuni dipartimenti alpini francesi (Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-Maritimes, Drôme, Isère), e nel Massiccio Centrale e Pirenei.
L’habitat è quello delle rupi marittime, incolti aridi, muri e lungo le vie ma anche i campi, le colture e le aree ruderali dove cresce soprattutto su suoli calcarei ma anche calcareo/silicei con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.
La si ritrova dal livello del mare fino ai 1200 m. s.l.m..

Descrizione –
La Reichardia picroides è una pianta erbacea perenne alta 20 – 40 cm, glauca, glabra e generalmente liscia.
La radice è legnosa, allungata e ingrossata che contiene un latice dolciastro, dalla quale si sviluppa una rosetta di foglie basali più o meno lisce, dalla forma variabile : allungate-obovate, oblanceolate, intere o variamente divise in lobi patenti, frastagliate ed increspate, ristrette alla base in un lungo picciolo alato.
Nel periodo primaverile si formano i fusti eretti o prostrato-diffusi, cilindrici-angolosi, semplici o con una o due biforcazioni, e con foglie lanceolate oblunghe, sessili, amplessicauli e intere, le superiori ridotte.
Le infiorescenze sono a racemo con 1 – 5 calatidi portate da lunghi peduncoli monocefali, ingrossati all’apice, con alcune brattee acuminate all’apice, cuoriformi alla base, e scariose al margine, simili a quelle esterne dell’involucro.
L’involucro è globoso – piriforme, più o meno strozzato, con brattee in più serie embriciate, le esterne simili a quelle del peduncolo e le interne più lunghe, lanceolate, tutte scariose al margine.
Ricettacolo nudo (senza pagliette) con fiori gialli, tutti ligulati, gli esterni di norma con una striscia scura, bruna o purpurea nella pagina inferiore.
L’antesi si ha tutto l’anno e l’impollinazione è entomogama.
I frutti sono delle cipsele di 2-3 mm con pappo bianco molle, le esterne scure con 4 coste rugose, le interne più sottili, chiare, sterili e più o meno lisce.

Coltivazione –
La grattalingua comune è una pianta che si riproduce per mezzo di semi a seguito di impollinazione entomogama.
I semi cadendo a terra, dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo, quindi con disseminazione anemocora si disperdono dispersi soprattutto per opera di insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).
Per l’utilizzo di questa pianta si devono raccogliere le foglie tenere della rosetta basale che vanno raccolte tagliandole all’altezza del colletto in modo da permettergli di ricrescere.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta possiede una grande variabilità (soprattutto nella forma e consistenza delle foglie) motivo per cui le sono state attribuite diverse varietà alcune di dubbio valore tassonomico; tra queste ricordiamo:
– Reichardia picroides (L.) Roth var. intermedia (Sch.- Bip.) Fiori: annua con corolle interamente gialle;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. vulgaris Fiori: con foglie basali sottili e con 7-12 lacinie per lato;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. integrifolia (Moench) Kuntze, che rappresenterebbero le subspecie più diffuse;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. maritima (Boiss) Fiori: con foglie tutte pennato partite e lamina carnosa;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. crassifolia Nob.:simile alla precedente ma con le foglie superiori quasi intere;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. cupaniana (Nicotra) Fiori: foglie tutte con lamina intera solo dentata sul bordo;
– Reichardia picroides (L.) Roth var. halophila (Sommier) Fiori: simile alla precedente, ma con foglie carnose.
Questa pianta, per la presenza di alcune sostanze attive (Ricca di Polifenoli) possiede proprietà nutraceutiche: è infatti un’erba diuretica, rinfrescante, depurativa, analgesica, antiscorbutica.
Le foglie fresche tritate applicate sulla parte dolorante alleviano il mal di denti, mal di testa e mialgie.
Le parti utilizzate sono le foglie e le radici. Le foglie di questa pianta sono commestibili (crude in insalata o cotte), così come le radici.

Modalità di Preparazione –
La Reichardia picroides è forse una delle piante spontanee più appetite e ricercate per usi in cucina: le foglie più tenere della rosetta basale consumate crude sono un’ottima insalata da sole o con altre erbe commestibili con le quali vengono anche utilizzate bollite e condite con olio e sale o nella preparazione di torte, minestre, zuppe e sformati.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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