[:it] Trifolium repens [:en] Trifolium repens [:es] Trifolium repens [:]

[:it]

Trifolium repens

Il trifoglio bianco, chiamato anche trifoglio rampicante o trifoglio ladino (Trifolium repens, L. 1753) è una specie erbacea della famiglia delle Fabaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Fabales, Famiglia Fabaceae, Sottofamiglia Faboideae e quindi al Genere Trifolium ed alla Specie T. repens.

Etimologia –
Il termine Trifolium deriva dal prefisso tri- tre e da fólium foglia: per le foglie composte da tre foglioline. L’epiteto specifico repens proviene dal participio di répo strisciare: strisciante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Trifolium repens è una specie paleo temperata che è divenuta sub cosmopolita. L’origine è incerta, secondo alcuni autori dell’aria euroasiatica mentre per altri del Nord America ed altri ancora in entrambe le zone.
Attualmente il trifoglio bianco è ampiamente coltivato in tutto il mondo come essenza da pascolo ed è oggi molto comune anche nelle aree erbose del Nord America e della Nuova Zelanda.
Il suo habitat è rappresentato da molteplici tipi di suolo ad eccezione di quelli troppo compatti o troppo sabbiosi. In Italia è possibile trovare questa pianta ai margini dei boschi, sui grandi prati e lungo i percorsi campestri. Lo si trova dal piano basale fino ai 2.750 m s.l.m.

Descrizione –
Il trifoglio bianco è una specie erbacea con steli prostrati, striscianti sul terreno, detti catene, capaci di emettere radici avventizie dai nodi; queste catene che si estendono e si rinnovano di continuo conferiscono alle colture una durata notevole.
Dai nodi delle catene, spuntano radici, foglie e fiori, comportandosi come nuove piantine indipendenti dalla pianta madre.
Questa specie è caratterizzata da foglie trifogliate, glabre, portate da un lungo picciolo eretto. Le foglioline hanno forma leggermente ovale, denticolate su tutto il margine, con forti nervature e macchie verde chiaro.
I fiori sono riuniti in capolini globosi solitari, bianchi, verdastri o rosa, composti da 40÷80 elementi all’apice di peduncoli eretti e glabri. Dopo la fioritura i fiori diventano penduli e bruni. Il calice campanulato, percorso da 10 nervature è diviso in 5 denti appuntiti (2 lunghi e 3 corti). La corolla papilionacea racchiude 10 stami, di cui 9 con filamenti saldati.
I frutti sono legumi, lineari, appiattiti, con 3÷4 semi cuoriformi, di colore variabile: giallo, arancio e rosso che rimangono nel calice disseccato.

Coltivazione –
Il trifoglio bianco è una pianta adatta ai climi temperato umidi. Preferisce terreni leggeri, ma non sabbiosi, ben provvisti di calce, non necessariamente profondi purché irrigati.
Nell’avvicendamento il Trifolium repens prende il posto tra due cereali: frumento o riso, il riso è il precedente migliore perché rinettando perfettamente il terreno dalle erbe terrestri garantisce un ladinaio puro e di lunga durata.
La semina del ladinaio può farsi in diversi modi:
– in bulatura nel frumento, in primavera con 5-6 Kg/ha di seme;
– col sistema di prato forzato: quando si voglia avere un ladinaio puro, di alta produttività e di lunga durata, si seminano in autunno, su terreno precedentemente coltivato a frumento e ben lavorato, 5-7 Kg/ha di seme di ladino e 100 Kg/ha di seme di segale; in aprile la segale viene falciata, così come il suo ributto dopo una ventina di giorni, dopo di che crescerà rigoglioso il ladino puro.
L’irrigazione è assolutamente necessaria, con acqua abbondante e turni frequenti, attuata solitamente con il metodo irriguo della spianata. Le adacquature si sospendono all’avvicinarsi dei tagli per impedire che il foraggio, troppo acquoso, possa nuocere e per evitare calpestii eccessivi e dannosi.
Tra le pratiche colturali necessarie, utili si rivelano le erpicature autunnali miranti ad arieggiare il terreno troppo rassodato ed a favorire la formazione delle catene: vanno usati erpici con organi taglienti, che taglino le catene, piuttosto che strapparle.
Particolare importanza per la buona produzione e il mantenimento del prato ha l’impiego del terricciato in copertura: questo concime organico (si tratta di letame mescolato a terra e fatto maturare) rincalza e fertilizza le piante e facilita l’allungamento e il radicamento di nuove catene.
Un prato di trifoglio bianco può dare da 4 a 6 tagli all’anno e dura in genere 4 anni.
Si ha una resa media annua di 10-12 t/ha di ottimo fieno, con punte di 12-15 t/ha.
Un buon fieno di ladino ha la seguente composizione: s.s. 84%, protidi grezzi 18-19%, U.F. 0,6 per Kg di s.s.
I ladinai più puri e quindi più giovani sono destinati alla produzione di seme, con una resa che si può aggirare intorno ai 150 Kg/ha.

Usi e Tradizioni –
Il trifoglio bianco è unitamente all’erba medica, una delle leguminose da foraggio più diffuse al mondo. In ogni caso il trifoglio bianco coltivato nei prati monoliti è diverso da quello che si trova spontaneo nei pascoli e negli incolti, infatti per la coltura intensiva si impiega uno speciale ecotipo, selezionato nella Valle padana, noto col nome di ladino e corrispondente alla varietà botanica Trifolium repens var. gigantem.
Il trifoglio bianco è il più adattabile dei trifogli e per questo riveste una notevole importanza nel miglioramento dei pascoli o nell’impianto dei prati-pascoli, per i quali sono da scegliere le forme più rustiche e adattabili.
Il trifoglio bianco è considerato un componente benefico per la cura organica del prato grazie alla propria abilità azotofissatrice e alla capacità di eliminare le erbacce. Per questo motivo, dal punto di vista agroecologico, l’azotofissazione naturale riduce l’assorbimento di azoto dal terreno ed aiuta a ridurre l’incidenza di quelle malattie dei prati che possono essere favorite dalla presenza di fertilizzanti sintetici.
Il foraggio falciabile di trifoglio bianco è costituito esclusivamente dalle foglie e dalle infiorescenze con i loro piccioli: è perciò molto acquoso, ma anche molto digeribile.
Da sottolineare che oltre all’alimentazione del bestiame il trifoglio bianco è un alimento prezioso, altamente ricco di proteine, molto diffuso e apprezzato anche in ambito culinario. Questa pianta è utilizzata da secoli come ingrediente di insalate e altre pietanze a base di ortaggi.
Si consideri però che per la specie umana, il trifoglio è piuttosto difficile da digerire crudo, problema che viene superato cuocendo le piante raccolte in acqua bollente per un tempo di 5-10 minuti.
Inoltre dai capolini e dai baccelli seccati è possibile ricavare una farina assai nutriente, ma possono anche essere immersi in acqua per ricavarne una profumatissima tisana. La farina di trifoglio bianco, infine, può essere sparsa come condimento su alimenti già cotti.
Per essere utilizzate nelle zuppe, le foglie devono essere raccolte prima che la pianta fiorisca. Anche le radici sono commestibili, ma solo dopo essere state cotte.
Nelle foglie e nei fiori del trifoglio bianco sono state ritrovate alcune sostanze; si riscontrano dodici diversi tipi di flavonoidi, triterpensaponine, isoflavonoidi e cumestrolo con effetto estrogenico e bicumarina.
Il trifoglio bianco è una pianta dalle proprietà antireumatiche, depurative, oftalmiche, detergenti e toniche.
Infatti per molti secoli questa pianta è stata utilizzata nella medicina tradizionale di alcune tribù dei Nativi d’America, quali i Cherokee, gli Irochesi e i Mohicani. I Cherokee, ad esempio, si servivano di un infuso preparato con questa pianta per curare febbri e nefriti. I Lenape e gli Algonchini, invece, utilizzavano il medesimo infuso per curare tosse e raffreddore.
Al giorno d’oggi, gli estratti del Trifolium repens sono indicati contro i disturbi della digestione, i dolori reumatici e le infiammazioni delle vie respiratorie. Per uso esterno, ha proprietà antisettiche.

Modalità di Preparazione –
Il trifoglio bianco, come detto, oltre che per usi foraggeri può essere impiegato utilmente per l’alimentazione umana e per fini farmaceutici.
Questa pianta, dopo cottura, è utilizzata da secoli come ingrediente di insalate e altre pietanze a base di ortaggi.
Dai capolini e dai baccelli seccati si ricava una farina assai nutriente e da questi si possono preparare delle profumatissime tisane. La farina di trifoglio bianco, infine, può essere sparsa come condimento su alimenti già cotti.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Trifolium repens

The white clover, also called climbing clover or Ladin clover (Trifolium repens, L. 1753) is a herbaceous species of the Fabaceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Sub-Trinchebionta Sub-Division, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Subclass Rosidae, Fabales Order, Fabaceae Family, Subfamily Faboideae and then to the Genus Trifolium and the Species T. repens.

Etymology –
The term Trifolium derives from the three-word prefix and from fólium foglia: for the leaves composed of three leaflets. The specific epithet repens comes from the participle of répo crawling: creeping.

Geographical Distribution and Habitat –
Trifolium repens is a paleo-temperate species that has become sub-cosmopolitan. The origin is uncertain, according to some authors of the Eurasian air, while for others in North America and others in both areas.
Currently the white clover is widely cultivated all over the world as a grazing essence and is today very common also in the grassy areas of North America and New Zealand.
Its habitat is represented by multiple types of soil with the exception of those that are too compact or too sandy. In Italy it is possible to find this plant on the edge of the woods, on the large lawns and along the country paths. It is found from the basal plane up to 2.750 m s.l.m.

Description –
The white clover is a herbaceous species with prostrate stems, creeping on the ground, called chains, capable of emitting adventitious roots from the nodes; these chains that continuously extend and renew themselves give the crops a remarkable duration.
From the knots of the chains, roots, leaves and flowers sprout, behaving like new plants independent of the mother plant.
This species is characterized by trifoliate leaves, glabrous, carried by a long erect petiole. The leaflets have a slightly oval shape, denticulated on the whole margin, with strong veins and light green spots.
The flowers are gathered in solitary globular heads, white, greenish or pink, composed of 40 ÷ 80 elements at the apex of erect and glabrous peduncles. After flowering the flowers become pendulous and brown. The campanulate chalice, with 10 ribs, is divided into 5 pointed teeth (2 long and 3 short). The papilionaceous corolla contains 10 stamens, of which 9 with welded filaments.
The fruits are legumes, linear, flattened, with 3 ÷ 4 heart-shaped seeds, of variable color: yellow, orange and red that remain in the dried glass.

Cultivation –
White clover is a plant suitable for humid temperate climates. It prefers light soils, but not sandy, well supplied with lime, not necessarily deep as long as they are irrigated.
In the alternation the Trifolium repens takes the place between two cereals: wheat or rice, the rice is the best precedent because perfectly re-soiling the land from the terrestrial herbs guarantees a pure and long lasting ladin.
The sowing of the ladinaio can be done in different ways:
– in bulatura in the wheat, in spring with 5-6 kg / ha of seed;
– with the forced lawn system: when you want to have a pure ladin, of high productivity and long duration, they are sown in autumn, on land previously cultivated with wheat and well worked, 5-7 Kg / ha of Ladin seed and 100 Kg / ha of rye seed; in April the rye is mown, as is its thriving after about twenty days, after which pure Ladin will flourish.
Irrigation is absolutely necessary, with abundant water and frequent shifts, usually carried out with the irrigation method of the esplanade. The adacquature are suspended as the cuts approach to prevent the forage, which is too watery, from being harmful and to avoid excessive and harmful trampling.
Among the necessary cultivation practices, the autumn harrows are revealed to aim to air the soil too hard and to favor the formation of the chains: harrows with sharp organs must be used, which cut the chains, rather than tear them.
Particular importance for the good production and maintenance of the lawn has the use of the compost in cover: this organic fertilizer (it is manure mixed on the ground and matured) supports and fertilizes the plants and facilitates the extension and the rooting of new chains.
A meadow of white clover can give 4 to 6 cuts a year and generally lasts 4 years.
It has an average annual yield of 10-12 t / ha of excellent hay, with peaks of 12-15 t / ha.
A good ladino hay has the following composition: s.s. 84%, crude proteins 18-19%, U.F. 0.6 per kg of s.s.
The purest and therefore youngest Ladin people are destined for seed production, with a yield that can be around 150 kg / ha.

Uses and Traditions –
White clover is together with alfalfa, one of the most widespread forage legumes in the world. In any case the white clover grown in the monolith meadows is different from the one found spontaneously in the pastures and uncultivated areas, in fact for the intensive cultivation a special ecotype is used, selected in the Po valley, known with the name of ladino and corresponding to the botanical variety Trifolium repens var. gigantem.
The white clover is the most adaptable of the clovers and for this it plays a notable importance in the improvement of the pastures or in the plant of the pastures-meadows, for which the more rustic and adaptable forms are to be chosen.
White clover is considered a beneficial component for the organic care of the lawn thanks to its nitrogen-fixing ability and its ability to eliminate weeds. For this reason, from an agro-ecological point of view, natural nitrogen fixing reduces the absorption of nitrogen from the soil and helps to reduce the incidence of those lawn diseases that can be favored by the presence of synthetic fertilizers.
The white clover forage mowing consists exclusively of leaves and inflorescences with their petioles: it is therefore very watery, but also very digestible.
It should be noted that in addition to feeding the cattle, the white clover is a precious food, highly rich in proteins, very widespread and also appreciated in the culinary field. This plant has been used for centuries as an ingredient in salads and other vegetable-based dishes.
Consider, however, that for the human species, the clover is rather difficult to digest raw, a problem that is overcome by cooking the plants collected in boiling water for a period of 5-10 minutes.
Furthermore, from the flower heads and dried pods it is possible to obtain a very nutritious flour, but they can also be immersed in water to obtain a fragrant herbal tea. Finally, white clover flour can be spread as a condiment on cooked food.
To be used in soups, the leaves must be harvested before the plant flowers. Even the roots are edible, but only after being cooked.
Some substances have been found in the leaves and flowers of the white clover; twelve different types of flavonoids are found, triterpensaponins, isoflavonoids and cumestrol with estrogenic and bicumarin effect.
White clover is a plant with anti-rheumatic, purifying, ophthalmic, detergent and tonic properties.
In fact for many centuries this plant has been used in the traditional medicine of some Native American tribes, such as the Cherokee, the Iroquois and the Mohicans. The Cherokee, for example, used an infusion prepared with this plant to treat fevers and nephritis. The Lenape and Algonquins, on the other hand, used the same infusion to treat coughs and colds.
Nowadays, the extracts of Trifolium repens are indicated against digestive disorders, rheumatic pains and inflammation of the respiratory tract. For external use, it has antiseptic properties.

Preparation Mode –
The white clover, as mentioned, as well as for forage uses can usefully be used for human nutrition and for pharmaceutical purposes.
This plant, after cooking, has been used for centuries as an ingredient in salads and other vegetable-based dishes.
A very nutritious flour is obtained from the dried flower heads and pods and from these it is possible to prepare fragrant herbal teas. Finally, white clover flour can be spread as a condiment on cooked food.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Trifolium repens

El trébol blanco, también llamado trébol trepador o trébol de Ladin (Trifolium repens, L. 1753) es una especie herbácea de la familia Fabaceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eucariota, Reino Plantae, Subdivisión Sub-Trinchebionta, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Rosidae, Orden Fabales, Familia Fabaceae, Subfamilia Faboideae y luego al Género Trifolium y las Especies T. repens.

Etimología –
El término Trifolium deriva del prefijo de tres palabras y de fólium foglia: para las hojas compuestas por tres hojuelas. El epíteto específico repens proviene del participio de Répo crawling: Creeping.

Distribución geográfica y hábitat –
Trifolium repens es una especie paleo-templada que se ha convertido en sub-cosmopolita. El origen es incierto, según algunos autores del aire euroasiático, mientras que para otros en América del Norte y otros en ambas áreas.
Actualmente, el trébol blanco se cultiva ampliamente en todo el mundo como una esencia de pastoreo y hoy en día es muy común también en las áreas verdes de América del Norte y Nueva Zelanda.
Su hábitat está representado por múltiples tipos de suelo, con la excepción de aquellos que son demasiado compactos o demasiado arenosos. En Italia es posible encontrar esta planta en el borde del bosque, en los grandes jardines y en los senderos del país. Se encuentra desde el plano basal hasta 2.750 m s.l.m.

Descripción –
El trébol blanco es una especie herbácea con tallos postrados que se arrastran en el suelo, llamadas cadenas, capaces de emitir raíces adventicias desde los nodos; estas cadenas que se extienden y renuevan continuamente dan a los cultivos una duración notable.
De los nudos de las cadenas, brotan raíces, hojas y flores, comportándose como nuevas plantas independientes de la planta madre.
Esta especie se caracteriza por hojas trifoliadas, glabras, portadas por un largo pecíolo erecto. Las valvas tienen una forma ligeramente ovalada, denticulada en todo el margen, con venas fuertes y puntos verdes claros.
Las flores se recogen en cabezas globulares solitarias, blancas, verdosas o rosadas, compuestas por 40 ÷ 80 elementos en el vértice de los pedúnculos erectos y glabros. Después de la floración las flores se tornan pendulares y pardas. El cáliz campanulado, con 10 costillas, se divide en 5 dientes puntiagudos (2 largos y 3 cortos). La corola papilionácea contiene 10 estambres, de los cuales 9 con filamentos soldados.
Los frutos son legumbres, lineales, aplanadas, con 3 ÷ 4 semillas en forma de corazón, de color variable: amarillo, naranja y rojo que permanecen en el vidrio seco.

Cultivo –
El trébol blanco es una planta adecuada para climas templados húmedos. Prefiere los suelos ligeros, pero no arenosos, bien abastecidos con cal, no necesariamente profundos, siempre y cuando estén irrigados.
En la alternancia, Trifolium repens ocupa el lugar entre dos cereales: el trigo o el arroz, el arroz es el mejor precedente, ya que volver a ensuciar la tierra de las hierbas terrestres garantiza un ladin puro y duradero.
La siembra del ladinaio se puede realizar de diferentes formas:
– en bulatura en el trigo, en primavera con 5-6 kg / ha de semilla;
– con el sistema de césped forzado: cuando se quiere tener un ladin puro, de alta productividad y larga duración, se siembran en otoño, en tierras previamente cultivadas con trigo y bien trabajadas, 5-7 Kg / ha de semilla de Ladin y 100 Kg / ha de semilla de centeno; en abril, el centeno es segado, como lo es su florecimiento después de unos veinte días, después de los cuales florecerá el ladin puro.
El riego es absolutamente necesario, con abundante agua y frecuentes turnos, generalmente con el método de riego de la explanada. La adecuación se suspende a medida que se acercan los cortes para evitar que el forraje, que es demasiado acuoso, sea dañino y para evitar el pisoteo excesivo y perjudicial.
Entre las prácticas de cultivo necesarias, se revela que las gradas de otoño apuntan a airear el suelo demasiado fuerte y favorecen la formación de las cadenas: se deben usar gradas con órganos afilados, que cortan las cadenas, en lugar de romperlas.
Particular importancia para la buena producción y mantenimiento del césped tiene el uso del compost en la cubierta: este fertilizante orgánico (es estiércol mezclado en el suelo y madurado) apoya y fertiliza las plantas y facilita la extensión y el enraizamiento de nuevas plantas. cadenas.
Un prado de trébol blanco puede dar de 4 a 6 cortes al año y generalmente dura 4 años.
Tiene un rendimiento promedio anual de 10-12 t / ha de heno excelente, con picos de 12-15 t / ha.
Un buen heno ladino tiene la siguiente composición: s.s. 84%, proteínas crudas 18-19%, U.F. 0.6 por kg de s.s.
Las personas ladinas más puras y, por lo tanto, más jóvenes están destinadas a la producción de semillas, con un rendimiento que puede rondar los 150 kg / ha.

Usos y Tradiciones –
El trébol blanco es junto con la alfalfa, una de las leguminosas forrajeras más difundidas en el mundo. En cualquier caso, el trébol blanco que crece en las praderas monolíticas es diferente del que se encuentra espontáneamente en los pastizales y áreas sin cultivar, de hecho para el cultivo intensivo se utiliza un ecotipo especial, seleccionado en el valle del Po, conocido con el nombre de ladino y correspondiente a la variedad botánica. Trifolium repens var. gigantem.
El trébol blanco es el más adaptable de los tréboles y para esto juega una importancia notable en el mejoramiento de los pastos o en la planta de los pastos y prados, para los cuales se deben elegir las formas más rústicas y adaptables.
El trébol blanco se considera un componente beneficioso para el cuidado orgánico del césped gracias a su capacidad de fijación de nitrógeno y su capacidad para eliminar las malas hierbas. Por este motivo, desde un punto de vista agroecológico, la fijación natural de nitrógeno reduce la absorción de nitrógeno del suelo y ayuda a reducir la incidencia de aquellas enfermedades del césped que pueden verse favorecidas por la presencia de fertilizantes sintéticos.
El corte de forraje del trébol blanco consiste exclusivamente en hojas e inflorescencias con sus pecíolos: por lo tanto, es muy acuoso, pero también muy digestible.
Cabe señalar que además de alimentar al ganado, el trébol blanco es un alimento precioso, muy rico en proteínas, muy extendido y también apreciado en el campo culinario. Esta planta se ha utilizado durante siglos como ingrediente en ensaladas y otros platos a base de vegetales.
Considere, sin embargo, que para la especie humana, el trébol es bastante difícil de digerir crudo, un problema que se resuelve al cocinar las plantas recolectadas en agua hirviendo por un período de 5 a 10 minutos.
Además, de las cabezas de las flores y las vainas secas es posible obtener una harina muy nutritiva, pero también se pueden sumergir en agua para obtener una infusión de hierbas aromáticas. Finalmente, la harina de trébol blanco se puede esparcir como condimento en los alimentos cocidos.
Para ser utilizado en sopas, las hojas deben ser cosechadas antes de que la planta florezca. Incluso las raíces son comestibles, pero solo después de ser cocinadas.
Algunas sustancias se han encontrado en las hojas y flores del trébol blanco; Se encuentran doce tipos diferentes de flavonoides, triterpensaponinas, isoflavonoides y cumestrol con efecto estrogénico y bicumarin.
El trébol blanco es una planta con propiedades antirreumáticas, purificantes, oftálmicas, detergentes y tónicas.
De hecho, durante muchos siglos, esta planta se ha utilizado en la medicina tradicional de algunas tribus nativas americanas, como los cherokees, los iroqueses y los mohicanos. El Cherokee, por ejemplo, usó una infusión preparada con esta planta para tratar la fiebre y la nefritis. Los Lenape y los algonquinos, por otro lado, utilizaron la misma infusión para tratar la tos y los resfriados.
Hoy en día, los extractos de Trifolium repens están indicados contra trastornos digestivos, dolores reumáticos e inflamación del tracto respiratorio. Para uso externo, tiene propiedades antisépticas.

Modo de preparación –
El trébol blanco, como se mencionó, así como para usos de forraje puede ser útil para la nutrición humana y con fines farmacéuticos.
Esta planta, después de la cocción, se ha utilizado durante siglos como ingrediente de ensaladas y otros platos a base de vegetales.
Se obtiene una harina muy nutritiva de las cabezas y vainas de flores secas y de éstas es posible preparar infusiones de hierbas aromáticas. Finalmente, la harina de trébol blanco se puede esparcir como condimento en los alimentos cocidos.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *