Macrocystis pyrifera

Macrocystis pyrifera

L’alga kelp gigante (Macrocystis pyrifera (L.) C.Ag., 1820) è un’alga bruna appartenente alla famiglia delle Laminariaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Chromista,
Sottoregno Harosa,
Phylum Ochrophyta,
Divisione Phaeophyta,
Subphylum Phaeista,
Infraphylum Limnista,
Superclasse Fucistia,
Classe Phaeophyceae,
Ordine Laminariales,
Famiglia Laminariaceae,
Genere Macrocystis,
Specie M. pyrifera.
Sono sinonimi i termini:
– Fucus pyrifer L.;
– Laminaria pyrifera (L.) Lamouroux;
– Macrocystis humboldtii (Bonpland) C.Ag.;
– Macrocystis planicaulis C. Agardh;
– Macrocystis pyrifera var. humboldtii Bonplan.

Etimologia –
Il termine Macrocystis proviene dal greco μακρόϛ macrós lungo, grande, lungo e da κύστις cýstis vescica, cistidio.
L’epiteto specifico pyrifera viene dal greco πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuoco: per la forma e dal latino fer, fero.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Macrocystis pyrifera è un’alga comune lungo la costa orientale dell’oceano Pacifico orientale (Baja California, sud-est dell’Alaska, Perù, Cile, Terra del Fuoco) e Australia (Victoria, Tasmania e Nuovo Galles del Sud) e vicino alle isole dell’oceano Atlantico meridionale (es. Tristan da Cunha, Gough etc.).
È presente anche nella Terra del Fuoco: citato da Carlos Gallardo nel suo libro riguardante la regione, è descritto da Lucas Bridges, che visse nella Terra del Fuoco per quarant’anni, come un ottimo frangiflutti, al quale gli indigeni Yaghan per ancorare le loro canoe e proteggerle dalle onde; il kelp, nella loro lingua, era chiamato “howush”, ma esisteva anche il termine “palan”, utilizzato per indicare un bosco di kelp separato dalla costa da un tratto di acque profonde.
Il suo habitat è quello delle acque fredde (con temperature inferiori ai 21°) e ricche di sostanze nutritive dove forma delle vere “foreste marine”, infatti cresce in gruppi anche molto densi che fungono da riparo per numerosi organismi marini, sia pesci che invertebrati, che trovano in essi anche il loro cibo. Si trova su rocce intertidali o rocce subtidali poco profonde lungo la costa del Pacifico del Nord America (dalla Columbia Britannica alla California) e del Sud America. In Nuova Zelanda si trova nella zona subtidale dell’Isola del Nord meridionale, dell’Isola del Sud, di Chatham, di Stewart, di Bounty, di Antipodes, di Auckland e delle Isole Campbell. Quest’alga può essere trovata anche su roccia e su coste aperte riparate.

Descrizione –
La Macrocystis pyrifera è la più grande di tutte le alghe e deve il suo nome per le sue dimensioni ragguardevoli; quest’alga può arrivare infatti a 50 m di altezza ed oltre.
Lo stadio del ciclo vitale che di solito si osserva è lo sporofito, che è perenne e gli individui persistono per molti anni.
Il fusto si sviluppa in modo irregolare, ma è ricco di vesciche contenenti gas che rendono stabile l’alga.
Gli steli derivano da un meristema basale, con ben 60 steli nelle piante più vecchie e ben protette. Le lame si sviluppano a intervalli irregolari lungo il gambo, con un’unica pneumatocisti (vescica gassosa) alla base di ciascuna lama.
Alla base di ogni fusto invece si sviluppano sulla lamina dei piccoli sacchi che rilasciano le zoospore biflagellate questi sono gli sporofilli.

Coltivazione –
L’alga kelp gigante è ritenuta uno degli organismi a crescita più veloce della Terra; quest’alga può anche crescere a ritmi di 0,61 metri al giorno, con gli esemplari giovanili che crescono direttamente dal gametofito della pianta madre, e solo in seguito iniziano ad ancorarsi al fondo come una pianta a sé stante.
Quest’alga viene raccolta perché ricca di minerali come iodio, potassio e altri; ma i prodotti principali ottenuti da essa sono gli Alginati.
Dove il fondo è roccioso ed è quindi ideale per l’ancoraggio di queste piante, questa specie diventa estremamente rigogliosa, creando delle vere e proprie foreste che ospitano numerose specie che dipendono da questo habitat direttamente per il cibo e il riparo, o indirettamente come terreno di caccia delle prede. Queste foreste sono inoltre l’habitat di molti pesci, come Oxyjulis californica, un labride e alcuni esemplari della famiglia Sebastidae. Sia le grandi dimensioni che l’elevato numero di individui modificano significativamente la disponibilità di luce, il flusso delle correnti oceaniche e la composizione dell’acqua dell’oceano nella zona in cui crescono.
A volte compete per il nutrimento e lo spazio con Pterygophora californica.
Dove le acque superficiali sono poveri di nutrienti, l’azoto, in forma di amminoacidi, viene trasportato lungo il fusto della pianta con un sistema che ricorda molto in floema delle piante vascolari. Questa traslocazione è molto rapida e muove anche nutrienti verso le zone più basse, meno esposte alla luce e dove quindi la fotosintesi difficilmente avviene.

