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Come potare l’Azzeruolo

L’azzeruolo (Crataegus azarolus L., 1753) è un albero da frutto della famiglia delle Rosaceae che gran parte dei botanici ritiene come specie originaria dell’Asia Minore o dell’isola di Creta, da cui si sarebbe diffusa come coltivazione in tutto il resto del bacino del Mediterraneo (in particolare nel Nord Africa) e dell’Europa. Si tratta di un fruttifero minore, poco diffuso e anche poco conosciuto. Pianta molto coltivata in passato che andrebbe ripresa per una serie di interessanti peculiarità e per aumentare la biodiversità delle nostre aziende agricole.
In questa scheda vedremo come potare l’Azzeruolo, partendo dalla formazione di allevamento fino a quella di produzione.
L’azzeruolo è una pianta con caratteristiche arbustive o di piccolo albero le cui dimensioni massime raggiunte sono 7-8 metri in altezza e 3-4 metri di estensione.
Esistono diverse varietà di questa specie come: Azzeruolo di Romagna (varietà rossa) il Moscatello (varietà bianca) e l’Azzeruolo del Canada (varietà gialla) che comunque, pur presentando differente portamento, e ramificazioni più o meno lunghe, necessitano delle stesse operazioni colturali e di potatura.
Ricordiamo che i fiori di tutte e tre le varietà principali sono ermafroditi per cui non c’è la necessita di coltivare più esemplari per ottenere la produzione di frutti, ad eccezione della varietà bianca, che è autoincompatibile per cui necessita di impollinazione incrociata.
Inoltre la fioritura avviene nella parte apicale dei rametti aventi un anno di età i quali presentano in prevalenza gemme miste.
Inoltre, per sapersi orientare nelle modalità e tempi di potatura si ricorda che i frutti maturano in tempi differenti a secondo le varietà; l’azzeruolo a frutto rosso e quello a frutto bianco giungono a maturità nella seconda metà del mese di settembre, quello giallo invece è più precoce, con una maturazione che avviene un mese prima, con i frutti che possono essere raccolti già dalla prima metà di agosto.
Infine un accenno ai portainnesti dell’azzeruolo che può essere coltivato sia su franco che, più frequentemente su biancospino che risulta particolarmente rustico e adatto ad una vasta gamma di terreni.
Andiamo alle forme di allevamento. L’azzeruolo può essere allevato secondo diverse forme; se la finalità è quella ornamentale si deve scegliere una forma libera lasciando la pianta crescere secondo la sua naturale predisposizione.
Se l’obiettivo è di coltivare per la produzione di frutti, la forma di allevamento più consigliata è quella a vaso. In questo caso dal tronco principale, all’altezza di un metro, bisogna lasciare 3 o 4 branche principali (a 120° o 90°) che formeranno l’intera chioma. Si può scegliere la forma a piramide ma questa è più indicata per le varietà che si accrescono maggiormente in altezza.

I sesti di impianto (nel caso di una coltivazione commerciale o comunque di più piante) consigliati sono 4 x 5, evitando sesti più stretti che possono condurre con gli anni a maggiore competizione tra le piante ma, soprattutto, a problemi fitosanitari maggiori.
Per la potatura di formazione dell’azzeruolo sono necessari mediamente tre anni. In questa fase dell’accrescimento vegetativo bisogna dare subito la giusta forma per evitare poi di intervenire con tagli di correzione che rallenterebbero l’entrata in produzione.
Per procedere alla potatura di formazione (o di allevamento) nel primo anno di coltivazione si effettua la cimatura dell’astone principale a circa un metro da terra, si elimineranno eventuali ramificazioni presenti lasciando il tronco spoglio. In questa fase è bene dotare la pianta di un sostegno così da agevolare la crescita e la stabilità generale.
A partire dal secondo anno, osserveremo già tra febbraio e marzo, la crescita dei primi germogli vigorosi. È questo il momento dell’allevamento delle 3-4 branche principali. Si scelgono i germogli più robusti e quelli già ben disposti, mentre tutte le altre ramificazioni presenti andranno eliminate.
Nel terzo anno di allevamento si lasceranno sviluppare liberamente le ramificazioni scelte l’anno prima, eliminando soltanto eventuali polloni che nasceranno alla base del ceppo e se presenti si taglieranno i germogli che nascono sul tronco al disotto delle branche principali.
Negli anni seguenti si procederà con interventi di potatura verde e con la cimatura dei getti di un anno di età al fine di stimolare la continua produzione delle gemme fiorali.
A partire dal quarto anno inizierà la potatura di produzione, tranne che la pianta sia stata riprodotta da seme ed allora si avrà un allungamento medio di uno – due anni (dipende anche dal portainnesto). Siccome, come già detto, la fioritura dell’azzeruolo, si ha sui giovani rametti di un anno, questi vanno preservati e potranno però essere accorciati. Con un taglio della loro parte apicale la pianta comincerà a emettere fiori quasi per tutta la lunghezza del ramo.
Un suggerimento per quanto riguarda la potatura di produzione, in quanto bisogna tenere conto della futura raccolta. Nella varietà di azzeruolo rosso, che è più propensa ad emettere spine, si cercherà di creare una chioma abbastanza ampia in modo da agevolare le operazioni di raccolta.
Gli interventi andranno fatti con cadenza annuale, nel periodo di febbraio o marzo, rimuovendo le ramificazioni vecchie e malate, quelle danneggiate o che risultano spezzate.
Infine due riferimenti alla potatura di rinnovo ed alla potatura verde.
La potatura di rinnovo va operata soprattutto in piante vecchie e trascurate per molto tempo; in questo caso bisogna subito dire che è inutile reimpostare la forma di una pianta ormai sviluppata liberamente a meno che non si debba ridimensionare la chioma per motivi di spazio.
Bisogna soltanto ridare equilibrio alla parte aerea operando lo sfoltimento della parte interna della chioma con l’eliminazione delle ramificazioni intricate e troppo fitte. Si dovrà inoltre limitare l’eccessiva estensione della pianta con operazioni sulla parte finale della chioma, dando un aspetto più armonico ed eliminando le ramificazioni malate, deperite senza però eccedere nei tagli. Anche i polloni, come al solito, vanno eliminati.
La potatura verde dell’azzeruolo si effettua nel periodo estivo (o al limite autunnale) effettuando una cimatura a carico dei rami misti che portano apicalmente i fiori. Questa operazione provocherà l’anno successivo una maggiore induzione fiorale con maggiore produzione di frutti.





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How to prune the Azarole

The blue-green (Crataegus azarolus L., 1753) is a fruit tree of the Rosaceae family that most botanists consider to be native species of Asia Minor or the island of Crete, from which it would have spread as cultivation throughout the rest of the Mediterranean basin (in particular in North Africa) and Europe. It is a minor fruit tree, not very widespread and also little known. Very cultivated plant in the past that should be taken up again for a series of interesting peculiarities and to increase the biodiversity of our farms.
In this card we will see how to prune the Azzeruolo, starting from the training of breeding up to that of production. The azure is a plant with shrub or small tree characteristics whose maximum dimensions reached are 7-8 meters in height and 3-4 meters of extension.
There are different varieties of this species such as: Azzeruolo di Romagna (red variety), Moscatello (white variety) and Azzeruolo del Canada (yellow variety) which, although presenting different growth habit, and more or less long branches, require the same operations cultivation and pruning.
Recall that the flowers of all the three main varieties are hermaphrodites so there is no need to grow more specimens to obtain the production of fruits, with the exception of the white variety, which is self-incompatible and therefore needs cross-pollination. flowering occurs in the apical part of the twigs having one year of age which present mainly mixed buds. Moreover, to know how to orientate in the methods and times of pruning it is recalled that the fruits ripen at different times according to the varieties; the red fruit-white and the white-fruit ones reach maturity in the second half of September, while the yellow one is earlier, with a maturation that takes place a month earlier, with the fruits that can be harvested already from the first half of August.
Finally, a hint to the rootstocks of the azerbaijan that can be cultivated both on frank and, more frequently on hawthorn which is particularly rustic and suitable for a wide range of soils. Let’s go to the forms of farming. The green can be bred according to different forms; if the purpose is ornamental one must choose a free form letting the plant grow according to its natural predisposition.If the goal is to cultivate for the production of fruits, the most recommended training method is the vase type. In this case from the main trunk, at a height of one meter, it is necessary to leave 3 or 4 main branches (at 120 ° or 90 °) which will form the entire crown. You can choose the pyramid shape but this is more suitable for the varieties that grow more in height.

The recommended sixths of plant (in the case of commercial cultivation or other plants) are 4 x 5, avoiding narrower sixths that can lead to the years of greater competition among plants but, above all, to greater phytosanitary problems.
An average of three years is required for pruning to form the soil. In this phase of vegetative growth it is necessary to immediately give the right shape to avoid then intervening with correction cuts that would slow down the entry into production.
To proceed with training (or breeding) pruning in the first year of cultivation, the main stem is trimmed to about one meter from the ground, any existing branches will be eliminated leaving the trunk bare. In this phase it is good to equip the plant with a support so as to facilitate growth and general stability.
Starting from the second year, we will observe the growth of the first vigorous shoots between February and March. This is the time of breeding of the 3-4 main branches. We choose the most robust buds and those already well arranged, while all the other branches present will have to be eliminated.
In the third year of breeding the ramifications chosen the year before will be freely developed, eliminating only any suckers that will be born at the base of the strain and if present, the shoots that are born on the trunk below the main branches will be cut.
In the following years we will proceed with green pruning and with the trimming of one-year-old shoots in order to stimulate the continuous production of flower buds.
Starting from the fourth year the production pruning will begin, except that the plant has been reproduced from seed and then there will be an average lengthening of one – two years (it also depends on the rootstock). Since, as already said, the blossoming of the green is on the young twigs of a year, these must be preserved and may however be shortened. With a cut of their apical part the plant will begin to emit flowers almost for the whole length of the branch. A suggestion regarding the production pruning, as it must take into account the future harvest. In the variety of red azzeruolo, which is more likely to emit thorns, we will try to create a fairly large crown in order to facilitate harvesting operations.
The interventions will have to be done annually, in the period of February or March, removing the old and diseased branches, those damaged or broken. Finally two references to renewal pruning and green pruning.
The renewal pruning must be done especially in old and neglected plants for a long time; in this case we must immediately say that it is useless to re-set the shape of a now freely developed plant unless the crown is to be resized for reasons of space. All that is needed is to restore balance to the aerial part by thinning out the internal part of the foliage with the elimination of intricate and too dense branches. It will also be necessary to limit the excessive extension of the plant with operations on the final part of the foliage, giving a more harmonious appearance and eliminating the diseased, perished branches without exceeding the cuts. Also the suckers, as usual, must be eliminated.
The green pruning is carried out in the summer (or at the autumnal limit) by trimming the mixed branches that bear the flowers apically. This operation will cause the following year a greater floral induction with greater fruit production.





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Como podar el azzeruolo

El azul-verde (Crataegus azarolus L., 1753) es un árbol frutal de la familia de las Rosáceas que la mayoría de los botánicos consideran como especies nativas de Asia Menor o la isla de Creta, desde la cual se habría propagado como cultivo en todo el Resto de la cuenca mediterránea (en particular en el norte de África) y Europa. Es un árbol frutal menor, no muy extendido y también poco conocido. Planta muy cultivada en el pasado que debe ser retomada por una serie de interesantes peculiaridades y para aumentar la biodiversidad de nuestras fincas.
En esta tarjeta veremos cómo podar el Azzeruolo, desde el entrenamiento de reproducción hasta el de la producción. El azul es una planta con características de arbustos o árboles pequeños cuyas dimensiones máximas alcanzadas son de 7-8 metros de altura y 3-4. Metros de extensión.
Existen diferentes variedades de esta especie, tales como: Azzeruolo di Romagna (variedad roja), Moscatello (variedad blanca) y Azzeruolo del Canadá (variedad amarilla) que, aunque presentan diferentes hábitos de crecimiento y ramas más o menos largas, requieren las mismas operaciones. Cultivo y poda.
Recuerde que las flores de las tres variedades principales son hermafroditas, por lo que no es necesario cultivar más ejemplares para obtener la producción de frutas, con la excepción de la variedad blanca, que es auto-incompatible y por lo tanto necesita polinización cruzada. La floración ocurre en la parte apical de las ramitas que tienen un año de edad y presentan principalmente cogollos mixtos. Además, para saber cómo orientarse en los métodos y tiempos de poda, se recuerda que los frutos maduran en diferentes momentos según las variedades; La fruta roja, blanca y la fruta blanca, alcanzan la madurez en la segunda mitad de septiembre, mientras que la amarilla es anterior, con una maduración que se produce un mes antes, con los frutos que se pueden cosechar ya desde la primera mitad de agosto.
Finalmente, un indicio de los portainjertos de Azerbaiyán que pueden cultivarse tanto en francos como, más a menudo en espinos, que son particularmente rústicos y adecuados para una amplia gama de suelos. Vayamos a las formas de cultivo. El verde puede ser criado de acuerdo a diferentes formas; Si el propósito es ornamental, se debe elegir una forma libre que permita que la planta crezca de acuerdo con su predisposición natural. Si el objetivo es cultivar para la producción de frutas, el método de entrenamiento más recomendado es el tipo de jarrón. En este caso, desde el tronco principal, a una altura de un metro, es necesario dejar 3 o 4 ramas principales (a 120 ° o 90 °) que formarán la corona completa. Puede elegir la forma de pirámide, pero esto es más adecuado para las variedades que crecen más en altura.

Los sextos de la planta recomendados (en el caso del cultivo comercial u otras plantas) son 4 x 5, evitando los sextos más estrechos que pueden llevar a los años de mayor competencia entre las plantas pero, sobre todo, a mayores problemas fitosanitarios.
Se requiere un promedio de tres años para que la poda forme el suelo. En esta fase de crecimiento vegetativo, es necesario dar inmediatamente la forma correcta para evitar la intervención con cortes correctos que desaceleren la entrada en producción.
Para continuar con la poda de entrenamiento (o mejoramiento) en el primer año de cultivo, el tallo principal se recorta a aproximadamente un metro del suelo, se eliminará cualquier rama existente dejando el tronco al descubierto. En esta fase, es bueno equipar la planta con un soporte que facilite el crecimiento y la estabilidad general.
A partir del segundo año, observaremos el crecimiento de los primeros brotes vigorosos entre febrero y marzo. Este es el momento de la cría de las 3-4 ramas principales. Elegimos los cogollos más robustos y los que ya están bien dispuestos, mientras que todas las otras ramas presentes tendrán que ser eliminadas.
En el tercer año de reproducción, las ramificaciones elegidas el año anterior se desarrollarán libremente, eliminando solo los retoños que nacerán en la base de la cepa y, si están presentes, se cortarán los brotes que nacen en el tronco debajo de las ramas principales.
En los años siguientes procederemos con la poda verde y con el recorte de brotes de un año para estimular la producción continua de capullos de flores.
A partir del cuarto año comenzará la poda de producción, excepto que la planta se ha reproducido a partir de semillas y luego habrá un alargamiento promedio de uno a dos años (también depende del rizoma). Como, como ya se dijo, el florecimiento del verde está en las ramitas jóvenes de un año, estas deben conservarse y, sin embargo, pueden acortarse. Con un corte de su parte apical, la planta comenzará a emitir flores casi por toda la longitud de la rama. Una sugerencia con respecto a la poda de producción, ya que debe tener en cuenta la cosecha futura. En la variedad de azzeruolo rojo, que es más probable que emita espinas, intentaremos crear una corona bastante grande para facilitar las operaciones de recolección.
Las intervenciones deberán realizarse anualmente, en el período de febrero o marzo, eliminando las ramas viejas y enfermas, las dañadas o rotas. Finalmente, dos referencias a la poda de renovación y la poda verde.
La poda de renovación debe realizarse especialmente en plantas viejas y descuidadas durante mucho tiempo; en este caso, debemos decir inmediatamente que es inútil restablecer la forma de una planta ahora desarrollada libremente, a menos que se deba cambiar el tamaño de la corona por razones de espacio. Todo lo que se necesita es restablecer el equilibrio en la parte aérea adelgazando la parte interna del follaje con el Eliminación de ramas intrincadas y demasiado densas. También será necesario limitar la extensión excesiva de la planta con operaciones en la parte final del follaje, dando una apariencia más armoniosa y eliminando las ramas enfermas y perecidas sin exceder los cortes. También los retoños, como es habitual, deben ser eliminados.
La poda verde se lleva a cabo en verano (o en el límite otoñal) recortando las ramas mixtas que llevan las flores de forma apical. Esta operación provocará al año siguiente una mayor inducción floral con mayor producción de frutos.





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