Un Mondo Ecosostenibile
ErbaceeSpecie Vegetali

Tanacetum vulgare

Tanacetum vulgare

Il Tanaceto (Tanacetum vulgare L., 1753) è una pianta erbacea a fiori gialli, appartenente alla famiglia Asteraceae. Trattasi di piante perenni per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Sistematica –
Il Tanacetum vulgare appartiene al Dominio Eukaryota, al Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Tanacetinae, Genere Tanacetum e Specie T. vulgare.
Va detto che la famiglia di appartenenza del “Tanaceto” (Asteraceae) è la più numerosa nel mondo vegetale, organizzata in 1530 generi per un totale di circa 22.750 specie. Nelle classificazioni più vecchie la famiglia delle Asteraceae viene chiamata anche Compositae.

Etimologia –
Il nome generico (Tanacetum), è derivato dal latino medioevale “tanazita” che a sua volta deriva dal greco ”athanasia” (= immortale, di lunga durata) probabilmente sta a indicare la lunga durata dell’infiorescenza di questa pianta; il termine ”athanasia” fa riferimento ad un’antica credenza che le bevande fatte con le foglie di questa pianta conferissero vita eterna. Il nome specifico (vulgare) indica che si tratta di una specie molto comune.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Tanacetum vulgare) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Rainfarn; in francese si chiama Tanaisie vulgaire; in inglese si chiama Tansy.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Tanacetum vulgare è una pianta piuttosto comune in Italia. La si trova di sovente su terreni e prati incolti,ai margini delle strade, lungo i corsi di fossi e torrenti.
Pianta di origine Eurasiatica; si pensa comunque che questa specie non sia indigena dell’Europa. La sua diffusione è elevata: in Italia è una pianta comune su tutto il territorio (manca in qualche area del sud e in Sardegna mentre è presente in Sicilia). In Europa è ovunque presente, anche sui rilievi (escluse le Alpi Dinariche). Mentre in Asia è comune soprattutto nelle aree occidentali. Questa pianta si trova anche nell’America del nord.
L’habitat tipico per questa painta sono gli incolti e i pendii erbosi montani, i margini delle strade oppure lungo le sponde dei corsi d’acqua. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo; il terreno quindi deve avere un pH neutro con medi valori nutrizionali e con suolo mediamente secco. La sua diffusione altitudinale è fino a 1600 m s.l.m.; il Tanacetum vulgare frequenta quindi i piani vegetazionali dal collinare al montano.

Descrizione –
Il Tanecato è una pianta erbacea perenne da 60 a 120 cm di altezza, fortemente aromatica, con un rizoma strisciante e ramificato, legnoso, provvista di fusti eretti, fogliosi, striati, ramificati nella parte superiore.
Le foglie si presentano con un picciolo di 5-15 cm, alterne, glabre, con 15-23 segmenti pennatopartiti, seghettati sul bordo; le foglie del caule inguainanti presentano sul retro delle piccole ghiandole.
Le infiorescenze sono corimbi compatti terminali densi ed appiattiti con fiori tutti tubulosi di un color giallo-oro di circa 1 cm di Ø, a forma discoidea lungamente peduncolati. I flosculi periferici, attorno al margine delle infiorescenza sono femminili con corolla tridentata, mentre i centrali sono ermafroditi con corolla a 5 denti. Le brattee involucrali sono lanceolato-ottuse e scariose al margine, molto appressate.
I frutti sono acheni lunghi ca 2 mm con 4-5 coste longitudinali, punteggiate di ghiandole. Pappo con una piccola coroncina irregolarmente solcata.

Coltivazione –
Per la tecnica di coltivazione leggi la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
Nel linguaggio comune nei diversi paesi il Tanaceto viene chiamato: Erba amara, Atanasia, Santolina odorosa, Erba frangia, Erba vermicolare, Camomilla gialla, Cresporinna selvatica, Common tansy, Tanaise.
Il tanaceto è impiegato come antico rimedio naturale per la cura di numerosi infiammazioni e soprattutto per prevenire la cefalea per l’alto contenuto di partenolidi presenti soprattutto nella specie Tanacetum partenium.
Il tanaceto per il forte aroma di canfora emanato dalle foglie e soprattutto dai fiori, trova largo impiego come: antiparassitario biologico per la cura dell’orto; è efficace per nottue, cavolaie e verme del lampone. Il suo infuso mescolato in parti uguali con il macerato di equiseto risulta ottimo contro ruggine e oidio; viene altresì utilizzato come repellente naturale per le mosche ed altri insetti volanti e come rimedio contro gli scarafaggi.
Una curiosità è data dal fatto che alcuni insetti sono diventati resistenti al tanaceto e vivono quasi esclusivamente su di esso.
Il tanaceto è molto utilizzato in cucina per decorare e aromatizzare primi e secondi piatti; per la preparazione di tisane digestive; per la preparazione di biscotti; per la produzione del liquore Arquebuse, del vermut e di caramelle Alpestri.
In erboristeria viene utilizzato con soluzioni idroalcoliche o le tinture madri,come antielmintico e contro i parassiti intestinali e flatulenza intestinale.
Questa pianta contiene tanacetina, tanacetone, tujone, glucosidi, acido gallico, oli essenziali, canfora e borneolo, flavonoidi, tartrati, citrati, tannini e mucillagini.
Nello specifico, nei fiori sono presenti delle gomme e una sostanza amara chiamata “tanacetina”; nelle foglie invece sono presenti dei glucosidi, acido gallico, oli essenziali ricchi di canfora e eteri vari. Contiene anche flavonoidi.
Vediamo quali sono le proprietà curative: Per molti anni il tanaceto è stato impiegato come erba medicinale. Un’usanza irlandese della metà dell’Ottocento suggerisce un bagno in una soluzione di tanaceto e sale come cura per i dolori articolari. Il tè amaro fatto con i fiori di T. vulgare è stato usato con efficacia per secoli come antielmintico (vermifugo). Biscotti al tanaceto erano serviti durante la Quaresima per prevenire i vermi intestinali, infatti si aveva l’errata credenza che il consumo di pesce durante questo periodo, provocasse l’insorgere dei vermi. È da notare che soltanto Tanacetum vulgare è impiegato nelle preparazioni medich; tutte le altre specie di tanaceto sono tossiche, e un sovradosaggio può essere fatale. Nella medicina alternativa, le foglie essiccate di tanaceto sono usate per trattare l’emicrania, nevralgia e il reumatismo, e come un antielmintico, su prescrizione di un erborista competente per evitare una possibile tossicità.
In particolare a questa pianta vengono associate le seguenti proprietà : amare, toniche (rafforza l’organismo in generale), digestive, vermifughe (elimina i vermi intestinali), astringenti (limita la secrezione dei liquidi), febbrifughe (abbassa la temperatura corporea) e vulnerarie (guarisce le ferite).
Alcune ricerche mediche indicano che questa pianta ha una buona azioni anticefalalgica.
Le parti usate sono le foglie raccolte prima della fioritura o i capolini prelevati a fine estate.
Il Tanaceto è considerata pianta tossica a causa della presenza del tujone. Le foglie e i fiori sono velenosi se consumati in grande quantità. Il tujone (olio volatile, o terpene, componente principale di alcune resine) che si trova anche in alcune bevande alcoliche e nell’assenzio, ha vari effetti: afrodisiaco, aumento dell’attività cerebrale, allucinazioni, spasmi, convulsioni, ed anche morte.
Il tanaceto è utilizzato in Piemonte e nel Sud della Francia per la produzione del liquore di Arquebuse (o Alpestre), del vermut e per la produzione di caramelle all’Arquebuse. In Piemonte compare nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali approvati dal Consiglio Regionale. Il tanaceto può essere utilizzato come aromatizzante per frittate e insalate. Nella tradizione piemontese veniva utilizzati come per la preparazione di te casalinghi amari per favorire la digestione. In Inghilterra, in particolare nelle regioni del Nord, veniva usato per aromatizzare i pudding, ma adesso è quasi sconosciuto. Nello Yorkshire, i semi di tanaceto e di carvi erano usati per tradizione nei biscotti serviti ai funerali.
Nell’industria, da varie parti di questa pianta, ricava insetticidi, repellenti e coloranti (il colore verde dai giovani germogli e il colore giallo dai fiori).
L’odore forte tipico del tanaceto è dovuto a un olio essenziale ricco di canfora. Contiene una certa quantità di flavonoidi anche se i principi attivi più importanti sono dei complessi molecolari detti lattoni sesquiterpenici, i partenolidi.
Il tanaceto è impiegato come antico rimedio naturale contro la cefalea proprio per l’alto contenuto di partenolidi. Uno studio, condotto su 73 pazienti con crisi di cefalea ricorrente, ha dimostrato che il tanaceto riesce a ridurre la frequenza e anche l’intensità degli attacchi di cefalea, lo stesso studio non ha indicato rilevanti effetti collaterali. L’azione del tanaceto sarebbe di tipo preventivo mentre appare piuttosto modesta quando la crisi di mal di testa è già in atto.
Oltre per la prevenzione del mal di testa, il tanaceto è usato per la sua azione antiallergica: l’estratto secco titolato di tanaceto provoca inibizione della secrezione di istamina, una delle sostanze coinvolte nell’innesco di reazioni allergiche. Paradossalmente, però, il tanaceto può innescare reazioni allergiche cutanee.
Tra le controindicazioni, è sconsigliato l’impiego di tanaceto alle donne in gravidanza in quanto non vi sono studi che possano rassicurarci sui relativi effetti dell’estratto di questa pianta sul feto.
I contadini utilizzavano il tanaceto nella composizione dei giacigli per tenere lontano dai loro animali pulci, zecche ed altri parassiti.
Secondo antiche credenze la polvere delle foglie essiccate messa nelle scarpe serviva a prevenire la febbre mentre i fiori essiccati, per tenere lontano gli insetti dalla biancheria.
Nel linguaggio dei fiori, il Tanaceto è simbolo di negatività, ma anche di dolcezza.
È una pianta molto aromatica ,un tempo era utilizzata per profumare la biancheria e gli ambienti.
Era una pianta usata al posto del Luppolo per fabbricare la birra.
Sempre in tempi remoti questa pianta veniva usata come erba aromatica.
Veniva usato come rimedio naturale dalla medicina popolare contro l’anoressia, mestruazioni dolorose, distonia gastrica, cir­rosi epatica, linfoadenite, flatulenza.
Nelle colonie del New England veniva utilizzato come vermifugo.
In Inghilterra rami di tanaceto erano tradizionalmente posti alla finestra per tenere alla larga le mosche. Rametti erano messi tra le lenzuola e la biancheria per scacciare gli insetti. Il tanaceto era anche utilizzato nei giardini e nelle case di Melbourne per tener lontane le formiche.

Modalità di Preparazione –
Considerando che il Tanacetum vulgare ha proprietà digestive, amaro-toniche, vermifughe, astringenti, febbrifughe e vulnerarie, si può capire quante e quali sono i suoi utilizzi. Se ne usano le foglie ed i fiori: le prime, essiccate, curano l’emicrania ed i reumatismi, mentre il tè amaro, fatto con i fiori, è usato come vermifugo. Dalla pianta l’industria ne ricava insetticidi, repellenti e coloranti.
In cucina l’uso del Tanacetum è diminuito nel tempo o quasi scomparso. Può essere utilizzato come aromatizzante per insalate, frittate, pudding e per insaporire i piatti di selvaggina. Oggi è ancora usato per la preparazione di un digestivo aromatico chiamato Arquebuse.
Le foglie giovani venivano usate un tempo come condimento e per ornare i dessert e le vivande.
Il tanaceto, quindi, viene impiegato soprattutto per prevenire le cefalee e il forte mal di testa che accompagnano il ciclo mestruale, per prevenire la manifestazioni di vomito che a volte sono causate dalla forte emicrania, inoltre aiutano il rilassamento della muscolatura dell’utero attenuando i dolori addominali che si associano spesso al ciclo mestruale.
In linea di massima il tanaceto è efficace in via preventiva, quindi è consigliato assumerlo prima della sua insorgenza, oppure seguire un periodo di trattamento di 20-30 giorni da intervallare con un periodo di riposo per poi riprendere un altra fase di trattamento.
Le dosi corrette di estratto secco sono di circa 200 mg al giorno da assumere lontano dai pasti.
Vediamo come preparare in modo semplice una tisana al tanaceto utilizzando 10 grammi di sommità fiorite essiccate di tanaceto ed 1 litro d’acqua;
Si porta ad ebollizione l’acqua, si versa sui fiori e si lascia in infusione per circa 10 minuti. Si filtra e poi si beve nell’arco della giornata.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *