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Mappa Geografica dell’Iran

L’Iràn (persiano: إيران‎‎, [iˈrɑːn]), che ufficialmente è la Repubblica Islamica dell’Iran e che era conosciuto come Persia, è uno Stato dell’Asia situato all’estremità orientale del Medio Oriente.
La capitale dell’Iran è Tehran, ha una popolazione di poco meno di 8.500.000 al 2018.
L’Iran è uno Stato dove convivono differenti gruppi etnici che sono: persiani, azeri, curdi e luri.
L’Iràn è una regione di antichissima civiltà i cui primi reperti archeologici, quali quelli trovati nel sito del Kashafrud e di Ganj Par, dimostrano la presenza di insediamenti umani già dal Paleolitico inferiore.
Il territorio dell’Iran, che è il diciottesimo per grandezza al mondo, è pari a 1.648.195 km².
L’Iran confina con l’Azerbaigian, l’Armenia e la Turchia a nord-ovest, con il mar Caspio a nord, con il Turkmenistan a nord-est e a est con Turkmenistan e Afghanistan, a sud-est con il Pakistan e il golfo di Oman, a sud con il golfo Persico e lo stretto di Hormuz e infine con l’Iraq a ovest.
Dal punto di vista geografico l’Iran è costituito in gran parte dell’altopiano Iranico, con l’eccezione delle coste e della regione del Khūzestān.
L’Iran è uno dei Paesi più montuosi al mondo, con il paesaggio dominato da montagne, vasti altopiani e catene montuose, le quali separano tra loro i vari bacini idrografici e le poche pianure. L’area più montuosa è ad occidente a nord-occidente ed è percorsa dalla catena del Caucaso e dai monti Zagros, con la cima del Zard Kuh come punto più alto a 4.548 metri. A nord del Paese e a sud del mar Caspio si trova invece la catena montuosa più alta del Paese, i monti Elburz, con la vetta più alta sul monte Damavand a 5.610 m s.l.m., il quale è inoltre la montagna più alta dell’Eurasia a ovest del Hindu Kush.
Dal punto di vista climatico l’Iran è caratterizzato da differenti condizioni, per via della sua notevole estensione: così si va dagli inverni (da dicembre a febbraio) freddi e rigidi in buona parte del Paese, mentre d’estate (da giugno ad agosto) le temperature fino a 48-50 °C sono da considerarsi nella norma. Le precipitazioni piovose regolari sono circoscritte in prevalenza alla fascia più settentrionale e a quella più occidentale del Paese, che sono in genere anche le regioni più fredde.
La zona occidentale è quella più fredda, nonché una delle più umide, dell’Iran. Qui tra dicembre e febbraio le temperature molto al di sotto dello zero sono molto comuni. Spesso la neve è presente fino all’inizio della primavera (in montagna anche più a lungo). Stessa condizione si trova nell’’area del mar Caspio che e la regione che si estende a nord della catena, dell’Elburz, dove si registrano piogge piuttosto abbondanti, con una media annuale di circa 1300 mm. Qui l’inverno è più temperato che nel resto del settentrione. Molto frequenti sono i temporali.
Passando invece alla provincia di Teheran si ha un clima decisamente arido. In città le estati sono calde, asciutte e per nulla ventilate, invece le colline ai piedi dell’Elburz sono più fresche. L’inverno può essere molto rigido, specialmente di notte, anche se di solito agli inizi di marzo spariscono tutti i residui di neve. Tra novembre e metà maggio gli acquazzoni sono piuttosto frequenti.
Differente è la condizione delle zone centrali dell’Iran che sono molto calde d’estate e la temperatura aumenta mano a mano che ci si sposta verso sud e viene mitigata solo salendo in quota.
Le precipitazioni piovose variano da zona a zona, ma di rado la media supera di molto i 250 mm circa l’anno. L’Iran meridionale e la costa del golfo Persico nel periodo compreso tra l’inizio di maggio e la metà di ottobre registrano temperature roventi (di norma fino ai 50 °C), con un tasso di umidità molto elevato. La media annuale delle piogge (perlopiù invernali) è di 150 mm circa. Allontanandosi dal golfo Persico le temperature scendono leggermente: le estati sono calde e secche, gli inverni miti, anch’essi asciutti. Piove pochissimo e le gelate sono pochissime.
Dal punto di vista ecologico e naturalistico nel settentrione del Paese troviamo delle dense e piovose foreste di cui il 10% è all’interno di aree protette da parchi nazionali; il restante 50 %, purtroppo, ha subito seri danni per via di sfruttamento e agricoltura intensiva. Queste si estendono per cinque diverse regioni iraniane: il nord del Khorasan, il Golestan, Mazandaran, Gilan e Ardabil. La catena dell’Elburz raccoglie la umidità del mar Caspio, che poi si riversa sotto forma di forti precipitazioni durante l’autunno, inverno e primavera. Tali precipitazioni variano da 900 mm a 1.600 mm annui. Le foreste si diradano andando verso sud.
Differente è invece la zona centrale e meridionale dell’Iran che è ricoperta per la maggior parte da steppe, semi-steppe o regioni semi-aride. La parte centro-orientale del Paese è coperto dal Dasht-e Kavir (letteralmente «immenso deserto»), il quale è il deserto più grande del Paese, seguito più a est dal Dasht-e Lut e diversi laghi di sale. Tali deserti si sono formati a causa delle altissime catene montuose circostanti, le quali non permettono a quantità sufficienti di nuvole cariche di pioggia di raggiungere queste regioni.

Flora –
Nonostante la presenza di grandi deserti, di un’agricoltura intensiva in vaste aree e di grandi centri abitati, l’Iran ospita ancora più di 8200 specie di piante, 2000 delle quali endemiche. I versanti settentrionali della catena dell’Elburz sono ricoperti fino ai 2500 m di altitudine, da fitte foreste di latifoglie decidue, che fanno di questa zona il più ampio polmone verde del paese. Qui si trovano sia alberi simili a quelli tipici delle foreste europee (querce, frassini, pini, pioppi, salici, noci, aceri e olmi), sia una specie meno comune, il noce del Caucaso (Pterocarya fraxinifolia).
Le più interessanti aree boschive sono quelle intorno a Masuleh, nel Parco Nazionale del Golestan che si apre a est di Minudasht, e di Nahar Khoran, subito a sud di Gorgan e più facilmente accessibili rispetto alle altre. Sui versanti più elevati dei Monti Zagros centrali e nord-occidentali si trovano invece foreste, più piccole e rade, di querce e di ginepri.
A meridione l’aspetto del paesaggio cambia completamente. Qui le regioni meridionali e orientali dell’Iran sono quasi completamente spoglie di vegetazione. Soprattutto in primavera, però, in alcune valli affondate ai piedi di colline totalmente brulle risplendono inaspettatamente brillanti fasce di verde, come quella lunga 20 km conosciuta come «giungla dei noci», a Bavanat. Nelle pianure costiere del sud crescono le palme, soprattutto nei pressi dello Stretto di Hormuz, dove gruppi di pastori nomadi fanno la spola fra le zone calde lungo il mare e quelle più fresche delle alture, sfruttando i pascoli stagionali per i loro animali. Ma lo spettacolo più stupefacente è quello offerto dalle lussureggianti oasi che spezzano all’improvviso l’aridità assoluta dei deserti. Qui, dove d’estate le temperature possono toccare anche i 50 °C, prosperano decine di specie di palme da dattero, spesso affiancate da robusti melograni e modesti campi di cocomeri e meloni; l’oasi di Garmeh ne è un esempio tipico.

Fauna –
La fauna dell’Iran annovera 158 specie di mammiferi, circa un quinto dei quali è formato da specie endemiche. Tra questi ricordiamo i grandi felini come il leopardo persiano e il ghepardo asiatico, ma anche se meno conosciuti vanno annoverati le numerose varietà di ovini selvatici, cervi, gazzelle e orsi. Si consideri che le sette specie di ovini selvatici presenti in Iran sono probabilmente i progenitori delle odierne pecore e capre domestiche.
Fra questi animali si contano specie come l’urial (o pecora turkmena), il muflone del Laristan e lo stambecco del Caucaso, caratterizzato dalla lunga «barba» bianca e da corna ricurve. Altre interessanti specie di mammiferi sono, per esempio, il notevole asino selvatico persiano, il chinkara (o gazzella indiana) e la gazzella persiana (o subgutturosa), il cervo maral e le varietà asiatiche di orso nero e orso bruno. Fra i canidi selvatici figurano lupi, sciacalli e iene, mentre i cinghiali selvatici, in Iran sorprendentemente numerosi, sono ambite prede per i cacciatori. Questi grandi mammiferi vivono per la maggior parte nelle foreste dei monti dell’Elburz, anche se i grandi felini, i canidi selvatici e le gazzelle si trovano anche nelle regioni aride che circondano i due principali deserti. Nelle province orientali di Kerman, Sistan va Baluchestan e Khorasan vi sono cammelli che vagano nei deserti, ma, nonostante l’aspetto selvatico, generalmente appartengono a comunità nomadi o seminomadi.
Interessante ed ancora imponente è anche l’avifauna dell’Iran che conta oltre 500 specie di uccelli, ma fra queste solo una – la ghiandaia terragnola dell’Iran – è endemica. Fra queste citiamo il fagiano di monte del Caucaso, il tetraogallo del Caspio, il sordone di Radde (Prunella ocularis) e alcune specie di culbianco (Oenanthe ssp.).
In Iran esistono inoltre 22 lagune protette ai sensi della Convenzione di Ramsar che rappresentano le zone di sosta di uccelli migratori sulla rotta fra Europa e Africa. L’assortimento di uccelli acquatici, soprattutto anatre, è notevole. Anche se il loro numero complessivo è molto inferiore rispetto ad alcuni decenni fa, si calcola che esistano comunque più di un milione di esemplari presenti (per almeno una parte dell’anno) in Iran. Fra gli acquatici migratori, ricordiamo non solo i fenicotteri maggiori, che un tempo a primavera si riversavano in migliaia di esemplari intorno al Lago di Orumiyeh, mentre oggi sono meno diffusi a causa della crescente salinizzazione delle acque, ma anche i mignattai e i martin pescatori golabianca. Altre specie abbastanza diffuse sono le gazze bianche e nere, le ghiandaie marine, i gruccioni verdi e marroni, e le cornacche nere e grigie. Meno comuni sono le aquile reali (che comunque sono ancora presenti nelle province intorno al Mar Caspio), la pavoncella indiana, la pernice del deserto, il lanario e il falco sacro (presenti soprattutto nella provincia di Hamadan), e gli avvoltoi e i nibbi bruni che popolano l’altopiano centrale e i deserti.
Vediamo adesso la fauna acquatica dei mari di questo Paese. Qui troviamo un’ampia varietà di pesci tropicali, pesci spada, focene e squali. Nel Mar Caspio vive la foca del Caspio, la cui presenza in una zona così lontana dai mari aperti è tuttora un mistero per la scienza. Le stesse acque ospitano anche numerosi branchi di storioni (che producono il famoso caviale). A partire dagli anni ‘70, però, il numero degli storioni è diminuito del 90%, a causa dell’inquinamento e dell’eccessivo sfruttamento, e nel 2006 un organismo delle Nazioni Unite ha vietato l’esportazione di caviale da quattro dei cinque stati che si affacciano sul Mar Caspio. L’unica eccezione è proprio l’Iran, che però è tenuto a non superare una quota prestabilita e a esportare solo il caviale prodotto da una particolare specie di storione.

Guido Bissanti





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Geographical Map of Iran

Iran (Persian: إيران, [iˈrɑːn]), which is officially the Islamic Republic of Iran and which was known as Persia, is a state of Asia located at the eastern end of the Middle East.
The capital of Iran is Tehran, it has a population of just under 8,500,000 by 2018.
Iran is a state where different ethnic groups coexist which are: Persians, Azeris, Kurds and Luri.
Iran is a region of ancient civilization whose first archaeological finds, such as those found on the site of Kashafrud and Ganj Par, demonstrate the presence of human settlements as early as the Lower Paleolithic.
The territory of Iran, which is the eighteenth largest in the world, is 1,648,195 km².
Iran shares borders with Azerbaijan, Armenia and Turkey to the north-west, with the Caspian Sea to the north, with Turkmenistan to the northeast and east with Turkmenistan and Afghanistan, to the southeast with Pakistan and the Gulf of Oman, to the south with the Persian Gulf and the Strait of Hormuz and finally with Iraq to the west.
From a geographical point of view, Iran is established in much of the Iranian plateau, with the exception of the coasts and the Khūzestān region.
Iran is one of the most mountainous countries in the world, with the landscape dominated by mountains, vast plateaus and mountain ranges, which separate the various river basins and the few plains. The most mountainous area is west to north-west and is crossed by the Caucasus chain and the Zagros mountains, with the top of Zard Kuh as the highest point at 4,548 meters. To the north of the country and south of the Caspian Sea is the highest mountain range in the country, the Elburz mountains, with the highest peak on Mount Damavand at 5,610 m asl, which is also the highest mountain in Eurasia to the west of the Hindu Kush.
From the climatic point of view, Iran is characterized by different conditions, due to its considerable extension: this goes from cold and rigid winters (from December to February) in most of the country, while in summer (from June to August ) temperatures up to 48-50 ° C are to be considered normal. Regular rainfall is mainly limited to the northernmost and westernmost zones of the country, which are generally also the coldest regions.
The western area is the coldest and one of the most humid in Iran. Here, between December and February, temperatures well below zero are very common. Snow is often present until the beginning of spring (in the mountains even longer). The same condition is found in the area of ​​the Caspian Sea which is the region that extends north of the chain, of Elburz, where there are rather abundant rains, with an annual average of about 1300 mm. Here the winter is more temperate than in the rest of the north. Thunderstorms are very frequent.
Moving on to the province of Tehran, the climate is decidedly dry. In the city the summers are hot, dry and not at all breezy, but the hills at the foot of Elburz are cooler. Winter can be very harsh, especially at night, although usually all traces of snow disappear in early March. Between November and mid-May the showers are quite frequent.
Different is the condition of the central areas of Iran, which are very hot in summer and the temperature increases as you move towards the south and is only mitigated by climbing at high altitude.
Rainfall varies from area to area, but rarely does the average much exceed about 250 mm a year. In the period between the beginning of May and the middle of October, southern Iran and the Persian Gulf coast have scorching temperatures (usually up to 50 ° C), with a very high humidity level. The average annual rainfall (mostly winter) is around 150 mm. Moving away from the Persian Gulf, temperatures drop slightly: summers are hot and dry, winters are mild, even dry. There is very little rain and very little frost.
From the ecological and naturalistic point of view in the north of the country we find dense and rainy forests of which 10% are within areas protected by national parks; the remaining 50%, unfortunately, suffered serious damages due to exploitation and intensive agriculture. These extend across five different Iranian regions: the north of Khorasan, the Golestan, Mazandaran, Gilan and Ardabil. The Elburz range collects the humidity of the Caspian Sea, which then flows in the form of heavy rainfall during the autumn, winter and spring. These precipitations range from 900 mm to 1,600 mm per year. The forests thin out going south.
The central and southern part of Iran is different, being mostly covered by steppes, semi-steppes or semi-arid regions. The central-eastern part of the country is covered by the Dasht-e Kavir (literally “immense desert”), which is the largest desert in the country, followed further east by the Dasht-e Lut and several salt lakes. These deserts have been formed because of the very high surrounding mountain ranges, which do not allow sufficient amounts of rain clouds to reach these regions.

Flora –
Despite the presence of large deserts, intensive agriculture in large areas and large population centers, Iran is still home to more than 8200 plant species, 2000 of which are endemic. The northern slopes of the Elburz range are covered up to 2500 m of altitude, by dense deciduous deciduous forests, which make this area the largest green lung in the country. Here there are both trees similar to those typical of European forests (oaks, ash trees, pines, poplars, willows, walnuts, maples and elms), both a less common species, the Caucasian walnut (Pterocarya fraxinifolia).
The most interesting wooded areas are those around Masuleh, in the Golestan National Park which opens to the east of Minudasht, and Nahar Khoran, just south of Gorgan and more easily accessible than the others. On the higher slopes of the central and north-western Zagros Mountains there are forests, smaller and sparse, of oaks and junipers.
To the south the aspect of the landscape changes completely. Here the southern and eastern regions of Iran are almost completely bare of vegetation. Especially in spring, however, in some valleys sunk at the foot of totally barren hills shining unexpectedly green strips, such as the 20 km long known as “jungle of walnuts”, in Bavanat. Palm trees grow in the southern coastal plains, especially near the Strait of Hormuz, where groups of nomadic shepherds go back and forth between the warm areas along the sea and the cooler areas of the hills, taking advantage of the seasonal pastures for their animals. But the most amazing spectacle is that offered by the luxuriant oases that suddenly break the absolute aridity of the deserts. Here, where temperatures can reach 50 ° C in summer, dozens of species of date palms thrive, often flanked by robust pomegranates and modest fields of watermelons and melons; the oasis of Garmeh is a typical example.

Fauna –
The fauna of Iran includes 158 species of mammals, about a fifth of which are endemic species. Among these we remember the big cats like the Persian leopard and the Asian cheetah, but even if they are less known, the numerous varieties of wild sheep, deer, gazelles and bears must be counted. Consider that the seven species of wild sheep present in Iran are probably the ancestors of today’s sheep and goats.
Among these animals there are species such as the urial (or Turkmen sheep), the Laristan mouflon and the Caucasus ibex, characterized by the long white “beard” and curved horns. Other interesting species of mammals are, for example, the remarkable Persian wild donkey, the chinkara (or Indian gazelle) and the Persian gazelle (or subgucerous), the maral deer and the Asian varieties of black bear and brown bear. Wild canids include wolves, jackals and hyenas, while wild boars, surprisingly numerous in Iran, are sought-after prey for hunters. These large mammals live mostly in the forests of the Elburz mountains, although the big cats, wild canids and gazelles are also found in the arid regions surrounding the two main deserts. In the eastern provinces of Kerman, Sistan va Baluchestan and Khorasan there are camels wandering in the deserts, but, despite their wild appearance, they generally belong to nomadic or semi-nomadic communities.
Interesting and still impressive is also the birdlife of Iran, which has over 500 species of birds, but among these only one – the terrestrial jay of Iran – is endemic. Among these we cite the Caucasus mountain pheasant, the Caspian tetraogal, the Radde sordone (Prunella ocularis) and some species of white wheat (Oenanthe ssp.).
In Iran there are also 22 lagoons protected under the Ramsar Convention which represent the stopping areas for migratory birds on the route between Europe and Africa. The assortment of water birds, especially ducks, is remarkable. Although their total number is much lower than some decades ago, it is estimated that there are still more than a million specimens present (for at least part of the year) in Iran. Among the migratory aquatic, we remember not only the greater flamingos, which once in spring were poured into thousands of specimens around the Lake of Orumiyeh, while today they are less widespread due to the increasing salinization of the waters, but also the mignattai and martin fishermen. . Other fairly common species are the black and white magpies, the marine jays, the green and brown bee-eaters, and the black and gray horns. Less common are the golden eagles (which are still present in the provinces around the Caspian Sea), the Indian lapwing, the desert partridge, the lanner and the sacred falcon (present above all in the province of Hamadan), and the vultures and brown kites that populate the central plateau and deserts.
Now let’s see the aquatic fauna of the seas of this country. Here we find a wide variety of tropical fish, swordfish, porpoises and sharks. The Caspian seal lives in the Caspian Sea, whose presence in an area so far from the open seas is still a mystery to science. The same waters also host numerous herds of sturgeons (which produce the famous caviar). Since the 1970s, however, the number of sturgeons has decreased by 90%, due to pollution and excessive exploitation, and in 2006 a United Nations body banned the export of caviar from four of the five states overlooking the Caspian Sea. The only exception is indeed Iran, which however is required not to exceed a predetermined quota and to export only the caviar produced by a particular species of sturgeon.

Guido Bissanti





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Mapa geográfico de Irán

Irán (persa: إيران, [iˈrɑːn]), que es oficialmente la República Islámica de Irán y que se conocía como Persia, es un estado de Asia ubicado en el extremo oriental de Oriente Medio.
La capital de Irán es Teherán, tiene una población de poco menos de 8,500,000 para 2018.
Irán es un estado donde coexisten diferentes grupos étnicos que son: persas, azeríes, kurdos y luri.
Irán es una región de la antigua civilización cuyos primeros hallazgos arqueológicos, como los encontrados en el sitio de Kashafrud y Ganj Par, demuestran la presencia de asentamientos humanos desde el Paleolítico Inferior.
El territorio de Irán, que es el decimoctavo más grande del mundo, tiene 1,648,195 km².
Irán comparte fronteras con Azerbaiyán, Armenia y Turquía al noroeste, con el Mar Caspio al norte, con Turkmenistán al noreste y al este con Turkmenistán y Afganistán, al sureste con Pakistán y el Golfo de Omán, al sur con el Golfo Pérsico y el Estrecho de Ormuz y finalmente con Irak al oeste.
Desde un punto de vista geográfico, Irán está establecido en gran parte de la meseta iraní, con la excepción de las costas y la región de Khūzestān.
Irán es uno de los países más montañosos del mundo, con el paisaje dominado por montañas, vastas mesetas y cadenas montañosas, que separan las diversas cuencas de los ríos y las pocas llanuras. La zona más montañosa es de oeste a noroeste y está atravesada por la cadena del Cáucaso y las montañas Zagros, con la cima de Zard Kuh como el punto más alto a 4.548 metros. Al norte del país y al sur del Mar Caspio se encuentra la cordillera más alta del país, las montañas Elburz, con el pico más alto en el Monte Damavand a 5.610 msnm, que también es la montaña más alta de Eurasia al oeste del Hindu Kush.
Desde el punto de vista climático, Irán se caracteriza por diferentes condiciones, debido a su considerable extensión: esto pasa de inviernos fríos y rígidos (de diciembre a febrero) en la mayor parte del país, mientras que en verano (de junio a agosto ) temperaturas de hasta 48-50 ° C deben considerarse normales. La lluvia regular se limita principalmente a las zonas más septentrionales y occidentales del país, que generalmente también son las regiones más frías.
El área occidental es la más fría y una de las más húmedas de Irán. Aquí, entre diciembre y febrero, las temperaturas muy por debajo de cero son muy comunes. La nieve a menudo está presente hasta el comienzo de la primavera (en las montañas aún más). La misma condición se encuentra en el área del Mar Caspio, que es la región que se extiende al norte de la cadena, de Elburz, donde hay lluvias bastante abundantes, con un promedio anual de aproximadamente 1300 mm. Aquí el invierno es más templado que en el resto del norte. Las tormentas eléctricas son muy frecuentes.
Pasando a la provincia de Teherán, el clima es decididamente seco. En la ciudad, los veranos son calurosos, secos y nada ventosos, pero las colinas al pie de Elburz son más frescas. El invierno puede ser muy duro, especialmente de noche, aunque generalmente todos los rastros de nieve desaparecen a principios de marzo. Entre noviembre y mediados de mayo las lluvias son bastante frecuentes.
Diferente es la condición de las áreas centrales de Irán, que son muy calurosas en verano y la temperatura aumenta a medida que avanza hacia el sur y solo se mitiga escalando a gran altitud.
La lluvia varía de un área a otra, pero rara vez el promedio excede los 250 mm al año. En el período comprendido entre principios de mayo y mediados de octubre, el sur de Irán y la costa del Golfo Pérsico tienen temperaturas abrasadoras (generalmente de hasta 50 ° C), con un nivel de humedad muy alto. La precipitación media anual (principalmente en invierno) es de alrededor de 150 mm. Alejándose del Golfo Pérsico, las temperaturas caen ligeramente: los veranos son calurosos y secos, los inviernos son suaves, incluso secos. Hay muy poca lluvia y muy poca escarcha.
Desde el punto de vista ecológico y naturalista en el norte del país, encontramos bosques densos y lluviosos, de los cuales el 10% se encuentran dentro de áreas protegidas por parques nacionales; El 50% restante, desafortunadamente, sufrió daños graves debido a la explotación y la agricultura intensiva. Estos se extienden por cinco regiones iraníes diferentes: el norte de Khorasan, Golestan, Mazandaran, Gilan y Ardabil. La gama Elburz recoge la humedad del mar Caspio, que luego fluye en forma de fuertes lluvias durante el otoño, el invierno y la primavera. Estas precipitaciones varían de 900 mm a 1,600 mm por año. Los bosques se diluyen hacia el sur.
La parte central y meridional de Irán es diferente, ya que está cubierta principalmente por estepas, semi-estepas o regiones semiáridas. La parte centro-oriental del país está cubierta por el Dasht-e Kavir (literalmente “inmenso desierto”), que es el desierto más grande del país, seguido más al este por el Dasht-e Lut y varios lagos de sal. Estos desiertos se han formado debido a las altas cadenas montañosas circundantes, que no permiten que lleguen a estas regiones cantidades suficientes de nubes de lluvia.

Flora –
A pesar de la presencia de grandes desiertos, agricultura intensiva en grandes áreas y grandes centros de población, Irán aún alberga más de 8200 especies de plantas, 2000 de las cuales son endémicas. Las laderas del norte del rango de Elburz están cubiertas hasta los 2500 m de altitud, por densos bosques caducifolios caducifolios, que hacen de esta área el pulmón verde más grande del país. Aquí hay dos árboles similares a los típicos de los bosques europeos (robles, fresnos, pinos, álamos, sauces, nueces, arces y olmos), ambas especies menos comunes, el nogal del Cáucaso (Pterocarya fraxinifolia).
Las áreas boscosas más interesantes son las que rodean Masuleh, en el Parque Nacional de Golestan, que se abre al este de Minudasht, y Nahar Khoran, justo al sur de Gorgan y más fácilmente accesibles que las demás. En las laderas más altas de las montañas Zagros del centro y noroeste hay bosques, más pequeños y dispersos, de robles y enebros.
Hacia el sur, el aspecto del paisaje cambia por completo. Aquí las regiones del sur y el este de Irán están casi completamente desnudas de vegetación. Sin embargo, especialmente en primavera, en algunos valles hundidos al pie de colinas totalmente estériles que brillan inesperadamente franjas verdes, como los 20 km de largo conocidos como “jungla de nueces”, en Bavanat. Las palmeras crecen en las llanuras costeras del sur, especialmente cerca del Estrecho de Ormuz, donde grupos de pastores nómadas van y vienen entre las áreas cálidas a lo largo del mar y las áreas más frías de las colinas, aprovechando los pastos estacionales para sus animales. Pero el espectáculo más sorprendente es el que ofrecen los oasis exuberantes que de repente rompen la aridez absoluta de los desiertos. Aquí, donde las temperaturas pueden alcanzar los 50 ° C en verano, prosperan docenas de especies de palmeras datileras, a menudo flanqueadas por granadas robustas y modestos campos de sandías y melones; El oasis de Garmeh es un ejemplo típico.

Fauna –
La fauna de Irán incluye 158 especies de mamíferos, aproximadamente un quinto de los cuales son especies endémicas. Entre estos recordamos a los grandes felinos como el leopardo persa y el guepardo asiático, pero incluso si son menos conocidos, se deben contar las numerosas variedades de ovejas salvajes, ciervos, gacelas y osos. Considere que las siete especies de ovejas salvajes presentes en Irán son probablemente los antepasados ​​de las ovejas y cabras de hoy.
Entre estos animales hay especies como el urial (o oveja turcomana), el muflón Laristán y el íbice del Cáucaso, caracterizados por la larga “barba” blanca y los cuernos curvos. Otras especies interesantes de mamíferos son, por ejemplo, el notable burro salvaje persa, la chinkara (o gacela india) y la gacela persa (o subgucea), el ciervo maral y las variedades asiáticas de oso negro y oso pardo. Los cánidos salvajes incluyen lobos, chacales y hienas, mientras que los jabalíes, sorprendentemente numerosos en Irán, son presas de los cazadores. Estos grandes mamíferos viven principalmente en los bosques de las montañas de Elburz, aunque los grandes felinos, cánidos salvajes y gacelas también se encuentran en las regiones áridas que rodean los dos desiertos principales. En las provincias orientales de Kerman, Sistan va Baluchestan y Khorasan hay camellos errantes en los desiertos, pero, a pesar de su aspecto salvaje, generalmente pertenecen a comunidades nómadas o seminómadas.
Interesante y aún impresionante es también la avifauna de Irán, que tiene más de 500 especies de aves, pero entre estas solo una, el arrendajo terrestre de Irán, es endémica. Entre estos, citamos el faisán de la montaña del Cáucaso, el tetraogal del Caspio, la sordona del Radde (Prunella ocularis) y algunas especies de trigo blanco (Oenanthe ssp.).
En Irán también hay 22 lagunas protegidas bajo la Convención de Ramsar que representan las áreas de detención para las aves migratorias en la ruta entre Europa y África. La variedad de aves acuáticas, especialmente patos, es notable. Aunque su número total es mucho más bajo que hace algunas décadas, se estima que todavía hay más de un millón de especímenes presentes (durante al menos parte del año) en Irán. Entre los acuáticos migratorios, recordamos no solo los flamencos mayores, que una vez en primavera se vertieron en miles de especímenes alrededor del lago de Orumiyeh, mientras que hoy están menos extendidos debido a la creciente salinización de las aguas, sino también a los pescadores de mignattai y martin. . Otras especies bastante comunes son las urracas blancas y negras, los arrendajos marinos, los abejarucos verdes y marrones, y los cuernos negros y grises. Menos comunes son las águilas reales (que todavía están presentes en las provincias alrededor del Mar Caspio), la avefría india, la perdiz del desierto, el lanner y el halcón sagrado (presente sobre todo en la provincia de Hamadan), y los buitres y las cometas marrones. que pueblan la meseta central y los desiertos.
Ahora veamos la fauna acuática de los mares de este país. Aquí encontramos una gran variedad de peces tropicales, pez espada, marsopas y tiburones. El sello Caspio vive en el Mar Caspio, cuya presencia en un área tan alejada de los mares abiertos sigue siendo un misterio para la ciencia. Las mismas aguas también albergan numerosas manadas de esturiones (que producen el famoso caviar). Sin embargo, desde la década de 1970, el número de esturiones ha disminuido en un 90%, debido a la contaminación y la explotación excesiva, y en 2006 un organismo de las Naciones Unidas prohibió la exportación de caviar de cuatro de los cinco estados. con vistas al mar Caspio. De hecho, la única excepción es Irán, que, sin embargo, debe no exceder una cuota predeterminada y exportar solo el caviar producido por una especie particular de esturión.

Guido Bissanti





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