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Come realizzare un frangivento

Come realizzare un frangivento

Per capire come realizzare un frangivento bisogna partire dalle funzioni che vogliamo far svolgere a queste barriere vegetali (tralasciando in questo contributo i frangivento di altri materiali).
Un frangivento vivo o quinta arborea è un insieme di alberi e/o arbusti disposti secondo una particolare sistemazione “a filare” atta a riparare le coltivazioni dal vento. Il frangivento è chiamato anche cintura di riparo arborea. A questa definizione e funzione però semplicemente meccanica va oggi integrata una nuova funzione: quella ecologica.
Senza entrare nel merito delle formule che bisogna adottare per il dimensionamento in altezza del frangivento, in funzione dell’intensità e della direzione dei venti, entreremo invece maggiormente in una funzione fin troppo spesso trascurata o addirittura ignorata.

 

Solo per pura informazione si può dire che arrestano l’urto violento dei venti riducendone la velocità e proteggendo il terreno per una distanza pari a 10 volte l’altezza della pianta.
I frangivento, come le siepi, sono a tutti gli effetti delle membrane vive che separano un corpo “cellula” aziendale da altri corpi. Quando il vento attraversa un frangivento, pur con la notevole diminuzione dell’intensità, una parte passa oltre e si carica di una serie di particelle rilasciate attraverso la traspirazione dalle piante che compongono il frangivento. Queste particelle possono svolgere una importantissima funzione agroecologica che possono svolgere, oltre a quella meccanica di abbattimento della velocità del vento, una serie di funzioni:
• Azione mitigante sia nei confronti dei venti calci che freddi;
• Funzione repellente o di disturbo per molti parassiti (soprattutto insetti ed acari) con la diffusione di principi attivi che sono poco graditi;
• Sistema di nicchia e ricovero per parassiti utili, pronubi, uccelli, ed altri organismi ed animali che svolgono importanti ruoli di equilibrio dell’agroecosistema;
• Funzione di incremento della biodiversità del sito con miglioramento della qualità organolettica delle produzioni.
Per questo motivo la progettazione dei frangivento va totalmente rivista in un’ottica di stretto rapporto tra le essenze da impiantare nel frangivento e le specie che si vogliono proteggere dai venti. In questo senso vanno studiati non solo gli effetti epigei delle chiome con tutte le funzioni sopracitate ma anche quelli ipogei (rapporti fisici, chimici e biochimici tra gli apparati radicali).
Così la progettazione di una barriera frangivento va affidata ad un Dottore Agronomo o Forestale che abbia una particolare specializzazione in ecologia ed agroecologia.

Guido Bissanti




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