Gelidium amansii

Gelidium amansii

L’ umutgasari (Gelidium amansii J. V. Lamouroux 1813) è un’alga rossa appartenente alla famiglia delle Gelidiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota;
(clade) Archaeplastida;
Classe Florideophyceae;
Ordine Gelidiales;
Famiglia Gelidiaceae;
Genere Gelidium;
Specie G. amansii.
È sinonimo il termine:
– Fucus amansii J. V. Lamouroux.

Etimologia –
Il termine Gelidium proviene dal latino gelidus, gelidă, gelidum, che significa gelido, gelato, ghiacciato, freddo, fresco.
L’epiteto specifico amansii è di provenienza incerta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Gelidium amansii è un’alga rossa tipica delle coste di alcuni paesi dell’Asia orientale, incluso il nord e Corea del Sud, Cina, Giappone, Singapore e Taiwan nord-orientale.

Descrizione –
Gelidium amansii è un’alga che può essere di colore viola, rosso, rosso-giallastro in quanto contiene la classe di pigmenti noti come ficobiliproteine.
Ha un corpo ramificato è cartilagineo e può crescere fino a un’altezza da 8 a 30 cm.
Può avere quattro o cinque foglie pennate opposte, lobate, su ciascun ramo.
È uniassiale con una cellula apicale.
Il midollo è compattato con cellule apicali e l’epidermide è formata da cellule a spirale arrotondate.

Coltivazione –
Gelidium amansii è un’alga rossa che viene comunemente raccolta nella costa poco profonda, normalmente da 3 a 10 m di profondità sotto acqua.

Usi e Tradizioni –
Quest’alga rossa è un’importante fonte di cibo nei paesi dell’Asia orientale e ha dimostrato di avere effetti medicinali sulla dieta.
Nella medicina popolare è usata per trattare la stitichezza.
Questa alga viene utilizzata per produrre l’agar, i cui componenti sono l’agarosio polisaccaride e l’agaropectina, provenienti dalla grande quantità di algina che si trova nella parete cellulare delle alghe.
A volte viene servita come condimento di insalate, budini, marmellate e altri piatti culinari nelle regioni produttrici.
L’agar è, inoltre, una sostanza gelatinosa utilizzata in commercio come matrice di incubazione per microbi e altri prodotti che richiedono una matrice gelatinosa ecologica. Il Gelidium amansii viene studiato come biocarburante a basso costo.
In Giappone l’Agar agar è conosciuto col nome di Kanten, che significa Cielo freddo, in relazione al suo sapore neutro, ed è utilizzato da secoli, mentre in Europa è stato importato solo nel 1859. Il medico microbiologo e batteriologo Robert Koch lo utilizzò per primo nel 1880 nei suoi esperimenti come terreno di coltura per i batteri, come avviene ancora oggi per le moderne ricerche microbiologiche.
L’Agar viene utilizzato anche a scopo dimagrante per il suo effetto saziante: assunto prima dei pasti con abbondante acqua occupa un certo volume nello stomaco, aiutando a ridurre l’appetito; consente inoltre, una volta giunto nell’intestino, di inglobare parte del cibo ingerito riducendo perciò l’assorbimento.
L’Agar è utilizzato talvolta anche in cosmetica come addensante e emolliente, per la preparazione di balsami, maschere capillari, creme e maschere per il viso.

Modalità di Preparazione –
Il Gelidium amansii è un’alga rossa utilizzata nei Paesi orientali sia come alimento che nella medicina popolare.
Oggi l’utilizzo maggiore di quest’alga è quello tramite l’agar agar che è una polvere bianco-grigiastra, insapore e inodore, priva di calorie poiché non viene praticamente assorbita a livello intestinale, pur contenendo sali minerali e vitamine. La sua peculiare caratteristica è di essere solubile in acqua e di assorbirne fino a 200 volte il suo volume formando un gel, utilizzato in fitoterapia per le sue proprietà dolcemente lassative e prive di effetti irritanti. L’Agar agar è utilizzato anche come addensante per usi culinari, al posto della cosiddetta “colla di pesce” (e come sua alternativa di origine vegetale), poiché ha il vantaggio di essere insapore e inodore, per preparazioni come gelatine di frutta, confetture a basso tenore di zucchero, budini, bavaresi, aspic dolci o salati di frutta e verdura.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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