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Come potare il Mandarino

Il mandarino (Citrus reticulata Blanco, 1837) è un piccolo albero da frutto della famiglia delle Rutacee ed è uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro ed al pomelo. Da quando è stata accettata la teoria secondo la quale tutti gli agrumi derivano da queste tre sole specie, il mandarino ha certo acquistato importanza storica, in quanto si tratta dell’unico frutto dolce tra i tre originali. La pianta è di piccole dimensioni e può raggiungere dai due ai quattro metri di altezza.
In questa scheda vedremo come potare il Mandarino, tenendo conto della sua dimensione ed anche del sesto di impianto che si può adottare.
Come per altri agrumi la forma di allevamento più adatta è il globo. Per ottenere tale forma si parte da una pianta già impalcata a circa 50-70 cm dal terreno lasciando 3-4 branche principali. Tali branche devono essere inclinate di 60° rispetto alla verticale, essere in posizione simmetrica (a 120° o 90°) ed i loro punti di inserzione devono essere distanti circa 10-15 cm uno dall’altro; eventuali rami in eccedenza saranno eliminati. Come sempre gli interventi cesori devono essere limitati al minimo indispensabile. Tali branche saranno ricoperte da una vegetazione più o meno folta, in relazione alla specie ed alla varietà. Le attuali tendenze, al fine di utilizzare tutto lo spazio disponibile, puntano ad ottenere una forma di allevamento a chioma piena, cioè a far espandere la vegetazione delle branche fino al suolo. Vista la piccola mole della pinta di mandarino la potatura va fatta anche in funzione del sesto di impianto che può essere di m 4 x 4 o 3,5 x 3,5.

Siccome nel mandarino, come in altri agrumi, la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. Avremo che l’allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta.
Per questo motivo la potatura non va mai eseguita nel periodo di febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva. Inoltre vanno evitati i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte.
Generalmente si può potare nel periodo di aprile, con interventi leggeri annuali, limitandosi solo ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso.
Bisogna, inoltre, eliminare i succhioni, cioè i lunghi rami privi di frutti, quando provengono dalla parte basale delle branche più grosse, mentre per quelli situati nelle zone più periferiche della chioma ci si può limitare alla spuntatura.
Siccome nel mandarino, come nelle clementine, si osserva un certo affastellamento dei germogli: li si deve quindi diradare per far sì che i rametti siano correttamente distanziati.
È importante, comunque, eseguire la potatura tutti gli anni, per evitare l’alternanza di produzione.
Nella fase giovanile di allevamento i tagli sono da evitare il più possibile, per non ritardare l’entrata in produzione, procedendo eventualmente alla sola asportazione dei succhioni. E anche sulle piante adulte non si deve intervenire troppo severamente per non alterare il rapporto tra vegetazione e produzione: tagli eccessivi favoriscono infatti la vegetazione a scapito della formazione dei frutti. Le potature sono invece necessarie quando si verificano attacchi parassitari da cocciniglie e quando l’altezza della pianta non permette più un’agevole raccolta da terra.





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How to prune the Mandarin

The mandarin (Citrus reticulata Blanco, 1837) is a small fruit tree of the Rutaceae family and is one of the three original citrus fruits of the genus Citrus together with cedar and pomelo. Since the theory according to which all citrus fruits derive from these three species has been accepted, Mandarin has certainly acquired historical importance, since it is the only sweet fruit among the three originals. The plant is small and can reach from two to four meters in height.
In this card we will see how to prune the Mandarin, taking into account its size and also of the sixth plant that can be used. As for other citrus fruits the most suitable training system is the globe. To obtain this shape we start from a plant already decked about 50-70 cm from the ground leaving 3-4 main branches. These branches must be inclined 60 ° with respect to the vertical, be in a symmetrical position (at 120 ° or 90 °) and their insertion points must be distant about 10-15 cm from each other; any surplus branches will be eliminated. As always, the interventions must be limited to the minimum necessary. These branches will be covered with more or less bushy vegetation, depending on the species and the variety. The current trends, in order to use all the available space, aim to obtain a form of cultivation with full foliage, that is to make the vegetation of the branches expand up to the ground. Given the small size of the pint of mandarin the pruning should also be done according to the sixth of plant that can be 4 x 4 or 3.5 x 3.5 m.

As in mandarin, as in other citrus fruits, the fructification takes place on the branches of the previous year and the growth of the branches normally occurs in three periods: spring, early summer and autumn. The flower induction of the buds begins during the winter rest period, while the maximum content of reserve substances in the leaves and branches is in February and March. We will have that the setting of the flowers depends on the quantity of reserve substances present in the plant.
For this reason, pruning should never be performed in the period of February and March, when there is an accumulation of reserve substances. In addition, periods when temperatures are very low or very high should be avoided.
Generally it can be pruned in the period of April, with light annual interventions, limiting itself only to lighten the hair eliminating the dry, broken or debilitated branches after they have already bloomed or those curved downwards.
Furthermore, it is necessary to eliminate the suckers, that is the long branches without fruit, when they come from the basal part of the thickest branches, while for those situated in the most peripheral areas of the canopy we can limit ourselves to trimming. As in mandarin, as in clementines , we observe a certain bundling of the shoots: they must therefore be thinned out so that the twigs are correctly spaced.
However, it is important to do the pruning every year, to avoid alternating production.
In the juvenile phase of breeding the cuts are to be avoided as much as possible, in order not to delay the entry into production, proceeding eventually only to the removal of the suckers. And even on adult plants one must not intervene too severely in order not to alter the relationship between vegetation and production: excessive cuts in fact favor vegetation at the expense of fruit formation. Prunings are instead necessary when parasitic attacks occur from scale insects and when the height of the plant no longer allows an easy collection from the ground.





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Cómo podar el Mandarín

La mandarina (Citrus reticulata Blanco, 1837) es un pequeño árbol frutal de la familia Rutaceae y es uno de los tres cítricos originales del género Citrus, junto con el cedro y el pomelo. Desde que se aceptó la teoría según la cual todos los cítricos se derivan de estas tres especies, el mandarín ciertamente ha adquirido importancia histórica, ya que es la única fruta dulce entre los tres originales. La planta es pequeña y puede alcanzar de dos a cuatro metros de altura.
En esta tarjeta veremos cómo podar el mandarín, teniendo en cuenta su tamaño y también la sexta planta que se puede usar. En cuanto a otros cítricos, el sistema de entrenamiento más adecuado es el mundo. Para obtener esta forma partimos de una planta ya cubierta a unos 50-70 cm del suelo, dejando 3-4 ramas principales. Estas ramas deben estar inclinadas 60 ° con respecto a la vertical, estar en una posición simétrica (a 120 ° o 90 °) y sus puntos de inserción deben estar a una distancia aproximada de 10-15 cm entre sí; Cualquier excedente será eliminado. Como siempre, las intervenciones deben limitarse al mínimo necesario. Estas ramas se cubrirán con vegetación más o menos espesa, según la especie y la variedad. Las tendencias actuales, con el fin de utilizar todo el espacio disponible, tienen como objetivo obtener una forma de cultivo con follaje completo, es decir, hacer que la vegetación de las ramas se expanda hacia el suelo. Dado el tamaño pequeño de la pinta de mandarina, la poda también debe hacerse de acuerdo con la sexta parte de la planta, que puede ser de 4 x 4 o de 3.5 x 3.5 m.

Al igual que en la mandarina, como en otros cítricos, la fructificación tiene lugar en las ramas del año anterior y el crecimiento de las ramas ocurre normalmente en tres períodos: primavera, principios de verano y otoño. La inducción floral de los brotes comienza durante el período de descanso invernal, mientras que el contenido máximo de sustancias de reserva en las hojas y ramas es en febrero y marzo. Tendremos que el ajuste de las flores depende de la cantidad de sustancias de reserva presentes en la planta.
Por esta razón, la poda nunca debe realizarse en el período de febrero y marzo, cuando hay una acumulación de sustancias de reserva. Además, deben evitarse los períodos en que las temperaturas son muy bajas o muy altas.
Por lo general, se puede podar en el período de abril, con leves intervenciones anuales, limitándose solo a aligerar el cabello, eliminando las ramas secas, rotas o debilitadas después de que hayan florecido o curvadas hacia abajo.
Además, es necesario eliminar las ventosas, es decir, las ramas largas sin fruto, cuando provienen de la parte basal de las ramas más gruesas, mientras que para aquellas situadas en las áreas más periféricas de la copa podemos limitarnos a recortar. Como en la mandarina, como en las clementinas , observamos un cierto agrupamiento de brotes: por lo tanto, deben reducirse para que las ramitas estén correctamente espaciadas.
Sin embargo, es importante hacer la poda cada año, para evitar alternar la producción.
En la fase juvenil de la cría, los cortes deben evitarse tanto como sea posible, para no retrasar la entrada en producción, procediendo eventualmente solo a la eliminación de los retoños. E incluso en las plantas adultas no se debe intervenir demasiado para no alterar la relación entre la vegetación y la producción: los cortes excesivos favorecen a la vegetación a expensas de la formación de frutos. En cambio, las podas son necesarias cuando se producen ataques de parásitos de insectos de escamas y cuando la altura de la planta ya no permite una recolección fácil del suelo.





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