Come coltivare la Ninfea

Come coltivare la Ninfea

Le Ninfee sono delle piante appartenenti al genere (Nymphaea L. 1753); sono delle piante Spermatofite della famiglia delle Nymphaeaceae dai fiori acquatici molto grandi e decorativi.
Le Ninfee sono piante acquatiche tipicamente radicanti e perenni. Alcune specie possono essere considerate palustri in quanto riescono a sopportare facilmente abbassamenti temporanei del livello dell’acqua. L’altezza media di queste piante dipende dalla profondità del bacino idrico e comunque superano raramente i due metri. La forma biologica della specie è idrofita radicante; sono cioè piante acquatiche perenni le cui gemme si trovano sommerse o natanti e hanno un apparato radicale che le ancora al fondale.
In questa scheda vedremo come coltivare la Ninfea seguendo per questo particolare tipo di piante gli accorgimenti agronomici più idonei.
Si ricorda che l’impollinazione della ninfea è entomologa, cioè avviene a cura degli insetti e precisamente delle mosche. Il fiore di questa specie hanno sia gli organi riproduttivi maschili (stami) che quelli femminili (ovario) localizzati entrambi nella parte centrale e più interna della struttura fiorale.
La coltivazione delle ninfee varia in base alla specie; in generale quelle rustiche, cioè adatte ai climi più freddi o temperati, vengono esclusivamente coltivate a fini ornamentali e non richiedono cure eccessive. In ogni caso tutte le ninfe per crescere hanno bisogno di un’esposizione soleggiata e di acqua con temperatura intorno a 20 °C.
Lo sviluppo vegetativo di queste ninfee è maggiore nel periodo estivo. Per la loro coltivazione vanno poste in un laghetto costituito da un contenitore largo anche ottanta centimetri e alto anche fino a un metro. Sul fondo del contenitore bisogna porre argilla e letame maturo. La grandezza del contenitore deve essere comunque rapportata a quella della ninfea. Il piccolo laghetto realizzato va poi ricoperto con le foglie della ninfea per una superficie superiore alla metà, questa composizione ossigena l’acqua, offre riparo ai pesci e impedisce la formazione delle alghe verdi.
Se invece dovete far crescere delle ninfee tropicali dovrete essere in una zona con maggiore luce, con raggi del sole diretti, e con una temperatura dell’acqua di almeno 25 °C.
Inoltre siccome le specie tropicali hanno un bulbo che cresce a profondità non eccessive, per la loro coltivazione, è necessario un contenitore con meno acqua rispetto a quello per le specie rustiche.

In ogni caso durante il periodo invernale, le ninfee di origine tropicale andranno poste al riparo, in luoghi chiusi e adeguatamente temperati. Il terriccio del contenitore deve essere composto da argilla, sabbia e letame maturo. La conservazione delle ninfee tropicali si effettua in autunno, direttamente sul contenitore originario o estraendo i bulbi e rinvasandoli in un altro vaso contenente della sabbia inumidita.
Per la coltivazione delle ninfee in ogni caso bisogna avere cura di tenerle al riparo dal freddo. Ovviamente le ninfee originarie dei climi più temperati resistono anche alle temperature più rigide, ma per evitare che soffrano il gelo basta creare un laghetto molto profondo, dove la profondità dell’acqua consente di attutire meglio le gelate.
Quelle di origini tropicale, come detto, vanno obbligatoriamente trasferite in luoghi chiusi dove la temperatura non deve scendere mai al di sotto dei dieci gradi. Le ninfee tropicali non vanno assolutamente posizionate in luoghi bui e ombrosi, come soffitte o garage. Durante il periodo invernale l’acqua del contenitore va cambiata ogni quindici giorni, mentre non è necessario concimare.
Attenzione a pulire l’acqua dalle foglie secche che rischiano di decomporsi e di sporcarla.
Anche durante la fase vegetativa le ninfee non hanno bisogno di una vera e propria potatura, ma solo della rimozione delle foglie morte, secche o rovinate che vanno tolte delicatamente, lasciandone intatta l’attaccatura che protegge la pianta dall’ingresso dell’acqua e dal rischio di marcescenza. La maggiore eliminazione delle foglie della ninfea va eseguita nel periodo di settembre, mese nel quale, proprio per garantire un buon ricambio nutrizionale, si deve procedere alla concimazione, usando terriccio composto da sabbia o ghiaia e da concime organico maturo.
Vediamo adesso la propagazione delle Ninfee.
Questa operazione si ottiene per divisione in cespi, cioè per talea con l’utilizzo delle radici della pianta. Le talee, o cespi radicali, si ottengono prelevando le ninfee dall’acqua, lavando le radici e tagliando i germogli che si sono formati sui lati della radice stessa. Una volta prelevati questi germogli dovranno essere piantati in un vaso pieno di terriccio, immerso in un contenitore pieno d’acqua. I cespi vanno esposti in pieno sole fino al completo radicamento. A questo punto potranno essere trasferiti nel laghetto artificiale che avete predisposto nel giardino. Il periodo ideale per la propagazione delle ninfee è il mese di maggio.
Per quanto riguarda avversità e malattie ricordiamo che le ninfee possono essere soggette frequentemente ad infestazioni di afidi che sottraggono la linfa delle foglie e dei fiori. Nel caso della piante acquatiche, questi parassiti si concentrano sui petali dei fiori che sporgono dal pelo d’acqua. Se l’infestazione è elevata si possono usare prodotti a base di sapone di Marsiglia e macerato di aglio.

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