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Cervus elaphus

Il cervo nobile o cervo reale o, ancora, cervo rosso o cervo europeo (Cervus elaphus Linnaeus, 1758) è un mammifero della famiglia dei Cervidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine Laurasiatheria, Ordine Artiodactyla, Sottordine Ruminantia, Infraordine Pecora, Famiglia Cervidae, Sottofamiglia Cervinae e quindi al Genere Cervus ed alla Specie C. elaphus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il cervo nobile è un mammifero che occupa un vastissimo areale che va dall’ Europa e Nordafrica fino ad Asia centrale, Siberia, Estremo Oriente e Nord America.
Il suo habitat originario è costituito dalle zone boschive con presenza di radure o aree di boscaglia poco fitta, generalmente in ambiente pianeggiante o a basse altitudini: successivamente la specie si è sospinta in aree montuose od impervie per sfuggire alla pressione demografica e venatoria dell’uomo. A seguito poi di reintroduzione questa specie si è adattata brillantemente in ambienti diversi come la brughiera e a foresta di conifere.
Era diffuso in passato anche in gran parte di Canada e Stati Uniti ma la sua popolazione è andata diminuendo è oggi si incontra solo nelle regioni occidentali del Nord America, con piccole popolazioni reintrodotte in altre aree del continente.
In Europa anche se assente dalle regioni settentrionali della Fennoscandia e dalla Russia europea è presente anche su un certo numero di isole, comprese le Isole Britanniche e la Sardegna. Risulta estinto in Albania.
È stato reintrodotto in alcune regioni come in Grecia, in Portogallo ed in Spagna.
Il cervo nobile popola territori che vanno dal livello del mare fino ad oltre la limite degli alberi (2500 m ca) sulle Alpi. In tutto il suo areale, però, il cervo nobile ha distribuzione frammentata.
Nel continente africano è presente nelle regioni nord-orientali dell’Algeria e in Tunisia. Nel Vicino e nel Medio Oriente è diffusa in Turchia, nelle regioni settentrionali dell’Iran e in Iraq, ma è estinta in Israele, Giordania, Libano e Siria. In Asia centrale, si trova in Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan (dove però si è estinta), Uzbekistan, Afghanistan settentrionale, India settentrionale (Valle del Kashmir) e Pakistan settentrionale (dove però giunge solo occasionalmente); altrove, nel continente asiatico, il cervo nobile vive in Siberia, Mongolia e Cina occidentale e settentrionale. In Mongolia, popola le catene montuose di Hövsgöl, Hangai, Hentii, Ikh Hyangan, Mongol-Altai e Govi Altai, ma è stato reintrodotto anche sulle colline del sud-est del Paese. In Cina, è diffuso in Gansu, Mongolia Interna, Jilin, Liaoning, Manciuria, Ninxia, Shaanxi, Shanxi, Sichuan e nelle regioni orientali del Tibet, Qinghai compreso. Abita anche in Corea e nella regione dell’Ussuri, in Russia.
Questa specie è stata, inoltre, introdotta in Australia, Nuova Zelanda, Cile, Perù ed Argentina, dove si è adattata in maniera eccellente, divenendo però in alcuni casi dannosa, tanto che è stata inserita nell’elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo (per i territori extraeuropei).

