[:it] Milvus milvus [:en] Milvus milvus [:es] Milvus milvus [:]

[:it]

Milvus milvus

Il nibbio reale (Milvus milvus Linnaeus, 1758) è un uccello rapace appartenente alla famiglia degli Accipitridi.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Superclasse Tetrapoda, Classe Aves, Sottoclasse Neornithes, Ordine Accipitriformes, Famiglia Accipitridae, Sottofamiglia Buteoninae e quindi al Genere Milvus ed alla Specie M. milvus.
Sono note due sottospecie che sono:
– Milvus milvus milvus (Linnaeus, 1758);
– Milvus milvus fasciicauda Hartert, 1914, con areale ristretto nell’area di Capo Verde.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il nibbio reale è una specie distribuita solo nel Paleartico occidentale dove la popolazione europea ne rappresenta il 95%, con 19.000-25.000 coppie.
È presente in quasi tutta l’Europa centrale e occidentale, in particolare in Germania, Spagna, Francia e in Italia dove si riproduce regolarmente, ma anche in Asia occidentale e in Africa nord-orientale.
Il suo habitat è rappresentato dai boschi specialmente di latifoglie ma anche nelle pianure e negli ambienti collinari dove comunque è localizzabile all’interno della fascia che va dagli 0 agli 800 metri sul livello del mare, mentre nelle zone montuose può nidificare ad altitudini ben maggiori (con un picco di 2,500 m osservato in Marocco).
In Italia è presente in Sardegna, Sicilia, e nell’appennino meridionale. Particolarmente diffuso in Basilicata, frequentemente lo si incontra in volo sui centri abitati. In inverno addirittura lo si osserva in folti gruppi.

Descrizione –
Il Milvus milvus è un rapace che si riconosce per avere un’apertura alare di 150-160 cm, con piumaggio dell’adulto: variopinto, bruno-rossiccio, nero e bianco con testa grigio chiaro. Ha un piumaggio molto più chiaro di quello del nibbio bruno, da cui si distingue per la caratteristica coda rossiccia profondamente forcuta. Se si osserva in volo si distingue anche per la macchia biancastra sul lato inferiore delle remiganti primarie.
La sua silhouette è inconfondibile sia per le lunghe ali che per la coda sporgente, più stretta alla base e forcuta.
Nel nibbio reale il maschio è la femmina sono identici, eccezion fatta per una leggera differenza della taglia. Il maschio è intorno ai 60 cm, mentre la femmina intorno ai 66 cm si lunghezza, con un’apertura alare leggermente maggiore per la femmina.
Vola con una straordinaria agilità, spesso aprendo e ruotando la coda.

Biologia –
Il nibbio reale inizia la fase riproduttiva nel periodo primaverile.
Questa specie costruisce il nido su alberi, più raramente su rocce. Per costruire il nido utilizza rami, stracci ed anche pezzi di plastica ed altri rifiuti.
Dopo l’accoppiamento depone in media tre uova, che cova fin dal primo; le uova, quindi, schiudono a intervalli; mediamente l’incubazione richiede circa un mese.
Prima che i pulli siano autosufficienti possono occorrere anche quattro mesi ed il primo involo avviene dopo sette settimane.

