Exsudoporus frostii

Exsudoporus frostii

Il Boleto di Frost (Exsudoporus frostii (J.L. Russell) Vizzini, Simonini & Gelardi 2014) è un fungo appartenente alla famiglia delle Boletaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Ordine Boletales, Famiglia Boletaceae e quindi al Genere Exsudoporus ed alla Specie E. frostii.
Sono sinonimi i termin: Boletus frostii J.L. Russell e Butyriboletus frostii J.L. Russell.

Etimologia –
Il termine Exsudoporus deriva da exsudo essudare: cioè che produce essudato e da porus, pori; poro, cioè che essuda dai pori. L’epiteto sepecifico frostii è stato dato in onore del micologo americano dilettante Charles Christopher Frost.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Exsudoporus frostii è una specie micorrizia che cresce associato alle radici di varie specie di alberi, tra cui: Pinus virginiana e Quercus laurina. Lo si ritrova sia solitario che in gruppi in un periodo che va dell’estate all’inizio dell’autunno. Negli Stati Uniti è diffuso dal Maine alla Georgia, a ovest fino a Tennessee, Michigan e sud fino all’Arizona. In Messico si trova spesso sotto Arbutus. Questo fungo si trova anche in Costa Rica, dove cresce sotto Quercus copeyensis, Q. costaricensis, Q. rapurahuensis e Q. seemannii.

Riconoscimento –
L’Exsudoporus frostii si riconosce perché negli esemplari giovani la forma del cappello varia da semisferico a convesso, diventando poi convesso appianato o lievemente depresso, con un diametro tra 5 e 15 cm, con margine involuto nei giovani e che, negli adulti può distendersi o curvarsi verso l’esterno. Quando è umido, la superficie del cappello è appiccicosa. Il colore è inizialmente rosso acceso che tende però a sbiadire con l’età. La carne ha colorazione che varia dal giallo pallido al giallo limone e tende a virare al blu, più o meno velocemente, se danneggiata.
I tubuli sono profondi 9–15 mm, gialli o gialli-olivacei e blu se danneggiati. I pori sono piccoli (2 o 3 mm), rotondi e rossi intensi negli esemplari non troppo vecchi; in questi ultimi la colorazione dei pori può essere più pallida. La superficie dei pori è spesso ricca di gocce giallastre quando il fungo è giovane e vira subito al blu da cui il nome Exsudoporus. Il gambo misura 4–12 cm di altezza e 1–2,5 cm di spessore. La superficie del gambo è di colore rosso, giallastra vicino alla base ed è reticolata. Il reticolo è composto da creste. Il micelio, che è visibile alla base del gambo, è giallastro o giallo chiaro. Le spore sono lisce e fusiformi, di colore oliva, di 11–15 per 4–5 µm, ma si possono avere spore di lunghezza di 18 µm. La pellicola pileica è di larghezza di 3–6 µm. I basidi portano quattro spore e misurano 26–35 per 10,5–11,5 µm. I cistidi misurano 30–53 µm in lunghezza e 7,5–14 µm in larghezza.

Coltivazione –
L’Exsudoporus frostii non è un fungo di cui si conoscono coltivazioni o tentativi in tal senso.

Usi e Tradizioni –
Anche se è questo fungo viene considerato commestibile, il consumo ne è solitamente sconsigliato perché può essere confuso con altri boleti con i pori rossi e la carne che vira al blu. Infatti molti autori ne sconsigliano il consumo a causa della sua somiglianza con altri boleti dal cappello rosso, che sono tossici. Nonostante questi avvertimenti, l’Exsudoporus frostii è considerato ordinariamente commestibile soprattutto in Messico dove è comunemente venduto nei mercati rurali; uno studio del 1997 suggerisce che è consumato solo nelle zone rurali dello stato di Querétaro. Il suo sapore e odore sono definiti “piacevoli” o “dolci” e che sa di agrumi, sebbene la cuticola del cappello possa avere un sapore acido.
In Messico, il suo nome volgare è panza agria, che si traduce in “pancia acida”.
I corpi fruttiferi del Boleto di Frost possono essere parassitati da Sepedonium ampullosporum, che causa necrosi del tessuto del fungo e una colorazione giallastra.

Modalità di Preparazione –
La consistenza di questo fungo è simile a quella di altri boleti ma comunque se ne sconsiglia il consumo per non incorrere in tragici errori di determinazione e confusione con funghi dal cappello rosso tossici.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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