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Nymphaea lotus

Il loto bianco egiziano, conosciuto anche come loto tigre o ninfea bianca egiziana, (Nymphaea lotus L.), è una specie erbacea della famiglia delle Nymphaeaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Magnoliidae, Ordine Nymphaeales, Famiglia Nymphaeaceae e quindi al Genere Nymphaea ed alla Specie N. lotus.

Etimologia –
Il termine Nymphaea proviene dal greco Νυμφἅς Nymphas Ninfa, una divinità minore della mitologia greca custode e animatrice di particolari ambienti naturali, raffigurata come una bellissima giovinetta.
L’epiteto specifico lotus viene dal greco λωτός lotós, mitica pianta, di cui narra Omero nell’Odissea, che aveva la proprietà di far perdere la memoria.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il loto bianco è una pianta che cresce in varie parti dell’Africa orientale e del sud-est asiatico e che in alcune sue varietà è una specie relitta terziaria che si trova nelle acque termali d’Europa, ad esempio il fiume Peţa in Romania o il lago Hévíz in Ungheria.

Descrizione –
Nymphaea lotus è una specie erbacea perenne, galleggiante, con rizoma tuberoso, che cresce fino a 45 cm di altezza, caratterizzata da grandi foglie circolari con margine seghettato che galleggiano sull’acqua.
I fiori si innalzano sopra l’acqua ed hanno un colore bianco e talvolta tinto di rosa.
Il frutto è una bacca piuttosto voluminosa che una volta caduta in acqua finisce sul fondale ove completa il ciclo di maturazione, al termine del quale avviene il rilascio dei numerosi semi in essa contenuti.

Coltivazione –
Il loto bianco va coltivato in zone con acque non profonde e se si vuole mantenere la pianta bassa e compatta evitando la proliferazione delle foglie superficiali occorre di tanto in tanto eliminare le foglie più grandi (le più vecchie) potandole alla base del picciolo, e recidere subito i gambi delle foglie chiaramente destinate alla superficie ogni qualvolta si presentino.
In condizioni di luce scarsa la pianta resta meno compatta e la produzione di foglie destinate alla superficie è assai più precoce e frequente, in quanto la carenza di luce sul fondo spinge maggiormente la pianta alla ricerca della luce superficiale. In pratica in natura, a causa dell’oscuramento del fondale dato dalla proliferazione delle foglie superficiali, la pianta cessa la formazione di fogliame destinato a restare sommerso e produce unicamente fogliame del tipo destinato alla superficie, la pianta in pratica diventa come una galleggiante, ma tenuta ancorata al fondo dal rizoma.
Per la sua crescita bisogna stare attenti ai valori chimico-fisici dell’acquario che deve avere un pH tra 5,5 e 7,2, una temperatura tra 22 e 30 °C e una esposizione luminosa tra media e molto forte.
L’acqua, inoltre, non deve essere troppo mossa, anzi se stagnante è meglio.
Per quanto riguarda la fertilizzazione è una pianta di medie esigenze, una fertilizzazione completa e bilanciata aiuta sicuramente nell’ottenimento di una buona qualità del fogliame sommerso, sia in termini di consistenza che di colorazione, il tutto però va ovviamente relazionato alla quantità di luce offerta ed alla somministrazione di CO2.
Per quanto riguarda la riproduzione la Nymphaea lotus, in natura, si riproduce mediante fioritura e susseguente fruttificazione.
In condizioni ottimali è una pianta molto infestante in grado di riprodursi e moltiplicarsi con sorprendente rapidità. Fioritura e fruttificazione si possono osservare anche in laghetto nel periodo estivo e, seppur meno facilmente, in acquario, soprattutto se trattasi di vasche aperte, grandi e ben illuminate.
Per favorire la sua propagazione si può anche optare per la divisione del rizoma, tagliandolo tra due gemme, seppur risulti questa pratica molto traumatica per la pianta.
Il fusto rizomatoso non va infossato troppo, giusto il minimo necessario affinché si eviti il galleggiamento iniziale della pianta. L’ideale sarebbe appoggiarlo semplicemente al fondo senza interrarlo.

Usi e Tradizioni –
Nell’antichità, questa pianta, soprattutto in Egitto ,era considerata un simbolo della creazione. Nell’antica Grecia, era un simbolo di innocenza e modestia.
Anche per questo motivo gli antichi egizi coltivavano il loto bianco in stagni e paludi.
Questo fiore appare spesso nelle antiche decorazioni egiziane. Credevano che il fiore di loto conferisse loro forza e potenza; resti del fiore sono stati trovati nella tomba di sepoltura di Ramesse II. Le pitture tombali egiziane del 1500 a.C. circa forniscono alcune delle prime prove fisiche di orticoltura ornamentale e progettazione del paesaggio; raffigurano laghetti di loto circondati da file simmetriche di acacie e palme. Nella mitologia egizia Horus veniva occasionalmente mostrato nell’arte come un ragazzo nudo con un dito in bocca seduto su un loto con sua madre. Il loto era uno dei primi due motivi dei capitelli egiziani. Le donne spesso indossavano amuleti durante il parto, che raffigurava Heqet come una rana, seduto in un loto.
Inoltre anche gli antichi egizi estraevano il profumo da questo fiore. Usavano anche il loto bianco nelle ghirlande funerarie, nelle offerte del tempio e nell’ornamento femminile.
Il numero 1.000 in antichi numeri egizi è rappresentato dal simbolo del loto bianco.
Il loto egiziano è il fiore nazionale dell’Egitto ed è anche un elemento della bandiera copta.
La Nymphaea lotus si trova, in natura, negli stagni e predilige acque limpide, calde, tranquille e leggermente acide. Può essere trovata in associazione con altre specie di piante acquatiche come Utricularia stellaris.
Per questo motivo è spesso usata come pianta da acquario d’acqua dolce. Nelle piscine di giardini ornamentali e nella cultura da serra viene coltivata per i suoi fiori, che normalmente non compaiono nelle condizioni che si hanno negli acquari amatoriali.
Per avere le variegature simili alle tigri bisogna coltivare la pianta sotto un’intensa illuminazione.
In alcune parti dell’Africa i rizomi e i tuberi vengono mangiati per l’amido che contengono bolliti, arrostiti o macinati per ottenere una farina dopo l’essiccazione. I frutti giovani vengono talvolta consumati come insalata. I semi si trasformano in un pasto.
I tuberi o i semi sono usati come cibo nei momenti di carestia in India.
Sebbene la pianta contenga un alcaloide chinolizidinico, una nuparina e sostanze chimiche correlate, entrambe descritte, secondo alcune fonti come velenose, inebrianti o prive di effetti, sembra essere stata consumata dall’antichità. Gli effetti degli alcaloidi sarebbero quelli di un afrodisiaco psichedelico, sebbene questi effetti siano più simili a quelli riscontrati nella Nymphaea caerulea, la ninfea blu egiziana.
Gli estratti di cloroformio, acetato di etile e n-butanolo della foglia mostrano la presenza di composti fenolici (flavonoidi, cumarine e tannini), steroli e alcaloidi.
Altri composti includono miricitrina, miricetina 3- (6 ‘‘ – p-cumarilglucoside), miricetina-3’-O- (6 “-p-cumaril) glucoside e due derivati macrociclici epimeri, ninfolide A e B, [6] miricetina- 3-O-ramnoside e penta-O-galloil-beta-D-glucosio.

Modalità di Preparazione –
Il loto bianco egiziano, oltre che come pianta ornamentale, viene utilizzata in alcune zone dell’africa a scopi alimentari; in queste aree vengono utilizzati, dopo cottura, o essiccati per ottenere farine alimentari.
Anche i frutti giovani vengono consumati come insalata, nonché i semi preparati in vari modi.
Inoltre dalle radici si può estrarre un colorante nero utilizzato da tempi remoti come in vari impieghi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Nymphaea lotus

The white Egyptian lotus, also known as tiger lotus or Egyptian white water lily, (Nymphaea lotus L.), is a herbaceous species of the Nymphaeaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Magnoliidae, Order Nymphaeales, Family Nymphaeaceae and then to the Genus Nymphaea and to the Species N. lotus.

Etymology –
The term Nymphaea comes from the Greek Νυμφἅς Nymphas Ninfa, a minor deity of Greek mythology guardian and animator of particular natural environments, depicted as a beautiful young girl.
The specific epithet lotus comes from the Greek λωτός lotós, mythical plant, of which Homer tells in the Odyssey, which had the property of making people lose their memory.

Geographical Distribution and Habitat –
The white Egyptian lotus is a plant that grows in various parts of eastern Africa and south-east Asia and that in some of its varieties is a tertiary relict species found in the thermal waters of Europe, for example the Peţa river in Romania or the Hévíz lake in Hungary.

Description –
Nymphaea lotus is a perennial, floating, herbaceous species with tuberous rhizome, which grows up to 45 cm in height, characterized by large circular leaves with serrated margins floating on the water.
The flowers rise above the water and are white and sometimes dyed pink.
The fruit is a rather voluminous berry which, once fallen into the water, ends up at the bottom where it completes the maturation cycle, at the end of which the numerous seeds contained in it are released.

Cultivation –
The white Egyptian lotus must be grown in areas with shallow waters and if you want to keep the plant low and compact, avoiding the proliferation of superficial leaves, it is necessary from time to time to eliminate the larger leaves (the older ones) by pruning them at the base of the petiole, and to cut immediately the stems of the leaves clearly destined to the surface whenever they occur.
In low light conditions the plant remains less compact and the production of leaves destined for the surface is much earlier and more frequent, as the lack of light on the bottom pushes the plant more towards the search for surface light. In practice, in nature, due to the darkening of the seabed caused by the proliferation of superficial leaves, the plant ceases the formation of foliage destined to remain submerged and produces only foliage of the type intended for the surface, the plant practically becomes like a float, but held at the bottom by the rhizome.
For its growth it is necessary to pay attention to the chemical-physical values ​​of the aquarium which must have a pH between 5.5 and 7.2, a temperature between 22 and 30 ° C and a light exposure between medium and very strong.
Furthermore, water must not be too rough, in fact if it is stagnant it is better.
As far as fertilization is concerned, it is a medium-sized plant, a complete and balanced fertilization certainly helps in obtaining a good quality of the submerged foliage, both in terms of consistency and coloring, but everything must obviously be related to the amount of light offered and to the administration of CO2.
As far as reproduction is concerned, the Nymphaea lotus, in nature, reproduces by flowering and subsequent fruiting.
In optimal conditions it is a very infesting plant able to reproduce and multiply with surprising rapidity. Flowering and fruiting can also be observed in the pond during the summer and, albeit less easily, in the aquarium, especially in the case of open, large and well-lit tanks.
To favor its propagation it is also possible to opt for the division of the rhizome, cutting it between two buds, although this practice is very traumatic for the plant.
The rhizomatous stem should not be sunk too much, just the minimum necessary to avoid the initial floatation of the plant. The ideal would be to simply place it at the bottom without burying it.

Uses and Traditions –
In ancient times, this plant, especially in Egypt, was considered a symbol of creation. In ancient Greece, it was a symbol of innocence and modesty.
Also for this reason the ancient Egyptians cultivated the white lotus in ponds and marshes.
This flower often appears in ancient Egyptian decorations. They believed that the lotus flower gave them strength and power; flower remnants were found in the burial tomb of Ramesses II. The Egyptian tomb paintings of 1500 BC about provide some of the first physical evidence of ornamental horticulture and landscape design; they represent lotus lakes surrounded by symmetrical rows of acacias and palms. In Egyptian mythology Horus was occasionally shown in art as a naked boy with a finger in his mouth sitting on a lotus with his mother. The lotus was one of the first two motifs of Egyptian capitals. Women often wore amulets during childbirth, which depicted Heqet as a frog, sitting in a lotus.
In addition, even the ancient Egyptians extracted the fragrance from this flower. They also used the white lotus in funeral wreaths, temple offerings and female ornamentation.
The number 1,000 in ancient Egyptian numbers is represented by the symbol of the white lotus.
The Egyptian lotus is the national flower of Egypt and is also an element of the Coptic flag.
The Nymphaea lotus is found, in nature, in the ponds and prefers clear, warm, calm and slightly acid waters. It can be found in association with other species of aquatic plants such as Utricularia stellaris.
For this reason it is often used as a freshwater aquarium plant. In the ornamental garden pools and in the greenhouse culture it is cultivated for its flowers, which normally do not appear in the conditions that one has in amateur aquariums.
To have variegations similar to tigers, the plant must be cultivated under intense lighting.
In some parts of Africa the rhizomes and tubers are eaten by starch which contain boiled, roasted or ground to obtain a flour after drying. Young fruits are sometimes consumed as a salad. The seeds turn into a meal.
The tubers or seeds are used as food in times of famine in India.
Although the plant contains a quinolizidine alkaloid, a nuparin and related chemical substances, both described, according to some sources as poisonous, intoxicating or without effects, seems to have been consumed since antiquity. The effects of the alkaloids would be those of a psychedelic aphrodisiac, although these effects are more similar to those found in Nymphaea caerulea, the Egyptian blue water lily.
Chloroform, ethyl acetate and n-butanol leaf extracts show the presence of phenolic compounds (flavonoids, coumarins and tannins), sterols and alkaloids.
Other compounds include myricitrin, myricetin 3- (6 ” – p-cumarilglucoside), myricetin-3′-O- (6 “-p-cumaryl) glucoside and two macrocyclic epimeric derivatives, nympholide A and B, [6] myricetin- 3-O-ramnoside and penta-O-galloyl-beta-D-glucose.

