[:it] Allium ascalonicum [:en] Allium ascalonicum [:es] Allium ascalonicum [:]

[:it]

Allium ascalonicum

Lo scalogno o scalogna (Allium ascalonicum L.) è una specie erbacea della famiglia delle Liliaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Liliales, Famiglia Liliaceae e quindi al Genere Allium ed alla Specie A. ascalonicum.

Etimologia –
Il termine Allium proviene da alium aglio, citato da Plauto, Plinio e da altri (di origine incerta, probabilmente dal greco ἄγλῑς áglis capo d’aglio; lo Webster Dictionary, basandosi sull’origine asiatica, propone un possibile collegamento con il sanscrito āluka radice edule di Amorphophallus campanulatus; per A. Gentil deriverebbe dal celtico all caldo, bruciante, per il caratteristico sapore. L’epiteto specifico ascalonicum deriva da Ascalona antica città della Palestina a sud di Tel Aviv.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Allium ascalonicum è una pianta originaria del Medioriente, tant’è che il nome scientifico della specie, ascalonicum, deriva da Ascalon, antica città della Palestina dove si ritiene abbia avuto origine e dove veniva infatti ampiamente coltivato.
Oggi questa specie viene coltivata praticamente in tutto il mondo.

Descrizione –
Lo scalogno è una pianta che può raggiungere 20–30 cm di altezza.
Ha foglie cilindriche, con bulbo composito (non unico), tunicato, come quello della cipolla, ma più piccolo, spesso composto da due o tre più piccoli bulbilli uniti in un bulbo tunicato unico poco più grande, nel complesso leggermente più affusolato della cipolla. Questo bulbo normalmente ha un peso che varia da 5 a 25 grammi circa e che, in funzione delle varietà, si differenzia per il colore delle guaine esterne (verde violaceo, rosso, rosso-bruno, rosso rosaceo, viola, giallo, grigio e bianco), della loro forma (sferica, rotondeggiante e allungata) e infine dal sapore, molto influenzato anche dalla zona di coltivazione.
Ha una infiorescenza che, quando si manifesta, in alcune varietà appositamente selezionate, di forma ombrellifero, e produce dei semi piccoli e neri.
La riproduzione, per via delle difficoltà di andare a seme, è normalmente di tipo vegetativo.

Coltivazione –
Lo scalogno è una pianta da orto resistente, che non richiede cure particolari per crescere bene. Bisogna considerare comunque che non si può però coltivare in successione a sé stesso o ad altre Liliacee, né Solanacee, barbabietole o cavoli.
Per piantare sullo stesso appezzamento questa pianta bisogna attendere almeno 5 anni. Viene messo a dimora tramite i bulbilli, nel periodo tra novembre e dicembre, mentre la raccolta si inizia da metà giugno, per il prodotto da consumare fresco e dalla seconda metà di luglio per quello da conservare e trasformare.
Dopo l’estirpazione di bulbi si procede alla loro essiccazione e conservazione. Lo scalogno va conservato in un ambiente fresco, asciutto e ben ventilato. Si deve evitare di conservarlo in frigorifero e di riporlo in confezioni impermeabili che favoriscono la sua decomposizione; può essere conservato nel congelatore.
Lo scalogno, in base al colore della buccia, si raggruppa in diverse varietà coltivate in Europa:
– Rosa. La più importante di queste varietà è lo scalogno di Jersey, fra i più sofisticati, che ha un bulbo sferico rigonfio (corto e piuttosto largo), una buccia dal rame al rosa, una polpa venata e un aroma poco piccante; altre varietà sono la Pesandor e la Rondeline;
– Grigio. Famosa è la varietà di scalogno comune, che ha un bulbo piccolo di forma allungata, guaine di colore grigio con testa violacea, una polpa soda e un aroma pungente; varietà comuni sono la Griselle e la Grisor.
– Giallo. Tipici quelli olandesi che hanno un bulbo relativamente arrotondato e corto, fra i più simili alla cipolla;
– Bruno rossastri. La più diffusa in Italia è certamente lo Scalogno di Romagna, prodotto IGP (dal 1997) coltivato dall’inizio del XX secolo nelle zone tra Faenza, Forlì e Imola, che possiede foglie slanciate, un bulbo a forma di fiaschetto talvolta contorto, un apparato radicale ben sviluppato, guaine di colore scuro dorato o ramato, una polpa dalle sfumature rosa-lilla e un sapore piccante. Altre varietà sono la Arvro, la Germor e la Longor;
– Gli scalogni coltivati in Asia sono generalmente di buccia rossa o rosso-violacea. Nell’India meridionale le varietà più amate sono particolarmente piccole (circa la larghezza di un dito).
– Nella Louisiana meridionale è invece diffusa la coltivazione di una varietà di scalogno gigante bianco (giant white shallot), che è in realtà un incrocio fra lo scalogno e la cipolla di inverno (Allium fistulosum).
Per la tecnica di coltivazione biologica dello scalogno consulta la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
L’ Allium ascalonicum, con un sapore a metà strada tra aglio e cipolla, seppur più delicato, un tempo era il companatico povero sopratutto dei contadini romagnoli.
La sua coltivazione è nota da almeno 3000 anni ed era già in uso presso i popoli romani.
Secondo alcuni studiosi, lo scalogno sarebbe stato portato in Europa dai popoli che migrarono dal Medio Oriente, tra cui le popolazioni celtiche. Infatti, il termine allium è una parola celtica che significa “bruciante”. Menzionato sin dai tempi antichi – celebri le citazioni di Ovidio e Boccaccio – lo scalogno è quindi protagonista di una storia plurimillenaria, contadina e rurale: nel Liber de Coquina redatto nel XIII sec. presso la corte angioina a Napoli, è indicato come condimento ideale per carni e quale succedaneo di cipolla, porro ed aglio.
Questo ortaggio ha numerose proprietà terapeutiche. Fa bene alle unghie ed ai capelli: mangiato crudo, lo scalogno mantiene inalterate le sue proprietà terapeutiche ed apporta benefici ad unghie capelli contribuendo al loro rafforzamento.
Antiossidanti: ha un buon contenuto di composti antiossidanti, oltre alle vitamine contiene quercetina e kaempferol, due sostanze che vengono rilasciate quando lo scalogno viene schiacciato e che a loro volta producono un’altra sostanza, l’allicina. Questo composto pare sia in grado di intervenire efficacemente su alcuni tipi di tumore come quello al polmone, allo stomaco, al colon ad al seno.
Antitumorali: secondo l’Università della California le diete ricche di alimenti appartenenti alla famiglia delle Liliaceae sono associate ad un minor rischi di sviluppare tumori.
Colesterolo: l’allicina ha anche un’altra proprietà molto importante per la nostra salute, è anche in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue con effetti benefici nella prevenzione dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiache coma infarto ed ictus.
Abbassa la pressione: potassio e allicina, combinati insieme, hanno effetti benefici sull’ipertensione. Il potassio è un elettrolita con proprietà vasodilatatrici ed è quindi in grado di rilassare le pareti dei vasi sanguigni permettendo un flusso maggiore di sangue. L’allicina invece rilascia ossido nitrico nel corpo che riduce la pressione sanguigna.
Diabete: l’allile di solfuro contenuto in questo vegetale ha proprietà utili a regolare i livelli di zucchero nel sangue, il consumo di scalogno è quindi consigliato a chi soffre di diabete.
Fa bene al cervello: lo scalogno contiene acido folico che è essenziale per il buon funzionamento del cervello e per la salute mentale.
Gravidanza: nelle giuste dosi l’acido folico è anche importante per le donne in gravidanza in quanto previene le malformazioni al tubo neurale nei bambini che devono nascere.
Come molte piante, lo scalogno è prevalente composto da acqua. A questa ed alle fibre si aggiungono oligonutrienti indispensabili per un buon funzionamento del nostro organismo, a cui sono imputate le possibili proprietà benefiche di questo bulbo: lo scalogno è ricco di sodio, potassio, calcio, fosforo, selenio, silicio.
Il selenio (Se) è un elemento che si lega bene con lo zolfo di cui lo scalogno è ricco, ed è presente in moltissimi tessuti del nostro organismo: è importante per l’accrescimento, ha un’azione antiossidante e gli vengono pertanto attribuite proprietà anti invecchiamento.
Il buon contenuto di silicio (Si) renderebbe invece lo scalogno utile contro l’osteoporosi e per il rafforzamento di unghie e capelli, data la relazione fra quest’ultimo e il calcio.
Buono l’apporto di vitamina C (anche se c’è da considerare che per assimilarla al meglio, lo scalogno dovrà essere mangiato crudo, visto che la cottura la distrugge), nonché di vitamina A, e delle vitamine del gruppo B.
In letteratura scientifica è stato riportato che gli scalogni contengano più flavonoidi e fenoli che ogni altro membro della famiglia delle cipolle. Fra i flavonoidi, sostanze vegetali ed azione antibiotica, compaiono in particolare le antocianine, sostanze che conferiscono il colore violaceo al bulbo, utilissime per i capillari e per la circolazione in generale, e la quercetina, molecola studiata in campo oncologico sperimentale e regolatrice della pressione diastolica (la minima).
I componenti volatili responsabili dell’aroma sono invece trattenuti dalla guaina che avvolge il bulbo, e si attivano quando essa viene incisa. L’enzima allinasi, che fa parte del sistema difensivo che le piante del genere Allium adottano per contrastare gli erbivori, è responsabile della catalisi delle reazioni chimiche implicate nella produzione dei composti volatili che conferiscono a questi alimenti i caratteristici aromi, odori e proprietà lacrimogene. In particolare fra questi ultimi è rilevante il solfuro di allile, un tioetere volatile che ha effetto diuretico, nonché disinfettante (vermifugo e battericida). Per il suo potenziale effetto disinfettante, nella tradizione indiana lo scalogno, mescolato con lo zucchero (anche non raffinato, come il jaggery), è usato come rimedio casalingo per il mal di gola.

Modalità di Preparazione –
Lo scalogno si consuma soprattutto al naturale o nella preparazione di insalate crude, salse, frittate, sottolio e sottaceti. Per il suo delicato e caratteristico apporto aromatico viene utilizzato in cucina per l’elaborazione di antipasti e piatti di portata.
Ma dello scalogno esistono interessanti ricette di cui se ne riportano, in sintesi, solo alcune.
Lo scalogno può essere infatti preparato fritto o croccante, o in salamoia, con zucchero, aceto di vino rosso e una bustina di erbe fresche o, infine, lo scalogno caramellato, dove i bulbi, sapientemente puliti, vengono fatti a fette in una padella grande a fuoco medio-basso, con aggiunta di alcuni cucchiai di burro fuso. La preparazione prevede il rimescolamento di tanto in tanto, per massimo 10 minuti, fino a doratura. Usando una forchetta o un mestolo di metallo, poi si trasferisce lo scalogno caramellato in un piatto rivestito con un tovagliolo di carta, dopo di ché si condisce con sale e pepe a piacere.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Allium ascalonicum

Shallot (Allium ascalonicum L.) is a herbaceous species of the Liliaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Magnoliophyta Division, Liliopsida Class, Liliales Order, Liliaceae Family and therefore to the Genus Allium and to the Species A. ascalonicum.

Etymology –
The term Allium comes from alium garlic, mentioned by Plautus, Pliny and others (of uncertain origin, probably from the Greek ἄγλῑς áglis head of garlic; the Webster Dictionary, based on the Asian origin, proposes a possible link with the Sanskrit root āluka edible of Amorphophallus campanulatus; for A. Gentil it would derive from the warm Celtic, burning, due to its characteristic taste.The specific epithet ascalonicum derives from Ascalona, ​​ancient city of Palestine south of Tel Aviv.

Geographical Distribution and Habitat –
The Allium ascalonicum is a plant native to the Middle East, so much so that the scientific name of the species, ascalonicum, derives from Ascalon, an ancient city in Palestine where it is believed to have originated and where it was in fact widely cultivated.
Today this species is cultivated practically all over the world.

Description –
Shallot is a plant that can reach 20-30 cm in height.
It has cylindrical leaves, with a composite bulb (not unique), tunicate, like that of the onion, but smaller, often composed of two or three smaller cloves united in a single tunicate bulb slightly larger, on the whole slightly more tapered than the onion. This bulb normally has a weight that varies from about 5 to 25 grams and which, depending on the variety, differs for the color of the outer sheaths (purple green, red, red-brown, pinkish red, purple, yellow, gray and white ), of their shape (spherical, rounded and elongated) and finally of the taste, very influenced also by the cultivation area.
It has an inflorescence that, when it manifests, in some specially selected varieties, of an umbrella shape, and produces small and black seeds.
Reproduction, due to the difficulty of going to seed, is normally vegetative.

Cultivation –
Shallot is a resistant vegetable plant, which does not require special care to grow well. It must be considered however that one cannot however cultivate in succession to himself or to other Liliaceae, nor Solanacee, beetroot or cabbage.
To plant this plant on the same plot you have to wait at least 5 years. It is planted through the cloves in the period between November and December, while the harvest begins in mid-June, for the product to be consumed fresh and from the second half of July for the product to be conserved and transformed.
After the extirpation of bulbs, they are dried and stored. Shallots should be stored in a cool, dry and well-ventilated area. It must be avoided to keep it in the refrigerator and to store it in waterproof packaging which favors its decomposition; can be stored in the freezer.
The shallot, based on the color of the peel, is grouped into different varieties grown in Europe:
– Rose. The most important of these varieties is the most sophisticated Jersey shallot, which has a swollen spherical bulb (short and rather broad), a peel from copper to pink, a veined pulp and a slightly spicy aroma; other varieties are the Pesandor and the Rondeline;
– Grey. Famous is the common shallot variety, which has a small elongated bulb, gray sheaths with a purple head, a firm pulp and a pungent aroma; common varieties are the Griselle and the Grisor.
– Yellow. Typical Dutch ones that have a relatively rounded and short bulb, among the most similar to the onion;
– reddish brown. The most widespread in Italy is certainly the Scallion of Romagna, a PGI product (since 1997) cultivated since the beginning of the 20th century in the areas between Faenza, Forlì and Imola, which has slender leaves, a sometimes twisted bulb-shaped flask, an apparatus well developed root, dark golden or coppery sheaths, a pink-lilac hue and a spicy flavor. Other varieties are the Arvro, the Germor and the Longor;
– The shallots grown in Asia are generally red or purplish-red. In southern India the most popular varieties are particularly small (about the width of a finger).
– In southern Louisiana, the cultivation of a variety of white giant shallot (giant white shallot) is widespread, which is actually a cross between shallot and winter onion (Allium fistulosum).
For the technique of organic cultivation of shallots consult the following card.

Uses and Traditions –
Allium ascalonicum, with a flavor halfway between garlic and onion, although more delicate, was once the poor companion especially of the Romagna peasants.
Its cultivation has been known for at least 3000 years and was already in use among the Roman peoples.
According to some scholars, the shallot was brought to Europe by the peoples who migrated from the Middle East, including the Celtic populations. In fact, the term allium is a Celtic word that means “burning”. Mentioned since ancient times – the quotations of Ovid and Boccaccio are celebrated – the shallot is therefore the protagonist of a millennial history, peasant and rural: in the Liber de Coquina written in the XIII century. at the Angevin court in Naples, it is indicated as an ideal condiment for meat and as a substitute for onion, leek and garlic.
This vegetable has numerous therapeutic properties. It is good for nails and hair: when eaten raw, the shallot retains its therapeutic properties and brings benefits to hair nails contributing to their strengthening.
Antioxidants: it has a good content of antioxidant compounds, in addition to vitamins it contains quercetin and kaempferol, two substances that are released when the shallot is crushed and which in turn produce another substance, allicin. This compound seems to be able to intervene effectively on some types of tumors such as the lung, the stomach, the colon and the breast.
Antitumorals: according to the University of California, diets rich in foods belonging to the Liliaceae family are associated with a lower risk of developing tumors.
Cholesterol: allicin also has another very important property for our health, it is also able to lower the levels of bad cholesterol in the blood with beneficial effects in the prevention of arteriosclerosis and heart disease like heart attack and stroke.
Lowers pressure: potassium and allicin, combined together, have beneficial effects on hypertension. Potassium is an electrolyte with vasodilatory properties and is therefore able to relax the walls of blood vessels allowing a greater flow of blood. Allicin instead releases nitric oxide in the body which reduces blood pressure.
Diabetes: sulfide allyl in this vegetable has useful properties to regulate blood sugar levels, the consumption of shallots is therefore recommended for those suffering from diabetes.
It is good for the brain: the shallot contains folic acid which is essential for the proper functioning of the brain and for mental health.
Pregnancy: in the right doses folic acid is also important for pregnant women as it prevents neural tube malformations in babies who are born.
Like many plants, shallots are predominantly composed of water. To this and to the fibers are added oligonutrients essential for a good functioning of our body, to which the possible beneficial properties of this bulb are attributed: the shallot is rich in sodium, potassium, calcium, phosphorus, selenium, silicon.
Selenium (Se) is an element that binds well with the sulfur of which the shallot is rich, and is present in many tissues of our body: it is important for growth, has an antioxidant action and is therefore attributed properties anti aging.
The good content of silicon (Si) would instead make the shallot useful against osteoporosis and for strengthening nails and hair, given the relationship between the latter and calcium.
Good intake of vitamin C (although it must be considered that to assimilate it to the best, shallots must be eaten raw, since cooking destroys it), as well as vitamin A, and the vitamins of group B.
In scientific literature it has been reported that shallots contain more flavonoids and phenols than any other member of the onion family. Among the flavonoids, vegetable substances and antibiotic action, anthocyanins appear in particular, substances that confer the violet color to the bulb, very useful for capillaries and circulation in general, and quercetin, a molecule studied in the experimental oncology and pressure regulating field. diastolic (the minimum).
The volatile components responsible for the aroma are instead held back by the sheath that envelops the bulb, and are activated when it is incised. The enzyme allinase, which is part of the defensive system that the plants of the genus Allium adopt to combat herbivores, is responsible for the catalysis of the chemical reactions involved in the production of the volatile compounds that give these foods the characteristic aromas, odors and tear-producing properties. Particularly among the latter is the allyl sulfide, a volatile thioether that has a diuretic effect, as well as a disinfectant (vermifuge and bactericide). Due to its potential disinfectant effect, in Indian tradition the shallot, mixed with sugar (even unrefined, like jaggery), is used as a home remedy for sore throat.

Preparation Mode –
The shallot is consumed mainly in the natural state or in the preparation of raw salads, sauces, omelettes, in oil and pickles. Because of its delicate and characteristic aromatic contribution, it is used in the kitchen to prepare appetizers and serving dishes.
But of the scallions there are interesting recipes of which only a few are reported in summary.
The shallot can in fact be prepared fried or crunchy, or in brine, with sugar, red wine vinegar and a bag of fresh herbs or, finally, the caramelized shallot, where the carefully cleaned bulbs are sliced ​​in a large pan over medium-low heat, adding a few tablespoons of melted butter. The preparation involves re-mixing from time to time, for a maximum of 10 minutes, until golden brown. Using a metal fork or ladle, then transfer the caramelized shallot to a plate covered with a paper towel, then season with salt and pepper to taste.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Allium ascalonicum

El chalote (Allium ascalonicum L.) es una especie herbácea de la familia de las Liliáceas.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, división Magnoliophyta, clase Liliopsida, orden Liliales, familia Liliaceae y, por lo tanto, al género Allium y a la especie A. ascalonicum.

Etimología –
El término Allium proviene del ajo alium, mencionado por Plauto, Plinio y otros (de origen incierto, probablemente del griego ἄγλῑς áglis cabeza de ajo; el Diccionario Webster, basado en el origen asiático, propone un posible vínculo con la raíz sánscrita āluka comestible de Amorphophallus campanulatus; para A. Gentil derivaría del cálido celta, quemándose, debido a su sabor característico. El epíteto específico ascalonicum deriva de Ascalona, ​​antigua ciudad de Palestina al sur de Tel Aviv.

Distribución geográfica y hábitat –
El Allium ascalonicum es una planta nativa del Medio Oriente, tanto que el nombre científico de la especie, ascalonicum, deriva de Ascalon, una ciudad antigua en Palestina donde se cree que se originó y donde, de hecho, fue ampliamente cultivada.
Hoy esta especie se cultiva prácticamente en todo el mundo.

Descripción –
El chalote es una planta que puede alcanzar 20-30 cm de altura.
Tiene hojas cilíndricas, con un bulbo compuesto (no único), tunicado, como el de la cebolla, pero más pequeño, a menudo compuesto de dos o tres dientes más pequeños unidos en un solo bulbo tunicado ligeramente más grande, en general, un poco más cónico que la cebolla. Esta bombilla normalmente tiene un peso que varía de aproximadamente 5 a 25 gramos y que, según la variedad, difiere según el color de las fundas exteriores (verde morado, rojo, marrón rojizo, rojo rosado, morado, amarillo, gris y blanco). ), de su forma (esférica, redondeada y alargada) y finalmente del gusto, muy influenciado también por el área de cultivo.
Tiene una inflorescencia que, cuando se manifiesta, en algunas variedades especialmente seleccionadas, de forma de paraguas, y produce semillas pequeñas y negras.
La reproducción, debido a la dificultad de ir a la semilla, es normalmente vegetativa.

Cultivo –
El chalote es una planta vegetal resistente, que no requiere cuidados especiales para crecer bien. Sin embargo, debe considerarse que no se puede cultivar sucesivamente para sí mismo o para otras Liliaceae, ni Solanacee, remolacha o repollo.
Para plantar esta planta en la misma parcela hay que esperar al menos 5 años. Se planta a través de los dientes en el período comprendido entre noviembre y diciembre, mientras que la cosecha comienza a mediados de junio, para que el producto se consuma fresco y desde la segunda quincena de julio para que el producto se conserve y transforme.
Después de la extirpación de los bulbos, se secan y almacenan. Los chalotes deben almacenarse en un área fresca, seca y bien ventilada. Debe evitarse guardarlo en el refrigerador y guardarlo en un embalaje impermeable que favorezca su descomposición; Se puede almacenar en el congelador.
La chalota, basada en el color de la cáscara, se agrupa en diferentes variedades cultivadas en Europa:
– Rose La más importante de estas variedades es la chalota Jersey más sofisticada, que tiene un bulbo esférico hinchado (corto y bastante ancho), una cáscara de cobre a rosa, pulpa veteada y un aroma ligeramente picante; otras variedades son la Pesandor y la Rondeline;
– gris Famosa es la variedad común de chalota, que tiene un pequeño bulbo alargado, vainas grises con una cabeza púrpura, una pulpa firme y un aroma picante; Las variedades comunes son la Griselle y la Grisor.
– amarillo Típicos holandeses que tienen un bulbo relativamente redondeado y corto, entre los más similares a la cebolla;
– marrón rojizo. El más extendido en Italia es sin duda el Scallion of Romagna, un producto IGP (desde 1997) cultivado desde principios del siglo XX en las áreas entre Faenza, Forlì e Imola, que tiene hojas delgadas, un matraz a veces retorcido en forma de bulbo, un aparato raíz bien desarrollada, vainas doradas o cobrizas oscuras, un tono rosa-lila y un sabor picante. Otras variedades son Arvro, Germor y Longor;
– Los chalotes cultivados en Asia son generalmente de color rojo o rojo púrpura. En el sur de la India, las variedades más populares son particularmente pequeñas (aproximadamente del ancho de un dedo).
– En el sur de Louisiana, el cultivo de una variedad de chalote blanco gigante (chalote blanco gigante) está muy extendido, lo que en realidad es un cruce entre el chalote y la cebolla de invierno (Allium fistulosum).
Para la técnica de cultivo orgánico de chalotes consultar la siguiente hoja.

Usos y Tradiciones –
Allium ascalonicum, con un sabor a medio camino entre el ajo y la cebolla, aunque más delicado, fue una vez el pobre compañero, especialmente de los campesinos de Romaña.
Su cultivo se conoce desde hace al menos 3000 años y ya estaba en uso entre los pueblos romanos.
Según algunos estudiosos, el chalote fue traído a Europa por los pueblos que emigraron del Medio Oriente, incluidas las poblaciones celtas. De hecho, el término allium es una palabra celta que significa “quemar”. Mencionado desde la antigüedad, se celebran las citas de Ovidio y Boccaccio, el chalote es, por lo tanto, el protagonista de una historia milenaria, campesina y rural: en el Liber de Coquina escrito en el siglo XIII. En la corte Angevin de Nápoles, está indicado como condimento ideal para la carne y como sustituto de la cebolla, el puerro y el ajo.
Este vegetal tiene numerosas propiedades terapéuticas. Es bueno para las uñas y el cabello: cuando se come crudo, el chalote conserva sus propiedades terapéuticas y aporta beneficios a las uñas que contribuyen a su fortalecimiento.
Antioxidantes: tiene un buen contenido de compuestos antioxidantes, además de vitaminas contiene quercetina y kaempferol, dos sustancias que se liberan cuando se tritura la chalota y que a su vez producen otra sustancia, la alicina. Este compuesto parece ser capaz de intervenir eficazmente en algunos tipos de tumores como el pulmón, el estómago, el colon y el seno.
Antitumorales: según la Universidad de California, las dietas ricas en alimentos pertenecientes a la familia Liliaceae están asociadas con un menor riesgo de desarrollar tumores.
Colesterol: la alicina también tiene otra propiedad muy importante para nuestra salud, también es capaz de reducir los niveles de colesterol malo en la sangre con efectos beneficiosos en la prevención de la arteriosclerosis y las enfermedades cardíacas como ataques cardíacos y accidentes cerebrovasculares.
Reduce la presión: el potasio y la alicina, combinados, tienen efectos beneficiosos sobre la hipertensión. El potasio es un electrolito con propiedades vasodilatadoras y, por lo tanto, puede relajar las paredes de los vasos sanguíneos permitiendo un mayor flujo de sangre. En cambio, la alicina libera óxido nítrico en el cuerpo, lo que reduce la presión arterial.
Diabetes: el sulfuro de alilo en este vegetal tiene propiedades útiles para regular los niveles de azúcar en la sangre, por lo tanto, se recomienda el consumo de chalotes para quienes padecen diabetes.
Es bueno para el cerebro: la chalota contiene ácido fólico, que es esencial para el buen funcionamiento del cerebro y para la salud mental.
Embarazo: en las dosis adecuadas, el ácido fólico también es importante para las mujeres embarazadas, ya que previene las malformaciones del tubo neural en los bebés que nacen.
Al igual que muchas plantas, los chalotes están compuestos predominantemente de agua. A esto y a las fibras se agregan oligonutrientes esenciales para el buen funcionamiento de nuestro cuerpo, a lo que se atribuyen las posibles propiedades beneficiosas de este bulbo: el chalote es rico en sodio, potasio, calcio, fósforo, selenio, silicio.
El selenio (Se) es un elemento que se une bien con el azufre del que es rico el chalote y está presente en muchos tejidos de nuestro cuerpo: es importante para el crecimiento, tiene una acción antioxidante y, por lo tanto, se le atribuyen propiedades anti envejecimiento
El buen contenido de silicio (Si) haría que la chalota sea útil contra la osteoporosis y para fortalecer las uñas y el cabello, dada la relación entre esta última y el calcio.
Buena ingesta de vitamina C (aunque debe considerarse que para asimilarla al máximo, los chalotes se deben comer crudos, ya que la cocción lo destruye), así como la vitamina A y las vitaminas del grupo B.
En la literatura científica se ha informado que los chalotes contienen más flavonoides y fenoles que cualquier otro miembro de la familia de la cebolla. Entre los flavonoides, las sustancias vegetales y la acción antibiótica, aparecen las antocianinas en particular, sustancias que confieren el color violeta al bulbo, muy útiles para los capilares y la circulación en general, y quercetina, una molécula estudiada en el campo experimental de oncología y regulación de la presión. diastólica (el mínimo).
En cambio, los componentes volátiles responsables del aroma son retenidos por la vaina que envuelve el bulbo, y se activan cuando se hace una incisión. La enzima alinasa, que forma parte del sistema defensivo que adoptan las plantas del género Allium para combatir los herbívoros, es responsable de la catálisis de las reacciones químicas involucradas en la producción de los compuestos volátiles que les dan a estos alimentos los aromas, olores y propiedades de producción de lágrimas característicos. Particularmente entre estos últimos está el sulfuro de alilo, un tioéter volátil que tiene un efecto diurético, así como un desinfectante (vermífuga y bactericida). Por su posible efecto desinfectante, en la tradición india, el chalote, mezclado con azúcar (incluso sin refinar, como el azúcar moreno), se usa como remedio casero para el dolor de garganta.

Modo de preparación –
El chalote se consume principalmente en estado natural o en la preparación de ensaladas crudas, salsas, tortillas, en aceite y encurtidos. Debido a su delicado y característico aporte aromático, se utiliza en la cocina para preparar aperitivos y servir platos.
Pero de las cebolletas hay recetas interesantes de las cuales solo unas pocas se informan en resumen.
De hecho, la chalota se puede preparar frita o crujiente, o en salmuera, con azúcar, vinagre de vino tinto y una bolsa de hierbas frescas o, finalmente, la chalota caramelizada, donde las bombillas cuidadosamente limpiadas se cortan en una sartén grande. a fuego medio-bajo, agregando unas cucharadas de mantequilla derretida. La preparación implica volver a mezclar de vez en cuando, durante un máximo de 10 minutos, hasta que estén doradas. Usando un tenedor o cucharón de metal, luego transfiera la chalota caramelizada a un plato cubierto con una toalla de papel, luego sazone con sal y pimienta al gusto.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.