Descrizione –
Il Cervus elaphus è un mammifero di corporatura potente, con il maschio che può pesare dai 100 ai 300 Kg per un altezza al garrese dai 105 ai 140 cm ed una lunghezza dai 185 ad oltre i 220 cm; la Femmina é di dimensioni più ridotte, il peso può variare dai 70 ai 130 Kg, l’altezza dai 95 ai 110 cm e la lunghezza da 150 ad oltre 180 cm.
Durante il corso dell’anno questo animale assume due mantelli o “mute”:
– una autunnale/invernale, che va da ottobre, di colore tipicamente fulvo tendente al grigiastro, presenza di lunga e folta criniera alla giogaia nei Maschi, e di peli bianchi dello specchio anale sia nei Maschi che nelle Femmine;
– una primaverile, che va da Aprile, con sostituzione del pelo invernale con mantello rosso-fulvo.
E’ caratteristico il mantello giovanile marrone scuro pomellato lungo i fianchi che si mantiene per circa due mesi.
Solo il maschio porta il palco ed é costituito da due stanghe dalle quali si diramano due, tre o più punte in relazione allo sviluppo e all’età dell’animale. Il trofeo ramificato cade e ricresce annualmente.
In Italia sono presenti due sottospecie di cervo nobile:
– la sottospecie elaphus, originariamente diffusa in Italia, si era progressivamente ridotta, fino a rimanere, probabilmente, soltanto nella provincia di Ferrara (bosco della Mesola). È stata in seguito reintrodotta ed è migrata spontaneamente in un areale piuttosto esteso: nell’arco alpino la specie è diffusa praticamente da Cuneo ad Udine, dove nel Triveneto ed in Lombardia essa è costantemente migrata spontaneamente dai Paesi confinanti, mentre in Piemonte e Valle d’Aosta si è ricorso ad introduzioni mirate con esemplari provenienti dalla Francia;
– lungo l’Appennino, invece, sono presenti popolazioni distinte di cervo nobile: nell’Appennino tosco-emiliano, lungo la parte alta della Val Tiberina, nel Parco nazionale della Maiella, nel Parco nazionale d’Abruzzo, nel Parco nazionale del Pollino e in quello del Cilento. Altri gruppi consistenti, anch’essi del tutto artificiali, sono presenti in grandi aree boschive recintate, come Castelporziano e il Parco naturale La Mandria;
– la sottospecie corsicanus è invece endemica della Sardegna e della Corsica, dove vive con varie popolazioni isolate.

Biologia –
Il cervo nobile deve il suo nome al portamento “altezzoso” dal collo eretto e la camminata elegante.
Questo mammifero si muove con molta leggerezza ed eleganza all’interno dei boschi, anche più fitti, ed in altri ambienti disparati.
Si muovo con velocità sia nel trotto che nel galoppo, tanto che in piena corsa può raggiungere e superare i 60 km/h e, nel salto, può raggiungere in altezza anche i 2 m e più del doppio in lunghezza.
Sia i maschi che le femmine vivono in gruppi monosessuali, con queste ultime che portano con sé anche i cuccioli non ancora indipendenti. Nell’ambito dei gruppi, solitamente vi sono sempre un paio di esemplari che fanno da sentinelle mentre il resto del branco si nutre.
Durante l’estate, i cervi tendono a migrare ad altitudini maggiori, raggiungendo le praterie in quota, dove il cibo è presente in maggiori quantità.
All’inizio dell’autunno, precisamente da metà settembre a metà ottobre, inizia la stagione degli amori. In questo periodo i maschi si separano dai gruppi e iniziano a sfidarsi tramite bramiti per rivendicare il possesso delle femmine su altri pretendenti. Avrà la meglio chi riesce ad intimorire, con il suo verso, gli altri cervi. La forza e la potenza del bramito dipendono dalla stazza dell’animale e dalle sue condizioni di vita.
Le lotte tra i maschi sono rare: infatti, prima di passare alle armi i contendenti si sfidano “a voce”. Il potente bramito del cervo (una via di mezzo fra un muggito bovino ed un ruggito) serve appunto ai rivali per capire chi hanno di fronte: solo quando le capacità vocali si equivalgono i maschi si affrontano in campo aperto, ma anche a questo punto, prima di combattere, mettono in atto una serie di comportamenti rituali, ad esempio cominciano a marciare avanti e indietro lungo linee parallele per osservare le dimensioni delle corna e la robustezza dell’avversario.
Arrivati poi in inverno i palchi vengono persi e i maschi si ritirano nella fitta boscaglia allontanandosi dalle femmine.
L’epoca di riproduzione va da metà settembre a metà ottobre e la gestazione dura 231-234 giorni. La femmina partorisce un cucciolo che muove i primi passi entro due ore.
Il cerbiatto resta nascosto nel fitto dei cespugli (dove la madre lo raggiunge solo per la poppata) per un paio di settimane, dopodiché esso è in grado di seguire il gruppo delle altre femmine con cuccioli nei suoi spostamenti: a due mesi i cerbiatti vengono svezzati, ma non si allontaneranno dalle madri prima di aver compiuto un anno d’età, ossia quando i maschi adulti li scacceranno per potersi accoppiare con le femmine. Sebbene la maturità sessuale venga raggiunta dai cervi verso il secondo anno di età, essi sono in grado di procreare solo alla fine del terzo anno.
La maturità sessuale si ha verso 12-16 mesi.
Il Cervus elaphus ha una longevità che in cattività supera anche i 20 anni.