Usi e Tradizioni –
La Macrocystis pyrifera è stata utilizzata per molti anni come fonte di cibo; contiene anche molti composti come minerali, vitamine e carboidrati, quindi è utilizzata anche come integratore alimentare.
All’inizio del XX secolo in California molti esemplari sono stati raccolti come fonte di carbonato di sodio. L’interesse commerciale crebbe significativamente tra il 1970 e il 1980, questo a causa della produzione di alginati e di biomasse. Tuttavia, la sua produzione commerciale non è mai divenuta realtà.
La domanda di questa specie è però in aumento a causa anche del suo uso come fertilizzante. C’è una ricerca in corso per utilizzarla come mangime per altre specie allevate, come i gamberi. È stata inoltre esaminata come possibile materia prima per la conversione in etanolo per i biocarburanti.
Quest’alga, grazie anche all’alto contenuto di iodio, ha proprietà terapeutiche supportate da diversi studi scientifici. La sua assunzione apporta molti benefici alla salute.
Quest’alga, oltre a vari composti, sali e minerali contiene molte vitamine ed amminoacidi; tra gli amminoacidi ricordiamo: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, leucina, isoleucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.
Tuttavia il contenuto più rilevante è l’altissima concentrazione di iodio che può raggiungere in determinate specie 2.984 mcg x grammo.
Inoltre 100 grammi di alga kelp hanno una resa calorica pari a 43 kcal.
Alcuni studi sostengono l’efficacia dell’alga kelp in polvere per il trattamento dell’ipotiroidismo nei pazienti con gravi disabilità motorie.
Inoltre, recenti studi hanno riscontrato che le alghe possono rallentare la diffusione di alcuni tipi di tumore, in particolare quello al seno ed al colon.
Secondo gli studi, un composto presente nell’alga kelp, il fucoidano, può inibire la crescita delle cellule malate nel tumore al seno, alla prostata ed ai polmoni.
Un altro studio molto recente suggerisce che il fucoidano causa la morte per apoptosi delle cellule tumorali nei pazienti con leucemia. Secondo i ricercatori è la combinazione fucoidano e fucoxantina che rende quest’alga un cibo con proprietà antitumorali.
Quest’alga, inoltre, viene impiegata nelle diete per perdere peso. In questo senso uno studio del 2014 ha scoperto che l’alginato potrebbe ridurre l’assorbimento di grasso da parte dell’intestino fino al 75 %, mentre uno studio del 2009 suggerisce che quest’alga può avere effetti benefici nei confronti del diabete e dell’obesità.
Inoltre avendo un grande contenuto di clorofilla la sua assunzione stimola la produzione di globuli rossi. Questo meccanismo apporta benefici all’ossigenazione di tutti gli organi del corpo.
Comunque sia, parecchi studi, si stanno concentrando su vari aspetti benefici nell’uso di quest’alga.
Tra le controindicazioni si ricorda che quando si acquistano le alghe è molto importante acquistare prodotti biologici. Questi organismi vegetali infatti hanno una grande capacità di assorbire metalli pesanti che sarebbero deleteri per la salute.
Un altro rischio a cui ci si espone quando si consuma questa varietà di alghe è il sovra dosaggio di iodio. Un eccesso di iodio infatti, può avere come conseguenza l’ipertiroidismo ed anche tumori alla tiroide.

Modalità di Preparazione –
L’alga kelp è un alimento molto importante nella cucina giapponese ed in quella cinese.
Un modo molto semplice di consumare questo vegetale è quello di preparare una zuppa cremosa di carote. Tuttavia, grazie anche alle sue proprietà terapeutiche, negli ultimi anni l’alga kelp è diventata un alimento molto diffuso anche nel mondo occidentale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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