Preparation Mode –
The Egyptian white lotus, as well as an ornamental plant, is used in some areas of Africa for food purposes; in these areas they are used, after cooking, or dried to obtain alimentary flours.
Even the young fruits are consumed as a salad, as well as the seeds prepared in various ways.
Moreover from the roots a black dye can be extracted used from remote times as in various uses.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Nymphaea lotus

El nenúfar blanco egipcio, también conocido como loto tigre o lirio de agua blanca egipcio (Nymphaea lotus L.), es una especie herbácea de la familia Nymphaeaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Magnoliidae, Order Nymphaeales, Family Nymphaeaceae y luego al Genus Nymphaea y Species N. lotus.

Etimología –
El término Nymphaea proviene del griego Νυμφἅς Nymphas Ninfa, una deidad menor de la mitología griega, guardiana y animadora de entornos naturales particulares, representada como una hermosa joven.
El epíteto específico del loto proviene del griego λωτός lotós, planta mítica, de la que Homero cuenta en la Odisea, que tenía la propiedad de hacer que la gente perdiera la memoria.

Distribución geográfica y hábitat –
El nenúfar blanco egipcio es una planta que crece en varias partes del este de África y el sudeste de Asia y que en algunas de sus variedades es una especie relicta terciaria que se encuentra en las aguas termales de Europa, por ejemplo, el río Peţa en Rumania o El lago Hévíz en Hungría.

Descripción –
Nymphaea lotus es una especie herbácea perenne, flotante, con rizoma tuberoso, que crece hasta 45 cm de altura, caracterizada por grandes hojas circulares con márgenes dentados que flotan en el agua.
Las flores se elevan sobre el agua y son blancas y a veces teñidas de rosa.
El fruto es una baya bastante voluminosa que, una vez que cae al agua, termina en el fondo donde completa el ciclo de maduración, al final del cual se liberan las numerosas semillas que contiene.

Cultivo –
El nenúfar blanco egipcio debe cultivarse en áreas con aguas poco profundas y si desea mantener la planta baja y compacta, evitando la proliferación de hojas superficiales, de vez en cuando es necesario eliminar las hojas más grandes (las más viejas) podandolas en la base del pecíolo y cortando inmediatamente los tallos de las hojas claramente destinados a la superficie cada vez que ocurren.
En condiciones de poca luz, la planta permanece menos compacta y la producción de hojas destinadas a la superficie es mucho más temprana y más frecuente, ya que la falta de luz en el fondo empuja a la planta más hacia la búsqueda de luz superficial. En la práctica, en la naturaleza, debido al oscurecimiento del fondo marino causado por la proliferación de hojas superficiales, la planta deja de formar follaje destinado a permanecer sumergido y produce solo follaje del tipo destinado a la superficie, la planta prácticamente se vuelve como un flotador, pero sostenido en la parte inferior por el rizoma.
Para su crecimiento es necesario prestar atención a los valores físico-químicos del acuario que deben tener un pH entre 5.5 y 7.2, una temperatura entre 22 y 30 ° C y una exposición a la luz entre media y muy fuerte.
Además, el agua no debe ser demasiado agitada, de hecho, si está estancada, es mejor.
En cuanto a la fertilización, es una planta de tamaño mediano, una fertilización completa y equilibrada ciertamente ayuda a obtener una buena calidad del follaje sumergido, tanto en términos de consistencia como de coloración, pero obviamente todo debe estar relacionado con la cantidad de luz ofrecida. y a la administración de CO2.
En cuanto a la reproducción, el loto Nymphaea, en la naturaleza, se reproduce por floración y fructificación posterior.
En condiciones óptimas, es una planta muy infestante capaz de reproducirse y multiplicarse con sorprendente rapidez. La floración y la fructificación también se pueden observar en el estanque durante el verano y, aunque con menos facilidad, en el acuario, especialmente en el caso de tanques abiertos, grandes y bien iluminados.
Para favorecer su propagación, también es posible optar por la división del rizoma, cortándolo entre dos yemas, aunque esta práctica es muy traumática para la planta.
El tallo rizomatoso no debe hundirse demasiado, solo el mínimo necesario para evitar la flotación inicial de la planta. Lo ideal sería simplemente colocarlo en la parte inferior sin enterrarlo.

Usos y Tradiciones –
En la antigüedad, esta planta, especialmente en Egipto, se consideraba un símbolo de la creación. En la antigua Grecia, era un símbolo de inocencia y modestia.
También por esta razón, los antiguos egipcios cultivaban el loto blanco en estanques y pantanos.
Esta flor a menudo aparece en decoraciones egipcias antiguas. Creían que la flor de loto les daba fuerza y ​​poder; Se encontraron restos de flores en la tumba funeraria de Ramsés II. Las pinturas de tumbas egipcias del 1500 a. C. sobre proporcionar algunas de las primeras pruebas físicas de la horticultura ornamental y el diseño del paisaje; representan lagos de loto rodeados de hileras simétricas de acacias y palmeras. En la mitología egipcia, Horus se mostraba ocasionalmente en el arte como un niño desnudo con un dedo en la boca sentado en un loto con su madre. El loto fue uno de los dos primeros motivos de las capitales egipcias. Las mujeres a menudo usaban amuletos durante el parto, que representaba a Heqet como una rana, sentada en un loto.
Además, incluso los antiguos egipcios extrajeron la fragancia de esta flor. También usaron el loto blanco en coronas funerarias, ofrendas de templos y ornamentación femenina.
El número 1,000 en números egipcios antiguos está representado por el símbolo del loto blanco.
El loto egipcio es la flor nacional de Egipto y también es un elemento de la bandera copta.
El loto Nymphaea se encuentra, en la naturaleza, en los estanques y prefiere aguas claras, cálidas, tranquilas y ligeramente ácidas. Se puede encontrar en asociación con otras especies de plantas acuáticas como Utricularia stellaris.
Por esta razón, a menudo se usa como planta de acuario de agua dulce. En las piscinas de jardines ornamentales y en el cultivo en invernadero se cultiva por sus flores, que normalmente no aparecen en las condiciones que uno tiene en los acuarios de aficionados.
Para tener variedades similares a los tigres, la planta debe ser cultivada bajo iluminación intensa.
En algunas partes de África, los rizomas y los tubérculos se comen con almidón que contiene agua hervida, asada o molida para obtener una harina después del secado. Las frutas jóvenes a veces se consumen como ensalada. Las semillas se convierten en una comida.
Los tubérculos o semillas se usan como alimento en tiempos de hambruna en la India.
Aunque la planta contiene un alcaloide quinolizidina, una nuparina y sustancias químicas relacionadas, ambas descritas, según algunas fuentes, como venenosas, intoxicantes o sin efectos, parecen haberse consumido desde la antigüedad. Los efectos de los alcaloides serían los de un afrodisíaco psicodélico, aunque estos efectos son más similares a los encontrados en Nymphaea caerulea, el lirio de agua azul egipcio.
Los extractos de hojas de cloroformo, acetato de etilo y n-butanol muestran la presencia de compuestos fenólicos (flavonoides, cumarinas y taninos), esteroles y alcaloides.
Otros compuestos incluyen miricitrina, miricetina 3- (6 ” – p-cumarilglucósido), miricetina-3′-O- (6 “-p-cumaryl) glucósido y dos derivados epiméricos macrocíclicos, nympholide A y B, [6] miricetina- 3-O-ramnosido y penta-O-galloyl-beta-D-glucosa.

Modo de preparación –
El nenúfar blanco egipcio, así como una planta ornamental, se usa en algunas áreas de África con fines alimenticios; en estas áreas se usan, después de cocinar, o se secan para obtener harinas alimenticias.
Incluso las frutas jóvenes se consumen como ensalada, así como las semillas preparadas de varias maneras.
Además, de las raíces se puede extraer un tinte negro utilizado desde tiempos remotos como en varios usos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.




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