Ruolo Ecologico –
Il cervo ha esigenze alimentari che configurano questo animale come un tipico pascolatore opportunista di tipo intermedio ovvero un animale tendenzialmente poco selettore nella scelta del cibo ma capace di modificare atteggiamento sia in funzione della disponibilità alimentare sia in funzione delle esigenze metaboliche relative ai diversi periodi annuali.
La ricerca del cibo viene effettuata di solito nelle ore notturne: in primavera gli animali divorano le erbe fresche e tenere, i germogli, le foglie novelle e i ramoscelli. Durante l’estate vengono invece preferiti il grano maturo, l’avena, le carote e le barbabietole succose. L’inverno è certamente per questi animali la più dura stagione dell’anno, poiché il terreno si ricopre di una coltre di neve, il suolo non produce più erba, e i rami non danno più foglie; i cervi, allora, si nutrono delle cortecce, degli arbusti secchi e delle radici scavate a colpi di zoccolo.
Il cervo può essere predato, quando è allo stadio di cucciolo, da molti animali. Tra questi ricordiamo: l’orso bruno, la lince, la volpe, l’aquila reale, il gufo reale, lo sciacallo dorato e persino il cinghiale. I suoi più temibili predatori (capaci di uccidere anche gli adulti) sono il lupo in Europa, la tigre in Russia e il leopardo in Nord Africa.
Soprattutto nei tempi passati il cervo è stato un’importante fonte di cibo per l’uomo: già nelle pitture rupestri risalenti al Paleolitico si possono infatti trovare abbondanti raffigurazioni di questi animali, solitamente in veste di preda o come entità spirituali.
In Italia esistono diversi allevamenti soprattutto in Toscana come in altre regioni d’Italia ad esempio il Trentino, l’Emilia-Romagna e le Marche dove vicino ad Osimo nel parco di Santa Paolina convive un piccolo gruppo con daini e mufloni.
In Italia, viene cacciato tramite la modalità della caccia di selezione, in base alla Legge 157 dell’11 febbraio 1992 e che prevede, in caso di trasgressione, l’arresto da 3 mesi a un anno ed un’ammenda da 1.032 euro a 6.195 euro, oltre che la revoca della licenza di caccia e il divieto del suo rilascio per 10 anni, divieto che diventa permanente in caso di recidiva. Il numero di esemplari cacciabili viene stabilito da ogni comprensorio alpino di caccia tramite la stesura di un piano di prelievo, costituito secondo le leggi regionali e le disposizioni provinciali in vigore e sulla base dei censimenti locali.
In Italia, la popolazione peninsulare del cervo, diffusa originariamente su tutto il territorio, ha iniziato un lento e progressivo declino a partire dal XVII secolo.
Questo fenomeno è stato determinato dalla pressione venatoria e dell’espansione degli insediamenti umani a danno degli ecosistemi boschivi, fino a quando non ne rimase che una misera popolazione relitta nel sopracitato Gran Bosco della Mesola, oltre a segnalazioni sporadiche di gruppetti provenienti dalla Svizzera in provincia di Sondrio: in seguito tali migrazioni da oltreconfine divennero sempre più numerose e consistenti, al punto che la specie si è ristabilita con successo in tutto l’arco alpino centro-orientale ed è soggetta anche a prelievo venatorio autorizzato, mentre per quanto riguarda le altre popolazioni si tratta di individui introdotti a partire da popolazioni francesi e tedesche durante gli anni sessanta.
Oggi la popolazione del cervo nobile è in crescita (tanto da dover fare abbattimenti selettivi in certi casi) e si prospettano future campagne di reintroduzione anche in altre aree idonee ad ospitare popolazioni stabili di questi animali.
Per quanto riguarda la popolazione sardo-corsa questa sparì dalla parte settentrionale della Sardegna nei primi anni del secondo dopoguerra: a partire dagli anni ottanta, le varie campagne di sensibilizzazione della popolazione hanno permesso di aumentare il numero di esemplari ed espandere l’areale della specie, che conta oggi oltre 4.000 capi.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guida dei mammiferi d’Europa. Franco Muzzio Editore.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La grande enciclopedia degli animali. Gribaudo Editore.





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Cervus elaphus

The red deer (Cervus elaphus Linnaeus, 1758) is a mammal of the Cervidae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Superorder Laurasiatheria, Order Artiodactyla, Suborder Ruminantia, Infraorder Sheep, Family Cervidae, Subfamily Cervinae and therefore to the genus Cervus and to the species C. elaphus.

Geographical Distribution and Habitat –
The red deer is a mammal that occupies a vast area that goes from Europe and North Africa to Central Asia, Siberia, the Far East and North America.
Its original habitat is constituted by the wooded areas with clearings or areas of little thick bush, generally in a flat environment or at low altitudes: subsequently the species is pushed into mountainous or inaccessible areas to escape the demographic and hunting pressure of man. Following reintroduction this species has brilliantly adapted to different environments such as the moor and coniferous forest.
In the past it was also widespread in most of Canada and the United States but its population has been declining and today it is only encountered in the western regions of North America, with small populations reintroduced in other areas of the continent.
In Europe, although absent from the northern regions of Fennoscandia and European Russia, it is also present on a number of islands, including the British Isles and Sardinia. It is extinct in Albania.
It has been reintroduced in some regions such as Greece, Portugal and Spain.
The red deer populates territories ranging from sea level up to over the trees (about 2500 m) in the Alps. However, throughout its range, the red deer has a fragmented distribution.
In the African continent it is present in the north-eastern regions of Algeria and in Tunisia. In the Near and Middle East it is widespread in Turkey, in the northern regions of Iran and in Iraq, but is extinct in Israel, Jordan, Lebanon and Syria. In Central Asia, it is found in Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan (where it has become extinct), Uzbekistan, northern Afghanistan, northern India (Kashmir Valley) and northern Pakistan (where, however, it comes only occasionally); elsewhere, on the Asian continent, the noble deer lives in Siberia, Mongolia and western and northern China. In Mongolia, it populates the mountain ranges of Hövsgöl, Hangai, Hentii, Ikh Hyangan, Mongol-Altai and Govi ​​Altai, but it has also been reintroduced in the hills of the south-east of the country. In China, it is widespread in Gansu, Inner Mongolia, Jilin, Liaoning, Manchuria, Ninxia, ​​Shaanxi, Shanxi, Sichuan and in the eastern regions of Tibet, including Qinghai. He also lives in Korea and in the Ussuri region, in Russia.
This species has also been introduced in Australia, New Zealand, Chile, Peru and Argentina, where it has adapted excellently, becoming in some cases harmful, to the extent that it has been included in the list of the 100 most invasive species harmful to the world (for non-European territories).

Description –
The Cervus elaphus is a mammal of powerful build, with the male that can weigh from 100 to 300 Kg for a height at the withers from 105 to 140 cm and a length from 185 to over 220 cm; the Female is smaller, the weight can vary from 70 to 130 kg, the height from 95 to 110 cm and the length from 150 to over 180 cm.
During the course of the year this animal takes on two cloaks or “mute”:
– an autumn / winter one, which goes from October, typically tawny to grayish, with a long and thick mane to the giogaia in the Males, and white hairs from the anal mirror in both Males and Females;
– a spring, which goes from April, with replacement of the winter coat with red-tawny coat.
The dark brown youthful coat that is spotted along the sides is characteristic for a period of two months.
Only the male carries the stage and consists of two poles from which two, three or more spikes branch out in relation to the development and age of the animal. The branched trophy falls and grows again annually.
In Italy there are two subspecies of noble deer:
– the subspecies elaphus, originally widespread in Italy, had progressively reduced, probably remaining only in the province of Ferrara (Mesola wood). It was later reintroduced and spontaneously migrated to a fairly large area: in the Alpine arc the species is practically spread from Cuneo to Udine, where in the Triveneto and Lombardy regions it has constantly migrated spontaneously from neighboring countries, while in Piedmont and Valle d ‘Aosta has resorted to targeted introductions with specimens from France;
– along the Apennines, instead, there are distinct populations of noble deer: in the Tuscan-Emilian Apennines, along the upper part of the Tiber Valley, in the Maiella National Park, in the Abruzzo National Park, in the Pollino National Park and in the Cilento area. Other large groups, also entirely artificial, are present in large fenced wooded areas, such as Castelporziano and the La Mandria Natural Park;
– the corsicanus subspecies is instead endemic to Sardinia and Corsica, where it lives with various isolated populations.

Biology –
The red deer owes its name to the “haughty” habit with an erect neck and elegant walking.
This mammal moves with great lightness and elegance inside the woods, even more thickly, and in other disparate environments.
It moves with speed both in the trot and in the gallop, so much so that in full run it can reach and exceed 60 km / h and, in the jump, it can reach in height even 2 m and more than double in length.
Both males and females live in monosexual groups, with the latter bringing even unrelated puppies with them. Within the groups, usually there are always a couple of specimens that act as sentinels while the rest of the pack feeds.
During the summer, deer tend to migrate to higher altitudes, reaching the grasslands at high altitude, where food is present in greater quantities.
At the beginning of autumn, precisely from mid-September to mid-October, the mating season begins. In this period the males separate from the groups and begin to challenge each other through bramiti to claim the possession of the females on other suitors. Those who succeed in intimidating the other deer with their sound will prevail. The strength and power of the roar depends on the size of the animal and its living conditions.
The struggles between the males are rare: in fact, before turning to arms the contenders challenge each other “by voice”. The powerful roar of the deer (a cross between a cow bellow and a roar) serves precisely to rivals to understand who they face: only when the vocal abilities are equal do males face each other in the open field, but also at this point, before fighting, they carry out a series of ritual behaviors, for example they start marching back and forth along parallel lines to observe the size of the horns and the strength of the opponent.
Then, in winter, the boxes are lost and the males retreat into the thick bush away from the females.
The period of reproduction is from mid-September to mid-October and gestation lasts 231-234 days. The female gives birth to a puppy that takes its first steps within two hours.
The fawn remains hidden in the thick of the bushes (where the mother reaches him only for feeding) for a couple of weeks, after which it is able to follow the group of other females with cubs in its movements: at two months the fawns are weaned , but they will not turn away from their mothers before having reached one year of age, that is when adult males will drive them away in order to mate with females. Although sexual maturity is reached by the deer in the second year of age, they are able to procreate only at the end of the third year.
Sexual maturity is around 12-16 months.
The Cervus elaphus has a longevity that in captivity exceeds even 20 years.

Ecological Role –
The red deer has dietary requirements that configure this animal as a typical opportunistic middle-type grazer or an animal that tends to be little selector in the choice of food but capable of changing its attitude both according to food availability and according to the metabolic needs of the different annual periods.
The search for food is usually carried out at night: in the spring the animals devour the fresh and tender herbs, the buds, the new leaves and the twigs. During the summer, instead, ripe wheat, oats, carrots and juicy beets are preferred. Winter is certainly the hardest season of the year for these animals, as the ground is covered with a blanket of snow, the soil no longer produces grass, and the branches no longer give leaves; the deer, then, feed on barks, dry shrubs and roots hollowed out with hooves.
The red deer can be preyed upon by many animals when it is at the puppy stage. Among these we remember: the brown bear, the lynx, the fox, the golden eagle, the eagle owl, the golden jackal and even the wild boar. His most feared predators (capable of killing even adults) are the wolf in Europe, the tiger in Russia and the leopard in North Africa.
Especially in the past the deer has been an important source of food for humans: already in the rock paintings dating back to the Paleolithic can in fact be found abundant depictions of these animals, usually as prey or as spiritual entities.
In Italy there are several farms mainly in Tuscany as in other regions of Italy, for example Trentino, Emilia-Romagna and Marche where a small group of deer and mouflon coexists near Osimo in the Santa Paolina park.
In Italy, it is hunted by means of the selection hunt, according to Law 157 of 11 February 1992 and which provides, in the event of transgression, arrest from 3 months to a year and a fine from 1,032 euros to 6,195 euro, as well as the revocation of the hunting license and the prohibition of its release for 10 years, a ban that becomes permanent in case of recurrence. The number of hunted specimens is established by each alpine hunting area through the drawing up of a sampling plan, established according to the regional laws and the provincial dispositions in force and on the basis of local censuses.
In Italy, the peninsular population of the deer, originally spread throughout the territory, began a slow and progressive decline starting from the seventeenth century.
This phenomenon was determined by the hunting pressure and the expansion of human settlements to the detriment of forest ecosystems, until there was only a poor relict population in the aforementioned Gran Bosco della Mesola, in addition to sporadic reports of small groups coming from Switzerland in the province of Sondrio: later on these migrations from across the border became more and more numerous and consistent, to the point that the species was successfully re-established throughout the central-eastern Alpine area and is also subject to authorized hunting, while as regards the others populations are individuals introduced from French and German populations during the sixties.
Today the population of the noble deer is growing (so as to have to do selective culling in certain cases) and future reintroduction campaigns are also expected in other areas suitable for hosting stable populations of these animals.
As far as the Sardinian-Corsican population is concerned, this disappeared from the northern part of Sardinia in the first years of the second post-war period: starting from the eighties, the various awareness campaigns of the population made it possible to increase the number of specimens and expand the range of the species , which today counts over 4,000 animals.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guide to European mammals. Franco Muzzio Publisher.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. The great encyclopedia of animals. Gribaudo Publisher.





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Cervus elaphus

El ciervo real (Cervus elaphus Linnaeus, 1758) es un mamífero de la familia Cervidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclass Tetrapoda, Class Mammalia, Subclass Theria, Infraclasse Eutheria, Superorder, Suborderia, Suborderia, Suborderia, Suborder, Arturo, Suborder, Laura, Suborder, Arturo, Suborder, Laura, Suborderia, Suborderia, Suborderia, Suborderia, Suborderia, Suborderia, Suborden, Arturo, Suborderia, Suborderia, Superorderia, Suborderia, Superorder, Laurderia, Superorder, Laurderia, Superorder, Laurderia, Infraorderia, Superorder, Subordera, Infraorderia, Superorderia, Suborden, Arturo, Suborderia, Suborden, Arturo, Suborderia, Superorder, Laraderia, Suborden, Arturo, Suborden. Ovejas, Familia Cervidae, Subfamilia Cervinae y, por lo tanto, al género Cervus y a la especie C. elaphus.

Distribución geográfica y hábitat –
El ciervo es un mamífero que ocupa una vasta área que va desde Europa y el norte de África hasta Asia Central, Siberia, el Lejano Oriente y América del Norte.
Su hábitat original está constituido por áreas boscosas con claros o áreas de arbustos pequeños y gruesos, generalmente en un entorno plano o a baja altitud: posteriormente, la especie es empujada a áreas montañosas o inaccesibles para escapar de la presión demográfica y de caza del hombre. Después de la reintroducción, esta especie se ha adaptado brillantemente a diferentes ambientes como el páramo y el bosque de coníferas.
En el pasado, también estaba muy extendido en la mayoría de Canadá y Estados Unidos, pero su población ha disminuido y hoy solo se encuentra en las regiones occidentales de América del Norte, con pequeñas poblaciones reintroducidas en otras áreas del continente.
En Europa, aunque ausente de las regiones del norte de Fennoscandia y la Rusia europea, también está presente en varias islas, incluidas las Islas Británicas y Cerdeña. Está extinto en Albania.
Se ha reintroducido en algunas regiones, como Grecia, Portugal y España.
El ciervo noble puebla territorios que van desde el nivel del mar hasta los árboles (alrededor de 2500 m) en los Alpes, sin embargo, en toda su área de distribución, el ciervo rojo tiene una distribución fragmentada.
En el continente africano está presente en las regiones del noreste de Argelia y en Túnez. En el Cercano y Medio Oriente está muy extendido en Turquía, en las regiones del norte de Irán y en Irak, pero está extinto en Israel, Jordania, Líbano y Siria. En Asia Central, se encuentra en Kazajstán, Kirguistán, Tayikistán, Turkmenistán (donde se ha extinguido), Uzbekistán, el norte de Afganistán, el norte de India (Valle de Cachemira) y el norte de Pakistán (donde, sin embargo, solo ocurre ocasionalmente); En otros lugares, en el continente asiático, el noble ciervo vive en Siberia, Mongolia y el oeste y norte de China. En Mongolia, puebla las cadenas montañosas de Hövsgöl, Hangai, Hentii, Ikh Hyangan, Mongol-Altai y Govi ​​Altai, pero también se ha reintroducido en las colinas del sureste del país. En China, está muy extendido en Gansu, Mongolia Interior, Jilin, Liaoning, Manchuria, Ninxia, ​​Shaanxi, Shanxi, Sichuan y en las regiones orientales del Tíbet, incluido Qinghai. También vive en Corea y en la región de Ussuri, en Rusia.
Esta especie también se ha introducido en Australia, Nueva Zelanda, Chile, Perú y Argentina, donde se ha adaptado excelentemente, convirtiéndose en algunos casos en dañina, en la medida en que se ha incluido en la lista de las 100 especies más invasoras. dañino para el mundo (para territorios no europeos).

Descripción –
El Cervus elaphus es un mamífero de constitución poderosa, con un macho que puede pesar de 100 a 300 kg para una altura a la cruz de 105 a 140 cm y una longitud de 185 a más de 220 cm; la hembra es más pequeña, el peso puede variar de 70 a 130 kg, la altura de 95 a 110 cm y la longitud de 150 a más de 180 cm.
Durante el transcurso del año, este animal adquiere dos capas o “mudo”:
– una de otoño / invierno, que va desde octubre, típicamente leonado a grisáceo, con una melena larga y gruesa a la giogaia en los machos, y pelos blancos del espejo anal en machos y hembras;
– una primavera, que va desde abril, con reemplazo del abrigo de invierno por abrigo rojo rojizo.
El pelaje juvenil marrón oscuro que se ve a lo largo de los lados es característico por un período de dos meses.
Solo el macho lleva el escenario y consta de dos polos de los cuales dos, tres o más picos se ramifican en relación con el desarrollo y la edad del animal. El trofeo ramificado cae y crece nuevamente anualmente.
En Italia hay dos subespecies de ciervos nobles:
– la subespecie elaphus, originalmente extendida en Italia, se había reducido progresivamente, probablemente permaneciendo solo en la provincia de Ferrara (madera de Mesola). Más tarde se reintrodujo y migró espontáneamente a un área bastante grande: en el arco alpino, la especie se extiende prácticamente desde Cuneo a Udine, donde en las regiones de Triveneto y Lombardía ha migrado constantemente de forma espontánea desde los países vecinos, mientras que en Piamonte y Valle d ‘Aosta ha recurrido a introducciones selectivas con especímenes de Francia;
– a lo largo de los Apeninos, en cambio, hay distintas poblaciones de ciervos nobles: en los Apeninos Tosco-Emilianos, a lo largo de la parte superior del Valle del Tíber, en el Parque Nacional Maiella, en el Parque Nacional de los Abruzos, en el Parque Nacional Pollino y en la zona del Cilento. Otros grandes grupos, también completamente artificiales, están presentes en grandes áreas boscosas cercadas, como Castelporziano y el Parque Natural de La Mandria;
– la subespecie corsicanus es endémica de Cerdeña y Córcega, donde vive con varias poblaciones aisladas.

Biología –
El ciervo debe su nombre al hábito “altivo” con un cuello erguido y un caminar elegante.
Este mamífero se mueve con gran ligereza y elegancia dentro del bosque, aún más espeso, y en otros ambientes dispares.
Se mueve con velocidad tanto en el trote como en el galope, tanto es así que en toda la carrera puede alcanzar y superar los 60 km / hy, en el salto, puede alcanzar una altura de incluso 2 my más del doble de longitud.
Tanto los machos como las hembras viven en grupos monosexuales, y estos últimos traen incluso cachorros no relacionados con ellos. Dentro de los grupos, generalmente siempre hay un par de especímenes que actúan como centinelas mientras el resto del paquete se alimenta.
Durante el verano, los ciervos tienden a migrar a altitudes más altas, llegando a los pastizales a gran altitud, donde la comida está presente en mayores cantidades.
A principios de otoño, precisamente desde mediados de septiembre hasta mediados de octubre, comienza la temporada de apareamiento. En este período, los machos se separan de los grupos y comienzan a desafiarse mutuamente a través de bramiti para reclamar la posesión de las hembras sobre otros pretendientes. Los que logren intimidar a los otros ciervos con su sonido prevalecerán. La fuerza y ​​el poder del rugido dependen del tamaño del animal y sus condiciones de vida.
Las luchas entre los hombres son raras: de hecho, antes de volverse a las armas, los contendientes se retan “por voz”. El poderoso rugido del venado (un cruce entre un bramido de vaca y un rugido) sirve precisamente a los rivales para comprender a quién se enfrentan: solo cuando las habilidades vocales son iguales, los machos se enfrentan entre sí en el campo abierto, pero también en este punto, Antes de pelear, llevan a cabo una serie de comportamientos rituales, por ejemplo, comienzan a marchar hacia adelante y hacia atrás a lo largo de líneas paralelas para observar el tamaño de los cuernos y la fuerza del oponente.
Luego, en invierno, las cajas se pierden y los machos se retiran al espeso arbusto lejos de las hembras.
El período de reproducción es desde mediados de septiembre hasta mediados de octubre y la gestación dura entre 231 y 234 días. La hembra da a luz a un cachorro que da sus primeros pasos en dos horas.
El cervatillo permanece oculto en el grueso de los arbustos (donde la madre lo alcanza solo para alimentarse) durante un par de semanas, después de lo cual puede seguir al grupo de otras hembras con cachorros en sus movimientos: a los dos meses se destetan los cervatillos. , pero no se alejarán de sus madres antes de haber cumplido un año de edad, es decir, cuando los machos adultos los alejarán para aparearse con las hembras. Aunque los venados alcanzan la madurez sexual en el segundo año de edad, solo pueden procrear al final del tercer año.
La madurez sexual es de alrededor de 12-16 meses.
El Cervus elaphus tiene una longevidad que en cautiverio supera incluso los 20 años.

Rol Ecológico –
El venado tiene requisitos dietéticos que configuran a este animal como un típico ganadero oportunista de tipo medio o un animal que tiende a ser un pequeño selector en la elección de los alimentos, pero capaz de cambiar su actitud tanto según la disponibilidad de alimentos como según las necesidades metabólicas de los diferentes períodos anuales.
La búsqueda de comida generalmente se lleva a cabo por la noche: en la primavera los animales devoran las hierbas frescas y tiernas, los brotes, las hojas nuevas y las ramitas. Durante el verano, en cambio, se prefieren el trigo maduro, la avena, las zanahorias y las remolachas jugosas. El invierno es sin duda la estación más dura del año para estos animales, ya que el suelo está cubierto con una capa de nieve, el suelo ya no produce hierba y las ramas ya no dan hojas; los ciervos, entonces, se alimentan de cortezas, arbustos secos y raíces ahuecadas con pezuñas.
Muchos animales pueden cazar al venado cuando está en la etapa de cachorro. Entre estos recordamos: el oso pardo, el lince, el zorro, el águila real, el búho real, el chacal dorado e incluso el jabalí. Sus depredadores más temidos (capaces de matar incluso adultos) son el lobo en Europa, el tigre en Rusia y el leopardo en el norte de África.
Especialmente en el pasado, el ciervo ha sido una importante fuente de alimento para los humanos: ya en las pinturas rupestres que datan del Paleolítico se pueden encontrar abundantes representaciones de estos animales, generalmente como presas o entidades espirituales.
En Italia hay varias granjas principalmente en la Toscana como en otras regiones de Italia, por ejemplo, Trentino, Emilia-Romagna y Marche, donde un pequeño grupo de ciervos y muflones coexiste cerca de Osimo en el parque de Santa Paolina.
En Italia, se caza mediante la caza de selección, de acuerdo con la Ley 157 de 11 de febrero de 1992 y que establece, en caso de transgresión, arresto de 3 meses a un año y una multa de 1.032 euros a 6.195 euro, así como la revocación de la licencia de caza y la prohibición de su liberación durante 10 años, una prohibición que se convierte en permanente en caso de recurrencia. El número de especímenes cazados es establecido por cada área de caza alpina a través de la elaboración de un plan de muestreo, establecido de acuerdo con las leyes regionales y las disposiciones provinciales vigentes y sobre la base de los censos locales.
En Italia, la población peninsular de los ciervos, originalmente diseminada por todo el territorio, comenzó un declive lento y progresivo a partir del siglo XVII.
Este fenómeno fue determinado por la presión de la caza y la expansión de los asentamientos humanos en detrimento de los ecosistemas forestales, hasta que solo hubo una pobre población relicta en el mencionado Gran Bosco della Mesola, además de informes esporádicos de pequeños grupos procedentes de Suiza en la provincia. de Sondrio: más tarde, estas migraciones desde el otro lado de la frontera se hicieron cada vez más numerosas y consistentes, hasta el punto de que la especie se restableció con éxito en toda el área alpina centro-oriental y también está sujeta a caza autorizada, mientras que en lo que respecta a los demás Las poblaciones son individuos introducidos de poblaciones francesas y alemanas durante los años sesenta.
Hoy en día, la población de ciervos nobles está creciendo (para tener que hacer sacrificios selectivos en ciertos casos) y también se esperan futuras campañas de reintroducción en otras áreas adecuadas para albergar poblaciones estables de estos animales.
En lo que respecta a la población sarda-corsa, esto desapareció de la parte norte de Cerdeña en los primeros años del segundo período de posguerra: a partir de los años ochenta, las diversas campañas de sensibilización de la población permitieron aumentar el número de especímenes y ampliar el rango de la especie. , que hoy cuenta con más de 4,000 animales.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Gordon Corbet, Denys Ovenden, 2012. Guía de mamíferos europeos. Franco Muzzio Editorial.
– John Woodward, Kim Dennis-Bryan, 2018. La gran enciclopedia de animales. Gribaudo Publisher.





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