Cortinarius caperatus

Cortinarius caperatus

Il Cortinarius caperatus (Cortinarius caperatus (Pers.) Fr., 1838) è un basidiomicete della famiglia delle cortinariaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Cortinariaceae e quindi al Genere Cortinarius ed alla Specie C. caperatus.
Sono sinonimi i termini: Rozites caperatus e Pholiota caperata.

Etimologia –
Il termine Cortinarius proviene da cortina: con una cortina, per i caratteristici residui del velo parziale dall’orlo del cappello allo stipite. L’epiteto specifico caperatus deriva da cápera ruga: grinzoso, corrugato.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Cortinarius caperatus è un fungo che cresce nel periodo che va da agosto ad ottobre nei boschi di conifere e latifoglie. Si tratta di una specie abbastanza comune.

Riconoscimento –
Il Cortinarius caperatus si riconosce per il cappello con colorazione che varia dal giallo-crema al giallo-paglierino, con diametro tra i 4–12 cm. La superficie pileica è ricoperta da un fitta pruina biancastra che tende a sfaldarsi a maturità, creando delle caratteristiche rugosità. Le lamelle sono adnate con colorazione alquanto variabile e che con la maturità tende a virare da un giallo pallido a un rosso-giallastro. Il gambo è piuttosto tozzo, che in certi casi si presenta lievemente claviforme, ricoperto da residui del velo fioccosi. Presenta un anello doppio la cui superficie superiore è striata. La carne è immutabile al taglio, debole, con odore fungino e sapore grato.
Al microscopio si notano delle basidiospore di colore bruno, amigdaliformi, verrucose di 10-13 x 8-9 µm.

Coltivazione –
Il Cortinarius caperatus non è un fungo attualmente coltivato.

Usi e Tradizioni –
Questo fungo buon commestibile e ben apprezzato in cucina. Per via di alcune caratteristiche morfologiche peculiari è stato per molto tempo ascritto al genere a sé stante Rozites (Rozites caperatus (Pers.) P. Karst.). Le più recenti classificazioni, che tengono conto anche dei dati genetici, lo hanno però reintrodotto nel genere Cortinarius.
Può esser confuso, soprattutto negli stadi giovanili, dove la pruina che ricopre il cappello conferisce un aspetto sericeo, con alcune specie congeneri vicine a Cortinarius traganus e Cortinarius laniger; queste ingannevoli specie risultano ben distinguibili per il colore e l’odore della carne e per le tinte diverse del cappello e delle lamelle. Alcune specie del Genere Cortinarius con cui condivide l’habitat di crescita e che, alla stadio giovanile, possono risultare ingannevoli.
Il Cortinarius caperatus è un fungo che concentra cesio radioattivo, in passato è stato tolto dal consumo e dal commercio per diverso tempo in seguito al disastro nucleare di Chernobyl, che ne aveva causato un pericoloso innalzamento dei valori di radioattività. Dal 2002 è stato riammesso al consumo ed alla vendita, in quanto, i valori di radioattività negli esemplari italiani sono rientrati sotto i parametri di tolleranza Europea.

Modalità di Preparazione –
È un fungo di buona commestibilità e di buon rendimento e comportamento in cucina, dove si presta alla preparazione di misti e alla conservazione; la base del gambo è piuttosto fibroso per cui si consiglia di scartarla; ha inoltre proprietà antivirali.
Alcuni esperti tuttavia ne sconsigliano il consumo dato che la specie tende ad assumere alcune sostanze radioattive, se presenti nel terreno.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Cetto B., 2008. I funghi dal vero, Saturnia, Trento.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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