Come coltivare l’Ecmea

Come coltivare l’Ecmea

L’Ecmea, il cui nome scientifico è Aechmea, è un genere della famiglia delle Bromeliaceae con origini nell’America tropicale.
Il genere Aechmea è rappresentato da piante epifite con foglie rigide, inguainate a spirale fino a formare una specie di rosetta con un vuoto al centro da dove viene emesso il fiore a stelo che si presenta con una copiosa infiorescenza all’apice composta da brattee e piccoli fiori con una colorazione di varie sfumature di rosso.
Tra le specie più diffuse ricordiamo:
– Aechmea fulgens – raggiunge un’altezza di circa 50 cm le foglie sono verde scuro e i fiori sono di colore viola con brattee rossastre.
– Aechmea discolor – alta fino a 75 cm ha foglie nella parte superiore grigio-verde e nella parte inferiore marrone-viola, i suoi fiori sono viola-azzurro con le brattee scarlatte.
– Aechmea mariae-reginae – ha fiori celesti che diventano rosa quando stanno per sfiorire le brattee sono rosa.
– Aechmea fasciata – ha foglie che possono essere larghe anche 10 cm e lunghe circa 40 cm molto rigide e spinose di colore grigio-verde con striature argentate. L’infiorescenza, che può raggiungere anche i 40 cm ha piccoli fiori azzurri di breve durata, mentre le brattee di color rosa impiegano parecchi mesi per appassire. Questa specie è la più diffusa in commercio.
In questa scheda vedremo come coltivare l’Ecmea segunedo gli accorgimenti agronomici più opportuni.
Per le sue origini tropicali l’Aechmea può essere coltivata come pianta ornamentale per ambienti con temperature ed umidità elevate (come in serra); in appartamento può essere coltivata ma molto difficilmente concluderà la fase vegetativa con la produzione del fiore.
Per la coltivazione dell’Aechmea bisogna preparare un terriccio fibroso che sia composto da torba e terra di foglie in uguali parti, che consentirà un buon supporto nutrizionale per tutto il periodo vegetativo della pianta.
Sul fondo del vaso per due – tre cm va predisposto uno strato di ghiaia molto grossa o argilla espansa per agevolare il drenaggio delle acque in eccesso che non devono mai ristagnare per non creare marciumi radicali.

Le irrigazioni vanno infatti eseguite, se possibile, con acqua piovana deposta al centro della pianta. Nelle condizioni climatiche di un appartamento però questa pratica va eseguita con molta parsimonia visto che la temperatura non è sufficientemente alta perché la pianta riesca ad assorbirla ed evaporarla. Ciò può comportare fenomeni di marcescenza; stesso accorgimento va preso durante il periodo invernale adeguamento gli apporti idrici alle reali necessità.
L’acqua all’interno del pozzetto va cambiata almeno una volta al mese per eliminare eventuali sali, residui vegetali o altro che potrebbero putrefarsi e danneggiare quindi la pianta.
In appartamento si possono operare nebulizzazioni con acqua deionizzata più volte al giorno per ricreare le condizioni di umidità più idonee.
Riguardo alle temperature non esistono problemi per quelle elevate estive ma non devono scendere mai sotto i 20 °C nel periodo invernale; inoltre non si deve ricorrere all’avvicinamento della pianta a fonti di calore artificiali (come termosifoni) in quanto questo comporta condizioni di umidità non ideali per la pianta.
Una volta raggiunta la fioritura la pianta muore.
Per la sua propagazione però non si hanno particolari problemi in quanto prima della fioritura si saranno formati dei polloni laterali che possono essere invasati singolarmente formando nuove piante da coltivare con gli stessi metodi.
Tra le avversità più presenti sull’ Ecmea, oltre ai suddetti marciumi, ricordiamo il ragnetto rosso, un piccolo acaro appena visibile ad occhio nudo (come dei piccoli puntini rossi) che possono causare macchie scure sulle foglie più giovani.
Per l’eliminazione di questi piccoli acari si possono utilizzare un acaricida ed insetticida naturale a base di aglio.

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