Ruolo Ecologico –
La dieta principale del Milvus milvus è rappresentata da piccoli mammiferi (soprattutto topi ed arvicole), uccelli, ma anche pesci, qualche carogna, lombrichi, insetti, anche rifiuti.
Questo rapace, per cacciare, necessita di vicini spazi aperti erbosi, terreni coltivati, pascoli e in genere zone di bassa vegetazione.
Storicamente è presente nelle città dove è assente il nibbio bruno, a volte può essere osservato nei pressi delle discariche o sui bordi delle strade ai confini dei centri urbani.
La popolazione italiana è stimata in 600-800 individui maturi e presenta un trend che risulta stabile, sebbene in Sicilia risulti quasi estinto.
I fattori principali di minaccia sembrano essere le modificazioni dei sistemi di conduzione agricola e di allevamento del bestiame, le uccisioni illegali, l’avvelenamento (bocconi avvelenati, ma anche pesticidi e saturnismo), l’elettrocuzione e la presenza di impianti eolici (perdita di habitat e possibili collisioni). A queste, si aggiunge anche la chiusura delle discariche a cielo aperto, che oggi son divenute un’importante fonte trofica per la specie a seguito della riduzione del bestiame allo stato brado. La specie in Italia viene pertanto classificata come Vulnerabile (VU) a causa del ridotto numero di individui maturi e presenza di minacce. In generale, la specie presenta un basso grado di dispersione, dovuto anche al fatto che localmente può raggiungere elevate densità. Inoltre, la popolazione europea risulta essere in declino.
Nella Lista Rossa dell’IUCN – Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (2008)- la specie figura come “prossima alla minaccia” perché sta registrando un declino moderatamente rapido della popolazione.
In particolare sono alcune popolazioni chiave, come quella spagnola (1.900-2.600 coppie), francese (3.000-3.800) e tedesca (10.500-14.000), che stanno subendo un netto decremento.
In alcune aree europee la specie è, invece, in incremento, come accade in Svizzera (1.200-1.500 coppie), o in netto incremento, come in Svezia, dove da 30-50 coppie presenti negli anni ‘70 si è passati ad oltre 2.000 coppie nel 2012.
La specie, un tempo diffusa in molte aree dell’Italia centrale e meridionale, è andata incontro ad un progressivo declino soprattutto nella seconda metà del XX sec., scomparendo quasi completamente dall’Italia centrale, dove rimaneva solo una piccola popolazione nidificante sui Monti della Tolfa, nell’alto Lazio, e conservandosi solo nelle regioni meridionali.
Il nibbio reale è una sorta di “indicatore” dell’uso del veleno dal momento che, cibandosi di piccole prede o di animali morti, può facilmente individuare bocconi o carcasse avvelenati e cibarsene.
L’impatto dell’uso del veleno sulla specie, ben conosciuto in altri paesi europei come Spagna e Gran Bretagna, è poco noto per quanto riguarda l’Italia.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.



[:en]

Milvus milvus

The red kite (Milvus milvus Linnaeus, 1758) is a bird of prey belonging to the Accipitridae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Animalia Kingdom, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Superclass Tetrapoda, Class Aves, Subclass Neornithes, Order Accipitriformes, Family Accipitridae, Subfamily Buteoninae and then to the Genus Milvus and the Species M. milvus.
Two subspecies are known which are:
– Milvus milvus milvus (Linnaeus, 1758);
– Milvus milvus fasciicauda Hartert, 1914, with a narrow range in the area of ​​Cape Verde.

Geographical Distribution and Habitat –
The red kite is a species distributed only in the western Palearctic where the European population represents 95%, with 19,000-25,000 pairs.
It is present in almost all of central and western Europe, particularly in Germany, Spain, France and Italy where it reproduces regularly, but also in western Asia and north-eastern Africa.
Its habitat is represented by woods, especially broad-leaved trees, but also in the plains and in the hilly areas where, however, it can be located within the range from 0 to 800 meters above sea level, while in mountainous areas it can nest at much higher altitudes ( with a peak of 2,500 m observed in Morocco).
In Italy it is present in Sardinia, Sicily, and in the southern Apennines. Particularly widespread in Basilicata, it is frequently encountered in flight on residential areas. In winter it is even observed in large groups.

Description –
Milvus milvus is a bird of prey that is recognized for having a wingspan of 150-160 cm, with adult plumage: colorful, reddish-brown, black and white with a light gray head. It has a much lighter plumage than that of the brown kite, from which it is distinguished by the characteristic deeply forked red tail. If it is observed in flight it is also distinguished by the whitish spot on the lower side of the primary remiges.
Its silhouette is unmistakable both for the long wings and for the protruding tail, narrower at the base and forked.
In the red kite the male is the female are identical, except for a slight difference in size. The male is around 60 cm, while the female around 66 cm is long, with a slightly larger wingspan for the female.
Fly with extraordinary agility, often opening and turning the tail.

Biology –
The red kite begins the reproductive phase in the spring period.
This species builds its nest on trees, more rarely on rocks. To build the nest, it uses branches, rags and even pieces of plastic and other waste.
After mating it lays on average three eggs, which it hatches from the first; the eggs therefore hatch at intervals; incubation takes about a month on average.
Before the chicks are self-sufficient it can take up to four months and the first flight occurs after seven weeks.

Ecological Role –
The main diet of Milvus milvus is represented by small mammals (especially mice and voles), birds, but also fish, some carrion, earthworms, insects, even rubbish.
This bird of prey, for hunting, needs nearby grassy open spaces, cultivated land, pastures and generally areas of low vegetation.
Historically it is present in cities where the black kite is absent, sometimes it can be observed near landfills or on the edges of roads on the borders of urban centers.
The Italian population is estimated at 600-800 mature individuals and has a stable trend, although in Sicily it is almost extinct.
The main threat factors seem to be changes in farming and livestock breeding systems, unlawful killings, poisoning (poisoned bites, but also pesticides and poisoning), electrocution and the presence of wind power plants (loss of habitat and possible collisions). To these, the closure of open-air dumpsites is also added, which today have become an important trophic source for the species following the reduction of livestock in the wild. The species in Italy is therefore classified as Vulnerable (VU) due to the reduced number of mature individuals and the presence of threats. In general, the species has a low degree of dispersion, also due to the fact that it can reach high densities locally. Furthermore, the European population appears to be in decline.
In the IUCN Red List – World Union for Conservation of Nature (2008) – the species appears as “close to the threat” because it is experiencing a moderately rapid decline in the population.
In particular, there are some key populations, such as the Spanish (1,900-2,600 pairs), French (3,000-3,800) and German (10,500-14,000), which are undergoing a net decrease.
In some European areas the species, on the other hand, is increasing, as happens in Switzerland (1,200-1,500 pairs), or in sharp increase, as in Sweden, where from 30-50 couples present in the 70s it has passed to over 2,000 couples in 2012.
The species, once widespread in many areas of central and southern Italy, experienced a progressive decline especially in the second half of the 20th century, disappearing almost completely from central Italy, where only a small nesting population remained in the Monti della Tolfa, in northern Lazio, and being preserved only in the southern regions.
The red kite is a sort of “indicator” of the use of poison since, by feeding on small prey or dead animals, it can easily detect poisoned bites or carcasses and eat them.
The impact of the use of poison on the species, well known in other European countries such as Spain and Great Britain, is little known with regard to Italy.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas of breeding birds, Gangemi Editore, Rome.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guide to the birds of Europe, North Africa and the Near East, Harper Collins Publisher, United Kingdom.



[:es]

Milvus milvus

El milano real​ (Milvus milvus Linnaeus, 1758) es un ave de rapiña perteneciente a la familia Accipitridae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Animalia, Subgenus Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata, Subphylum Vertebrata, Superclass Tetrapoda, Class Aves, Subclass Neornithes, Order Accipitriformes, Family Accipitridae, Subfamily Buteonus Speteonina y luego la Militemia y la Teteología de las especies M. milvus.
Se conocen dos subespecies que son:
– Milvus milvus milvus (Linneo, 1758);
– Milvus milvus fasciicauda Hartert, 1914, con un rango estrecho en el área de Cabo Verde.

Distribución geográfica y hábitat –
El milano real​ es una especie distribuida solo en el Paleártico occidental, donde la población europea representa el 95%, con 19,000-25,000 parejas.
Está presente en casi toda Europa central y occidental, particularmente en Alemania, España, Francia e Italia, donde se reproduce regularmente, pero también en Asia occidental y el noreste de África.
Su hábitat está representado por bosques, especialmente árboles de hoja ancha, pero también en las llanuras y en las zonas montañosas donde, sin embargo, puede ubicarse dentro del rango de 0 a 800 metros sobre el nivel del mar, mientras que en áreas montañosas puede anidar a altitudes mucho más altas ( con un pico de 2.500 m observado en Marruecos).
En Italia está presente en Cerdeña, Sicilia y en los Apeninos del sur. Particularmente extendido en Basilicata, se encuentra con frecuencia en vuelo en áreas residenciales. En invierno incluso se observa en grandes grupos.

Descripción –
Milvus milvus es un ave de rapiña reconocida por tener una envergadura de 150-160 cm, con plumaje adulto: colorido, marrón rojizo, negro y blanco con una cabeza gris claro. Tiene un plumaje mucho más ligero que el de la cometa marrón, de la que se distingue por la característica cola roja profundamente bifurcada. Si se observa en vuelo, también se distingue por la mancha blanquecina en el lado inferior de las imágenes primarias.
Su silueta es inconfundible tanto para las alas largas como para la cola que sobresale, más estrecha en la base y bifurcada.
En la cometa roja el macho es la hembra son idénticos, excepto por una ligera diferencia de tamaño. El macho mide alrededor de 60 cm, mientras que la hembra mide alrededor de 66 cm de largo, con una envergadura ligeramente mayor para la hembra.
Vuela con extraordinaria agilidad, a menudo abriendo y girando la cola.

Biología –
El milano real​ comienza la fase reproductiva en el período de primavera.
Esta especie construye su nido en los árboles, más raramente en las rocas. Para construir el nido, utiliza ramas, trapos e incluso pedazos de plástico y otros desechos.
Después del apareamiento, pone en promedio tres huevos, que sale del primero; los huevos, por lo tanto, eclosionan a intervalos; La incubación tarda aproximadamente un mes en promedio.
Antes de que los polluelos sean autosuficientes, puede tomar hasta cuatro meses y el primer vuelo ocurre después de siete semanas.

Rol Ecológico –
La dieta principal de Milvus milvus está representada por pequeños mamíferos (especialmente ratones y ratones de campo), pájaros, pero también peces, algunas carroñas, lombrices de tierra, insectos e incluso basura.
Esta ave de rapiña, para cazar, necesita espacios abiertos de hierba cercanos, tierras cultivadas, pastos y, en general, áreas de baja vegetación.
Históricamente está presente en ciudades donde la cometa negra está ausente, a veces se puede observar cerca de vertederos o en los bordes de las carreteras en las fronteras de los centros urbanos.
La población italiana se estima en 600-800 individuos maduros y tiene una tendencia estable, aunque en Sicilia está casi extinta.
Los principales factores de amenaza parecen ser los cambios en los sistemas de cría de ganado y cría, asesinatos ilegales, envenenamiento (picaduras envenenadas, pero también pesticidas y envenenamiento), electrocución y la presencia de plantas de energía eólica (pérdida de hábitat y posibles colisiones). A estos, también se agrega el cierre de vertederos al aire libre, que hoy se han convertido en una importante fuente trófica para las especies después de la reducción del ganado en la naturaleza. Por lo tanto, la especie en Italia se clasifica como Vulnerable (VU) debido al número reducido de individuos maduros y la presencia de amenazas. En general, la especie tiene un bajo grado de dispersión, también debido al hecho de que puede alcanzar altas densidades localmente. Además, la población europea parece estar en declive.
En la Lista Roja de la UICN – Unión Mundial para la Conservación de la Naturaleza (2008) – la especie aparece como “cercana a la amenaza” porque está experimentando una disminución moderadamente rápida de la población.
En particular, hay algunas poblaciones clave, como el español (1.900-2.600 pares), el francés (3.000-3.800) y el alemán (10.500-14.000), que están experimentando una disminución neta.
En algunas áreas europeas, la especie, por otro lado, está aumentando, como sucede en Suiza (1,200-1,500 pares), o en fuerte aumento, como en Suecia, donde de 30 a 50 parejas presentes en los años 70 ha pasado a más de 2,000 parejas en 2012.
La especie, una vez extendida en muchas áreas del centro y sur de Italia, experimentó una disminución progresiva, especialmente en la segunda mitad del siglo XX, desapareciendo casi por completo del centro de Italia, donde solo una pequeña población de anidación permaneció en el Monti della Tolfa, en el norte de Lazio, y se conserva solo en las regiones del sur.
La cometa roja es una especie de “indicador” del uso de veneno ya que, al alimentarse de presas pequeñas o animales muertos, puede detectar fácilmente picaduras o cadáveres envenenados y comerlos.
El impacto del uso de veneno en la especie, bien conocido en otros países europeos como España y Gran Bretaña, es poco conocido con respecto a Italia.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– C. Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlas de aves reproductoras, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K. Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guía de las aves de Europa, el norte de África y el Cercano Oriente, Harper Collins Publisher, Reino Unido.



[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *