Ficus carica

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Ficus carica

Il fico comune (Ficus carica L., 1753) è una pianta xerofila originaria dei climi subtropicali temperati della famiglia delle Moraceae. Questa pianta è la specie più nordica del genere Ficus.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico il fico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Urticales, Famiglia Moraceae e quindi il Genere Ficus ed alla Specie F. carica.

Etimologia –
Il termine fico è usato per il frutto dell’albero del fico in quasi tutti i dialetti italiani. Ha sempre avuto anche una forte connotazione sessuale per l’attributo genitale femminile, e per l’azione con questo. Il significato è anche ripreso da Dante nella Divina Commedia, nella parte dell’Inferno nella quale fa usare un termine esteso a Vanni Fucci, che “fa le fiche” verso Dio. Prima di allora il termine è annotato per il significato di attributo genitale femminile da Aristotele (350 A. C.); deriva in tale senso dal siriano (fenicio) pagga, e questo dal precedente accadico pīqu, ovvero sīqu (2300 A. C), sia come sostantivo preciso per l’attributo sessuale femminile, sia per i derivati relativi (verbi che riferiscono all’attività sessuale).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Ficus carica è una pianta eliofila e termofila, vegeta su suoli calcarei o neutri asciutti e pietrosi, sviluppandosi talvolta anche ai piedi di muri e sui muri stessi, soprattutto in presenza di fenditure; per la sua crescita diviene fondamentale nei luoghi aridi la presenza di piccole risorse idriche, manifeste o meno.
Presenta una estrema variabilità della resistenza al freddo, che è quasi costante in tutte le varietà per la sopravvivenza della pianta (in Italia), ma è invece amplissima per quanto concerne le condizioni vitali legate alla lignificazione delle parti erbacee. In sintesi una pianta giovane, o in crescita intensa, o con eccessiva irrigazione o concimazione può essere gravemente danneggiata a temperature di -6°C. Una pianta anziana con rami legnosi, in suolo arido e soleggiato resiste senza problemi fino a -18°C.
Condizionante è invece la varietà di pianta per la maturazione dei frutti, esistono varietà con frutti a epidermide robusta, meno soggetti allo sviluppo di muffe e con ostiolo “chiuso” che permettono la fruttificazione in climi più freddi ed umidi.
La sua presenza si rileva dal settentrione al meridione da 0 a 600-800 m di altitudine in esposizione sud; in Sicilia lo troviamo fino a 1000 m sull’Etna.
La pianta è comunque presente in natura in zone desertiche e subdesertiche, calde ed aride, con poche ma sicure risorse idriche; è ampiamente coltivato in tutto il territorio nazionale, in zone aride, ben drenate e soleggiate.
L’areale del Ficus carica, è contiguo a quello del Ficus palmata, più meridionale; le due specie sono botanicamente vicine (ma non uguali), e probabilmente sono state separate geograficamente in tempi relativamente recenti, da una delle ultime glaciazioni, (40.000-100.000 anni fa). I due areali hanno la maggiore vicinanza, o sovrapposizioni, in Egitto, Giordania, Iran, Pakistan, dove è possibile che si siano prodotti degli ibridi naturali.

Descrizione –
Il fico è un albero dal tronco corto e ramoso che può arrivare fino a 6-10 m di altezza. Possiede una corteccia finemente rugosa e di colore grigio-cenerino; la linfa di questa pianta è di un bianco latte; i rami sono ricchi di midollo con gemme terminali acuminate coperte da due squame verdi, o brunastre.
Le foglie del Ficus carica sono grandi, scabre, oblunghe, grossolanamente lobate a 3-5 lobi, di colore verde scuro sulla parte superiore, più chiare ed ugualmente scabre sulla parte inferiore.
Il frutto del fico è in realtà una grossa infruttescenza carnosa, piriforme, ricca di zuccheri a maturità, detta siconio di colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro-violaceo, cava, all’interno della quale sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi; una piccola apertura apicale, detta ostiolo, consente l’entrata degli imenotteri pronubi; i veri frutti, che si sviluppano all’interno dell’infiorescenza (che diventa perciò una infruttescenza), sono numerosissimi piccoli acheni. La polpa che circonda i piccoli acheni è succulenta e dolce, e costituisce la parte commestibile.
La specie è caratterizzata da due forme botaniche che possono essere definite come piante maschio e piante femmina, dato che la prima (pianta maschio, o caprifico) costituisce l’individuo che produce il polline con frutti non commestibili, mentre la seconda o fico vero (pianta femmina che produce frutti commestibili) produce i semi contenuti nei frutti. In realtà la distinzione botanica è molto più complessa, dato che in realtà il caprifico ha nel frutto parti complete sia per la parte femminile (ovari adatti a ricevere il polline) che per la parte maschile (che produce polline); la parte femminile è però modificata da una microscopica vespa (Blastophaga psenes) che vive negli ovari (modificati in galle) e quindi per questo la parte femminile è sterile. La pianta di caprifico, per mezzo della piccola vespa, svolge quasi esclusivamente una funzione maschile, con produzione di polline (presso l’apertura del siconio) e facendolo trasportare dalla vespa che alleva; solo le femmine della vespa sciamano fuori dal frutto portando con sé il polline. Il frutto del caprifico non è commestibile: non è succulento e neppure dolce.
Il fico vero o fico commestibile riceve invece il polline e quindi matura i semi che sono, come detto, botanicamente acheni, ovvero quei piccoli granellini che si trovano all’interno del frutto.

Coltivazione –
Per la coltivazione vedi la scheda specifica.

Usi e Tradizioni –
La storia del fico è millenaria. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Mesopotamia, Palestina ed Egitto, da cui si diffuse successivamente in tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Nell’antica Grecia era considerato un frutto altamente erotico al quale sono legati molti miti. Platone, soprannominato “mangiatore di fichi”, raccomandava agli amici di mangiarne in quantità perché, a suo dire, rinvigoriva l’intelligenza. L’albero dell’Eden, proibito da Dio all’uomo nel Vecchio Testamento, non sarebbe un melo, ma un fico: infatti Adamo ed Eva, dopo averne mangiato il frutto, quando si accorgono di essere nudi, si coprono intrecciando foglie di fico. I Romani ne erano particolarmente ghiotti. All’epoca, era abitudine mangiare i fichi come antipasto, insaporiti con sale, aceto, garum (specie di salsa di pesce).
Secondo Publio Ovidio Nasone, i fichi con il miele venivano offerti nella notte di capodanno come segno di augurio. I Romani pensavano che mangiare i fichi “aumentasse la forza dei giovani, migliorasse la salute dei vecchi e che addirittura avesse l’effetto di ridurre le rughe! “Veneremque vocat, sed cuilibet obstat” (provoca lo stimolo venereo anche a chi vi si oppone): la convinzione che il fico avesse delle proprietà erotiche venne ribadita anche dalla Scuola Medica Salernitana e, secondo la medicina popolare, due giovani sterili potevano ricorrere allo stratagemma di staccare due foglie di fico dall’albero, metterle sotto il cuscino, convinti che questo metodo potesse influenzare benevolmente la procreazione.
Il lattice di foglie e rametti di fico sono stati usati in passato, fin dai tempi di Omero, per far cagliare il latte nella produzione di formaggi artigianali.
I frutti del fico hanno anche buone proprietà salutari, così raccontate dal georgofilo Antonio Targioni Tozzetti nel suo Corso di Botanica medico-farmaceutica (Firenze, 1847): “… seccati che siano i fichi, oltre il servir di cibo, il popolo gli adopra per farne un decotto con giuggiole ed altri frutti secchi, come medicamento espettorante nelle bronchiti, nelle tossi … Riescono lassativi, ed entrano in certe composizioni purgative dei vecchi ricettarj. Usavansi in cataplasma per applicarsi sulle ulceri e piaghe di vario genere, e ciò fin da antico tempo … il latte di fico posto subito sulle punture dei ragni ne impedisce i cattivi effetti. … I rami e le foglie dei fichi, se si incidono, gemono un sugo latteo caustico e di sapore piccante, il quale è impiegato a corrodere le verruche e le escrescenze della pelle.”
Le Regioni italiane a maggior vocazione produttiva sono Puglia, Campania e Calabria, una produzione significativa proviene anche dall’Abruzzo, Sicilia e Lazio; la Puglia fornisce anche la maggior produzione di fichi secchi. La produttività del fico dipende dai fattori climatici, dall’umidità e dal suolo dove viene coltivato, orientativamente si può stimare che in terreni sciolti, profondi e freschi si possa arrivare a produzioni di 4-5 q per albero, mentre in terreni rocciosi marginali solo a pochi chilogrammi per albero. La produzione comincia dal quinto-ottavo anno di vita della pianta (nata da seme) ed aumenta progressivamente fino al sessantesimo anno di età, quando decresce repentinamente e la pianta muore per necrosi del tessuto legnoso; in tali condizioni la produzione di polloni basali può rendere possibile una ripresa della vegetazione. Da pianta innestata la produzione può iniziare tra il secondo e il terzo anno.
Purtroppo la produzione di fichi freschi è in costante decrescita, fatto dovuto all’affermazione dei sistemi di grande distribuzione alimentare che mal tollerano un frutto delicato alla raccolta, e di difficile conservazione come il fico. La coltivazione è invece in aumento in orti domestici, dove anche con scarse cure da applicare all’albero si hanno comunque disponibilità di frutti eccellenti per l’immediato consumo.
Nel fico a frutti commestibili, abbiamo tre tipi di siconi, che danno, annualmente, distinte fruttificazioni:
– fioroni, o fichi fioroni che si formano da gemme dell’autunno precedente e maturano alla fine della primavera o all’inizio dell’estate
– fichi, o forniti, o pedagnuoli che si formano da gemme in primavera e maturano alla fine dell’estate dello stesso anno.
– cimaruoli prodotti da gemme di sommità prodotte nell’estate e maturano nel tardo autunno. La produzione di cimaruoli è limitata a regioni dove l’estate è molto lunga ed il clima particolarmente caldo; spesso è incompleta o insoddisfacente.
Il caprifico (ficoraccia) è stato utilizzato storicamente nel territorio laziale come segnalazione di pericolo presso le aperture dei pozzi dei cunicoli di drenaggio, tipici delle zone del Parco regionale di Veio che, essendo disseminati nelle vallate allo scopo di drenare le acque meteoriche, costituiscono ancora oggi pericoli per le persone e per gli animali da allevamento. La pianta della ficoraccia è stata inoltre piantata in terreni adibiti a pascolo privi di zone d’ombra allo scopo di fornire riparo dal sole estivo alle persone ed agli animali nei pascoli.
Il fico possiede molte proprietà terapeutiche e medicinali, ne ricordiamo alcune:
Gemme fresche: l’attività è da attribuirsi agli enzimi digestivi contenuti; regolarizza la motilità e la secrezione gastroduodenale, soprattutto in soggetti con reazioni psicosomatiche a livello gastrointestinale.
Foglie: raccolte da maggio ad agosto e fatte essiccare lentamente, contengono furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine, lattice; hanno proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie, espettoranti e digestive; le furocumarine possono creare problemi con fenomeni di fotosensibilizzazione.
Frutti immaturi, parti verdi e giovani rametti: il lattice che sgorga dai tagli contiene amilasi e proteasi, viene applicato per uso esterno per eliminare calli e verruche, per l’azione caustica e proteolitica; va usato con cautela: è ustionante ed irritante per la pelle; è pericolosa l’applicazione su grandi superfici, ed è molto pericolosa la esposizione delle superfici, trattate e quindi irritate, alla radiazione solare.
Frutti freschi: assunti in quantità hanno un effetto lassativo.
Frutti essiccati: ricchi di vitamine A e B, proteine, zuccheri, e sali minerali (potassio, magnesio, calcio) hanno proprietà emollienti, espettoranti e lassative.
Anche le foglie hanno in parte caratteristiche irritative per il contatto di sfregamento con la pelle. La sensibilizzazione è enfatizzata dal calore e dalla esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto in soggetti predisposti; la irritazione è neutralizzata da semplice risciacquo con acqua e permanenza lontano dall’irraggiamento solare, anche indiretto, per qualche ora.
È diffusa la credenza che il lattice del fico aiuti ad abbronzarsi. L’applicazione estesa di lattice di fico sulla pelle, e successiva esposizione di questa alla luce solare intensa, comporta invece lesioni cellulari pericolose, ed ustioni, anche gravi.
A proposito di questi frutti vale la pena di ricordare il detto: fare le nozze coi fichi secchi. Così suol dirsi in riferimento a chi si rende ridicolo volendo realizzare qualcosa con eccessiva economia, oppure senza avere i mezzi necessari. I fichi secchi sono, dalle nostre parti, un cibo povero e molto comune, specie a Natale, quindi non sono sufficienti a celebrare una festa importante come le nozze.

Modalità di Preparazione –
I fichi sono ottimi da mangiare sia freschi, appena colti, che secchi. Tuttavia l’ essiccazione frisulta a volte un po’ problematica. In clima non adatto, o in condizioni igieniche inadeguate, possono svilupparsi sui frutti muffe da Aspergillus flavus, producenti aflatossine, note per essere uno dei più potenti cancerogeni conosciuti, oltre che notevolmente tossiche!
Come detto i fichi sono dei frutti davvero ricchi di proprietà benefiche. Sono naturalmente dolci e sono anche molto versatili in cucina. Infatti con le ricette con i fichi potrete preparare un menù completo dall’antipasto al dolce oppure scegliere soltanto alcuni piatti speciali da sperimentare.
Ricordate che i fichi con il loro gusto caratteristico si abbinano molto bene agli ingredienti salati creando un gradevole contrasto di sapori nei vostri piatti. Le ricette con i fichi hanno proprietà antinfiammatorie, aiutano il sistema immunitario e migliorano la digestione, soltanto per citare alcune delle virtù di questi frutti.
Con la raccolta di piatti a base di fichi che vi proponiamo qui di seguito potrete arricchire il vostro archivio di ricette vegetariane e stupire i vostri ospiti con idee sempre più gustose e salutari. Ecco allora per voi dieci ricette con i fichi tutte da sperimentare.
1) Carpaccio ai fichi
Se state pensando di scegliere i fichi per preparare un antipasto un po’ diverso dal solito, questa ricetta vegetariana potrebbe fare al caso vostro. I fichi in questo caso vengono abbinati alla mozzarella, al parmigiano in scaglie e ad erbe aromatiche come il rosmarino. Vi serviranno pepe nero e pepe verde per condire. Qui la ricetta.
2) Antipasto ai fichi e zenzero
Se volete preparare un antipasto ai fichi che sia allo stesso tempo dolce ma anche leggermente piccante, non dimenticate di abbinare questi saporitissimi frutti ad un tocco di zenzero. Vi serviranno anche olio extravergine e pane, ancora meglio se casereccio. Qui la ricetta da seguire.
3) Fichi ripieni con pinoli e aceto balsamico
Questo piatto a base di fichi è molto versatile. Lo potrete servire come antipasto, come aperitivo ma anche come secondo piatto originale accompagnandolo ad altri piatti di stagione. Ad arricchire di gusto i fichi ecco che troviamo i pinoli e l’aceto balsamico. Per il ripieno dei fichi potrete scegliere formaggio spalmabile o tofu morbido. Qui la ricetta da seguire.
4) Risotto ai fichi
Avete mai provato a scegliere i fichi come ingredienti per il vostro risotto? Non sottovalutate mai l’accoppiata vincente tra sapori dolci e salati in cucina, che vi stupirà soprattutto nei primi piatti. Per preparare questo risotto potrete unire fichi di varietà diverse, ad esempio fichi verdi e fichi neri. Non dimenticate di tenere da parte delle fettine di fichi fresche per guarnire. Qui la ricetta del risotto ai fichi.
5) Penne ai fichi e peperoni
Se volete portare in tavola un piatto di pasta un po’ diverso dal solito. è arrivato il momento di sperimentare un nuovo condimento a base di fichi e peperoni per le classiche penne. La ricetta prevede di utilizzare fichi, peperoni da cuocere in padella e sedano. Potrete scegliere delle penne integrali o di farro. Qui la ricetta.
6) Involtini di foglie di vite e fichi
Avete mai provato a preparare degli involtini con le foglie di vite? Alcune ricette prevedono di preparare un ripieno di riso, uvetta e erbe aromatiche ma potrete benissimo aggiungere agli ingredienti del vostro piatto – adatto come antipasto o come secondo – dei fichi, insieme a miele e formaggio caprino. Qui la ricetta da seguire.
7) Schiacciata con i fichi
Focaccia con i fichi, meglio in versione dolce o salata? A voi la scelta, ma se preferirete una schiacciata ai fichi salata, la potrete servire come secondo piatto tagliata a triangolini e accompagnata da un’insalata leggera o da un contorno di verdure di stagione. Il segreto per rendere questa schiacciata ai fichi davvero speciale è il rosmarino fresco. Per la schiacciata ai fichi dolce aggiungerete alla ricetta noci e zucchero di canna integrale o un dolcificante naturale a vostra scelta. Qui e qui le ricette a cui ispirarvi.
8) Strudel con fichi e uva
Se volete variare la classica ricette dello strudel di mele potete sostituire il ripieno tradizionale con dei fichi freschi e con dell’uva. Il vostro strudel sarà ottimo se donerete anche un tocco di croccantezza al vostro dolce aggiungendo dei pinoli o dei gherigli di noce tritati. Qui la ricetta a cui ispirarvi.
9) Confettura di fichi fatta in casa
Ecco una ricetta classica che le nostre nonne utilizzavano per conservare i fichi e che possiamo preparare anche noi a partire dai fichi freschi. La confettura di fichi ci servirà per preparare in casa crostate, biscotti, torte e altri ottimi dolci. Potete provare a sostituire il classico zucchero semolato con dello zucchero di canna integrale. Qui la ricetta a cui ispirarvi.
10) Crostata di fichi e noci
Per preparare la vostra crostata di fichi potrete utilizzare sia dei fichi freschi, che potrete frullare con un po’ di succo di limone per ottenere una purea, sia della marmellata di fichi. Le noci renderanno la vostra preparazione più croccante. Per la base della crostata potrete scegliere la pasta frolla. Qui la ricetta da seguire.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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Ficus carica

The common fig (Ficus carica L., 1753) is a xerophilic plant native to the temperate subtropical climates of the Moraceae family. This plant is the northernmost species of the Ficus genus.

Systematic –
From a systematic point of view figs belong to Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Urticales Order, Moraceae Family, and then Genus Ficus and Species F. charge.

Etymology –
The term fig is used for the fig tree fruit in almost all Italian dialects. He has always had a strong sexual connotation for the female genital attribute, and for action with it. The meaning is also taken up by Dante in the Divine Comedy, in the part of Hell, in which he uses an extended term to Vanni Fucci, who “cries” to God. Before then the term is annotated for the meaning of female genital attribute by Aristotle (350 BC); derives in this sense from the Syrian (Phoenician) pagga, and this from the previous Aqadic pīqu, or sīqu (2300 A C), both as a precise noun for female sexual attribute and for related derivatives (verbs referring to activity sexual).

Geographic Distribution and Habitat –
Ficus Charge is a heliophilic and thermophilic plant, planted on dry and stony limestone or neutral soils, sometimes also at the foot of walls and walls, especially in the presence of fissures; for its growth it becomes critical in arid places the presence of small water resources, whether manifest or not.
It has an extreme variability of cold resistance, which is almost constant in all varieties for the plant survival (in Italy), but is rather extensive with respect to the vital conditions associated with the lignification of the herbaceous parts. In summary a young plant, or intense growth, or excessive irrigation or fertilization can be severely damaged at temperatures of -6 ° C. An old plant with woody branches in arid and sunny soil is resistant to -18 ° C.
Conditional is the variety of plants for fruit ripening, there are varieties with hard shelled fruits, less susceptible to mold development and “closed” ostyolysis, which allow fruit to grow in colder and more humid climates.
Its presence is from north to south from 0 to 600-800 m altitude in south exposure; in Sicily we find it up to 1000 m on Etna.
The plant is still present in nature in desert and subdesert areas, warm and arid, with few but secure water resources; is widely cultivated throughout the national territory, in arid, well-drained, sunny areas.
The Ficus charge area is contiguous to that of the Ficus palmata, the southernmost; the two species are botanically close (but not the same), and probably have been geographically separated in relatively recent times, from one of the last glaciations (40,000-100,000 years ago). The two areas have the greatest proximity, or overlap, in Egypt, Jordan, Iran, Pakistan, where natural hybrids may have been produced.

Description –
The fig is a tree with a short tree trunk that can reach up to 6-10 m in height. It has a finely wrinkled bark and gray-brown color; the lymph of this plant is of white milk; Branches are rich in marrow with endless gemstones covered by two green, or brownish scales.
The loaded Ficus leaves are large, rough, oblong, coarse lobed to 3-5 lobes, dark green on top, lighter and equally ruddy on the bottom.
The fruit of the fig is actually a big fleshy, piriforme infatuation, rich in sugar, mature, called a siconian color varying from green to reddish to bluish-violet, hollow, inside which are enclosed the unusual flowers, very small; a small apical opening, known as ostiol, allows the entrance of pronuto imenotteri; the real fruits, which develop within the inflorescence (which becomes therefore an infruttescence), there are many small trees. The flesh surrounding the little trees is succulent and sweet, and it is the edible part.
The species is characterized by two botanical forms that can be defined as male plants and female plants, since the first (male or capricious plant) is the individual that produces pollen with inedible fruits, while the second real ( a female plant that produces edible fruit) produces seeds in the fruits. In fact, the botanical distinction is much more complex, since caprific has in fact complete parts both for the female part (ovaries suitable for receiving pollen) and for the male part (which produces pollen); The female part is however modified by a microscopic wasp (Blastophaga psenes) that lives in the ovaries (modified in galle) and therefore the female part is sterile. The capricorn plant, by means of the small wasp, carries almost exclusively a male function, producing pollen (at the opening of the siconio) and carrying it from the wasp that breeds; Only the larval females shaman out of the fruit, carrying pollen with them. Capricorn fruit is not edible: it is neither succulent nor sweet.
The real edible fig tree receives instead pollen and therefore ripens seeds that are, as said, botanically achen, or those small grains that lie within the fruit.

Cultivation –
For cultivation see the specific sheet.

Uses and Traditions –
The story of the fig is millennia. Testimonies of its cultivation are already in the early agricultural civilizations of Mesopotamia, Palestine and Egypt, from which it spread later throughout the basin of the Mediterranean Sea. In ancient Greece it was considered a highly erotic fruit to which many myths are linked. Plato, nicknamed “figs eater,” recommended to friends to eat in quantity because, in his words, he intensifies intelligence. The tree of Eden, forbidden by God to man in the Old Testament, would not be an apple tree, but a fig: in fact, Adam and Eve, having eaten the fruit, when they realize they are naked, cover themselves by intertwining fig leaves . The Romans were particularly grateful to him. At the time, it was customary to eat figs as an appetizer, flavored with salt, vinegar, garum (fish sauce).
According to Publius Ovid Nose, figs with honey were offered on New Year’s Eve as a sign of wish. The Romans thought that eating figs “increased the strength of young people, improved the health of the old and even had the effect of reducing the wrinkles! “Veneremque vocat, sed cuilibet obstat” (provokes the stimulus also for those who oppose it): the conviction that the fig had erotic properties was also reiterated by the Salernitana Medical School and, according to popular medicine, two young sterile could resort to a stratagem to remove two fig leaves from the tree, put them under the pillow, convinced that this method could benevolently affect procreation.
The latex of leaves and figs has been used in the past since Homer’s times to make milk leavening in the production of handmade cheese.
The fruits of the fig tree also have good health properties, as told by the georgophile Antonio Targioni Tozzetti in his Medical-Pharmacy Botanic Course (Florence, 1847): “… the dried figs, besides the serving of food, the people adopt them for make it a decoction with jujube and other dried fruits, as a drug expectorant in the bronchitis, coughs … They are laxatives, and enter into certain purgative compositions of old recipes. Usage in cataplasm to apply to ulcers and sores of various kinds, and since ancient times … the fig milk immediately placed on spider bites prevents bad effects. … The branches and the fig leaves, if they are engraved, gemodulate a caustic chicory and spicy flavor, which is used to corrode the warts and skin growths. ”
The most productive Italian regions are Puglia, Campania and Calabria, a significant production also comes from Abruzzo, Sicily and Lazio; Apulia also provides the largest production of dried figs. The productivity of fig depends on climatic factors, humidity and the soil where it is cultivated, it can be estimated that in loose, deep and fresh soils it is possible to produce 4-5 q per tree, while in marginal rocky terrains only a few kilograms per tree. Production begins from the fifth to eighth year of the plant’s (born of seed) and progressively increases until the sixty-year-old when it suddenly decreases and the plant dies for necrosis of woody tissue; under such conditions the production of basal pollen can make possible a resumption of vegetation. From grafted plant production can begin between the second and the third year.
Unfortunately, the production of fresh figs is steadily decreasing, due to the affirmation of large-scale food distribution systems that tolerate delicate harvesting and difficult to preserve such as figs. Cultivation is, however, increasing in domestic gardens, where even with scarce cures to be applied to the tree, there is still the availability of excellent fruits for immediate consumption.
In edible fruit figs, we have three types of gypsum, each year giving distinct fruits:
– florals, or fioroni figs that are formed by gems of the previous autumn and mature at the end of spring or early summer
– figs, or supplied, or pedagogues that form buds in spring and mature at the end of summer of the same year.
– cephalopods produced by top buds produced in the summer and maturing in the late autumn. The production of cimaruoli is limited to regions where the summer is very long and the climate is particularly hot; often incomplete or unsatisfactory.
Capricorn (ficoraccia) has been historically used in the Latium region as a hazard warning at the drainage well wells, typical of the Veio Regional Parks, which, being scattered in the valleys in order to drain the meteoric waters, still form today there are dangers for people and breeding animals. The plant of the ficoraccia was also planted in lands used for pasture without shadow areas in order to provide shelter from the summer sun to people and animals in the pastures.
The fig has many therapeutic and medicinal properties, we recall some:
Fresh Gems: activity is attributed to digestive enzymes contained; regulates motility and gastroduodenal secretion, especially in subjects with psychosomatic reactions at the gastrointestinal tract.
Leaves: harvested from May to August and slowly dried, contain furocumarine, bergaptene, psoralene, coumarin, latex; have emmenagogue, anti-inflammatory, expectorant and digestive properties; furocumarines can cause problems with photosensitisation phenomena.
Immature fruit, green and young shoots: the latex from the cuts contains amylase and protease, it is applied for external use to eliminate calluses and warts, for caustic and proteolytic action; be used with caution: it is burning and irritating to the skin; the application on large surfaces is dangerous, and the exposure of the surfaces, treated and therefore irritated to solar radiation, is very dangerous.
Fresh fruits: taken in quantities have a laxative effect.
Dried fruits: rich in vitamins A and B, proteins, sugars, and mineral salts (potassium, magnesium, calcium) have emollient, expectorant and laxative properties.
The leaves also have some irritating features for skin contact. Sensitization is emphasized by heat and exposure to ultraviolet rays, especially in predetermined subjects; irritation is neutralized by simple rinsing with water and staying away from solar irradiation, even indirect, for a few hours.
It is widespread belief that the fig-latex helps to suntanize. The extensive application of fig-latex on the skin, and subsequent exposure to intense sunlight, results in dangerous cellular injuries, and burns, even serious.
About these fruits is worth remembering the saying: making wedding with dried figs. So talk about who is ridiculed by wanting to accomplish something with excessive economics or without the necessary means. Dried figs are, from our side, a poor and very common food, especially at Christmas, so they are not enough to celebrate an important holiday like wedding.

Preparation Method –
The figs are good to eat both fresh, freshly picked and dried. However, the friction drying is sometimes somewhat problematic. In unsuitable climate, or under inadequate hygienic conditions, they may develop on molds from Aspergillus flavus, aflatoxins producers, known to be one of the most potent known carcinogens, as well as greatly toxic!
As mentioned, figs are really rich in beneficial fruits. They are naturally sweet and are also very versatile in the kitchen. In fact, with recipes with figs you can prepare a full menu of appetizers to the sweet or choose only a few specialties to try.
Remember that figs with their distinctive taste are very well matched to the salty ingredients, creating a pleasant contrast to flavors in your dishes. The recipes with figs have anti-inflammatory properties, help the immune system and improve digestion, just to name some of the virtues of these fruits.
With the collection of figs we suggest below you will be able to enrich your archive of vegetarian recipes and amaze your guests with ever more tasty and healthy ideas. Here are then ten recipes with the figs to experience.
1) Carpaccio with figs
If you are thinking of picking figs to prepare an appetizer somewhat different than usual, this vegetarian recipe could make your case. The figs in this case are combined with mozzarella, parmesan in flakes and aromatic herbs such as rosemary. You will need black pepper and green pepper to season it. Here the recipe.
2) Appetizer with figs and ginger
If you want to prepare an appetizer for figs that are both sweet and slightly spicy at the same time, do not forget to combine these tasty fruits with a touch of ginger. You will also need extra virgin olive oil and bread, even better if homemade. Here the recipe to follow.
3) Figs stuffed with pine nuts and balsamic vinegar
This fig-shaped dish is very versatile. You can serve it as an appetizer, as an aperitif but also as a second original dish accompanied by other seasonal dishes. To taste taste figs here we find pine nuts and balsamic vinegar. For filling figs you can choose spreadable cheese or soft tofu. Here the recipe to follow.
4) Risotto with figs
Have you ever tried to choose figs as ingredients for your risotto? Never underestimate the winning combination of sweet and salty flavors in the kitchen, which will surprise you especially in the first courses. To prepare this risotto you can combine figs of different varieties, such as green figs and black figs. Do not forget to keep slices of fresh figs to garnish. Here’s the risotto with figs.
5) Penne with figs and peppers
If you want to bring a plate of pasta a little different from the usual. the time has come to experience a new seasoning with figs and peppers for classic pens. The recipe plans to use figs, peppers to be cooked in pan and celery. You can choose wholemeal pens or spelled. Here the recipe.
6) Vine shoots and figs
Have you ever tried to make rolls with vine leaves? Some recipes provide you with a filling of rice, raisins and aromatic herbs, but you can add to the ingredients of your plate – suitable as an appetizer or as a second – figs, along with honey and goat cheese. Here the recipe to follow.
7) Crushed with figs
Focaccia with figs, better in sweet or salty version? You choose it, but if you prefer a salted steak, you can serve it as a second dish cut into triangles and accompanied by a light salad or a seasonal vegetable outline. The secret to making this crushed to really special figs is fresh rosemary. For sweet figs, add the nuts and sugar recipe to the full recipe or a natural sweetener of your choice. Here and here are the recipes to inspire you.
8) Strudel with figs and grapes
If you want to change the classic apple strudel recipes you can replace the traditional filling with fresh figs and grapes. Your strudel will be great if you also give a crunchy touch to your cake by adding chopped walnuts or pine nuts. Here is the recipe to inspire you.
9) Homemade fig jam
Here is a classic recipe that our grandmothers used to store figs and we can also prepare them from fresh figs. The fig jam will serve us to prepare homemade tarts, biscuits, pies and other good desserts. You can try replacing the classic sugar cane with whole cane sugar. Here is the recipe to inspire you.
10) Tart of figs and nuts
To prepare your fig-tart you can use both fresh figs, which you can roll with a little lemon juice to get a puree and fig jam. Nuts will make your preparation more crunchy. For the base of the tart, you can choose the short pastry. Here the recipe to follow.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. The Health of the Lord’s Pharmacy, Tips and Experiences with Medicinal Herbs, Ennsthaler Publisher
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Caution: Pharmaceutical applications and surgical uses are indicated for information purposes only; they do not represent any prescription of a medical type; Therefore, any responsibility for their use for the purpose of healing, aesthetics or food is refused.



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Ficus carica

El higo común (Ficus carica L., 1753) es una planta nativa de los climas subtropicales xerófilas templadas de la familia Moraceae. Esta planta es la especie más septentrional del género Ficus.

Sistemática
Desde el punto de vista sistemático de la higuera pertenece al dominio eucariota, Reino Plantae División Magnoliophyta, clase Magnoliopsida, orden familiar Urticales, Moraceae y luego el género y la carga Ficus especies F.

Etimología –
El término higo se utiliza para la fruta de la higuera en casi todos los dialectos italianos. Siempre ha tenido una fuerte connotación sexual para el atributo genital femenino, y para la acción con él. El significado se refleja también en la Divina Comedia de Dante, en el Infierno, donde hace uso de un plazo extendido en Vanni Fucci, que “hace que los chips” a Dios. Antes de que el término se caracteriza por la importancia del atributo genital femenina por Aristóteles (350 aC); la deriva en esta dirección por el PAGGA Siria (fenicio), y esto desde la anterior acadia Piqu, a saber sīqu (2300 A. C), tanto sustantivo como específico para el atributo sexual femenina, tanto para los derivados relacionados (verbos que se refieren a la actividad sexual).

Distribución Geográfica y Hábitat –
El Ficus carica es una planta eliofila y termófila, vegeta en suelos calcáreos o pedregoso neutral y seco, a veces también en crecimiento a los pies de las paredes y en las paredes sí mismos, especialmente en presencia de hendiduras; para su crecimiento se hace crítico en lugares áridos la presencia de pequeños recursos hídricos, manifiestos o no.
Presenta una extrema variabilidad de la resistencia al frío, que es casi constante en todas las variedades para la supervivencia de la planta (en Italia), pero en cambio es muy grande con respecto a las condiciones vitales relacionados con la lignificación de las partes herbáceas. En resumen, una planta joven, o un crecimiento intenso, o un riego o fertilización excesivos pueden ser gravemente dañados a temperaturas de -6ºC. Una vieja planta con ramas leñosas en suelo árido y soleado es resistente a -18 ° C.
Acondicionador sin embargo, es la variedad de planta para la maduración del fruto, existen variedades con frutas epidermis fuertes y menos propensos al desarrollo de moho y ostiolo “cerradas” que permiten la fructificación en climas más fríos y húmedos.
Su presencia es de norte a sur de 0 a 600-800 m de altitud en la exposición sur; en Sicilia lo encontramos hasta 1000 m en el Etna.
La planta está todavía presente en la naturaleza en áreas desérticas y subdesertas, cálidas y áridas, con pocos pero seguros recursos hídricos; se cultiva ampliamente en todo el territorio nacional, en zonas áridas, bien drenadas y soleadas.
El área de carga Ficus es contigua a la del Ficus palmata, la más austral; las dos especies son botánicamente cerca (pero no idéntica), y probablemente estaban separados geográficamente hace relativamente poco tiempo, como uno de la última glaciación (hace 40.000 a 100.000 años). Las dos áreas tienen la mayor proximidad, o superposición, en Egipto, Jordania, Irán, Pakistán, donde los híbridos naturales pueden haber sido producidos.

Descripción –
La higuera es un árbol con un tronco corto que puede alcanzar hasta 6-10 m de altura. Tiene una corteza finamente arrugada y color gris-marrón; la linfa de esta planta es de leche blanca; Las ramas son ricas en médula con gemas interminables cubiertas por dos verdes, o escamas parduscas.
Las hojas de Ficus cargadas son grandes, ásperas, oblongas, de lóbulos gruesos a 3-5 lóbulos, de color verde oscuro en la parte superior, más claras e igualmente rojizas en la parte inferior.
El fruto del higo es en realidad una carnosa infructescence grande, piriforme, rica en azúcares madurez, dicha variable de color de verde a sicono rojizo a púrpura azulado, hueco, dentro del cual se encierran las flores unisexuales, pequeña; una pequeña abertura apical, conocida como ostiol, permite la entrada de pronuto imenotteri; los frutos reales, que se desarrollan dentro de la inflorescencia (que por lo tanto se convierte en una infrutescencia), hay muchos árboles pequeños. La carne que rodea a los pequeños árboles es suculenta y dulce, y es la parte comestible.
La especie se caracteriza por dos formas botánicas que pueden ser definidas como plantas masculinas y plantas femeninas, dado que la primera (planta masculina, o caprifico) constituye el individuo que produce el polen con fruta no comestible, mientras que el segundo o verdadero fig ( una planta hembra que produce fruta comestible) produce semillas en los frutos. En realidad, la botánica distinción es mucho más complejo, ya que en realidad la caprifico tiene en la fruta partes completas, tanto para la parte femenina (ovarios adaptado para recibir polen) que por la parte macho (que produce polen); La parte femenina es sin embargo modificada por una avispa microscópica (Blastophaga psenes) que vive en los ovarios (modificada en galle) y por lo tanto la parte hembra es estéril. La planta de caprifico, por medio de pequeña avispa, lleva a cabo casi exclusivamente una función de macho, con la producción de polen (en la apertura de la sicono) y por lo que es llevar de cría avispa; Solamente las hembras larvales chaman fuera de la fruta, llevando el polen con ellos. La fruta de Capricornio no es comestible: no es ni suculenta ni dulce.
La verdadera higuera comestible recibe en su lugar polen y por lo tanto madura las semillas que son, como se dice, botánicamente achen, o los pequeños granos que se encuentran dentro de la fruta.

Cultivo –
Para el cultivo, ver la hoja específica.

Usos y Tradiciones –
La historia de la higuera es milenios. Los testimonios de su cultivo ya se encuentran en las primeras civilizaciones agrícolas de Mesopotamia, Palestina y Egipto, de las cuales se difundió más tarde en toda la cuenca del Mar Mediterráneo. En la antigua Grecia se consideraba una fruta altamente erótica a la que se vinculan muchos mitos. Platón, apodado “comedor de higos”, recomendó a sus amigos que comieran en cantidad porque, según sus palabras, intensifica la inteligencia. El árbol del Edén, prohibido por Dios al hombre en el Antiguo Testamento, no sería un manzano, sino un hecho fig Adán y Eva, después de haber comido el fruto, cuando se dan cuenta de que estaban desnudos, cubren tejer hojas de higuera . Los romanos estaban particularmente agradecidos con él. En la época, era costumbre comer higos como un aperitivo, aromatizado con sal, vinagre, garum (salsa de pescado).
Según Publius Ovid Nose, los higos con miel se ofrecieron en la víspera de Año Nuevo como una señal de deseo. Los romanos pensaron que comer higos “aumentó la fuerza de los jóvenes, mejoró la salud de los viejos e incluso tuvo el efecto de reducir las arrugas! “Vocat Veneremque, sed obstat cuilibet” (hace que el estímulo también venéreo a los que se oponen a): la convicción de que la higuera tenía propiedades eróticas fue confirmada también por la Escuela de Medicina de Salerno y, de acuerdo con la medicina popular, dos jóvenes estériles podrían recurrir a una estratagema para quitar dos hojas de higuera del árbol, las puso debajo de la almohada, convencido de que este método podría afectar benévolamente a la procreación.
El látex de hojas e higos se ha utilizado en el pasado desde los tiempos de Homero para hacer levadura de leche en la producción de queso artesanal.
El fruto de la higuera también tienen buenas propiedades para la salud, según lo dicho por georgofilo Antonio Targioni Tozzetti en su médico-farmacéutica botánica de golf (Florencia, 1847):” … molesto que son los higos, así como la comida servir, en el pueblo adopra para hacer una decocción con azufaifo y otras frutas secas, como un expectorante medicamento en la bronquitis, tos … Tienen éxito en los laxantes, y entran en ciertas composiciones de la antigua purgante ricettarj. Uso en cataplasma para aplicar a úlceras y úlceras de diversos tipos, y desde tiempos antiguos … la leche de higuera colocada inmediatamente en picaduras de araña impide malos efectos. … Las ramas y hojas de higuera, si usted afecta, lamentan un sabor cáustico y picante salsa lechosa, que se usa para corroer las verrugas y tumores de la piel “.
Las regiones italianas más productivas son Puglia, Campania y Calabria, una producción significativa también viene de Abruzos, Sicilia y Lazio; Apulia también proporciona la mayor producción de higos secos. La productividad de la figura depende de factores climáticos, la humedad y el suelo donde se cultiva, a título indicativo, se puede estimar que en la tierra suelta, profunda y fresca que podemos llegar a producciones de 4-5 q por árbol, mientras que sólo en el terreno rocoso marginal unos pocos kilogramos por árbol. Arranca la producción del quinto al octavo año de vida de las plantas (nacido de la semilla) y aumenta gradualmente hasta el año sexagésimo de la edad, cuando disminuye repentinamente y la planta muere a la necrosis de los tejidos leñosos; bajo tales condiciones la producción de polen basal puede hacer posible una reanudación de la vegetación. De la producción de plantas injertadas puede comenzar entre el segundo y el tercer año.
Por desgracia, la producción de higos frescos está en declive constante, debido al hecho de la afirmación de los mayores sistemas de distribución de alimentos que toleran mal una fruta delicada a la colección, preservación y difícil como la higuera. El cultivo, sin embargo, está aumentando en los huertos domésticos, donde aún con las escasas curas que se aplican al árbol, todavía existe la disponibilidad de excelentes frutas para el consumo inmediato.
En higos de frutas comestibles, tenemos tres tipos de yeso, cada año dando frutos distintos:
– florales o higos fioroni que se forman por gemas del otoño anterior y maduran al final de la primavera o principios del verano
– higos o suministrados, o pedagogos que forman yemas en primavera y maduran al final del verano del mismo año.
– cefalópodos producidos por los capullos superiores producidos en el verano y que maduran a finales del otoño. La producción de cimaruoli se limita a las regiones donde el verano es muy largo y el clima es particularmente caliente; a menudo incompleta o insatisfactoria.
La fig salvaje (ficoraccia) se ha utilizado históricamente en la región de Lazio como una alerta de socorro en las aberturas de los pocillos de túneles de drenaje, típicos de las áreas de la Regional Park Veio, siendo dispersada en los valles con el fin de drenar el agua de lluvia, son todavía hoy en día hay peligros para las personas y los animales reproductores.
La planta de la ficoraccia también fue plantada en terrenos utilizados para pastos sin áreas de sombra para proporcionar refugio del sol de verano a las personas y animales en los pastos.
La higuera tiene muchas propiedades terapéuticas y medicinales, recordamos algunas:
Gemas frescas: la actividad se atribuye a las enzimas digestivas contenidas; regula la motilidad y la secreción gastroduodenal, especialmente en sujetos con reacciones psicosomáticas en el tracto gastrointestinal.
Hojas: recolectadas de mayo a agosto y secadas lentamente, contienen furocumarina, bergapteno, psoraleno, cumarina, látex; tienen propiedades emmenagogo, antiinflamatorias, expectorantes y digestivas; Las furocumarinas pueden causar problemas con los fenómenos de fotosensibilización.
Frutos inmaduros, brotes verdes y jóvenes: el látex de los cortes contiene amilasa y proteasa, se aplica para uso externo para eliminar calos y verrugas, para acción cáustica y proteolítica; ser utilizado con precaución: es ardiente e irritante para la piel; la aplicación en grandes superficies es peligrosa y la exposición de las superficies tratadas y por lo tanto irritadas a la radiación solar es muy peligrosa.
Frutas frescas: tomadas en cantidades tienen un efecto laxante.
Frutas secas: ricas en vitaminas A y B, proteínas, azúcares y sales minerales (potasio, magnesio, calcio) tienen propiedades emolientes, expectorantes y laxantes.
Las hojas también tienen algunas características irritantes para el contacto de la piel. La sensibilización se enfatiza por el calor y la exposición a los rayos ultravioleta, especialmente en sujetos predeterminados; la irritación se neutraliza por simple enjuague con agua y alejándose de la irradiación solar, incluso indirecta, durante unas horas.
Es una creencia generalizada que el látex ayuda a broncearse. La aplicación prolongada del látex en la piel, y la exposición posterior a la luz solar intensa, implica lesiones celulares peligrosas, y quemaduras, incluso graves.
Acerca de estas frutas vale la pena recordar el dicho: hacer la boda con higos secos. Así que hablar de quién es ridiculizado por querer lograr algo con economía excesiva, o sin los medios necesarios. Los higos secos son, desde nuestro lado, una comida pobre y muy común, especialmente en Navidad, por lo que no son suficientes para celebrar unas vacaciones importantes como la boda.

Método de Preparación –
Los higos son buenos para comer tanto fresco, recién recogido y seco. Sin embargo, el secado por fricción es a veces algo problemático. En climas inadecuados o en condiciones higiénicas inadecuadas, pueden desarrollarse en moldes de Aspergillus flavus, productores de aflatoxinas, conocidos por ser uno de los carcinógenos más conocidos y tóxicos.
Como se mencionó, los higos son realmente ricos en frutas beneficiosas. Son naturalmente dulce y también son muy versátiles en la cocina. De hecho, con recetas con higos se puede preparar un menú completo de aperitivos para el dulce o elegir sólo unas pocas especialidades para probar.
Recuerde que los higos con su sabor distintivo están muy bien adaptados a los ingredientes salados, creando un agradable contraste con los sabores de sus platos. Las recetas con higos tienen propiedades anti-inflamatorias, ayudan al sistema inmunológico y mejoran la digestión, sólo por nombrar algunas de las virtudes de estas frutas.
Con la colección de higos que sugerimos a continuación podrás enriquecer tu archivo de recetas vegetarianas y sorprender a tus invitados con ideas cada vez más sabrosas y saludables. Aquí hay diez recetas con los higos a experimentar.
1) Carpaccio con higos
Si usted está pensando en recoger los higos para preparar un aperitivo algo diferente de lo habitual, esta receta vegetariana podría hacer su caso. Los higos en este caso se combinan con mozzarella, parmesano en copos y hierbas aromáticas como el romero. Necesitarás pimienta negra y pimienta verde para sazonarla. Aquí la receta.
2) Aperitivo con higos y jengibre
Si desea preparar un aperitivo para los higos que son dulces y ligeramente picante al mismo tiempo, no se olvide de combinar estas sabrosas frutas con un toque de jengibre. También necesitará aceite de oliva virgen extra y pan, incluso mejor si es casera. Aquí la receta a seguir.
3) Higos rellenos de piñones y vinagre balsámico
Este plato en forma de higo es muy versátil. Se puede servir como un aperitivo, como un aperitivo, pero también como un segundo plato original acompañado de otros platos de temporada. Para degustar los higos de sabor aquí encontramos piñones y vinagre balsámico. Para el llenado de higos puede elegir el queso o el tofu suave. Aquí la receta a seguir.
4) Risotto con higos
¿Alguna vez ha tratado de elegir los higos como ingredientes para su risotto? Nunca subestimes la combinación ganadora de sabores dulces y salados en la cocina, que te sorprenderá especialmente en los primeros platos. Para preparar este risotto puede combinar higos de diferentes variedades, como higos verdes y higos negros. No olvide guardar rodajas de higos frescos para adornar. Aquí está el risotto con higos.
5) Penne con higos y pimientos
Si quieres llevar un plato de pasta un poco diferente de lo habitual. ha llegado el momento de experimentar un nuevo condimento con higos y pimientos para plumas clásicas. La receta planea usar higos, pimientos para ser cocinados en pan y apio. Usted puede elegir las plumas del wholemeal o deletreado. Aquí la receta.
6) Brotes de vid e higos
¿Alguna vez has tratado de hacer rollos con hojas de vid? Algunas recetas le proporcionan un relleno de arroz, pasas y hierbas aromáticas, pero se puede agregar a los ingredientes de su plato – adecuado como un aperitivo o como un segundo – higos, junto con miel y queso de cabra. Aquí la receta a seguir.
7) Triturado con higos
Focaccia con higos, mejor en versión dulce o salada? Usted lo elige, pero si prefiere un bistec salado, puede servirlo como un segundo plato cortado en triángulos y acompañado por una ensalada ligera o un contorno vegetal de temporada. El secreto para hacer esto aplastado a higos muy especiales es el romero fresco. Para higos dulces, añada las nueces y la receta de azúcar a la receta completa o un edulcorante natural de su elección. Aquí y aquí están las recetas para inspirarte.
8) Strudel con higos y uvas
Si desea cambiar las recetas clásicas de strudel de manzana puede reemplazar el relleno tradicional con higos frescos y uvas. Su strudel será grande si usted también da un tacto crujiente a su torta agregando nueces picadas o piñones. Aquí está la receta para inspirarte.
9) Mermelada hecha en casa
Aquí está una receta clásica que nuestras abuelas usaron para almacenar los higos y también podemos prepararlos de higos frescos. La mermelada de higos nos servirá para preparar tartas caseras, galletas, pasteles y otros buenos postres. Usted puede intentar substituir la caña de azúcar clásica con el azúcar de caña entero. Aquí está la receta para inspirarte.
10) Tarta de higos y nueces
Para preparar su tarta de higos puede utilizar ambos higos frescos, que puede rodar con un poco de jugo de limón para obtener un puré y mermelada de higos. Las nueces harán que su preparación sea más crujiente. Para la base de la tarta, puede elegir la pastelería corta. Aquí la receta a seguir.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. La Salud de la Farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Publisher Ennsthaler
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (eds.), 2005. Una lista anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Precaución: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos quirúrgicos están indicados únicamente con fines informativos, no representan ninguna prescripción de tipo médico; Por lo tanto, cualquier responsabilidad por su uso con fines de curación, estética o comida es rechazada.




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