[:it] Cydonia oblonga [:en] Cydonia oblonga [:es] Cydonia oblonga [:]

[:it]

Cydonia oblonga

Il cotogno o melo cotogno (Cydonia oblonga Mill., 1768) è una specie arborea da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae, Sottofamiglia Maloideae e quindi al Genere Cydonia ed alla Specie C. oblonga.
Sono sinonimi obsoleti i termini: Pyrus cydonia L., Cydonia communis Loisel., Cydonia europaea Savi, Cydonia pyriformis Medik., Cydonia sylvestris Risso, Cydonia tomentosa K. Koch., Cydonia vulgaris Delarbre e Cydonia vulgaris Pers..

Etimologia –
Il termine Cydonia proviene dal greco κυδονία cydonía, cotogno in Dioscoride, che pare abbia origine da “Kydo”, antica città dell’isola di Creta, da dove si supponeva avesse origine la pianta. L’epiteto specifico oblonga viene dal latino oblungo, con riferimento alla tipica forma oblunga dei frutti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il cotogno è una specie originaria dell’Asia Minore e della zona del Caucaso, oggi è diffuso principalmente nell’areale occidentale del Mediterraneo ed in Cina. In Italia il cotogno è subspontaneo in molte regioni, dove è presente in siepi o come esemplare isolato dal livello del mare fino ai 1500 m. s.l.m.; lo si trova naturalizzato ai margini dei boschi nelle boscaglie e su terreni calcarei. Viene coltivato per il frutto o ampiamente utilizzato come portainnesto del pero.

Descrizione –
Cydonia oblonga è un piccolo albero o cespuglio, con altezza tra 1,5 e 8 m; è una specie perenne, decidua, con chioma globosa, densa ed espansa. Il tronco è eretto e sinuoso; i rami giovani sono tomentosi, grigiastri o giallastri, poi glabri; la corteccia è di colore grigio-bruno.
Ha foglie alterne, semplici, ovali o ellittiche, lunghe sino a 10 cm, con margine intero, pagina superiore di colore verde scuro ed inferiore grigiastra coperta di denso tomento.
I fiori sono solitari con diametro di 4÷5 cm, nascono all’apice dei rami portati da peduncoli tomentosi; i sepali con faccia esterna tomentosa sono lanceolati con margine dentato glanduloso; la corolla è composta da 5 petali di 2÷3 cm, sub-orbicolari bianchi o rosati. L’antesi è nel periodo di marzo – maggio.
I frutti sono molto profumati e sono dei pomi globosi o piriformi lunghi sino a 10 cm o più nelle cultivar coltivate, spesso bitorzoluti, immaturi sono verdi e tomentosi, glabri e dal colore giallo intenso a maturità, con polpa aspra ed aromatica. Questi contengono 4÷6 semi.

Coltivazione –
Il cotogno è una pianta che ha una buona tolleranza al freddo invernale, è sensibile alla siccità, a causa dell’apparato radicale superficiale e non richiede terreni con particolari caratteristiche chimiche.
Quasi tutte le varietà sono autosterili, quindi per avere la fruttificazione occorre impiantare o avere vicine, almeno due varietà diverse per impollinarsi a vicenda. In ogni caso anche se alcune varietà sono parzialmente autofertili e con una sola varietà la produzione sarebbe limitata, si avvantaggiano comunque dell’impollinazione incrociata (entro qualche decina di metri di altre varietà).
Per i dettagli della tecnica di coltivazione si rimanda alla seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Il cotogno è uno dei più antichi alberi da frutto conosciuti: era coltivato già nel 2000 a.C. dai Babilonesi; tra i Greci era considerato frutto sacro ad Afrodite e in epoca romana era ben noto, venendo citato da Catone, Plinio e Virgilio.
Un tempo era molto diffuso anche in Italia, dagli anni ‘60 ad oggi si è verificata una notevole contrazione della produzione dato che la distribuzione dei frutti non interessa le grandi reti commerciali. Il frutto era molto consumato fino a un secolo fa, ma ad oggi è diventato una rarità ed è considerato nei frutti dimenticati o minori.
Si distinguono due tipologie di cotogno in base alla forma del frutto: maliformi e piriformi, di cui la prima è più apprezzata. I frutti in generale si chiamano cotogne; le varietà a forma di mela sono dette mele cotogne, mentre quelle più allungate sono dette pere cotogne.
Date le limitate dimensioni della pianta e la buona affinità di innesto, il cotogno è usato come portainnesto nanizzante per il pero nelle coltivazioni industriali. Non tutte le cultivar di pero sono compatibili con il cotogno, William ad esempio non lo è e necessita di un intermediario, spesso Butirra Hardy o Passacrassana, che forniscono il tronco alla pianta. Il frutto è commestibile sia cotto sia crudo. Crudo è aspro e duro, mentre cotto è molto gradevole e dolce.
La polpa è facilmente ossidabile e spesso ricca di sclereidi, poco dolce ed astringente.
Le cotogne vengono utilizzate per la preparazione di confetture, gelatine, mostarde, distillati e liquori. Ottima è anche sciroppata. La condizione di limitata dolcezza della polpa non significa assenza di zuccheri, ma la loro presenza sotto forma di lunghe catene glucidiche, che danno l’effetto soggettivo della scarsa dolcezza; con la cottura, nella preparazione di confetture, e quindi con la frammentazione dei polisaccaridi la polpa assume una dolcezza intensa, e la liberazione di un profumo di miele. L’elevato contenuto di pectina produce un veloce addensamento della confettura o della gelatina, limitando i tempi di cottura. In epoca precedente la diffusione dello zucchero raffinato la confettura semisolida di cotogne era con il miele (costosissimo) uno dei pochi cibi dolci facilmente disponibili e soprattutto ben conservabili.
Tra gli utilizzi delle cotogne ricordiamo:
– un liquore a base di cotogna denominato sburlon che viene prodotto nel parmense e in particolare più precisamente nella Bassa vicino a Roccabianca;
– la cotognata, gelatina semisolida in piccoli pezzi, che è molto famosa in Sicilia e nel Basso Lodigiano, soprattutto a Codogno;
– per la preparazione della chicha morada, bevanda analcolica peruviana preparata facendo bollire il mais “morado” (una varietà tipica della zona) in acqua, con scorza di ananas, cotogne, un pizzico di cannella e chiodi di garofano;
– in Iran e in Afghanistan i semi di cotogna vengono bolliti e ingeriti come rimedio alla polmonite;
– a Malta un cucchiaino di marmellata di cotogna sciolto in acqua bollente viene usato contro il disagio intestinale;
– nel subcontinente pakistan-indiano la cotogna viene utilizzata dagli erboristi come rimedio a erosioni cutanee e ulcerazioni, se immerso in un gel contro le infiammazioni alle corde vocali;
– a Roccabianca in provincia di Parma per la produzione di un liquore a base di Cotogna chiamato “sburlon”.
I costituenti principali sono: mucillagini, acido malico, pectine, proteine, lipidi e zuccheri, pentosano e glicoside dell’acido cianidrico, amgdalina, tannini e olio grasso.
La mucillagine dei semi non frantumati è impiegata come sostanza lenitiva degli stimoli della tosse ed è anche leggermente lassativa. Inoltre per uso esterno è impiegato nei colliri, per pelle screpolata, scottature ed emorroidi, come base priva di grassi per creme cosmetiche.
I frutti possono essere impiegati in caso di infiammazione della gola e per risolvere disturbi intestinali.
Infine non vanno dimenticati gli utilizzi alimentari: marmellate e confetture, liquori, sciroppi e bevande digestive.
Un tempo, i frutti molto profumati, venivano utilizzati negli armadi e nei cassetti per profumare la biancheria e gli ambienti chiusi.
I frutti venivano anche posti negli armadi e nei cassetti per profumare la biancheria.

Modalità di Preparazione –
In cucina le cotogne o mele cotogne vengono usate per la preparazione di marmellate (cotognata), gelatine, mostarde, distillati e liquori.
Per la preparazione della marmellata di mele cotogne si riporta la seguente preparazione:
– lavare e tagliare a fette le mele cotogne con buccia e semi; aggiungere un bicchiere di acqua e cuocere per 20/30 minuti; passare al mixer, dopo aver tolto i semi; pesare e aggiungere metà peso di zucchero. Cuocere per 30/40 minuti e versare nei vasetti ancora calda.
Questa invece la preparazione della cotognata:
– lavare e tagliare a fette le mele cotogne con buccia e semi; aggiungere un bicchiere di acqua e cuocere per 20/30 minuti. Dopo aver tolto semi, torsolo e buccia passare al passaverdure, pesare e aggiungere uguale peso di zucchero. Cuocere per 30/40 minuti. A questo punto stendere la cotognata ottenuta su una teglia, ricoperta da carta da forno, uno strato di circa due centimetri. Lasciare riposare al fresco per tre giorni; tagliare a quadretti e passare nello zucchero. Conservare in una scatola a chiusura ermetica, con il fondo rivestito con carta da forno.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Cydonia oblonga

The quince apple or quince tree (Cydonia oblonga Mill., 1768) is a fruit tree species belonging to the Rosaceae family.

Systematic –
From the systematic point of view it belongs to the Domain Eukaryota, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Rosales Order, Family Rosaceae, Subfamily Maloideae and then to the Genus Cydonia and to the C. oblonga Species.They are obsolete terms: Pyrus cydonia L., Cydonia communis Loisel., Cydonia europaea Savi, Cydonia pyriformis Medik., Cydonia sylvestris Risso, Cydonia tomentosa K. Koch., Cydonia vulgaris Delarbre and Cydonia vulgaris Pers ..

Etymology –
The term Cydonia comes from the Greek κυδονία cydonía, quince in Dioscorides, which seems to originate from “Kydo”, the ancient city of the island of Crete, from where the plant was supposed to originate. The specific oblong epithet comes from the Latin oblong, with reference to the typical oblong shape of the fruit.

Geographic Distribution and Habitat –
The Quince Apple is a species native to Asia Minor and the Caucasus area, today it is mainly found in the western Mediterranean area and in China. In Italy the quince is subspontaneous in many regions, where it is present in hedges or as an isolated specimen from sea level up to 1500 m. s.l.m .; it is found natural at the edge of the woods in the woods and on calcareous soils. It is grown for the fruit or widely used as a pear rootstock.

Description –
Cydonia oblonga is a small tree or bush, with height between 1.5 and 8 m; it is a perennial, deciduous species with globose, dense and expanded foliage. The trunk is erect and sinuous; the young branches are tomentose, grayish or yellowish, then glabrous; the bark is gray-brown in color. It has alternate leaves, simple, oval or elliptic, up to 10 cm long, with full margin, upper page of dark green and lower gray with dense tomentum. The flowers are solitary with a diameter of 4 ÷ 5 cm, they are born at the apex of the branches carried by tomentose peduncles; the sepals with tomentose outer face are lanceolate with glandular toothed margin; the corolla is composed of 5 petals of 2 ÷ 3 cm, white or pink sub-orbicular. The anthesis is in the period of March – May. The fruits are very fragrant and are globose or piriform pomes long up to 10 cm or more in cultivated cultivars, often lumpy, immature are green and tomentose, glabrous and intense yellow to maturity, with sour and aromatic pulp. These contain 4 to 6 seeds.

Cultivation –
The Quince Apple is a plant that has a good tolerance to winter cold, is sensitive to drought, because of the root system and does not require soils with special chemical characteristics.Almost all varieties are self-sterile, so to have the fructification you need to implant or have close, at least two different varieties to pollinate each other. In any case, even if some varieties are partially self-fertile and with only one variety the production would be limited, however, benefit from cross-pollination (within a few tens of meters of other varieties). For details of the cultivation technique refer to the following sheet.

Uses and Traditions –
The Quince Apple is one of the oldest known fruit trees: it was cultivated as early as 2000 BC. from the Babylonians; among the Greeks it was considered a sacred fruit to Aphrodite and in Roman times it was well known, being mentioned by Cato, Pliny and Virgilio. It was once widespread also in Italy, from the 60s to today there has been a considerable contraction of the production given that the distribution of the fruits does not affect the large commercial networks. The fruit was very consumed until a century ago, but today it has become a rarity and is considered in the forgotten or lesser fruits. Two types of quince are distinguished according to the shape of the fruit: maliform and piriform, of which the first is more appreciated. Fruits in general are called quinces; the apple-shaped varieties are called quince apples, while the elongated ones are called quince pears. Given the limited size of the plant and the good affinity of grafting, the quince is used as a nourishing rootstock for the pear tree in industrial crops. Not all pear cultivars are compatible with the quince, for example William is not and requires an intermediary, often Butirra Hardy or Passacrassana, which provide the trunk to the plant. The fruit is edible both cooked and raw. Raw is sour and hard, while cooked is very pleasant and sweet. The pulp is easily oxidized and often rich in sclereids, not sweet and astringent. The quinces are used for the preparation of jams, jellies, mustards, spirits and liqueurs. Excellent is also canned. The condition of limited sweetness of the pulp does not mean absence of sugars, but their presence in the form of long chains of carbohydrates, which give the subjective effect of low sweetness; with cooking, in the preparation of jams, and then with the fragmentation of polysaccharides, the pulp takes on an intense sweetness, and the release of a honey scent. The high content of pectin produces a fast thickening of jam or jelly, limiting the cooking time. In the period before the diffusion of refined sugar the semi-solid quince jam was with honey (very expensive) one of the few sweet foods easily available and above all well preserved. Among the uses of quinces we remember: – a quince based liqueur called sburlon which is produced in the Parma area and in particular more precisely in the Bassa near Roccabianca, – the cotognata, semi-solid jelly in small pieces, which is very famous in Sicily and in the Basso Lodigiano, especially in Codogno – for the preparation of chicha morada, Peruvian soft drink prepared by boiling the “morado” corn (a typical variety of the area) in water, with pineapple peel, quince, a pinch of cinnamon and cloves, – in Iran and Afghanistan the quince seeds are boiled and ingested as a remedy to pneumonia – in Malta a teaspoon of quince jam dissolved in boiling water is used against intestinal discomfort – in the subcontinent and pakistan-Indian quince is used by herbalists as a remedy for skin erosions and ulcerations, if immersed in a gel against inflammation of the vocal cords; – in Roccabianca in the province of Parma for the production of a liqueur based on Cotogna called “sburlon “.The main constituents are: mucilage, malic acid, pectin, proteins, lipids and sugars, pentosane and glycoside of hydrocyanic acid, amygdalin, tannins and fatty oil.The mucilage of uncrossed seeds is used as a soothing substance of cough stimuli. and it is also slightly laxative. Also for external use it is used in eye drops, for chapped skin, burns and hemorrhoids, as a base free of fats for cosmetic creams. The fruits can be used in case of inflammation of the throat and to solve intestinal disorders.Finally do not forget the food uses : jams and jams, liqueurs, syrups and digestive drinks.One time, the very fragrant fruits were used in the cupboards and drawers to perfume the linen and the closed environments.The fruits were also placed in the cupboards and drawers to perfume the linen .

Preparation Mode –
In the kitchen Quince Apple or quinces are used for the preparation of jams (quince jams), jellies, mustards, spirits and liqueurs. For the preparation of the quince jam we report the following preparation: – wash and cut the quinces into slices peel and seeds; add a glass of water and cook for 20/30 minutes; switch to the mixer, after removing the seeds; weigh and add half weight of sugar. Cook for 30/40 minutes and pour into the pots still warm. This is the preparation of the quince: – wash and cut the quinces into slices with peel and seeds; add a glass of water and cook for 20/30 minutes. After removing seeds, cores and peel, pass to the vegetable mill, weigh and add the same weight of sugar. Cook for 30/40 minutes. At this point spread the cotognata obtained on a baking sheet, covered with baking paper, a layer of about two centimeters. Leave to stand in a cool place for three days; cut in squares and pass in the sugar. Store in an airtight box, with the bottom lined with baking paper.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.- Wikipedia, the free encyclopedia.- Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experience with medicinal herbs, Ennsthaler Editore- Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italia, Edagricole, Bologna.- Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only and do not in any way represent a medical prescription; there is therefore no liability for their use for curative, aesthetic or food purposes.




[:es]

Cydonia oblonga

El membrillo (Cydonia oblonga Mill., 1768) es una especie de árbol frutal que pertenece a la familia de las Rosáceas.

Sistemático –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al Dominio Eukaryota, Reino Plantae, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Orden Rosales, Familia Rosaceae, Subfamilia Maloideae y luego al Género Cydonia y a la especie C. oblonga. Son términos obsoletos: Pyrus cydonia L., Cydonia communis Loisel., Cydonia europaea Savi, Cydonia pyriformis Medik., Cydonia sylvestris Risso, Cydonia tomentosa K. Koch., Cydonia vulgaris Delarbre y Cydonia vulgaris Pers ..

Etimología –
El término Cydonia proviene del griego κυδονία cydonía, membrillo en Dioscórides, que parece originarse en “Kydo”, la antigua ciudad de la isla de Creta, de donde se suponía que se originaba la planta. El epíteto oblongo específico proviene del latín oblongo, con referencia a la forma oblonga típica de la fruta.

Distribución geográfica y hábitat –
El membrillo es una especie nativa de Asia Menor y el área del Cáucaso, hoy en día se encuentra principalmente en el área del Mediterráneo occidental y en China. En Italia, el membrillo es subpontáneo en muchas regiones, donde está presente en setos o como un espécimen aislado desde el nivel del mar hasta 1500 m. s.l.m.; Se encuentra natural al borde del bosque en el bosque y en suelos calcáreos. Se cultiva para la fruta o se utiliza ampliamente como portainjerto de pera.

Descripción –
Cydonia oblonga es un pequeño árbol o arbusto, con una altura de entre 1,5 y 8 m; Es una especie perenne, de hoja caduca, con follaje globoso, denso y expandido. El tronco es erecto y sinuoso; las ramas jóvenes son tomentosas, grisáceas o amarillentas, luego glabras; La corteza es de color gris-marrón. Tiene hojas alternas, simples, ovaladas o elípticas, de hasta 10 cm de largo, con margen completo, página superior de verde oscuro y gris inferior con tomento denso. Las flores son solitarias con un diámetro de 4 ÷ 5 cm, nacen en el vértice de las ramas portadas por pedúnculos tomentosos; los sépalos con cara externa tomentosa son lanceolados con margen dentado glandular; la corola se compone de 5 pétalos de 2 ÷ 3 cm, suborbicular blanco o rosa. La antesis se encuentra en el período de marzo a mayo. Los frutos son muy fragantes y tienen pomos globiformes o piriformes de hasta 10 cm o más en cultivares cultivados, con grumos, inmaduros son verdes y tomentosas, glabras y amarillo intenso. Madurez, con pulpa ácida y aromática. Estos contienen de 4 a 6 semillas.

Cultivo –
El membrillo es una planta que tiene una buena tolerancia al frío invernal, es sensible a la sequía, debido al sistema radicular y no requiere suelos con características químicas especiales. Casi todas las variedades son auto-estériles, por lo que tienen la fructificación que necesita para implantar o tienen cerca, al menos dos variedades diferentes para polinizar entre sí. En cualquier caso, incluso si algunas variedades son parcialmente autofértiles y con una sola variedad, la producción sería limitada, sin embargo, se beneficiaría de la polinización cruzada (a unas pocas decenas de metros de otras variedades). Para obtener detalles de la técnica de cultivo, consulte la siguiente hoja.

Usos y tradiciones –
El membrillo es uno de los árboles frutales más antiguos que se conocen: se cultivó ya en el 2000 a. de los babilonios; entre los griegos se consideraba una fruta sagrada para Afrodita y en la época romana era bien conocida, mencionada por Cato, Plinio y Virgilio, una vez que se extendió también en Italia, desde los años 60 hasta nuestros días ha habido una considerable contracción de la producción dada. Que la distribución de los frutos no afecta a las grandes redes comerciales. La fruta fue muy consumida hasta hace un siglo, pero hoy en día se ha convertido en una rareza y se considera en las frutas olvidadas o menores. Dos tipos de membrillo se distinguen según la forma de la fruta: maliforme y piriforme, de los cuales el primero es más apreciado. Las frutas en general se llaman membrillos; las variedades en forma de manzana se llaman manzanas de membrillo, mientras que las alargadas se llaman peras de membrillo. Dado el tamaño limitado de la planta y la buena afinidad del injerto, el membrillo se utiliza como rizoma nutritivo para el árbol de pera en cultivos industriales. No todos los cultivares de pera son compatibles con el membrillo, por ejemplo, William no es y requiere un intermediario, a menudo Butirra Hardy o Passacrassana, que proporcionan el tronco a la planta. La fruta es comestible tanto cocida como cruda. La carne cruda es ácida y dura, mientras que la cocción es muy agradable y dulce. La pulpa se oxida fácilmente y, a menudo, es rica en escleroides, no es dulce ni astringente. Los membrillos se utilizan para la preparación de mermeladas, jaleas, mostazas, licores y licores. Excelente también se conserva. La condición de dulzor limitado de la pulpa no significa la ausencia de azúcares, sino su presencia en forma de largas cadenas de carbohidratos, que dan el efecto subjetivo de baja dulzura; Con la cocción, en la preparación de mermeladas y luego con la fragmentación de los polisacáridos, la pulpa adquiere un intenso dulzor y la liberación de un aroma a miel. El alto contenido de pectina produce un rápido engrosamiento de mermelada o jalea, lo que limita el tiempo de cocción. En el período anterior a la difusión del azúcar refinado, la mermelada de membrillo semisólida fue con miel (muy cara), uno de los pocos alimentos dulces fácilmente disponibles y sobre todo bien conservados. Entre los usos de los membrillos recordamos: – un licor a base de membrillo llamado sburlon que es producido en la zona de Parma y en particular más precisamente en la Bassa cerca de Roccabianca, – la cotognata, gelatina semisólida en pequeños pedazos, que es muy famosa en Sicilia y en el Basso Lodigiano, especialmente en Codogno – para la preparación de chicha morada, bebida peruana Preparado hirviendo el maíz “morado” (una variedad típica de la zona) en agua, con cáscara de piña, membrillo, una pizca de canela y clavo de olor, en Irán y Afganistán las semillas de membrillo se hierven y se ingieren como remedio para la neumonía – en Malta se usa una cucharadita de mermelada de membrillo disuelta en agua hirviendo contra el malestar intestinal – en el subcontinente y el membrillo paquistaní-indio es usado por los herbolarios como un remedio para las erosiones y ulceraciones de la piel, si se sumerge en un gel contra la inflamación de las cuerdas vocales; en Roccabianca, en la provincia de Parma, para la producción de un licor a base de Cotogna llamado “sburlon “.Los constituyentes principales son: mucílago, ácido málico, pectina, proteínas, lípidos y azúcares, pentosano y glucósido del ácido cianhídrico, amigdalina, taninos y aceite graso. El mucílago de las semillas sin cruzar se utiliza como una sustancia calmante de los estímulos para la tos. y también es un poco laxante. También para uso externo se usa en gotas para los ojos, para la piel agrietada, quemaduras y hemorroides, como base libre de grasas para cremas cosméticas. Las frutas se pueden usar en caso de inflamación de la garganta y para resolver trastornos intestinales. Por último, no olvide los usos alimentarios. : mermeladas y confituras, licores, jarabes y bebidas digestivas. Una vez, las frutas muy fragantes se usaron en los armarios y cajones para perfumar la ropa y los ambientes cerrados. Las frutas también se colocaron en los armarios y cajones para perfumar la ropa .

Modo de preparación –
En la cocina, los membrillos se utilizan para la preparación de mermeladas (mermeladas de membrillo), jaleas, mostazas, licores y licores. Para la preparación de la mermelada de membrillo se presenta la siguiente preparación: – Lavar y cortar los membrillos en rodajas. cáscara y semillas; agregue un vaso de agua y cocine por 20/30 minutos; cambiar a la batidora, después de quitar las semillas; Pesar y añadir medio peso de azúcar. Cocine por 30/40 minutos y vierta en las ollas todavía calientes. Esta es la preparación del membrillo: – Lave y corte los membrillos en rodajas con cáscara y semillas; Agregue un vaso de agua y cocine por 20/30 minutos. Después de quitar las semillas, los núcleos y la cáscara, pase al molino de verduras, pese y agregue el mismo peso de azúcar. Cocine durante 30/40 minutos. En este punto, esparza la cotognata obtenida en una bandeja para hornear, cubierta con papel para hornear, una capa de unos dos centímetros. Dejar reposar en un lugar fresco durante tres días; Cortar en cuadrados y pasar en el azúcar. Almacene en una caja hermética, con el fondo alineado con papel de hornear.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.- Wikipedia, la enciclopedia libre.- Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencia con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore- Pignatti S., 1982. Flora d ‘Italia, Edagricole, Bologna.- Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Advertencia: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimenticios están indicados solo con fines informativos y no representan en modo alguno una receta médica; Por lo tanto, no hay responsabilidad por su uso para fines curativos, estéticos o alimentarios.




[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *