Doping Finanziario

Doping Finanziario

Chi pensa che la crisi del XXI secolo nasca perché il nostro Pianeta non sia più in grado di sfamare i suoi figli o perché si stiano esaurendo le risorse del sottosuolo è completamente fuori strada e tale convinzione non appartiene solo a chi non ha una dottrina economica o sociale ma è più diffusa di quanto si pensi, anche in ambienti “apparentemente dotti” o addirittura cattedratici.


L’Universo (a cui appartiene questo mondo) ha delle regole così esplicite e stabili che infrangerle comporta una corruzione dello stesso. Corruzione che coinvolge tutto e tutti essendo l’Universo* un tutt’uno.
In fisica è nota la funzione chiamata: Entropia** che è la grandezza che viene interpretata come una misura del disordine presente in un sistema fisico qualsiasi, incluso, come caso limite, l’universo.
In parole povere l’Entropia misura il sistema di degrado (corruzione) di un sistema di qualsiasi entità e natura. Per questo motivo gli scienziati ed i tecnici che si occupano dell’efficienza dei sistemi energetici si preoccupano notevolmente di creare modelli o macchine termodinamiche che abbiamo una bassa entropia di sistema e quindi un’alta efficienza (o rendimento).
Anche il sistema sociale è soggetto alle stesse regole della Fisica che, anche se più complesse, sono incredibilmente essenziali nelle loro considerazioni e conseguenze.
Possiamo considerare il Sistema Sociale come un Macro modello Fisico dove, al limite, anche i comportamenti, le relazioni, le mode, le strutture economiche, ecc. rappresentano singoli fattori in reazione ed interrelazione tra loro.
Il Sistema Sociale è pertanto assimilabile ad una macchina termodinamica che come tutte le macchine può essere più o meno efficiente e la progettazione e gestione di questo Sistema prende il nome particolare di Politica (termine che oggi viene purtroppo – e non a torto – abbinato alla corruzione che, abbiamo visto, ha l’analogo dell’Entropia nella Fisica).
In poche parole una buona Politica corrisponde ad uno Scienza che progetta o ipotizza un Sistema ad alta efficienza e quindi a bassa produzione di Entropia, o se vogliamo, a bassa corruzione.
In Fisica l’Entropia misura non solo il livello di degrado (corruzione) di un sistema ma, per effetto, l’incapacità del sistema a produrre ancora energia. In poche parole un Sistema Fisico con alto contenuto entropico è un sistema, consentitemi il termine colorato, “bollito”, cioè non più o poco capace di dare vita: in poche parole un Sistema vicino alla morte termica e quindi alla corruzione ultima e finale (quella a cui è destinato al limite l’Universo intero).
In termini concreti gli Scienziati che si occupano dell’efficienza dei Sistemi Energetici stanno attenti ad evitare che si formino quei componenti che producano od immettano nel sistema elevati contenuti di Entropia (grandezza che per quanto limitabile viene sempre prodotta in un sistema naturale).
Nell’Universo i sistemi newtoniani o naturali si comportano allo stesso modo: si preoccupano di limitare al massimo la produzione dei sottoprodotti ultimi per non innalzare troppo velocemente il livello dell’Entropia. In poche parole l’Universo ha un grande “Spirito di Conservazione”.
Nel nostro mondo gli “Scienziati” (Politici) della più grande Reazione Fisica esistente che è la Struttura Sociale si comportano quasi sempre in maniera diametralmente opposta o, perlomeno, in antitesi.
Per capire come arrivo a questa affermazione partiamo da una considerazione semplicissima: abbiamo visto che possiamo paragonare il Sistema Sociale come una Macro Reazione dove le attività, il lavoro, la trasformazione delle energie, gli scambi commerciali, portino in ultimo alla produzione di un equivalente energetico che la moderna Civiltà ha individuato e strutturato nel denaro (moneta corrente).
Questa Macro Reazione produce vari prodotti della reazione alcuni dei quali riutilizzabili (dal punto di vista Fisico e Termodinamico) ed altri con nessuna capacità energetica.
Una mela, un pezzo di carbone, un bue o un masso posto sul vertice di un piano inclinato possono produrre ancora energia e, se esistesse ancora il baratto, potrebbero essere scambiati secondo parametri di comparazione. Il denaro, equivalente in valore di ogni possibile scambio, non ha invece alcun potere energetico, pertanto è paragonabile ad un sottoprodotto di una Reazione che ha assunto il massimo disordine.
In poche parole il denaro (moneta corrente) è un sottoprodotto e la sua immissione in un sistema (oltre alla capacità dello stesso di produrne) non può portare a nessun incremento energetico del Sistema ma, anzi, comporta la corruzione del Sistema incrementandone il suo disordine.
Ricordiamo che il denaro è una convezione. Non ha nessun valore; può sparire da un momento all’altro, invece, per es. una mucca è una mucca: finché vive bruca, dà latte, può produrre ancora energie.
Ritornando pertanto alla peculiarità del denaro non è possibile riottenere energie con la semplice immissione del denaro in un sistema, anzi, questo comporterà una maggiore corruzione del Sistema stesso dove viene immesso.
Se pertanto effettuo investimenti in un’azienda agricola (acquistando macchinari, realizzando piantagioni o costruendo strutture) senza stare attenti al modello termodinamico ed agli equilibri ecologici e sociali che si intrecciano in questa particolare attività umana, tendo a corrompere quel sistema in quanto incido in processi che sono molto più complessi e nei quali le componenti in gioco vengono sbilanciate da questa forma energetica corrotta.
In poche parole un sistema può utilizzare solo il sottoprodotto denaro se questo è ricavato dallo stesso sistema. Qualunque apporto esterno crea un doping e, come tutti i doping, questi hanno delle conseguenze collaterali persistenti, di difficile eliminazione e con effetto destabilizzante sui complessi e delicati equilibri del sistema stesso.
Le politiche mondiali che utilizzano le forme di finanziamento (soprattutto quelle a fondo perduto) stanno corrompendo i Sistemi Naturali e con essi la Società.
Tra l’altro questo aggravarsi si è incrementato esponenzialmente dal momento in cui i sistemi monetari hanno abbandonato il “Gold Standard” o Sistema Aureo, nel quale la base monetaria era data da una quantità fissata d’oro. In tale sistema vi era un tetto invalicabile che poneva un limite alla corruzione del Sistema.
Con l’abbandono di questa concezione la quantità di moneta immettibile nello stesso è divenuta “libera” e la velocizzazione delle reazioni (che è sinonimo di aumento della corruzione) tende ad aumentare esponenzialmente lo stato di corruzione.
Per poter invertire questa pericolosissima condizione è necessario ripensare a questo modello di utilizzo del denaro (e quindi della finanza) introducendo un parametro di controllo e parametrazione delle immissioni di denaro in un Sistema che possiamo definire: ECO STANDARD.
L’ECO STANDARD, rappresenterebbe il controvalore in denaro che ogni sistema naturale fosse in grado di produrre in condizione di stabilità ed equilibrio ecologico e sociale. Pertanto, per fare un esempio concreto ed esemplificativo, se un bosco può produrre in condizioni di ecosostenibilità un certo quantitativo di legna e a quella legna si attribuisce un controvalore in denaro, il titolare di quel bosco (la Nazione come ente supremo) può immettere in circolo quel quantitativo di denaro.
Estendendo questo concetto a tutte le attività umane e ponendole in condizione di ecosostenibilità allora, attraverso un modello di contabilità ambientale e sociale, potremmo trovare il controvalore in denaro da immettere nel Sistema e questa quantità di denaro non avrebbe l’effetto doping.
La questione che stiamo bruciando troppo velocemente le risorse e degradando il nostro Pianeta è dovuta a questo modo scellerato di pensare all’Economia ed alla finanza come disancorate dal “Spirito di Conservazione” che l’Universo possiede.

Guido Bissanti
* L’etimologia della parola universo deriva dal latino universus cioè tutto, intero (dall’unione di unus = uno e di versus = volto, avvolto (participio passato di vertere). L’universo, letteralmente, è un “tutt’uno avvolto in sé stesso”.
** Dal greco antico ἐν en, “dentro”, e τροπή tropé, “trasformazione”.