Manex tête noire

Manex tête noire

La pecora manex tête noire, detta anche “principessa conquistatrice della montagna basca”, è una razza ovina francese (Ovis aries Linnaeus, 1758) allevata da secoli nella Vallée des Aldudes, con attitudine principale alla produzione di latte.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Phylum Chordata,
Classe Mammalia,
Ordine Artiodactyla,
Sottordine Ruminantia,
Famiglia Bovidae,
Sottofamiglia Caprinae,
Genere Ovis,
Specie O. aries,
Razza manex tête noire.

Distribuzione Geografica ed Areale –
La pecora manex tête noire è una delle quattro razze presenti sul territorio basco francese (le altre sono la latxa cara negra, la manex tête rousse e la latxa cara rubia), è molto rustica ed è parte integrante del paesaggio della Vallée des Aldudes da secoli.

Origini e Storia –
La razza manex tête noire è una pecora molto rustica e parte integrante del paesaggio della Vallée des Aldudes da secoli.
Questa razza come la più numerosa tête rousse, è una pecora di origine asiatica, probabilmente importata dagli arabi, che nel tempo, contrariamente ad altre razze dei Pirenei, non ha subito incroci con la merino.
La sua presenza nei Paesi Baschi è strettamente collegata alla secolare tradizione della transumanza: ogni anno, infatti, a inizio primavera, le greggi sono condotte sui pascoli più elevati dei Pirenei.
Purtroppo la Manex Tête Noire, come molte razze autoctone storiche, è una razza in declino perché, pur essendo molto adatta al pascolo montano e in grado di pascolare all’aperto anche sei mesi l’anno, è meno produttiva delle altre razze locali. Negli anni ’80 contava 220.000 capi, mentre oggi ne rimangono circa 85.000.

Morfologia –
La pecora manex tête noire è una razza di taglia media.
Questa pecora è interamente ricoperta da una folta coltre di lana (eccetto le zampe e il muso).
La testa e le zampe sono di colore nero;
Gli arieti hanno grosse corna, lunghe e a spirale.

Attitudine produttiva –
La manex tête noire è una pecora allevata principalmente per il latte destinato alla caseificazione (soprattutto di pecorini). La produzione di agnelli da latte costituisce una fonte indispensabile di reddito per gli allevatori di questa razza, anche se non sono remunerati in modo adeguato.
Nell’economia generale delle piccole fattorie degli allevatori, tuttavia, la vendita degli agnelli (che nascono perlopiù tra dicembre e marzo) è un’integrazione importante del reddito familiare particolarmente nelle piccole aziende delle regioni di Garazi-Baigorri, Iholdi-Oztibarre et Soule.
Gli agnelli, che crescono in un ambiente incontaminato, nutriti solo con il latte materno, rappresentano un’eccellenza gastronomica tipica della regione. La loro carne è fine, tenera e leggermente rosata.
L’agnello, tradizionalmente, arriva sulle tavole nel periodo pasquale: i cosciotti sono arrostiti in forno e le altre parti sono utilizzate per lo spezzatino.
La produzione venduta localmente è però limitata.
Questa filiera, infatti, dipende fortemente dall’esportazione verso la Spagna, che richiede specialmente gli agnelli nel periodo natalizio.
Per salvaguardarla è necessario garantire sbocchi di mercato più sicuri, e dunque locali, e prezzi più remunerativi.

Guido Bissanti

Fonti-
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Daniele Bigi, Alessio Zanon , 2010. Atlante delle razze autoctone. Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia, Edagricole-New Business Media, Bologna.

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