Apion apricans

Apion apricans

L’Apion dei capolini del trifoglio (Apion apricans Herbst, 1797) è un piccolo coleottero della famiglia dei Curculionidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Coleopteroidea, Ordine Coleoptera, Sottordine Polyphaga, Infraordine Cucujiformia, Superfamiglia Curculionoidea, Famiglia Brentidae, Sottofamiglia Apioninae e quindi al Genere Apion ed alla Specie A. apricans.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Apion apricans è un coleottero originario dell’Europa e cosmopolita che vive sulle piante di trifoglio e che sverna nel terreno a una profondità di 5 cm, in cinture forestali, negli anfratti, nei bordi stradali, sotto foglie cadute e resti di piante.

Morfologia –
L’Apion del trifoglio è un coleottero il cui adulto è di 2,5-3,5 mm di dimensione, di colore nero, con riflessi metallici e con il corpo a forma di pera, con femori e tibie delle zampe anteriori di colore giallastro; inoltre sono giallastri anche i femori del 2° e 3° paio di zampe; il rostro è lungo, quasi dritto; le antenne sono nere nella parte apicale e rosse alla base.
Le larve sono di 2-2,5 mm, con il corpo arcuato, bianche con una tonalità cremosa, testa curva di colore marrone scuro, con tre piccole escrescenze su ciascun lato delle mascelle superiori, apode e con se abbozzi di zampe.
Le pupe sono di 3-3,5 mm, di colore bianco giallastro.
Le uova di 0,3-0,5 mm, giallastre, lunghe e lisce.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Apion apricans sverna allo stato di adulto, nel terreno o in altri anfratti o sotto foglie e resti di vegetazione; nella primavera, da aprile in poi, gli adulti escono dai rifugi invernali, si nutrono del parenchima di giovani foglie durante un periodo di 15-21 giorni e si accoppiano; nella seconda metà di maggio, durante la fase di germogliamento del trifoglio le femmine ovidepongono nei capolini di questa pianta.
La fecondità media delle femmina è di 35 uova, con una fluttuazione da 11 a 217. Per deporre le uova, la femmina rosicchia una fossa col rostro, spingendo l’uovo dentro con l’ovopositore. Lo sviluppo embrionale dell’uovo dura 5-8 giorni.
Da queste uova nasceranno le larve responsabili della distruzione dei fiori. Lo sviluppo delle larve ha un periodo di 15-20 giorni.
Successivamente quando le larve, raggiungono la maturità, si impupano tra i resti del capolino; all’inizio dell’estate sfarfallano gli adulti della prima generazione.
Questi individui daranno origine alla seconda generazione che è destinata poi a svernare.
Inoltre questi coleotteri possono vivere e riprodursi per 2-3 anni.

Ruolo Ecologico –
L’ Apion apricans è un coleottero che vive a spese delle piante di trifoglio e di altre specie erbacee ed arboree.
I danni vengono causati sia dagli adulti che dalle larve:
– gli adulti compiono erosioni sulle foglie;
– le larve, nate sui fiori, si nutrono degli ovari, danneggiando le infiorescenze.
Il danno più consistenti si hanno ovviamente nella coltivazione del trifoglio da seme.
Nel caso di infestazioni elevate si può avere un danneggiamento dell’80-100% dei capolini e la diminuzione della resa dei semi di trifoglio che può raggiungere il 25-30%.
Gli interventi per la diminuzione delle infestazioni e del danno sono intanto di tipo agronomico operando l’anticipazione dello sfalcio dei prati; altro accorgimento è quello della buona rotazione dei prati e della diminuzione anche della estensione delle parcelle coltivate a trifoglio operando un aumento della biodiversità delle specie coltivate all’interno delle aziende.
Nel caso di necessità dell’intervento chimico bisogna intervenire solo in presenza di gravi infestazioni e, per le coltivazioni da seme, può essere effettuata prima dell’apertura dei fiori.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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