Come potare l’Arancio

Come potare l’Arancio

L’arancio (Citrus sinensis (L.) Osbeck, 1765) è un albero da frutto della famiglia delle Rutacee, il cui frutto è l’arancia o arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara. È un antico ibrido, probabilmente fra il pomelo e il mandarino, ma da secoli cresce come specie autonoma e si propaga per innesto e talea.
In questa scheda vedremo come potare l’Arancio partendo dalla potatura di formazione o allevamento fino a quella di produzione.
La potatura di formazione è importante per dare la forma desiderata, sin dalla piantina appena formata, mentre la potatura di produzione mira a creare le migliori condizioni di equilibrio tra parte vegetativa e parte produttiva (frutti) dell’arancio.
La potatura di formazione va eseguita considerando che, nei primi anni, quelli in cui la pianta deve formarsi va limitata al massimo e si dovrà agire solo per eliminare i succhioni (rami che tendono a vegetare in maniera notevole verso l’alto) e le ramificazioni in eccesso. Le uniche che possono essere mantenute sono quelle basali in modo tale da abbassare il più possibile l’altezza del tronco. Tale intervento ponderato ha l’obiettivo di portare la pianta a raggiungere in poco tempo la maturità produttiva.
Per quanto riguarda la fa forma di allevamento o di formazione che maggiormente si consiglia per l’arancio, questa è la forma a globo.
Per ottenere tale forma si parte da una pianta già impalcata a circa 0 cm dal terreno e presentante 3-4 branche. Tali branche devono avere una inclinazione di 60° rispetto alla verticale, essere in posizione simmetrica ed i loro punti di inserzione devono essere distanti circa 10-15 cm uno dall’altro; se troviamo eventuali rami in eccedenza questi devono essere eliminati.
Come già detto però gli interventi cesori devono essere limitati al minimo indispensabile per evitare che la pianta ritardi la sua entrata in produzione per via della necessità arrecata di dover ripristinare le parti potate in eccesso.
Le branche saranno poi ricoperte da una vegetazione più o meno folta, in relazione anche alle varietà. Le attuali tendenze, al fine di utilizzare tutto lo spazio disponibile, puntano ad ottenere una forma di allevamento a chioma piena, cioè a far espandere la vegetazione delle branche fino al suolo. Per questo motivo, onde dare pieno sviluppo alla chioma, il sesto d’impianto adottato è in quadrato 5 x 5 m.

Negli aranci, come gli altri agrumi, la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. L’allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta.
Per questo motivo la potatura, non andrebbe mai eseguita in febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva, e vanno ugualmente evitati i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte per evitare che la pianta risenta, in tali condizioni climatiche, degli interventi di taglio.
Per quanto riguarda l’intensità della tecnica di potatura, non bisogna esagerare con le potature, limitandosi solo ad alleggerire la chioma, eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso.
Per quanto riguarda i succhioni, che sono lunghi rami privi di frutti, vanno eliminati quando provengono dalla parte basale delle branche più grosse, mentre per quelli situati nelle zone più periferiche della chioma ci si può limitare alla spuntatura.
Se, una volta formata la chioma della pianta, si osserva un certo affastellamento dei germogli: li si deve quindi diradare per far sì che i rametti siano correttamente distanziati.
La potatura, nell’arancio può essere eseguita ad anni alterni, in maniera equilibrata e costante in modo da eliminare dalla pianta una massa vegetale che poi verrà ripristinata dalla pianta con la fase vegetativa successiva.
Lo scopo della potatura, oltre che per la formazione della pianta e per l’equilibrio vegetativo-produttivo, è quello di dare alla chioma della stessa una perfetta aerazione senza però eliminare eccessivamente i rami fruttiferi.
Questa condizione è necessaria per evitare eccessivi ombreggiamenti al suo interno che finirebbero per favorire alcuni attacchi parassitari tra cui quelli di afidi e soprattutto di cocciniglie.
Inoltre bisogna ricordarsi che l’arancio, come per molti altri agrumi, produce ad altezza d’uomo, per cui la pianta va impalcata tenendo conto di questa sua caratteristica. Rami che vanno troppo verso l’alto diventano meno produttivi rispetti a i rami che tendono verso il basso.
In questo senso, soprattutto un tempo era in vigore una tecnica che consisteva nell’ancorare i rami bassi al terreno per favorire una maggiore allegazione e produzione di questi.

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