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Acherontia atropos

La sfinge testa di morto o atropo (Acherontia atropos Linnaeus, 1758) è un lepidottero della famiglia degli Sphingidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Bombycoidea, Famiglia Sphingidae, Sottofamiglia Sphinginae, Tribù Acherontiini e quindi al Genere Acherontia ed alla Specie A. atropos.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Acherontia atropos è un lepidottero che ha un areale di diffusione che va dall’Africa , all’Europa ed alle parti occidentali del continente asiatico.
È quindi una specie paleotropicale, presente nelle regioni afrotropicale e mediterranea. Vive e si riproduce in Africa e nella parte meridionale del bacino mediterraneo ed in alcune aree dell’Asia occidentale. I confini del suo areale sono rappresentati nel confine orientale dal Kuwait ed Arabia saudita e si spinge a occidente fino alle isole Canarie e all’arcipelago delle Azzorre.
Nel periodo che va da maggio a settembre hanno luogo le migrazioni verso nord che portano gli animali in Europa, fino alla Scandinavia meridionale e all’Islanda.
A causa dei cambiamenti climatici il limite settentrionale dell’areale si è spostato verso nord negli ultimi anni. Questo insetto è stato trovato frequentemente in Paesi dell’Eurasia occidentale, ma soli pochi individui riescono a svernare con successo in queste zone.
L’habitat di questa farfalla è rappresentato da boscaglie aperte e luoghi secchi e assolati in cui si trovino piante appartenenti tra le altre, alle Solanaceae (come la belladonna, il giusquiamo, il tabacco e specialmente la patata), alle Verbenaceae, alle Bignoniaceae e alle Oleaceae.

Morfologia –
L’espressione “testa di morto” di questa falena alla presenza sul lato dorsale del torace di una macchia biancastra, con due puntini neri, che ricorda la forma di un teschio. questa caratteristica macchia alle volte può però essere assente.
Questo lepidottero è caratterizzato da un corpo massiccio fusiforme che è ricoperto da una folta peluria.
Le ali hanno una conformazione aerodinamica essendo disposte sull’addome come gli spioventi di un tetto.
Questa falena ha un peso medio di 1,5 g, un corpo lungo circa 6 cm ed un’apertura alare che può oscillare tra 90 e 130 mm.
Le antenne sono piumose e robuste, di diametro costante e presentano degli uncini all’estremità. La parte superiore delle ali anteriori è di colore brunastro, marmorizzata di biancastro e nerastro, e con una cellula discale bianca. Quella delle ali posteriori invece è di colore giallo con due ampie bande ondulate marrone scuro.
L’addome ha una colorazione gialla con bande nerastre trasversali, simile a quello di un calabrone.
La spiritromba è breve, più corta del torace, robusta, rigida e ricoperta di peluria.
Si sottolinea, inoltre, come la colorazione possa variare in intensità e i disegni sulle ali e sull’addome possono essere più o meno definiti.
Il bruco ha una colorazione verde chiara, che tende a scurirsi mano a mano che l’animale si nutre, delle bande gialle diagonali sui lati e un cornetto nero sull’ottavo segmento addominale, all’estremità della coda. Al secondo stadio, sul dorso del bruco compaiono numerose piccole spine. Nel terzo stadio larvale le bande diagonali gialle sviluppano dei margini violacei o blu e il cornetto caudale da nero e liscio diventa giallo e granuloso, ricurvo verso il basso. Nell’ultimo stadio le spine sul dorso scompaiono e la larva è lunga dai 13 ai 15 cm, ha un aspetto robusto e può assumere tre diverse colorazioni: verde, marrone o gialla.
La crisalide o pupa è liscia, lucida e color mogano tendente al rossastro.
Le uova sono di colore verde o grigio-blu.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo biologico della Acherontia atropos può avvenire in un numero variabile di generazioni che possono oscillare tra 1 e 3 durante l’anno.
Nelle popolazioni africane i cicli di covata si susseguono in continuo, mentre nelle regioni più settentrionali dell’areale la falena sverna allo stadio pupale, come crisalide nel terreno.
Le uova vengono deposte singolarmente sulla pagina abassiale delle foglie delle piante ospiti. Al momento della schiusa il bruco si muove poco, solo in cerca di foglie fresche di cui nutrirsi, e fa schioccare le mandibole o arriva addirittura a mordere se viene minacciato. Questo effettua 4 mute nel giro di circa 20 giorni, durante la quale cresce fino a una lunghezza di 120–130 mm e poi scava un buco nel terreno e si impupa in un bozzolo molto fragile, lungo 1,5–4,0 cm situato all’interno di una camera profonda. La falena nella sua forma adulta o immagine emerge dal terreno dopo una metamorfosi completa che può durare da 20 a 60 giorni.
L’adulto, grazie alla sua particolare conformazione e colorazione confonde il profilo del corpo con lo sfondo dove va a posizionarsi. Nelle ore diurne riposa sui rami degli alberi, appoggiato sui muri o sul terreno, nella lettiera. Le attività della falena e il volo si svolgono durante la notte, dal tramonto a qualche tempo dopo la mezzanotte. In questo lasso di tempo si possono trovare degli adulti in accoppiamento, coda contro coda o fianco a fianco, i quali possono rimanere in quella posizione tutta la notte oppure separarsi dopo qualche ora.
Le piante nutrici più appetite sono lo stramonio, il ligustro, la pianta di patata; altre piante: olivo, gelsomino, tabacco selvatico (Nicotiana glauca), lantana, bignonia rampicante, e molte altre.
La sfinge testa di morto di notte frequenta gli alveari, nei quali si nutre del miele prelevato perforando le cellette opercolate con la spiritromba corta e robusta. Questa falena è tanto ghiotta di miele che in alcuni casi ne assume tanto da non riuscire a lasciare l’alveare e da finire soffocata da un gruppo compatto di api. In questo caso, queste ultime ricoprono il suo cadavere con della propoli per evitare che la decomposizione porti infezioni nell’alveare.

Ruolo Ecologico –
L’Acherontia atropos, in molte parti del suo areale, risulta la falena dalle dimensioni maggiori e in Europa è seconda solamente alla saturnia del pero.
Per la sua attività negli alveari i danni inflitti alle colonie di api sono molto ridotti in Europa, dal momento che questa falena è divenuta molto rara, vittima degli insetticidi e dell’inquinamento luminoso, che interferiscono con la sua riproduzione e capacità di orientamento, per ragioni ancora non note, ma probabilmente legate all’impatto sul sistema ormonale.
Nel continente africano invece, dove questa specie è ancora molto diffusa e la predazione degli alveari rappresenta un problema reale per l’apicoltura. Oltre che di miele la falena si nutre bottinando alcune specie floreali, come ad esempio il gelsomino, la patata, il tabacco, il garofano, e succhiando la linfa dagli alberi e il succo dei frutti in marcescenza. I bruchi si sviluppano invece nutrendosi delle foglie delle piante ospite scelte opportunamente dalle madri tra una cinquantina di specie, al momento della deposizione delle uova.
Nella sua attività negli alveari questa falena viene comunque attaccata dalle api di guardia all’entrata dell’alveare, ma la sua folta peluria, la cuticola spessa e la resistenza al veleno che ha sviluppato le consentono di accedere al favo facendosi largo con saltelli e con il movimento vibratorio delle sue ali. Quando l’insetto è arrivato al suo interno si sposta indisturbato perché è in grado di diventare chimicamente invisibile alle api, cioè di produrre molecole chimiche che mimano gli acidi grassi cutanei emessi da questi Imenotteri, confondendosi quindi con essi.
Da sottolineare che l’ Acherontia atropos, a differenza delle altre specie del genere, attacca esclusivamente le colonie di Apis mellifera.
Tra le altre caratteristiche di questa falena si evidenza come questa sia l’unica farfalla al mondo capace di produrre un grido con la faringe che viene prodotto espellendo violentemente dell’aria che mette in vibrazione una piccola lamina situata all’imboccatura della faringe. Infatti, sia il bruco che l’adulto, quando vengono disturbati o si sentono minacciati emettono un suono abbastanza forte, simile a un cigolio o allo stridio di un topo. Questo comportamento è facile da osservare in maschi che hanno appena raggiunto una fonte di luce e che sono ancora nello stato di eccitazione caratteristico di questi momenti. Il suono è udibile fino a una quarantina di metri. Questo comportamento, unito a quello di sollevare le ali, di muovere rapidamente l’addome vivacemente colorato e alla secrezione di una sostanza dall’odore nauseante attraverso i peli ghiandolari dell’addome, ha la funzione di scoraggiare l’attacco dei predatori.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



[:en]

Acherontia atropos

The death’s-head hawkmoth or atropos (Acherontia atropos Linnaeus, 1758) is a moth of the Sphingidae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Subordinate Section, Infraorder Order Heteroneura, Division Ditrysia, Superfamiglia Bombycoidea, Family Sphingidae, Subfamily Sphinginae, Tribe Acherontiini and therefore to the genus Acherontia and to the species A. atropos.

Geographical Distribution and Habitat –
Acherontia atropos is a moth that has a range of diffusion ranging from Africa, Europe and the western parts of the Asian continent.
It is therefore a paleotropical species, present in the Afrotropical and Mediterranean regions. It lives and reproduces in Africa and in the southern part of the Mediterranean basin and in some areas of western Asia. The borders of its area are represented in the eastern border by Kuwait and Saudi Arabia and it goes westward to the Canary Islands and the Azores archipelago.
In the period from May to September, migration to the north takes place, bringing animals to Europe, to southern Scandinavia and to Iceland.
Due to climate change, the northern limit of the range has shifted northward in recent years. This insect has been frequently found in countries of western Eurasia, but only a few individuals manage to winter in these areas successfully.
The habitat of this butterfly is represented by open woods and dry and sunny places where plants belonging to others are to be found, such as Solanaceae (such as belladonna, giusquiamo, tobacco and especially potato), Verbenaceae, Bignoniaceae and with Oleaceae.

Morphology –
The expression “death’s-head hawkmoth” of this moth to the presence on the dorsal side of the chest of a whitish spot, with two black dots, which resembles the shape of a skull. however, this characteristic stain can sometimes be absent.
This moth is characterized by a massive fusiform body that is covered with thick hair.
The wings have an aerodynamic conformation being placed on the abdomen like the slopes of a roof.
This moth has an average weight of 1.5 g, a body about 6 cm long and a wingspan that can oscillate between 90 and 130 mm.
The antennas are feathery and sturdy, of constant diameter and have hooks at the ends. The upper part of the front wings is brownish, marbled of whitish and blackish, and with a white disc cell. The one of the hind wings instead is yellow with two large dark brown wavy bands.
The abdomen has a yellow color with transversal blackish bands, similar to that of a hornet.
The spiritromba is short, shorter than the chest, sturdy, rigid and covered with hair.
It is also emphasized that the color may vary in intensity and the designs on the wings and on the abdomen may be more or less defined.
The caterpillar has a light green color, which tends to darken as the animal feeds, with diagonal yellow bands on the sides and a black croissant on the eighth abdominal segment, at the end of the tail. At the second stage, numerous small spines appear on the back of the caterpillar. In the third larval stage the yellow diagonal bands develop violet or blue margins and the caudal cornetto from black and smooth becomes yellow and grainy, curved downwards. In the last stage the spines on the back disappear and the larva is long from 13 to 15 cm, has a robust appearance and can take on three different colors: green, brown or yellow.
The chrysalis or pupa is smooth, shiny and mahogany with a reddish tint.
The eggs are green or gray-blue.

Attitude and biological cycle –
The biological cycle of Acherontia atropos can occur in a variable number of generations that can fluctuate between 1 and 3 during the year.
In African populations the brood cycles follow each other continuously, while in the northernmost regions of the range the moth hibernates at the pupal stage, as a chrysalis in the ground.
The eggs are laid singly on the lower page of the leaves of the host plants. At the time of hatching the caterpillar moves little, only in search of fresh leaves to feed on, and snaps the jaws or even gets to bite if it is threatened. This performs 4 molts within about 20 days, during which it grows to a length of 120-130 mm and then digs a hole in the ground and gets caught in a very fragile cocoon, 1.5–4.0 cm long located inside a deep chamber. The moth in its adult form or image emerges from the ground after a complete metamorphosis that can last from 20 to 60 days.
The adult, thanks to its particular conformation and coloring, confuses the profile of the body with the background where it goes to position itself. In daylight hours it rests on tree branches, resting on walls or on the ground, in the litter. The activities of the moth and the flight take place during the night, from sunset to some time after midnight. During this time, adults can be found mating, tail against tail or side by side, which can remain in that position all night or separate after a few hours.
The most appetizing feeding plants are the stramonio, the privet, the potato plant; other plants: olive, jasmine, wild tobacco (Nicotiana glauca), lantana, climbing bignonia, and many others.
The death’s-head hawkmoth head at night attends the hives, in which it feeds on the honey taken by piercing the operculated cells with the short and robust spiritromb. This moth is so fond of honey that in some cases it takes on so much that it cannot leave the hive and end up suffocated by a compact group of bees. In this case, the latter cover its corpse with propolis to prevent the decomposition from causing infection in the hive.

Ecological Role –
The Acherontia atropos, in many parts of its range, is the largest moth and in Europe it is second only to the saturnia of the pear tree.
For its activity in the beehives the damage inflicted on bee colonies is very limited in Europe, since this moth has become very rare, victim of insecticides and light pollution, which interfere with its reproduction and orientation ability, for reasons not yet known, but probably related to the impact on the hormonal system.
In the African continent, on the other hand, where this species is still very widespread and the predation of beehives is a real problem for beekeeping. In addition to honey, the moth feeds on certain floral species, such as jasmine, potato, tobacco, carnation, and sucking the sap from the trees and the juice of rotting fruit. The caterpillars develop instead feeding on the leaves of the host plants suitably chosen by the mothers among about fifty species, at the time of spawning.
In its activity in the beehives this moth is however attacked by bees guarding the entrance of the hive, but its thick hair, the thick cuticle and the resistance to the poison it has developed allow it to access the comb by making off with hops and with the vibratory movement of his wings. When the insect has arrived inside it moves undisturbed because it is able to become chemically invisible to the bees, that is to produce chemical molecules that mimic the skin fatty acids emitted by these Hymenoptera, thus confusing them with them.
It should be emphasized that the Acherontia atropos, unlike the other species of the genus, only attacks the colonies of Apis mellifera.
Among the other features of this moth it is evident that this is the only butterfly in the world capable of producing a cry with the pharynx that is produced by violently expelling the air that vibrates a small foil located at the mouth of the pharynx. In fact, both the caterpillar and the adult, when they are disturbed or feel threatened they emit a sound quite strong, similar to a squeak or the screech of a mouse. This behavior is easy to observe in males who have just reached a light source and who are still in a state of excitement characteristic of these moments. The sound is audible up to about forty meters. This behavior, together with that of raising the wings, of moving the abdomen brightly colored and the secretion of a substance from the nauseating smell through the glandular hairs of the abdomen, has the function of discouraging the attack of predators.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Russo G., 1976. Agrarian Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.
– Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



[:es]

Acherontia atropos

La esfinge de la calavera africana (Acherontia atropos Linnaeus, 1758) es una polilla de la familia Sphingidae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclass Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Endopterygota, Superorder Oligoneoptera, Subderinate Section, Subderinate Section, Subderinate Order, Heteroneura, División Ditrysia, Superfamiglia Bombycoidea, Familia Sphingidae, Subfamilia Sphinginae, Tribu Acherontiini y, por lo tanto, al género Acherontia y a la especie A. atropos.

Distribución geográfica y hábitat –
Acherontia atropos es una polilla que tiene un rango de difusión que va desde África, Europa y las partes occidentales del continente asiático.
Por lo tanto, es una especie paleotropical, presente en las regiones Afrotropical y mediterránea. Vive y se reproduce en África y en la parte sur de la cuenca mediterránea y en algunas áreas de Asia occidental. Las fronteras de su área están representadas en la frontera oriental por Kuwait y Arabia Saudita y se dirige hacia el oeste hasta las Islas Canarias y el archipiélago de las Azores.
En el período de mayo a septiembre, se lleva a cabo la migración hacia el norte, trayendo animales a Europa, al sur de Escandinavia e Islandia.
Debido al cambio climático, el límite norte del rango se ha desplazado hacia el norte en los últimos años. Este insecto se ha encontrado con frecuencia en países del oeste de Eurasia, pero solo unas pocas personas logran pasar el invierno en estas áreas con éxito.
El hábitat de esta mariposa está representado por bosques abiertos y lugares secos y soleados donde se pueden encontrar plantas que pertenecen a otros, como Solanaceae (como belladonna, giusquiamo, tabaco y especialmente papa), Verbenaceae, Bignoniaceae y con Oleaceae.

Morfología –
La expresión “esfinge de la calavera africana” de esta polilla a la presencia en el lado dorsal del cofre de una mancha blanquecina, con dos puntos negros, que se asemeja a la forma de un cráneo. sin embargo, esta mancha característica a veces puede estar ausente.
Esta polilla se caracteriza por un cuerpo fusiforme masivo que está cubierto de pelo grueso.
Las alas tienen una conformación aerodinámica que se coloca en el abdomen como las pendientes de un techo.
Esta polilla tiene un peso promedio de 1.5 g, un cuerpo de aproximadamente 6 cm de largo y una envergadura que puede oscilar entre 90 y 130 mm.
Las antenas son plumosas y resistentes, de diámetro constante y tienen ganchos en los extremos. La parte superior de las alas delanteras es de color parduzco, de mármol blanquecino y negruzco, y con una celda de disco blanca. En cambio, una de las alas traseras es amarilla con dos grandes bandas onduladas de color marrón oscuro.
El abdomen tiene un color amarillo con bandas negruzcas transversales, similares a las de un avispón.
La spiritromba es corta, más corta que el cofre, robusta, rígida y cubierta de pelo.
También se enfatiza que el color puede variar en intensidad y los diseños en las alas y en el abdomen pueden estar más o menos definidos.
La oruga tiene un color verde claro, que tiende a oscurecerse a medida que el animal se alimenta, con bandas amarillas diagonales en los lados y un cruasán negro en el octavo segmento abdominal, al final de la cola. En la segunda etapa, aparecen numerosas espinas pequeñas en la parte posterior de la oruga. En la tercera etapa larval, las bandas diagonales amarillas desarrollan márgenes violetas o azules y el cornetto caudal de negro y liso se vuelve amarillo y granulado, curvado hacia abajo. En la última etapa, las espinas en la parte posterior desaparecen y la larva es larga de 13 a 15 cm, tiene una apariencia robusta y puede tomar tres colores diferentes: verde, marrón o amarillo.
La crisálida o pupa es lisa, brillante y caoba con un tinte rojizo.
Los huevos son verdes o gris azulados.

Actitud y ciclo biológico –
El ciclo biológico de Acherontia atropos puede ocurrir en un número variable de generaciones que pueden fluctuar entre 1 y 3 durante el año.
En las poblaciones africanas, los ciclos de cría se suceden continuamente, mientras que en las regiones más septentrionales del rango la polilla hiberna en la etapa pupal, como una crisálida en el suelo.
Los huevos se ponen solos en la página inferior de las hojas de las plantas hospederas. En el momento de la eclosión, la oruga se mueve poco, solo en busca de hojas frescas para alimentarse, y rompe las mandíbulas o incluso muerde si está amenazada. Esto realiza 4 mudas en aproximadamente 20 días, durante los cuales crece hasta una longitud de 120-130 mm y luego cava un agujero en el suelo y queda atrapado en un capullo muy frágil, de 1.5–4.0 cm de largo ubicado dentro de una cámara profunda La polilla en su forma o imagen adulta emerge del suelo después de una metamorfosis completa que puede durar de 20 a 60 días.
El adulto, gracias a su particular conformación y color, confunde el perfil del cuerpo con el fondo donde va a posicionarse. Durante el día, descansa sobre las ramas de los árboles, descansando en las paredes o en el suelo, en la basura. Las actividades de la polilla y el vuelo tienen lugar durante la noche, desde el atardecer hasta algún momento después de la medianoche. Durante este tiempo, se puede encontrar a los adultos apareándose, cola contra cola o uno al lado del otro, que pueden permanecer en esa posición toda la noche o separados después de unas pocas horas.
Las plantas de alimentación más apetitosas son el stramonio, la alheña, la planta de papa; otras plantas: olivo, jazmín, tabaco silvestre (Nicotiana glauca), lantana, bignonia trepadora y muchos otros.
La esfinge de la calavera africana en la noche asiste a las colmenas, en las que se alimenta de la miel tomada al perforar las células operculadas con la corta y robusta Spiritromb. Esta polilla es tan aficionada a la miel que, en algunos casos, absorbe tanto que no puede salir de la colmena y terminar sofocada por un grupo compacto de abejas. En este caso, este último cubre su cadáver con propóleos para evitar que la descomposición cause infección en la colmena.

Rol Ecológico –
La Acherontia atropos, en muchas partes de su área de distribución, es la polilla más grande y en Europa solo es superada por la saturnia del peral.
Por su actividad en las colmenas, el daño infligido a las colonias de abejas es muy limitado en Europa, ya que esta polilla se ha vuelto muy rara, víctima de insecticidas y contaminación lumínica, que interfieren con su capacidad de reproducción y orientación, por lo que razones aún no conocidas, pero probablemente relacionadas con el impacto en el sistema hormonal.
En el continente africano, por otro lado, donde esta especie todavía está muy extendida y la depredación de las colmenas es un problema real para la apicultura. Además de la miel, la polilla se alimenta de ciertas especies florales, como el jazmín, la papa, el tabaco, el clavel y la succión de la savia de los árboles y el jugo de la fruta podrida. En cambio, las orugas se desarrollan alimentándose de las hojas de las plantas hospedadoras elegidas adecuadamente por las madres entre unas cincuenta especies, en el momento del desove.
Sin embargo, en su actividad en las colmenas, esta polilla es atacada por las abejas que protegen la entrada de la colmena, pero su cabello grueso, la cutícula gruesa y la resistencia al veneno que ha desarrollado le permiten acceder al peine al salir con lúpulo y con El movimiento vibratorio de sus alas. Cuando el insecto llega al interior, se mueve sin ser molestado porque puede volverse químicamente invisible para las abejas, es decir, producir moléculas químicas que imitan los ácidos grasos de la piel emitidos por estos himenópteros, confundiéndolos con ellos.
Cabe destacar que Acherontia atropos, a diferencia de las otras especies del género, solo ataca a las colonias de Apis mellifera.
Entre las otras características de esta polilla, es evidente que esta es la única mariposa en el mundo capaz de producir un grito con la faringe que se produce al expulsar violentamente el aire que vibra una pequeña lámina ubicada en la boca de la faringe. De hecho, tanto la oruga como el adulto, cuando se sienten perturbados o se sienten amenazados, emiten un sonido bastante fuerte, similar a un chirrido o al chirrido de un ratón. Este comportamiento es fácil de observar en los hombres que acaban de llegar a una fuente de luz y que todavía se encuentran en un estado de excitación característico de estos momentos. El sonido es audible hasta unos cuarenta metros. Este comportamiento, junto con el de levantar las alas, mover el abdomen de colores brillantes y la secreción de una sustancia del olor nauseabundo a través de los pelos glandulares del abdomen, tiene la función de desalentar el ataque de los depredadores.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Russo G., 1976. Entomología agraria. Parte especial Liguori Editore, Nápoles.
– Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.



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Un pensiero su “[:it] Acherontia atropos [:en] Acherontia atropos [:es] Acherontia atropos [:]

  • 10 Aprile 2022 in 19:29
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    Muy interesante la lecura de “Viola acherontia”, relato fantastico de Leopoldo Lugones, en donde presenta estas caracteristicas de La esfinge de la calavera africana, en un experimento botanico.

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