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Casimiroa edulis

Casimiroa edulis

Il Sapote bianco (Casimiroa edulis La Llave) è una specie arborea tropicale e semitropicale della famiglia delle Rutaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Sapindales, Famiglia Rutaceae e quaindi al Genere Casimiroa ed alla Specie C. edulis.

Etimologia –
Il termine Casimiroa è stato dedicato al botanico spagnolo Casimiro Gómez de Ortega (1740-1818), professore al Giardino Botanico Reale di Madrid, predecessore di José Cavanilles. L’epiteto specifico edulis deriva dal latino edulis, -e, cioè edible, commestibile, riferito ai suoi frutti .

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Sapote bianco è una specie tropicale e subtropicale sempreverde originario del Messico (dove viene chiamato Zapote bianco) e del Nicaragua. Questa pianta viene coltivata nei Paesi a clima subtropicale per via dei frutti, commestibili e dal sapore variabile a seconda delle cultivar.

Descrizione –
Casimiroa edulis è un albero sempreverde alto dagli 8 a 15 m, molto ramificato. È provvisto di foglie aromatiche, composte, con cinque foglioline rosso-rame e poi verdi, strette 2-3 cm, e lunghe da 10 a 18 cm.
Nel periodo primaverile sbocciano dei grappoli di fiori profumati verdi o bianchi.
I frutti, che sono delle drupe, sono di forma arrotondata, possono raggiungere i 10 – 12 cm di diametro ed hanno buccia giallo-verdognola, sottile e tenera. La polpa bianca è di consistenza cremosa per il basso contenuto in fibre. I frutti maturano alla fine dell’estate. Ogni frutto ha da 1a 5 semi simili a quelli del Limone, ma molto più grandi e duri come mandorle, sono inoltre amari, narcotici e non è commestibili.
Esistono principalmente due varietà, quella con i frutti verdi e quella a frutti gialli, con polpa rispettivamente bianca o giallastra.

Coltivazione –
La Casimiroa edulis è una pianta coltivata per i suoi frutti commestibili dal sapore di pesca, con sottile buccia giallastra e polpa color crema dolce e profumata; è molto apprezzata ai tropici ma si adatta bene alle regioni con inverno mite, come la Sicilia. Resiste infatti fino a -6 °C, specie se in suolo arido. Brusche gelate possono indurre caduta di foglie, senza gravi problemi.
Questa pianta preferisce terreni freschi e argilloso –sabbiosi, ben drenati, richiedendo qualche irrigazione estiva. La riproduzione può avvenire per seme, per talea e per innesto.
Sono state selezionate alcune varietà che presentano una ridotta capacità impollinatrice, mentre altre ne hanno in grande sovrabbondanza, ignorando questo fatto alcuni coltivatori ne hanno segnalato una difficile fruttificazione per esemplari isolati.
Di norma la pianta è tagliata da giovane ad un metro di altezza allo scopo di indurre una forma già ramificata dalla base, ed allargata, per limitare lo sviluppo in altezza.
È una pianta dalla crescita rapida, con legno debole.

Usi e Tradizioni –
Questa pianta, nei territori di origine è chiamata Zapote blanco, (Sapote Bianco) ma il termine “sapote” (dal Nahuatl “tzapotl”) è solo generico, nel senso che descrive, con diversi aggettivi, molti frutti diversi che abbiano la caratteristica di essere dolci e succosi.
La polpa bianca è è ricca di vitamina A e vitamina C ed è particolarmente dolce, perché contiene oltre il 26% di zuccheri. I frutti, che maturano alla fine dell’estate, vengono raccolti quando hanno ancora una consistenza soda e in 5-6 giorni raggiungono una perfetta maturazione. La corteccia, le foglie e i semi contengono un alcaloide, la casimiroina, che ha la proprietà di abbassare la pressione sanguigna.
I semi sono utilizzati a scopo officinale; infatti questi inducono sonnolenza, tanto che sono anche conosciuti come “sapote del sonno”.
I semi devono la loro tossicità al contenuto in alcaloidi, che farmacologicamente potrebbero essere attivi come anticancerogeni; la loro attività è allo studio per il tumore del colon. Non si sono ancora definiti i bilanci degli effetti.
La pianta era conosciuta già al tempo degli Aztechi ma è, ancora oggi, molto poco conosciuta; probabilmente anche altre parti della pianta (foglie, corteccia) contengono alcaloidi.
Questa specie viene usata nella medicina popolare nei casi di insonnia e per i dolori reumatici. In dosi elevate può essere mortale. Il legno è compatto e di media resistenza, anche se non molto resistente, a volte utilizzato in carpenteria .

Modalità di Preparazione –
Il Sapote bianco ha all’interno una polpa con sapore decisamente esotico, avvicinabile alla pesca o mango-papaya. Si può gustarlo tagliando il frutto verticalmente, eliminando la buccia esterna e tagliando a cubetti la polpa e poi mangiandola con la forchetta. I frutti possono essere, inoltre, consumati freschi o come marmellata.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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