Suillus bellinii

Suillus bellinii

Questo Pinarolo (Suillus bellinii (Inzenga) Kuntze, 1967) è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Suillaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Boletales, Famiglia Suillaceae e quindi al Genere Suillus ed alla Specie S. bellinii.
Sono sinonimi e binomi obsoleti i termini: Boletus bellinii Inzenga (1879), Ixocomus bellinii (Inzenga) Maire (1933) e Rostkovites bellinii (Inzenga) Reichert (1940).

Etimologia –
Il termine Suillus è il diminutivo di sus, súis, maiale: maialetto, per la taglia particolarmente abbondante di questo genere. L’epiteto specifico bellinii è in onore del musicista catanese Vincenzo Bellini (1801-1835).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Suillus bellinii è una specie che cresce lungo i litorali in boschi di conifere (Pino marittimo, Pino domestico), in zone a clima temperato, il suo habitat tipico è quindi quello delle pinete xerofile mediterranee, meno comune e diffuso del coinquilino S. collinitus. Cresce fedele ed in annate favorevoli abbondante in alcune stazioni. Il periodo di fruttificazione è in primavera-autunno ed anche nel periodo invernale in condizioni climatiche più calde ed in assenza di gelate.

Riconoscimento –
Si riconosce per il cappello di 6-14 cm di diametro, di forma non molto regolare, inizialmente emisferico, poi convesso fino a diventare appianato; la cuticola risulta un po’ glutinosa, ma asciutta a tempo secco, è facilmente separabile, con una colorazione variabile, prima biancastra, poi bruna con sfumature e chiazze color nocciola o oliva, che tende a schiarirsi verso il margine.
I tubuli sono adnati o lievemente decorrenti, con colorazione prima biancastra e poi gialla.
I pori sono larghi, angolosi, con colorazione iniziale da biancastro a giallo-crema, per poi divenire giallo-verdastri-olivacei.
Il gambo misura 3-6 x 2-3 cm; questo è pieno, spesso corto e tozzo rispetto alle dimensioni del cappello, ricurvo e attenuato verso la base; la superficie è biancastra o paglierina marcatamente e fittamente ricoperta da punti allungati o granulazioni di colore rosso-vinaccia, poi brune, più numerose verso l’alto.
La carne è alquanto soda ma diviene molliccia nel fungo maturo, con colorazione bianco-giallastro e rosata sotto la cuticola; ha odore fruttato e sapore dolce.
Al microscopio si notano delle spore giallo-ocra in massa, di 7,5-9,5 x 3,5-3,8 µm, ellittiche-fusiformi, lisce, guttulate, apiculate.

Coltivazione –
Il Suillus bellinii non è un fungo coltivato.

Usi e Tradizioni –
Il Suillus bellinii si distingue dagli altri Suillus simili per il colore inizialmente quasi interamente bianco della cuticola, poi biancastro solo al bordo, pori inizialmente bianco rosato, quindi giallo crema, gambo spesso corto e ricoperto da granulazioni allungate rosso-bruno, carne bianca e habitat mediterraneo a quote basse e in tarda stagione, preferibilmente presso Pinus halepensis.
Comunque questo fungo, soprattutto per i meno pratici, si può facilmente confondere con altri Suillus che condividono lo stesso habitat; tra questi ricordiamo: il Suillus collinitus (Fr.) Kuntz., il Suillus granulatus (Linn. : Fr.) Rouss., o il Suillus mediterraneensis (Jacq et Blum) Redeuilh, che si differenzia comunque per il colore della carne, giallo e non bianco.
È il “pinarolo” più pregiato dal punto di vista gastronomico, anche in considerazione di avere una carne piuttosto compatta.

Modalità di Preparazione –
Il gusto del Suillus bellinii è dolce e decisamente gradevole e l’aroma fruttato. Tuttavia se vengono preparati da soli andrebbero consumati con moderazione poiché possono presentare un leggero effetto lassativo.
Al momento della cottura la cuticola del cappello va eliminata. Questa operazione è da eseguire solo all’ultimo momento poiché la cuticola serve a proteggere e a conservare il fungo stesso. Anche il gambo va eliminato perché risulta troppo duro e quindi poco adatto alla consumazione.
Questo fungo, come altri pinaroli, è perfetto per creare delle preparazioni di funghi misti. La loro presenza nei mix di funghi esalta il gusto dell’intero piatto, apportando note particolarmente intense e leggermente piccanti.
In Italia questi funghi vengono spesso inseriti nelle confezioni di funghi misti surgelati dove sono accuratamente dosati per conferire alle preparazioni un sapore caratteristico, mentre non vengono mai consumati essiccati.
Una ricetta tipica di questi fungi prevede di:
– pulire i funghi e togliere la cuticola gommosa del cappello dei Suillus. Tagliarli a pezzi, buttarli in abbondante acqua bollente e fare bollire per 10 minuti. In un tegame mettere l’olio, il prezzemolo tritato e l’aglio diviso in due parti, fate scaldare bene, senza friggere, versare i funghi scolati, girarli bene, aggiungere il sale e coprirli con un coperchio. Quando cominciano a friggere scoprirli e fare asciugare l’acqua mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere i pomodori tagliati a pezzi, aggiustare di sale e fare cuocere mescolando spesso. Servire da soli o come condimento per pasta.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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