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Come coltivare la Belladonna

La belladonna (Atropa belladonna L.) è una specie erbacea della famiglia delle Solanaceae ed è una delle piante medicinali più pericolose diffuse nell’area mediterranea; sia le sue foglie che le sue bacche risultano essere estremamente tossiche; contiene un alcaloide, l’atropina, dall’effetto rapido ed inesorabile, che funziona come antagonista di alcuni neurotrasmettitori, diminuendo le secrezioni bronchiali, fermando l’azione del nervo vago e modificando il battito cardiaco. Contiene anche scopolamina e Hysociamina, altri principi attivi utilizzati oggi in medicina. Si tratta di una pianta diffusa in natura, nelle zone incolte e soleggiate, e viene utilizzata in medicina da secoli; anticamente veniva utilizzata come anestetico, ma anche come potente veleno. In questa scheda vediamo come coltivare la Belladonna e gli accorgimenti utili da seguire, anche se è una pianta raramente introdotta dall’uomo nei giardini perché poco gradevole esteticamente, inoltre la coltivazione non è semplice; in natura la germinazione dei semi avviene solo dopo una lunga vernalizzazione o per effetto del passaggio nello stomaco di un animale.
Viene invece coltivata in maniera intensiva perché vi è una notevole richiesta dei suoi estratti da parte dell’industria farmaceutica, fitoterapica e omeopatica.
Visto che la semina della Belladonna non è cosa semplice bisogna seguire degli accorgimenti. Prima di tutto i semi necessitano di essere vernalizzati, quindi passare l’inverno all’esterno (o nel frigorifero); successivamente prima di seminarli vanno immersi in acqua calda per uccidere un eventuale parassita che tende a nutrirsi dei germogli appena nati. Si può partire da semenzaio riscaldato o in ambiente più caldo, preparato con terriccio sterilizzato con vapore e successivo trapianto nel mese di maggio su terreno leggero, ben drenato e leggermente calcareo. Siccome la germinazione è molto lenta (4-6 settimane), si consiglia sempre di utilizzare parecchi semi perché la percentuale di germinazione è bassa. Prima del trapianto ripulire bene l’area dove coltivarla per evitare attacchi parassitari (di cui la belladonna è molto sensibile) e la concorrenza di altre erbe infestanti.

L’ Atropa belladonna può essere riprodotta anche per talea, all’inizio dell’estate. In questo caso si prelevano segmenti da circa 10 cm da inserire in un terriccio molto leggero e tenuto all’ombra sempre umido. Anche la divisione delle radici è un metodo applicabile; questa si effettua invece nel mese di aprile. Gli esemplari vanno estratti dal terreno e suddivisi in maniera che ogni pezzo di radice abbia almeno un germoglio.
Per la concimazione la miscela ideale è quella preparata preventivamente alla semina con letame e cenere. La concimazione non va fatta in maniera eccessiva per non provocare eccessiva vegetazione che si ripercuote sul contenuto in alcaloidi.
Sono piante che vanno poste anche sotto altre alberature, in quanto amano la mezz’ombra, e vanno protette dai freddi invernali tramite ricorso alla pacciamatura vegetale che protegge le piante dal freddo ed evita la crescita delle infestanti.
La raccolta delle foglie per scopi medicinali può iniziare dal terzo anno. In genere i cicli di raccolta sono due: uno a maggio e l’altro a settembre, badando a non spogliare completamente l’esemplare e scegliendo solo le foglie perfette, verdi e non attaccate da parassiti.
Nelle coltivazioni intensive quando le piante raggiungono i sei anni di età vengono estratte dal terreno, manualmente o in maniera meccanica. Le radici vengono poi lavate e asciugate per poi venir vendute.
Per quanto riguarda i parassiti i più temuti sono dei coleotteri che si nutrono delle foglie perforandole e rendendole inutilizzabili e invendibili; questi attacchi vengono favoriti da un’esposizione troppo soleggiata e da un terreno arido (utilissima è la pacciamatura).
Si ricorda ancora una volta che la Belladonna è una delle piante più tossiche nell’emisfero orientale. Le bacche sono il pericolo più grande, soprattutto per i bambini in quanto hanno un aspetto molto attraente e un sapore dolciastro. Il consumo da due a cinque bacche può essere letale per un adulto. La parte però più tossica in assoluto è la radice, anche se la concentrazione di alcaloidi può variare notevolmente tra le singole varietà diffuse in diverse zone o a causa delle modalità di coltivazione. Inoltre anche le foglie hanno una buona concentrazione e possono risultare fatali. Conigli, pecore, capre e maiali non hanno problemi nel nutrirsi della pianta e anche molti uccelli sono immuni e si cibano delle bacche e dei semi. I cani e i gatti invece sono sensibili e bisogna quindi prestare particolare attenzione.
Il valore commerciale delle piante viene stabilito in funzione della quantità di alcaloide presente nelle radici.




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How to grow Belladonna

The belladonna (Atropa belladonna L.) is a herbaceous species of the Solanaceae family and is one of the most dangerous medicinal plants spread in the Mediterranean area; both its leaves and its berries are extremely toxic; it contains an alkaloid, atropine, with a rapid and inexorable effect, which acts as an antagonist of some neurotransmitters, decreasing bronchial secretions, stopping the action of the vagus nerve and modifying the heartbeat. It also contains scopolamine and Hysociamine, other active ingredients used today in medicine. It is a plant widespread in nature, in uncultivated and sunny areas, and has been used in medicine for centuries; in ancient times it was used as an anesthetic, but also as a powerful poison. In this sheet we see how to grow the Belladonna and the tricks useful to follow, even if it is a plant rarely introduced by man in the gardens because it is not very pleasant aesthetically, moreover the cultivation is not simple; in nature the germination of the seeds occurs only after a long vernalization or due to the passage in the stomach of an animal.
It is instead cultivated intensively because there is a considerable demand for its extracts from the pharmaceutical, phytotherapic and homeopathic industry.
Since the seeding of Belladonna is not easy, it is necessary to follow some precautions. First of all the seeds need to be vernalized, then spend the winter outside (or in the refrigerator); subsequently, before sowing them, they must be immersed in hot water to kill a parasite that tends to feed on the newly born shoots. You can start from a heated seedbed or in a warmer environment, prepared with soil sterilized with steam and then transplanted in May on light, well drained and slightly calcareous soil. Since germination is very slow (4-6 weeks), it is always advisable to use several seeds because the germination percentage is low. Before transplanting, clean well the area where to grow it to avoid parasitic attacks (of which the nightshade is very sensitive) and the competition of other weeds.

The Atropa belladonna can also be reproduced by cuttings at the beginning of summer. In this case, segments of about 10 cm are taken to be inserted in a very light soil and kept in the shade always moist. Root division is also an applicable method; this is done instead in the month of April. The specimens must be extracted from the soil and divided so that each piece of root has at least one shoot.
For fertilization, the ideal mixture is that prepared beforehand with sowing and dung. Fertilization should not be done excessively so as not to cause excessive vegetation that affects the alkaloid content.
They are plants that are also placed under other trees, as they love the shade, and must be protected from cold winter by resorting to plant mulching that protects plants from the cold and prevents the growth of weeds.
The collection of leaves for medicinal purposes can start from the third year. Generally the collection cycles are two: one in May and the other in September, taking care not to completely strip the specimen and choosing only the perfect leaves, green and not attacked by pests.
In intensive cultivation when the plants reach the age of six they are extracted from the ground, either manually or mechanically. The roots are then washed and dried and then sold.
As for the parasites, the most feared are beetles that feed on the leaves perforating them and making them unusable and unsellable; these attacks are favored by too sunny exposure and dry land (mulching is very useful).
One remembers once again that Belladonna is one of the most toxic plants in the Eastern hemisphere. Berries are the biggest danger, especially for children as they have a very attractive appearance and a sweetish taste. Consumption of two to five berries can be lethal for an adult. However, the most toxic part is the root, even if the concentration of alkaloids can vary considerably between the individual varieties spread in different areas or because of the cultivation methods. In addition, the leaves also have a good concentration and can be fatal. Rabbits, sheep, goats and pigs have no problem feeding the plant and many birds are also immune and feed on berries and seeds. Dogs and cats, on the other hand, are sensitive and special care must therefore be taken.
The commercial value of the plants is established according to the amount of alkaloid present in the roots.




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Cómo cultivar la belladona

La belladona (Atropa belladonna L.) es una especie herbácea de la familia Solanaceae y es una de las plantas medicinales más peligrosas en el área del Mediterráneo; Tanto sus hojas como sus bayas son extremadamente tóxicas; Contiene un alcaloide, atropina, con un efecto rápido e inexorable, que actúa como antagonista de algunos neurotransmisores, disminuyendo las secreciones bronquiales, deteniendo la acción del nervio vago y modificando los latidos del corazón. También contiene escopolamina y Hysociamine, otros ingredientes activos utilizados hoy en día en medicina. Es una planta muy extendida en la naturaleza, en áreas no cultivadas y soleadas, y se ha utilizado en medicina durante siglos; en la antigüedad se usaba como anestésico, pero también como poderoso veneno. En esta hoja vemos cómo cultivar la Belladonna y los trucos que es útil seguir, incluso si se trata de una planta que el hombre rara vez introduce en los jardines porque no es muy agradable estéticamente, además, el cultivo no es simple; En la naturaleza, la germinación de las semillas ocurre solo después de una larga vernalización o debido al paso en el estómago de un animal.
En su lugar, se cultiva intensivamente porque hay una demanda considerable de extractos de la industria farmacéutica, fitoterápica y homeopática.
Dado que la siembra de Belladonna no es fácil, es necesario seguir algunas precauciones. En primer lugar, las semillas deben ser vernalizadas, luego pasar el invierno afuera (o en el refrigerador); Posteriormente, antes de sembrarlos, deben sumergirse en agua caliente para matar un parásito que tiende a alimentarse de los brotes recién nacidos. Puede comenzar desde un semillero caliente o en un ambiente más cálido, preparado con tierra esterilizada con vapor y luego transplantado en mayo en tierra ligera, bien drenada y ligeramente calcárea. Como la germinación es muy lenta (4-6 semanas), siempre es recomendable usar varias semillas porque el porcentaje de germinación es bajo. Antes de transplantar, limpie bien el área donde se cultiva para evitar los ataques de parásitos (de los cuales el sombreado es muy sensible) y la competencia de otras malezas.

La atropa belladona también puede reproducirse mediante recortes a principios de verano. En este caso, se toman segmentos de aproximadamente 10 cm para insertarse en un suelo muy liviano y se mantienen en la sombra siempre húmedos. La división de raíces es también un método aplicable; Esto se hace en cambio en el mes de abril. Las muestras deben extraerse del suelo y dividirse de modo que cada parte de la raíz tenga al menos un brote.
Para la fertilización, la mezcla ideal es la preparada previamente con siembra y estiércol. La fertilización no debe hacerse en exceso para no causar una vegetación excesiva que afecte el contenido de alcaloides.
Son plantas que también se colocan debajo de otros árboles, porque aman la sombra, y deben protegerse del frío del invierno a través del uso de mantillo vegetal para proteger las plantas de crecimiento de la maleza fría y previene.
La recogida de hojas con fines medicinales puede comenzar a partir del tercer año. En general, los ciclos de recolección son dos: uno en mayo y otro en septiembre, teniendo cuidado de no desarmar completamente la muestra y elegir solo las hojas perfectas, verdes y no atacadas por plagas.
En el cultivo intensivo, cuando las plantas alcanzan la edad de seis años, se extraen del suelo, ya sea manual o mecánicamente. Las raíces se lavan, se secan y luego se venden.
En cuanto a los parásitos, los más temidos son los escarabajos que se alimentan de las hojas perforándolos y haciéndolos inutilizables y no vendibles; estos ataques se ven favorecidos por la exposición al sol y la tierra seca (el acolchado es muy útil).
Uno recuerda una vez más que la belladona es una de las plantas más tóxicas del hemisferio oriental. Las bayas son el mayor peligro, especialmente para los niños, ya que tienen un aspecto muy atractivo y un sabor dulce. El consumo de dos a cinco bayas puede ser letal para un adulto. Sin embargo, la parte más tóxica es la raíz, incluso si la concentración de alcaloides puede variar considerablemente entre las variedades individuales diseminadas en diferentes áreas o debido a los métodos de cultivo. Además, las hojas también tienen una buena concentración y pueden ser fatales. Los conejos, ovejas, cabras y cerdos no tienen problemas para alimentar a la planta y muchas aves también son inmunes y se alimentan de bayas y semillas. Los perros y gatos, por otro lado, son sensibles y, por lo tanto, se debe tener especial cuidado.
El valor comercial de las plantas se establece de acuerdo con la cantidad de alcaloide presente en las raíces.




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