Nephelium lappaceum

Nephelium lappaceum

Il Rambutan (Nephelium lappaceum Lour.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Sapindaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Sapindales, Famiglia Sapindaceae e quindi al Genere Nephelium ed alla Specie N. lappaceum.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Dimocarpus crinitus Lour.;
– Euphoria crinita Poir.;
– Euphoria nephelium DC.;
– Euphoria nephelium Poir.;
– Euphoria ramb-outan Labill.;
– Nephelium glabrum Cambess.;
– Nephelium obovatum Ridely.;
– Nephelium sufferugineum Radlk..

Etimologia –
Il termine Nephelium, secondo Rembert Dodoens, deriverebbe dal greco νεφέλιον nephélion nuvoletta (in Teofrasto) usato anche per designare un’erba, ripreso nel latino nephelion (Pseudo Apuleio Barbaro) per un’erba detta anche personata o personacea (Plinio & al.), forse riconducibile alla bardana (Arctium), a cui l’epiteto si richiamerebbe. L’epiteto specifico lappaceum deriva da lappa, nome latino della lappola, in Virgilio e Plinio; secondo alcuni il nome latino deriverebbe dal celtico llap, mano, perché il fiore si attacca a qualunque cosa lo sfiori, come farebbe una mano; secondo altri deriverebbe dal greco λαβεῑν labein attaccarsi, in ogni caso che ricorda la lappola.
Il nome ordinario Rambutan deriva dalla forma ed aspetto del frutto è viene dal malese, “rambout” che significa “capelli”.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Rambutan è una pianta originario dell’ arcipelago malese, molto presente nell’Asia sudorientale; in passato è stato coltivato a lungo in Tailandia, in Indonesia e nelle Filippine.

Descrizione –
Il Nephelium lappaceum è un albero tropicale sempreverde che cresce fino a un’altezza di 12-20 m. ha foglie alterne, lunghe 10-30 cm, pennate, a margine intero, composte da 3-11 foglioline; ogni fogliolina misura 5-15 cm di lunghezza e 3-10 cm di larghezza.
I fiori misurano 2,5-5 mm e sono apetali e portati in infiorescenza. Gli alberi di Rambutan possono essere dioici con fiori maschili e femminili su individui separati o con fiori ermafroditi.
L’impollinazione è entomofila, operata da api, mosche e farfalle, soltanto l’1-3 % dei fiori allega; se eseguita artificialmente la percentuale di allegagione dei frutti raggiunge il 13 %.
La fioritura avviene da marzo a maggio e da agosto fino ad ottobre.
Il frutti sono drupe sferiche o ovali, lunghe 3-6 cm e larghe 3-4 cm, di colore giallo o rosso, riuniti in gruppi di 10-20 in grappoli pendenti. L’epidermide è cuoiosa e rivestita da spine flessibili, la polpa, o arilo, è traslucida, biancastra o rosa pallida, succosa e con un sapore dolce-acidulo. L’unico seme è marrone, morbido, misura 2-3 cm, con una cicatrice basale bianca e può essere moderatamente velenoso se aperto, però viene cotto e mangiato.
Il frutto è maturo dopo circa 15-18 settimane dopo la fioritura.

Coltivazione –
Per la coltivazione del Rambutan si ricordi che è una pianta tropicale che cresce quindi in climi tropicali e umidi. Quest’albero si adatta a molti terreni tranne quelli in cui vi è ristagno idrico e quelli sabbiosi. Suoli ideali sono quelli alluvionali, profondi , molto ricchi di sostanza organica. La propagazione in coltura avviene principalmente per talea e, meno, per innesto. Se la propagazione avviene per seme, si ottengono alberi diversi dalla pianta madre e i frutti sono generalmente aspri. La percentuale di alberi di sesso maschile è alta.
L’albero fruttifica due volte l’anno e può produrre fino a 6.000 frutti.

Usi e Tradizioni –
Il frutto del Nephelium lappaceum internamente ha una polpa bianca, traslucida, succulenta, dolce e dal profumo molto aromatico. I frutti hanno un alto contenuto di vitamina C, calcio e fosforo. Si conservano per una settimana a temperatura ambiente.
La maggior parte delle cultivar commerciali ha i fiori ermafroditi, queste, a differenza di quelle femminili, non necessitano di impollinatori maschili. In passato la propagazione veniva effettuata prevalentemente per seme, ciò ha portato ad una certa eterogeneità varietale, che si manifesta specialmente nei frutti. Le cultivar Lebakbooloos, Seematijan e Seenjonja hanno un frutto rosso, nella varietà Seetangkooweh la drupa è bianco-giallina e il gruppo varietale Atjeh Koonig presenta una buccia gialla. Alcune cultivar, come Seelengkeng, assomigliano al lici in quanto l’epidermide presenta delle estroflessioni corte. Altre varietà diffuse nel sud est asiatico sono Oh heok, Deli cheng, Maharlika, Jit lee, Rongrien, Chompon e Penang.

Modalità di Preparazione –
Il Rambutan ha un sapore simile al litchi. Viene consumato principalmente al naturale, togliendo la polpa dal guscio dopo averlo tagliato a metà ed averne rimosso il seme centrale, ma è ottimo anche per la preparazione di marmellate. Data la sua dolcezza, strizzata la polpa nel tè, dolcifica la bevanda che servita freschissima con all’interno un frutto intero risulta molto gradevole e dissetante.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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