Rhamnus alaternus

Rhamnus alaternus

L’Alaterno, conosciuto anche con i nomi di Ranno lanterno, Linterno, Purrolo o Ilatro (Rhamnus alaternus L.) è un arbusto della famiglia delle Rhamnaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rhamnales, Famiglia Rhamnaceae e quindi al Genere Rhamnus ed alla Specie R. alaternus.

Etimologia –
Il termine Rhamnus proviene dal greco ῥάμνος rhámnos, nome attribuito a diversi arbusti da Teofrasto e altri Autori greci.
L’epiteto alaternus viene da alaternus linterno, nome di un arbusto citato da Plinio e utilizzato da Linneo per l’assonanza con alternus alternato, riferimento alla disposizione delle foglie. Secondo altri autori per la somiglianza col prugnolo, chiamato Alaternus da Clusius.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’alaterno è una specie arbustiva sempreverde tipica della macchia mediterranea e delle garighe delle regioni a clima mediterraneo che cresce dal livello del mare fino ai 700 m di altitudine.
Questa pianta è diffusa dalla Spagna alla Crimea, all’Asia Minore e all’Africa settentrionale dove cresce anche in terreni aridi, calcarei e pietrosi.

Descrizione –
Il Rhamnus alaternus è un arbusto che si può sviluppare fino 5 m di altezza.
Presenta dei fusti con corteccia di colore rossastro e rami giovani pubescenti; la chioma è compatta e tondeggiante.
Le foglie sono alterne, di 2-5 cm, a volte quasi opposte, di forma ovale o lanceolata, di consistenza coriacea, di colore verde lucido nella pagina superiore e verde-giallastre in quella inferiore, con margine intero o debolmente seghettato biancastro, con 4-6 paia di nervature che verso la fine del margine scorrono quasi parallelamente ad esso.
I fiori sono dioici piccoli e raccolti in un corto racemo ascellare di colorazione giallo-verdastro, con petali isolati o assenti, stili fessurati in 2-4 parti.
L’antesi è nel periodo tra febbraio e aprile.
Il frutto, di 4-6 mm, è una drupa obovoidale, di colore rosso-brunastro, nera a maturità che contiene da 2 a 4 semi.

Coltivazione –
Per la coltivazione dell’Alaterno si tenga conto che è una pianta che predilige esposizioni soleggiate e calde, dove si adatta a molti tipi di terreno ma che cresce di frequente in quelli calcarei e sassosi. La pianta resiste bene alla siccità e alla salsedine portata dai venti marini.
Per la moltiplicazione si può partire da seme, con semina da effettuare da settembre a ottobre o per talea legnosa, nel periodo di fine gennaio o semilegnosa nel periodo estivo.
Per la potatura bisogna intervenire nel periodo primaverile quando la pianta si risveglia dal riposo vegetativo; in questo periodo si potano gli steli più lunghi al fine di favorire l’accestimento basale dei cespugli e l’emissione di nuovi getti laterali.
I rami recisi emanano un odore sgradevole e per questo motivo l’alaterno viene chiamato anche legno puzzo.
È adattabile anche alla coltivazione in vaso.

Usi e Tradizioni –
L’alaterno è una pianta molto simile e che può essere confuso con la Phillyrea latifolia (L.), che porta solitamente foglie opposte, chiamata pure ilatro. Molto simile è anche il Rhamnus alpinus (L.), che è un arbusto che presenta foglie caduche alterne, dalla lamina membranosa, e fiori con 4 petali e 4 sepali, fiorisce a fine primavera.
L’alaterno può essere usato, come pianta ornamentale, per formare fitte siepi frangivento in prossimità del mare
In silvicoltura viene utilizzato per rimboschimenti di zone rupestri e aride.
Il legno di questa pianta è molto duro, di colore giallo-brunastro e dal caratteristico odore sgradevole che emana appena tagliato (da cui il nome vernacolare di Legno puzzo); questo viene utilizzato per lavori di tornitura o ebanisteria.
I frutti o bacche, le foglie e i rami, vengono impiegati nell’industria dei coloranti per estrarre i pigmenti verdi-giallastri e i pigmenti-gialli aranciati, noti come verde di vescica. Anticamente si utilizzava per tingere di giallo i tessuti.
L’alaterno svolge, inoltre, un importante ruolo ecologico in quanto i suoi fiori sono melliferi e vengono sfruttati dalle api per la produzione di un miele dal sapore delicato.
I frutti maturi, raccolti in agosto-settembre, fatti essiccare al sole, vengono utilizzati per le loro proprietà lassative e vermifughe.
La presenza di triterpeni, flavonoidi, conferisce a questa pianta proprietà antipertensiva, antiarterosclerotica ed antiossidante. Inoltre, recenti studi oncologici, indicherebbero che gli estratti arricchiti in flavonoidi di radici e foglie di Rhamnus alaternus inibiscono la proliferazione delle cellule atipiche responsabili della leucemia umana.
Un tempo, nella medicina popolare, l’alaterno veniva impiegato nelle affezioni epatiche (mal di fegato e ittero). In Sardegna, anticamente, veniva usato per combattere l’itterizia, o si indossavano delle collane preparate con varie parti della pianta o abiti intrisi con infusi delle foglie, questo perché la pianta era associata al colore giallo, e quindi efficace nella cura dei mali che causano una colorazione giallastra della pelle.
Sempre in Sardegna si usava combattere la stanchezza e la pesantezza dei piedi facendo ricorso ad un pediluvio di Rhamnus alaternus.
In Campania si pianta un Alaterno per ogni neonato che viene alla luce, a seguito della emanazione della Legge Regionale n° 14 del 28/12/1992 della Regione Campania, che ha inserito questa specie nella lista delle specie arboree utili al rimboschimento.

Modalità di Preparazione –
È documentato un uso dell’alaterno, nella medicina popolare di alcuni paesi mediterranei, come galattagogo, lassativo ed ipotensivo. L’effetto lassativo è da ascriversi ai glicosidi antrachinonici presenti nei frutti, e può diventare molto potente se l’uso non è accompagnato da contemporanea assunzione di Altea e Malva (per effetto delle mucillagini che ne mitigano l’effetto per assorbimento).

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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