Iris savannarum

Iris savannarum

L’ Iris della prateria (Iris savannarum Small) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Iridaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Liliales,
Famiglia Iridaceae,
Subgenere Iris subg. Limniris,
Sezione Iris sect. Limniris,
Serie Iris ser. Hexagonae,
Specie I. savannarum.
Sono sinonimi i seguneti termini:
– Iris albispiritus Small;
– Iris hexagona var. savannarum (Small) R.C.Foster;
– Iris kimballiae Small;
– Iris rivularis Small;
– Iris savannarum var. kimballiae (Small) D.B.Ward.

Etimologia –
Il termine Iris del genere è stato dedicato a Iris Iride (nella mitologia greca Ἶρις Iris), messaggera degli dei il cui nome deriva da quello dell’arcobaleno (ἶρις iris).
L’epiteto specifico savannarum proviene probabilmente da savana, un bioma prevalentemente subtropicale e tropicale localizzata tra 10 e 20° di latitudine (N e S) e caratterizzata da una stagione secca e da una stagione umida.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Iris savannarum è una pianta tipica degli Stati Uniti sudorientali, in particolare in Alabama, Georgia e Florida. La sua principale regione di distribuzione è in Florida, dove domina altre specie di iris, e si trova in molte colonie di piccole e medie dimensioni in molti luoghi dello stato.
Il suo habitat è quello delle paludi d’acqua dolce aperte ma ama anche i terreni ricchi di sabbia argillosa e quelli poveri di argilla sabbiosa, ed è tollerante sia dei terreni bagnati tutto l’anno che di quelli asciutti tutto l’anno.

Descrizione –
L’Iris savannarum è una specie erbacea perenne rizomatosa con steli lunghi 30-100 cm.
La pianta si accresce da un rizoma di colore verdastro di 2–2,5 cm di diametro, con i resti fibrosi delle foglie dell’ultima stagione, che si ramifica con facilità, formando grandi cespi aperti o colonie.
Il rizoma è velenoso per l’uomo.
Le foglie sono di colore verde brillante, che salgono dalla base della pianta (circa 60-100 cm di lunghezza per 0,8-2 cm di larghezza). Queste di solito muoiono dopo che la pianta ha smesso di fiorire.
I fiori hanno colorazioni dal blu, al viola-blu al bianco. La forma bianca era originariamente chiamata Iris albispiritis, fino a quando non fu riclassificata come sinonimo di Iris savannarum.
Il tubo del perianzio è lungo 1,2-1,5 cm. I sepali sono blu o viola pallido, punteggiati di bianco e hanno venature blu intenso (su entrambi i lati della cresta centrale). Sono lunghi circa 7–8 cm. La cresta centrale è gialla con un artiglio verde chiaro.
L’iris fiorisce tra la primavera e l’estate, generalmente tra marzo e aprile ed ha tra 1 e 3 fiori per stelo.
I fiori sono impollinati dagli insetti, soprattutto da api. Il fiore di iris ha un piccolo lembo che protegge lo stigma, cosa che impedisce l’autoimpollinazione. Quando un’ape atterra sul fiore per raccogliere il polline, sfiora il lembo, dirigendosi verso l’antera. L’ape raccoglie il polline dall’antera e deposita il polline di altri fiori. Uscendo, sfiora il lembo dello stigma, richiudendolo.
Il frutto è una capsula che contiene semi ellissoidi di colore verde brillante e lunga circa 6-10 cm. Questa ha 6 creste affilate, simili ad ali, equidistanti, che convergono a formare un robusto becco all’apice della capsula. All’interno ci sono semi di colore marrone, di forma circolare o a losanga (di 8-12 mm di diametro). Le capsule dei semi possono essere molto pesanti, per i gambi dei fiori, che per questo si piegano verso il suolo o l’acqua (a seconda dell’habitat). I semi vengono quindi rilasciati dalla capsula, se rilasciati vicino all’acqua galleggeranno (a causa di un rivestimento simile al sughero). Possono anche andare alla deriva nel vento per creare nuove colonie.

Coltivazione –
L’ Iris savannarum, come tutte le iris palustri, termina il suo ciclo vegetativo in estate, diventando più gialla, ma riprendo vigore in autunno, restando verde per tutto l’inverno fino alla primavera.
Tutte le varietà di iris palustri, sono ottime piante per la fitodepurazione del laghetto.
Si tratta di una pianta da coltivare in poca acqua (massimo ad una profondità di -5 cm) o sul bordo fuori dal laghetto purché il terreno sia intriso d’acqua.
È una pianta resistente al gelo.

Usi e Tradizioni –
L’ Iris savannarum fu pubblicata per la prima volta da Small in Addisonia nel 1925.
Successivamente fu classificata da vari autori di Iris (tra cui R. C. Foster, “Contributor to Grey Herberium”. 119: 3–82. 1937) come una varietà di Iris hexagona, e chiamata Iris hexagona var. savannarum.
Nel 2002, Henderson ha riclassificato entrambe le specie di Small Iris giganticaerulea (situata nella costa dell’Alabama fino alla Louisiana) e Iris savannarum (situata in Alabama, Georgia e Florida) come specie distinte. Iris hexagona fu poi lasciata alle popolazioni della Carolina del Sud e di alcune regioni della Florida settentrionale. Questo è stato concordato e ampliato da Daniel Ward nel 2011 (dell’Università della Florida), che ha collegato Iris kimballiae come una variante di Iris savannarum. Successivamente è stata classificata come sinonimo di Iris savannarum.
L’Iris savannarum e molte altre piante ornamentali sono state valutate per il loro potenziale utilizzo come piante accumulatrici per il trattamento di suoli contaminati da arsenico (As). Si è riscontrato che il peso secco dell’iride aumentava con l’aumentare delle concentrazioni di soluzione ma l’arsenico non si accumulava nel tessuto vegetale. Poiché l’iride può essere raccolta più volte all’anno, è una buona pianta per la fitostabilizzazione.
L’Iris savannarum è stata ibridato con Iris fulva per produrre Iris × cacique.

Modalità di Preparazione –
L’Iris savannarum non ha particolari impieghi alimentari o medicinali mentre è una pianta molto utile per impianti di fitodepurazione e per suoli in cui si è accumulato l’arsenico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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